Francia. Aborto, approvata legge che vieta di difendere la vita su Internet

L'assemblea nazionale francese. Via libera a una legge liberticida: vietato opporsi all'aborto su internet

Via libera dell’Assemblea nazionale. I siti web delle associazioni pro life rischiano di trovarsi fuori legge. Negata la libertà di parola on line, ma anche il concetto base della “liberté” laica
 
di Francesco Ognibene

(Avvenire, 1.12.16)
 
Con una votazione per alzata di mano, l’Assemblea nazionale francese ha approvato nella serata di giovedì 1° dicembre in prima lettura la norma che aggiunge agli «ostacoli all’interruzione di gravidanza» puniti dalla legge anche quello «digitale».

La riforma, attesa ora dall’esame del Senato, nasce da un’iniziativa del governo socialista che punta a spegnere la voce dei siti Internet curati da varie associazioni a difesa della vita per sopperire agli effetti di un’altra legge fatta approvare esattamente un anno fa dalla maggioranza che eliminava la settimana obbligatoria di riflessione per le donne che stanno pensando di abortire. L’eliminazione di quello spazio nasceva dall’idea secondo la quale la donna non deve rendere conto a nessuno della sua decisione di abortire, che dunque da facoltà depenalizzata a certe condizioni diventa “diritto”. La conseguenza della cancellazione di qualsiasi figura con la quale la donna possa confrontarsi prima di decidere ne era l’inevitabile conseguenza. Continua a leggere

Quale qualità della vita? Il trionfo dell’economia. Ma noi meno felici

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Il trionfo dell’economia. Ma noi meno felici

di Leonardo Becchetti

Il lavoro sempre più voucherizzato, i call center in crisi perché i precari non lo sono abbastanza, i fattorini di Foodora che portano la pizza a domicilio a salari stracciati e capiscono che l’unica disperata forma di protesta che può far presa è l’appello ai consumatori a non comprare i loro prodotti. Che cosa sta succedendo? Guardatevi intorno e vedrete nei paesaggi delle nostre città e delle nostre periferie il trionfo dell’economia e contemporaneamente il suo fallimento nel regalarci felicità e pienezza di senso di vita. Fallimento figlio del suo grave peccato originale. Distese senza fine di ipermercati, centri commerciali e negozi traboccanti di prodotti di ogni genere, colmi di tutte le varietà possibili vendute a prezzi stracciati, al massimo del sottocosto possibile.

Il mondo è diventato esattamente ciò che quel gruppo di filosofi morali che inventò l’economia moderna più di due secoli fa voleva che diventasse: il trionfo del consumatore. L’obiettivo era nobilissimo e tutt’altro che meschino: rendere l’umanità felice. Il risultato assolutamente di successo se valutato in termini di coerenza con le premesse. Peccato però che la funzione di felicità utilizzata (l’ipotesi su cosa rendesse l’uomo felice) fosse sbagliata. Continua a leggere

Al centro del desiderio

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Hanno tutti bisogno di un maestro e di una compagnia umana per riscoprire che l’alba non è una cosa ovvia. Serve però una domanda desta e uno sguardo attento. Allora la realtà ci sorprenderà.
 
di Giovanni Fighera
 
Che cosa cercano i giovani al sabato sera, quando passano da un locale all’altro, quando si «sballano» tra l’alcool, la droga e una musica assordante? Forse loro non saprebbero rispondere in maniera precisa, forse non saprebbero rispondere a questa domanda neanche quegli adulti che li giudicano, li criticano, li censurano senza chiedersi che cosa stia al fondo di quel comportamento. «Quid animo satis?», cioè «che cosa può bastare all’animo umano?». Il cuore dell’uomo è nato per la felicità, piena ed infinita, non ridotta a formule. Ecco perché, non appena qualcuno ha il coraggio di rimetterla a tema, l’attenzione di molti o forse dei giovani o di chi si sente ancora giovane sobbalza e rimane in ascolto, forse cercando la formula o la regola d’oro. Dobbiamo avere il coraggio di guardare in fondo al nostro animo e provare a chiederci: «Che cosa può bastare al nostro animo?». Continua a leggere

