Milano scopre una grande speranza. La città di chi corre e di chi non ce la fa

Lettera ad Avvenire di Paolo e Luca Tanduo
 

Caro Avvenire,
domenica 24 settembre la città di Milano accoglieva con migliaia di persone il nuovo arcivescovo, monsignor Mario Delpini. Sabato 30 settembre la città si ritrovava radunata in festa per i nuovi diaconi, con una gran folla ad attenderli fuori dalla cattedrale dopo la cerimonia. Sabato 7 ottobre circa cinquemila giovani nel Duomo di Milano per la Redditio Symboli si incontravano con l’arcivescovo Delpini. Per una città frenetica, piena di tante occasioni di ogni tipo, in continuo fermento, che a volte viene descritta come una città in cui le relazioni sono difficili da costruire, questi eventi, questa partecipazione, questi gesti appaiono un miracolo della fede e un segno di speranza: che ricorda che anche in una metropoli multiculturale si può vivere la relazione sia con Dio sia con gli altri, a dispetto di tanti stereotipi che vorrebbero mettere in contrapposizione la modernità con la relazione. Ha proprio ragione l’arcivescovo di Milano che nella sua prima Messa in Duomo ha ricordato alla città: «Non disperate dell’umanità, dei giovani di oggi, della società così come è adesso e del suo futuro: Dio continua ad attrarre con il suo amore e a seminare in ogni uomo e in ogni donna la vocazione ad amare», e ancora, in un messaggio pieno di fiducia e contro ogni pessimismo e scetticismo: «Non c’è nessun luogo della terra, non c’è nessun tempo della storia, non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio. La gloria di Dio riempie la terra perché ogni essere vivente è amato da Dio».

Luca e Paolo Tanduo, Milano
 
«Non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio». Che respiro antico e grande viene, ancora una volta nei secoli, dal Duomo di Milano. Un fiato di speranza e di fiducia in Dio, e negli uomini. Continua a leggere

Le due mosse di Trump per la libertà religiosa

Donald Trump libertà religiosa

La Casa Bianca approva due norme nella stessa direzione: tutelare l’obiezione di coscienza sul posto di lavoro

di Federico Cenci 

“Un ritorno al buon senso e ad una pacifica convivenza tra Chiesa e Stato”. Così la Chiesa cattolica statunitense ha salutato la decisione del Dipartimento della Salute e dei Servizi della Casa Bianca di tutelare il diritto dei datori di lavoro di non comprendere i farmaci anticoncezionali tra i benefici assicurativi.

Ad intervenire, con una nota ripresa dall’AgenSir, sono stati il cardinale Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale Usa, e l’arcivescovo William Lori, a capo della commissione sulla libertà religiosa.
 
Modifica dell’Obamacare

La nuova misura apporta una importante modifica su uno dei passaggi più controversi della riforma sanitaria approvata durante la presidenza Barack Obama, nel 2010, che obbligava i datori di lavoro, eccetto le Chiese, alla copertura assicurativa totale per i sistemi di contraccezione e aborto usati dalle loro dipendenti. Continua a leggere

Papa Francesco contro il gender e la dittatura del “materialismo tecnocratico”

“Non può essere passato sotto silenzio lo spregiudicato materialismo che caratterizza l’alleanza tra l’economia e la tecnica, e che tratta la vita come risorsa da sfruttare o da scartare in funzione del potere e del profitto”.  No alla discriminazione delle donne, ma no anche all’“utopia del neutro”: sono da “contrastare le interpretazioni negative della differenza sessuale di chi vuole cancellare tale differenza”.

Un bellissimo discorso pronunciato ieri da Papa Francesco nell’udienza con i partecipanti all’assemblea generale della Pontificia Accademia per la vita.

Ecco di seguito il testo completo:
 

Eccellenza,
Illustri Signori e Signore
,

sono lieto di incontrarvi in occasione della vostra annuale Assemblea Plenaria e ringrazio Monsignor Paglia per il suo saluto e la sua introduzione. Vi sono grato per il contributo che offrite e che, col passare del tempo, rivela sempre meglio il suo valore sia nell’approfondimento delle conoscenze scientifiche, antropologiche ed etiche, sia nel servizio alla vita, in particolare nella cura della vita umana e del creato, nostra casa comune.