Un Nobel all’economia che accumula ceneri

di Luigino Bruni
 
Premio alla «teoria dei contratti», semplice e disastrosa La cultura del contratto è la grande vincitrice del nostro tempo di troppi poveri perdenti. Si è sviluppata sulle ceneri della cultura del patto, che era stata la colonna portante dell’edificio famigliare, civile e politico delle generazioni passate. Fino a pochi decenni fa, il regno del contratto era importante ma delimitato, perché la gran parte della vita della gente era retta dal registro del patto (famiglia, amicizia, politica, religione, lavoro …).

Patti e contratti hanno convissuto per molti secoli, erano strumenti complementari per la vita sociale. Fino a quando la globalizzazione dei mercati e della finanza e l’emergere di un ethos dove ogni legame è vissuto come un laccio per l’individuo, hanno decretato la trasformazione progressiva di tutti i patti in contratti. Il patto è (era) un fatto comunitario e simbolico. Non nasce dal solo registro dell’interesse personale, ma ha nella gratuità, nel perdono, nei legami e negli interessi collettivi i suoi elementi costitutivi. Continua a leggere

La verità non può essere nascosta ai giovani

Marcia per la vita: contestata la partecipazione di una scuola

di Maurizio Patriciello
 
«La verità vi farà liberi». Parola di Gesù. La Verità con la maiuscola – il figlio di Dio incarnato – e ogni verità che da lui prende corpo. La menzogna, però, non si arrende e tenta in ogni modo di scimmiottare la verità. La verità genera fiducia. San Paolo, riferendosi a Gesù: «Io so in chi ho creduto», diceva. E perciò riesco a riposare. Perché di lui mi fido. Riposare nella verità. Ci sono valori che sono cari a tutti. Sono diventati veri pilastri del vivere civile. Il valore della vita, per esempio. Chi non sarebbe disposto a battersi per la difesa di un cagnolino? Chi oggi avrebbe il coraggio di affermare che un bambino dalla pelle nera è da considerare inferiore a un bambino europeo? Non sempre fu così e ce ne vergogniamo.

Pur tra mille battaglie abbiamo raggiunto traguardi un tempo inimmaginabili. È un bene, l’umanità avanza. Ma quanto siamo strani! In Sicilia un vecchio fruttivendolo viene insultato e massacrato da un gruppo di ragazzini. Poi gli danno fuoco. Disumano. Inorridiamo. Ci chiediamo dove abbiamo sbagliato nell’educazione dei figli. La comoda storiella che è l’ambiente malsano a generare i bulli è stata smentita da tempo. A Capri un giovane viene picchiato e oltraggiato da alcuni coetanei. I bulli sono tutti di via Chiaia, la via dei napoletani benestanti. Che cosa dunque accade ai nostri giovani? A Caserta, sabato, vengo invitato a parlare ai giovani di alcune scuole che fanno una marcia per la vita. Stupendo. Continua a leggere

Fertilità, è l’aborto la via alternativa?

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di Massimo Calvi
 
La contro-campagna della Cgil al Fertility day lascia intendere che l’aborto sia lo strumento per poter avere una vita lavorativa gratificante e controllare le nascite.
 
Siamo tutti d’accordo: la campagna del Fertility day è stata un fallimento. Ma solo la campagna, non l’iniziativa in sé, che non nasce affatto con lo scopo di spingere gli italiani a fare più figli, e di farli per la Patria, ma per informare sui rischi sanitari che determinati comportamenti possono avere in relazione alla fertilità. Un tema nobilissimo e decisivo. Troppe coppie sperimentano il dolore dell’infertilità anche per una scarsa conoscenza delle cause che possono favorirla.