Il tema di questa vostra sessione: “Accompagnare la vita. Nuove responsabilità nell’era tecnologica”, è impegnativo e al tempo stesso necessario. Esso affronta l’intreccio di opportunità e criticità che interpella l’umanesimo planetario, in riferimento ai recenti sviluppi tecnologici delle scienze della vita. La potenza delle biotecnologie, che già ora consente manipolazioni della vita fino a ieri impensabili, pone questioni formidabili. Continua a leggere

Incontro internazionale. Utero in affitto, l’ora di dire basta

Il ministro Beatrice Lorenzin interviene al convegno a Montecitorio sull'utero in affitto (Ansa)

di Lucia Bellaspiga

(da Avvenire, 23.03.17)
 
Dall’Europa all’India la voce delle donne contro «una rapina». A Montecitorio, a un anno dal primo storico simposio in Francia, incontro internazionale sulla maternità surrogata. Obiettivo bandirla
 
«L’utero in affitto è un commercio, una pratica antica con mezzi nuovi. Il giorno in cui vedrò una donna ricca, bianca, occidentale fare da portatrice in utero per una donna povera, indiana, sterile, allora mi ricrederò e ammetterò che può essere solidaristico». Applauso bipartisan e internazionale per le parole della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenuta ieri a Montecitorio all’attesissimo incontro sulla gestazione per altri (Gpa) o maternità surrogata organizzato da «Se non ora quando-Libere», titolo «Maternità al bivio: dalla libera scelta alla surrogata, una sfida mondiale». Continua a leggere

I “Paesi più felici” del mondo? Tanti suicidi, violenza sulle donne e alcolismo

Ieri era la Giornata della Felicità e col World Happiness Report, pubblicato alle Nazioni Unite, si sono voluti indicare al mondo i «Paesi più felici», gli esempi, quelli da prendere a modello. La classifica della felicità internazionale, elaborata sulla base di fattori quali diseguaglianze, trasparenza della pubblica amministrazione e politiche sociali, ha visto prevalere la Norvegia sulla Danimarca, che invece lo scorso anno primeggiava. Lontana, solo quarantanovesima, l’Italia. Per fortuna, viene da aggiungere. Sì perché, dovete sapere, vi sono lati oscuri dei Paesi più felici – Norvegia e Danimarca, soprattutto – stranamente non considerati alle Nazioni Unite. Quali?

I suicidi per esempio. Il tasso di suicidio, espressione del numero annuo, ogni 100.000 abitanti, di persone che la fanno finita ogni, vede le progreditissime Norvegia (11.9) e la Danimarca (11,3) distanziare alla grande la nostra Italia (6,7). Un male? Non si direbbe. Continua a leggere

Se le femministe riscoprono il valore della maternità e dell’etica cristiana

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Sono sempre più numerose le donne che combattono per la liberazione femminile. Libertà non dalla fantomatica società patriarcale, ma dal femminismo radicale.

Secondo un sondaggio dell’anno scorso, infatti, il 53% delle giovani donne non si considera femminista: il 34% perché non concorda con gli obiettivi (solo l’11% ritiene importante preservare l’accesso all’aborto, ad esempio) e il 49% perché non approva l’etichetta “femminista”.

«Le donne meritano di meglio», ha scritto recentemente la scrittrice Samantha Johnson sull’Huffington Post in un articolo intitolato: “Quando sono diventata madre, il femminismo mi ha deluso”. «Nella lotta per assicurare l’uguaglianza, predichiamo alle ragazze che possono – e dovrebbero – fare qualsiasi cosa un ragazzo può fare, così però stiamo fallendo nel prepararle ad una delle più grandi sfide con cui dovranno confrontarsi: la maternità. Stiamo insegnando alle giovani che non c’è alcun valore nella maternità e che essere casalinga è un concetto obsoleto, misogino. Promuoviamo la carriera professionale indicandola come simbolo di successo, svalutando completamente il contributo dei genitori a casa. Dobbiamo dire alle donne quanto è importante è essere madri». Continua a leggere

La profezia di Tocqueville. E la speranza che fa ripartire

di Giovanni Fighera

Il percorso sulla contemporaneità è giunto ormai al termine. Nella prima parte abbiamo evidenziato la condizione di solitudine e di disagio dell’uomo odierno. Quell’individualismo che nel Settecento illuministico era presentato come fine dell’affrancamento dell’uomo dalla superstizione religiosa e dalle false autorità del passato appare sempre più come esito nefasto di una società che fatica a sollevarsi, ad aiutare il più debole, a collaborare per uno sviluppo buono e comune. La conseguenza di un individualismo vissuto nella tranquillità e nella finta pace domestica, che non considera l’altrui miseria e sopravvive nella dimenticanza di una giustizia per gli altri, è il disinteresse per l’ambito pubblico e per la politica. L’individualismo corrisponde così ad una torre d’avorio isolata che può prosperare solo fino a quando non arriveranno le «truppe degli invasori» scontenti.

Già nell’Ottocento il saggista francese Alexis C. de Tocqueville (1805-1859) aveva anticipato gli esiti di questa posizione: «Una società in cui gli esseri umani si riducono nella condizione di individui “rinchiusi nei loro cuori” è una società in cui pochi vorranno partecipare attivamente all’autogoverno. La maggioranza preferirà starsene a casa e godersi le soddisfazioni della vita privata, almeno fintantoché il governo in carica, qualunque sia, produce i mezzi di queste soddisfazioni, e ne fa larga distribuzione». Continua a leggere

Parlamento Ue. Soldi Ue per gli aborti a Belgio, Olanda, Svezia e Danimarca

Soldi Ue per gli aborti a Belgio, Olanda, Svezia e Danimarca

Il video denuncia della Ong Culture of Life Africa: «Molti Paesi occidentali hanno deciso di riunirsi per raccogliere soldi per l’aborto ma non fondi per il cibo in Africa»
 
Quattro Paesi europei esortano a prendere il posto degli Stati Uniti sul fronte del finanziamento all’aborto nei Paesi in via di sviluppo, ma gli africani li avete ascoltati?

Questo è imperialismo culturale e neocolonialismo. È il duro messaggio lanciato in un video il cui titolo dice tutto: «La dittatura dei ricchi donatori», che si espande nel mondo proprio mentre oggi Belgio, Olanda, Danimarca e Svezia organizzano al Parlamento europeo una conferenza sull’iniziativa internazionale «She decides» («Decide lei», ne fanno parte anche Stati di altri continenti, ad esempio il Canada). L’iniziativa è stata lanciata a gennaio dal ministro olandese per il Commercio estero Lilianne Ploumen per raccogliere fondi a livello internazionale allo scopo di finanziare programmi di aborto nell’ambito della cooperazione allo sviluppo dopo che il decreto del neo-presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva vietato di erogare soldi pubblici alle ong che includano l’aborto nei loro programmi di aiuti. Continua a leggere

Lavagna. Il ragazzo suicida e la grande lezione di umanità di sua madre

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I giornali l’hanno presentato come una “vittima” dell’intervento della guardia di Finanza. Saviano l’ha usato per una tirata antiproibizionista. Ma ieri la madre ha spiazzato tutti
 
Nella semplificazione giornalistica era diventato “il ragazzo che si era suicidato per l’intervento della Finanza”. Ma ieri alle esequie, la madre di Stefano (nome di fantasia), il ragazzo suicida di Lavagna (Genova), non ha solo ringraziato le forze dell’ordine (che, pare, erano state da lei sollecitate a intervenire), ma ha impartito a tutti i presenti e ai tanti commentatori italiani – in primis Roberto Saviano – una grande lezione di umanità.

LA VICENDA. Due giorni fa, un ragazzo di sedici anni, trovato in possesso di una decina di grammi di hashish all’uscita da scuola, subisce un controllo a casa da parte degli uomini della guardia di Finanza. Il giovane si toglie la vita, gettandosi dalla finestra della sua abitazione. Una storia tragica, tremenda, che sui giornali viene usata per additare il comportamento troppo severo della Finanza, colpevole di aver indotto il ragazzo all’estremo gesto. Così, diversamente che nelle cronache dei giornali locali, dove si intuisce tra le righe anche la difficile situazione personale e familiare di Stefano, il dibattito si sposta sulla legalizzazione della marijuana. Continua a leggere