Per questo le persone in buona fede dovrebbero saper distinguere tra le critiche legittime a una campagna che ha avuto l’effetto di offuscare il senso del Fertility day, fino a offrire il fianco agli oppositori politici del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e il valore del reale messaggio di cui l’iniziativa è portatrice. Solo per fare un esempio, in queste ore in rete circolano a mo’ di sberleffo decine di fotomontaggi di persone famose che nonostante una vita tra droga, alcool e tutto il resto hanno avuto 5, 6 o più figli a ciascuno. Continua a leggere

Gli ori azzurri e la difficile vita dei disabili

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di Massimiliano Castellani
 
Il 14 settembre 2016, d’ora in avanti, dovrebbe essere inserito nel nostro calendario come il “giorno di grazia” dello sport italiano. La beatificazione degli atleti paralimpici azzurri: quelli che hanno vinto l’oro, cinque, quelli che sono saliti sul podio, otto, ma anche di quelli che non ce l’hanno fatta e magari non ce la faranno mai, e che però restano comunque esseri speciali, di cui fidarsi ad occhi chiusi. La loro specialità non sta nella disciplina che praticano e che li ha portati fino alle Paralimpiadi di Rio.

L’essere “speciale” sta nel saper affrontare la vita con la consapevolezza che i propri limiti e le residue facoltà fisiche di cui dispone l’atleta paralimpico sono un patrimonio a disposizione della società, tutta. “Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa”, ha raccontato spesso Alex Zanardi dopo l’incidente che gli capitò nella sua “prima vita” di pilota. Ogni atleta è passato per un tragico campo minato in cui ciò che non l’ha ucciso l’ha reso più forte. Per ognuno di loro c’è stato “un primo e un secondo tempo”, così come Bebe Vio vede la sua esistenza “prima e dopo la meningite”. Continua a leggere

La Camera sdogana la «salute riproduttiva»

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Aborto e contraccezione al posto di veri aiuti

Le Commissioni Affari costituzionali ed Esteri della Camera hanno approvato con un solo voto contrario il controverso testo che impegna il governo nelle sedi internazionali – a cominciare dal G7 in corso in Giappone – a «promuovere e rafforzare la tutela dei diritti e della salute sessuali e riproduttivi», espressione di conio Onu che vuol dire aborti e contraccezione nei Paesi più poveri, spesso come condizione degli aiuti per lo sviluppo.

«Invece di ridurre le diseguaglianze nella distribuzione delle ricchezze e migliorare le condizioni di vita dei Paesi più poveri da dove partono i flussi migratori – commenta Gian Luigi Gigli, deputato e presidente del Movimento per la vita, unico ad aver votato no – l’Italia si associa a chi preferisce eliminare alla radice la richiesta di giustizia attraverso il ricorso a politiche antinataliste». Continua a leggere

Cresce la disuguaglianza economica in Italia

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L’aumentare della disparità economica all’interno dei paesi rallenta fortemente la ripresa economica e frena la crescita del Pil. Lo afferma l’ultima relazione dell’Ocse “Focus inequality and growth” che ha analizzato la correlazione fra aumento nelle disuguaglianze sociali e frenata della crescita economica in 21 paesi, fra cui l’Italia che dal 1985 al 2010 ha perso, anche per questo motivo, quasi il 7% del Pil.

Nello studio si mostra come le differenze di reddito siano ai massimi storici degli ultimi trent’anni: oggi, nell’area Ocse, il 10 per cento più ricco della popolazione guadagna 9,5 volte di più del 10 per cento più povero, mentre negli anni ’80 il rapporto era di 7. Anche l’indice di Gini, che misura le disuguaglianze sociali, è aumentato in media di tre punti percentuali, passando da 0,29 a0,32 in una scala in cui 0 è nessuna disuguaglianza sociale e 1 è tutto il reddito concentrato nelle mani di una sola persona. Continua a leggere

«Famiglie con figli scippate di un miliardo»

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«È uno scippo. Un vero e proprio scippo ai danni delle famiglie ». I deputati Mario Sberna e Gian Luigi Gigli (gruppo parlamentare Democrazia solidale- Centro democratico), durante il Question time in Aula rivolto al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, hanno denunciato e chiesto il motivo della «mancata distribuzione di un miliardo di euro l’anno per gli assegni familiari». Pochi euro vengono infatti prelevati ogni mese dalla busta paga dei lavoratori e destinati a un Fondo nazionale (per un totale di 6,4 miliardi di euro), ma gli stessi dati Inps 2013-2014 confermano che un miliardo non è stato ancora distribuito.

Sberna e Gigli hanno chiesto al ministro Poletti la restituzione di «quanto impropriamente trattenuto a danno dei bambini, senza aspettare la prossima legge di Stabilità: pure la mancata fruizione degli assegni a danno dei figli dei lavoratori autonomi è iniqua e assurda tanto quanto la sospensione della loro corresponsione al compimento del diciottesimo anno d’età». Continua a leggere

Papa Francesco: «Un parlamentare cattolico deve votare secondo la propria coscienza ben formata (che non è ‘quello che mi pare’)»

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Sull’aereo di ritorno dal Messico, Papa Francesco ha incontrato, come di consueto, i giornalisti in conferenza stampa. Tanti i temi toccati. Riporto di seguito alcuni passaggi della conversazione.
 

Unioni civili
 
Domanda: Nel Parlamento italiano è in discussione la legge sulle unioni civili, tema che sta portando a forti scontri in politica, ma anche a un forte dibattito nella società e fra i cattolici. In particolare, volevo sapere il Suo pensiero sul tema delle adozioni da parte delle unioni civili.

Papa Francesco: «Prima di tutto, io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che ho avuto con i Vescovi [italiani], nel maggio 2013, una delle tre cose che ho detto: “Con il governo italiano, arrangiatevi voi”. Perché il Papa è per tutti, e non può mettersi nella politica concreta, interna di un Paese: questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa, e che ha detto in tante occasioni. Perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza: sono tanti. Io penso quello che la Chiesa sempre ha detto». Continua a leggere

Francesco e Kirill: “La famiglia si fonda sul matrimonio tra un uomo e una donna”

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Il 12 febbraio Cuba è stata testimone di un avvenimento atteso da mille anni: il primo incontro fra il capo della Chiesa di Roma e quello della Chiesa ortodossa russa, accompagnato dalla firma di una importante dichiarazione congiunta. Tale documento, se da un lato riconosce che permangono ancora “ostacoli” alla piena unità tra le due Chiese, dall’altro richiama “l’immutabilità dei principi morali cristiani” basati sul rispetto della dignità della persona “secondo il disegno del Creatore”. Emergono in particolare: la difesa della famiglia naturale e l’inviolabilità della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Parole a cui i media non hanno dato risonanza, ma che a Cuba sono risuonate forti e chiare.  Continua a leggere

Modificare gli embrioni spalanca le porte all’eugenetica

La modifica dell'embrione apre la via all'eugenetica

di Augusto Pessina*
 
Ha suscitato dibattito la notizia dell’autorizzazione della anglosassone Human Feritilisation and Embryology Authority a sperimentare modificazioni genetiche su embrioni umani utilizzando la controversa tecnica di editing genomico dall’acronimo “Crispr-Cas9” che permette di introdurre modifiche nelle molecole del dna cellulare. Gravissime sono, infatti,  le perplessità sulla eticità di tali interventi ed anche le implicazioni legate alla sua sicurezza  per i rischi di pericolose modificazioni genetiche trasmissibili a fronte di tenui o inesistenti possibilità terapeutiche.

Gli studi su embrioni  di animale hanno finora evidenziato che è possibile cancellare o disabilitare geni solo in una parte di cellule dell’embrione. Appare molto difficile controllare esattamente quante cellule sono state modificate e molto elevato è il rischio che tagli del genoma si verifichino in punti non previsti o voluti. Il preciso effetto di una tale modificazione è impossibile da prevedere e lo si può potrebbe valutare solo dopo la nascita.  Per questo, nel mondo la maggior parte dei Paesi hanno espressamente proibito l’utilizzo di questa tecnica per modificare embrioni e cellule germinali. Continua a leggere

Cala drasticamente la popolazione italiana. L’unico inverno rigido è quello demografico

Cala drasticamente la popolazione italiana. L'unico inverno rigido è quello demografico

di Mariano Maugeri
 
Culle vuote e cimiteri pieni. La curva demografica del 2015 ci lascia una bruttissima eredità. Le nascite, per la prima volta dopo il 1918 (annus horribilis per un’intera generazione rimasta sui campi di battaglia della prima guerra mondiale; chi sopravvisse dovette poi fare i conti con la micidiale epidemia d’influenza, la spagnola, che fece più morti della peste del XV secolo), sono scese sotto la soglia psicologica delle 500mila unità. Un fatto ancor più grave se si considera che rispetto al 2014 «le morti registrano un aumento di oltre 60 mila unità», osserva il decano dei demografi dell’università Bicocca, Giancarlo Blangiardo, mentre gli immigrati, che da almeno un ventennio colmavano il nostro gap demografico, si sono anch’essi arresi all’evidenza che il nostro non è un Paese per famiglie. Così come non è un paese per giovani (130 mila il saldo netto degli italiani in uscita del 2014, quasi tutti con laurea o master), che ormai migrano ovunque nel mondo, né per i vecchi, che vanno godersi la loro pensione esentasse alle Canarie o in Portogallo. Continua a leggere

Gandolfini: Family day il 30 gennaio con nonni, genitori e bambini

16.01.16 Radio Vaticana

A pochi giorni dal dibattito in Aula del ddl Cirinnà sulle unioni civili, il Comitato “Difendiamo i nostri figli” ha ufficializzato per il 30 gennaio una manifestazione di protesta a Roma. Un nuovo “Family day” dopo quello dello scorso 20 giugno, quando arrivarono in Piazza San Giovanni centinaia di migliaia di persone. Massimo Gandolfini, presidente del Comitato promotore, spiega al microfono di Michele Raviart lo spirito di questa nuova manifestazione:

R. – Lo spirito è duplice. Uno spirito di grande responsabilità, perché siamo convinti che sia un passo molto importante per cercare di fermare una legge che noi consideriamo inaccettabile da ogni punto di vista. Dall’altra parte, anche un sentimento di passione perché vorremmo mostrare a tutto il Paese che si tratta di un popolo di persone civili, che non abbiamo intenzione di dichiarare guerra a nessuno ma che semplicemente vogliamo mostrare la bellezza della famiglia che viviamo, famiglia che naturalmente ha anche tutti i suoi problemi, le sue problematiche; ma l’istituto familiare è un istituto che va assolutamente salvaguardato. Continua a leggere

Stiamo scomparendo

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di UMBERTO MINOPOLI
dal sito lottimistablog.wordpress.com
 
Pensiamoci. In Italia si inseguono la “condizione di coppia”, la genitorialita’, il matrimonio omosessuale come diritto di minoranze. Ma la coppia, la riproduzione, la genitorialita’, il matrimonio stanno scomparendo dagli orizzonti della maggioranza della popolazione. E’ un autentico paradosso. Siamo pronti a riconoscere come “diritti” delle minoranze quelli che, nella condotta della maggioranza, sono considerati, sempre piu’, dei dis-valori. Eleggiamo a diritto di pochi quello che stiamo stracciando come dovere dei molti. Si, perche’ riprodursi, assicurare la continuita’ genetica di un gruppo di popolazione- della nostra popolazione- significa migliorarne la condizione. E questo sarebbe il “dovere” di una comunita’. Un malinteso radicalismo pensa che il fine della nostra esistenza sia far star bene noi che abbiamo la fortuna di essere nati e di esistere. Sciocchezza. Progresso significa “far nascere” e continuare la specie, migliorandola. Continua a leggere

Che cos’è il debito pubblico

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di Rodolfo Casadei

(La Roccia – Marzo-Aprile 2015)

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In suo nome lo Stato italiano continua ad aumentare le tasse, che colpiscono soprattutto le famiglie. Come si è costituito questo enorme “buco nero” che sembra impedire la ripresa italiana?
 
È diventato un’entità così enorme e difficile da controllare che le sue misure cambiano continuamente e che gli enti incaricati forniscono stime diverse.

A metà di dicembre [2014] la Banca d’Italia ha comunicato che il debito pubblico italiano alla fine di ottobre aveva toccato la cifra di 2.157 miliardi di euro. È una cifra superiore alla ricchezza prodotta in un anno dal lavoro di tutti gli italiani, il famoso Prodotto interno lordo (Pii). Corri-sponde infatti al 133-135% del Pil italiano nel 2014. Continua a leggere

La bellezza della tavola, la bellezza della compagnia

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di Susanna Manzin 

dal blog Pane & Focolare
 
Avete mai pensato all’etimologia della parola “compagno”? Viene da “cum + panis”: è colui con il quale mangio il pane. E la parola “convivio”, termine un po’ desueto, sinonimo di banchetto?  Viene da “cum + vivere”. Vivere insieme significa mangiare insieme; se dividiamo la mensa, significa che le nostre vite sono unite. Ed è vero anche il contrario: se le nostre vite sono unite, allora mangiamo insieme.

Mangiare insieme è tipico degli uomini: il cibo non racchiude in sé solo un aspetto biologico e nutritivo. E’ espressione anche di aspetti culturali, sociali, simbolici. Condividere la stessa tavola vuol dire appartenere a quel gruppo, a quella famiglia, a quella corporazione, a quella comunità monastica. Continua a leggere

L’aborto e l’ipnosi

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di Giuliano Guzzo
 
Sotto i centomila. Meno male. La legge funziona. L’entusiasmo diffuso rispetto all’ultima Relazione ministeriale sull’applicazione della Legge 194/’78, dal quale si dissociano ormai solo quanti denunciano alte percentuali di obiettori di coscienza, è tragicamente indicativo di che cosa oggi resti della tragedia dell’aborto legale: un problema numerico, ragionieristico quasi, di meri conteggi. Di quella che da personalità come san Giovanni Paolo II e Madre Teresa è stata denunciata come la grande ferita sanguinante del nostro tempo, rimane insomma solo un raffreddore, un piccolo e trascurabile malanno di conti. E senza dubbio è questo – al di là delle tante obiezioni che pure si potrebbero muovere al festeggiato calo del numero degli aborti legali, dato in realtà da rileggere alla luce del mutato contesto demografico nonché degli aborti clandestini e di quelli invisibili delle pillole – l’aspetto più inquietante. Continua a leggere

L’aborto in picchiata? E il Norlevo dove lo mettiamo?

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Roma 2nov2015 – Una storia già vista: secondo l’annuale Relazione ministeriale sulla legge 194 diminuiscono gli aborti in Italia. Per quanto riguarda il 2014, per la prima volta il numero di aborti risulta inferiore a 100mila: sono state infatti notificate dalle Regioni 97.535 interruzioni volontarie di gravidanza, con un decremento del 5.1% rispetto al dato definitivo del 2013 (105.760 casi), più che dimezzate rispetto alle 234.801 del 1982, anno in cui si è riscontrato il valore più alto in Italia. Dalla relazione emerge che anche gli altri indicatori confermano la continua diminuzione del ricorso alle IVG: il tasso di abortività (numero delle IVG per 1000 donne fra 15-49 anni) nel 2014 è risultato pari a 7.2 per 1000, con un decremento del 5.9% rispetto al 2013 e un decremento del 58.1% rispetto al 1982. Il valore italiano rimane tra i più bassi di quelli osservati nei Paesi industrializzati. Il rapporto di abortività (numero delle IVG per 1000 nati vivi) nel 2014 è risultato pari a 198.2 per 1000 con un decremento del 2.8% rispetto al 2013, e un decremento del 47.9% rispetto al 1982. Fra le minorenni il tasso di abortività è del 4.1 per 1000 (era 4.4 nel 2012), uno dei valori più bassi rispetto agli altri paesi occidentali. Continua a leggere

Halloween, un vescovo spiega le origini cristiane della festa e la sua degenerazione pop

 
Il Vescovo della diocesi di Macerata, Mons. Nazzareno Marconi, per la ricorrenza del 31 ottobre dell’anno scorso, spiegava con pacatezza e intelligenza l’origine, l’evoluzione e l’attualità della Vigilia di Tutti i Santi. Quando si dice saper spiegare con chiarezza e senza oscurantismi.
 
da cantualeantonianum.com

fonte: iltimone.org
 

Cina abbandona politica figlio unico, 400 milioni di aborti in 36 anni

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La Cina ha messo fine alla politica del figlio unico: d’ora in poi ogni coppia potrà mettere al mondo due figli. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina che cita un documento uscito dal Plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista. La contestata misura, adottata nel 1979 come metodo di controllo demografico, ha provocato in 36 anni circa 400 milioni di aborti e, in secondo luogo, ha creato una serie di squilibri sociali ed economici. Ma quale il valore di questa svolta? Paolo Ondarza lo ha chiesto a Laura De Giorgi, docente di Storia della Cina all’Università Ca’ Foscari di Venezia:

R. – È una trasformazione che era necessaria da tempo. Già da tempo si profilava l’idea di cambiare questa politica, magari in maniera graduale: ad esempio era già stato permesso alle coppie composte da due figli unici – quindi senza fratelli – di avere eventualmente due figli. Come era già concesso nelle campagne a chi aveva ad esempio una bambina di poter avere anche un figlio maschio. Per cui quello che ci si aspetta adesso è, vista la posizione del Partito, che questa diventi una regola generale, che tenga in considerazione il fatto che una politica di questo tipo non era più sostenibile. Continua a leggere

Milano lancia la “Notte dei santi”

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Sono già 2.400 gli adolescenti che hanno aderito alla proposta della Diocesi Ambrosiana. Il 31 ottobre invece di fare “dolcetto o scherzetto” scopriranno le vite dei santi e parteciperanno a una raccolta fondi a favore dei senza dimora

La notte di Halloween a Milano diventa la “Notte di santi”. I giovani della diocesi ambrosiana sono stati invitati a dire no a streghe, zombi, scheletri e zucche intagliate e la proposta è andata sold out. L’iniziativa ha visto un vero e proprio boom di iscrizioni al punto che per accogliere ulteriori adesioni è stata anche aperta una lista d’attesa all’indirizzo mail eventifom[at]diocesi.milano.it.

A organizzare l’iniziativa la Diocesi di Milano attraverso il proprio sito internet. L’evento cui parteciperanno 2.400 ragazzi iscritti è in programma sabato 31 ottobre nelle vie del centro cittadino e in Duomo. Tra le 18,30 e le 21,30 gli adolescenti provenienti da tutta la Diocesi, spostandosi tra nove differenti location individuate lungo le vie del centro storico, assisteranno ad altrettante rappresentazioni, ognuna delle quali, presenterà la vita e le opere di un santo, interpretato da un attore. Continua a leggere

Pechino dice addio alla legge del figlio unico

Cina

Pechino 29ott2015 – La Cina ha deciso di abolire la legge del figlio unico. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina citando un comunicato del comitato centrale. La decisione di abolire la legge, in vigore dalla fine degli anni settanta, è stata presa dal comitato centrale del Partito Comunista Cinese, che ha concluso oggi a Pechino la sua quinta riunione plenaria, o “quinto plenum”.

La nuova regola, afferma Nuova Cina citando il comunicato conclusivo della riunione, è che ogni coppia potrà avere due figli. Voci sull’abolizione della legge circolavano dopo che gli esperti avevano segnalato un rallentamento della crescita della popolazione più rapida del previsto. Allo stesso tempo, l’ invecchiamento della società sta procedendo a un ritmo accelerato. In precedenza, secondo le stime dell’ Onu, il picco della crescita della popolazione cinese sarebbe stato raggiunto nel 2030. Continua a leggere