L’Islanda ha sconfitto la dipendenza da alcol e droghe (con un metodo ignorato dall’Europa)

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Ma il percorso è stato lungo e tortuoso. Ottenere un simile risultato, in grado di ribaltare la classifica negativa che vedeva i giovani islandesi come i maggiori consumatori di droghe e alcol d’Europa, è stato possibile solo grazie a interventi drastici e diretti: introduzione del coprifuoco, una maggiore collaborazione tra istituti scolastici e genitori, l’introduzione di divieti e la creazione di attività extrascolastiche che coinvolgessero gli adolescenti a tempo pieno.  Continua a leggere

Trump blocca i fondi per l’aborto

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Donald Trump ha firmato oggi un ordine esecutivo per tagliare i fondi pubblici all’International Planned Parenthood (la più grande organizzazione abortista nel mondo).

Attenzione: L’International Planned Parenthood Federation è cosa diversa dalla Planned Parenthood of America.

Mentre serve una legge del Parlamento per tagliare i finanziamenti pubblici alla Planned Parenthood of America (l’ente statunitense che opera negli Stati Uniti), il presidente – capo del governo – ha il potere di varare un ordine esecutivo che revoca il finanziamento pubblico per l’ente internazionale.

I prolife americani confidano nel fatto che il Congresso vorrà completare l’opera, soprattutto a seguito degli scandali che hanno coinvolto le cliniche Planned Parenthood: il commercio degli organi dei bambini innanzitutto e poi le continue denunce per violazione di leggi igienico – sanitarie. Continua a leggere

Francia. Aborto, approvata legge che vieta di difendere la vita su Internet

L'assemblea nazionale francese. Via libera a una legge liberticida: vietato opporsi all'aborto su internet

Via libera dell’Assemblea nazionale. I siti web delle associazioni pro life rischiano di trovarsi fuori legge. Negata la libertà di parola on line, ma anche il concetto base della “liberté” laica
 
di Francesco Ognibene

(Avvenire, 1.12.16)
 
Con una votazione per alzata di mano, l’Assemblea nazionale francese ha approvato nella serata di giovedì 1° dicembre in prima lettura la norma che aggiunge agli «ostacoli all’interruzione di gravidanza» puniti dalla legge anche quello «digitale».

La riforma, attesa ora dall’esame del Senato, nasce da un’iniziativa del governo socialista che punta a spegnere la voce dei siti Internet curati da varie associazioni a difesa della vita per sopperire agli effetti di un’altra legge fatta approvare esattamente un anno fa dalla maggioranza che eliminava la settimana obbligatoria di riflessione per le donne che stanno pensando di abortire. L’eliminazione di quello spazio nasceva dall’idea secondo la quale la donna non deve rendere conto a nessuno della sua decisione di abortire, che dunque da facoltà depenalizzata a certe condizioni diventa “diritto”. La conseguenza della cancellazione di qualsiasi figura con la quale la donna possa confrontarsi prima di decidere ne era l’inevitabile conseguenza. Continua a leggere

Quale qualità della vita? Il trionfo dell’economia. Ma noi meno felici

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Il trionfo dell’economia. Ma noi meno felici

di Leonardo Becchetti

Il lavoro sempre più voucherizzato, i call center in crisi perché i precari non lo sono abbastanza, i fattorini di Foodora che portano la pizza a domicilio a salari stracciati e capiscono che l’unica disperata forma di protesta che può far presa è l’appello ai consumatori a non comprare i loro prodotti. Che cosa sta succedendo? Guardatevi intorno e vedrete nei paesaggi delle nostre città e delle nostre periferie il trionfo dell’economia e contemporaneamente il suo fallimento nel regalarci felicità e pienezza di senso di vita. Fallimento figlio del suo grave peccato originale. Distese senza fine di ipermercati, centri commerciali e negozi traboccanti di prodotti di ogni genere, colmi di tutte le varietà possibili vendute a prezzi stracciati, al massimo del sottocosto possibile.

Il mondo è diventato esattamente ciò che quel gruppo di filosofi morali che inventò l’economia moderna più di due secoli fa voleva che diventasse: il trionfo del consumatore. L’obiettivo era nobilissimo e tutt’altro che meschino: rendere l’umanità felice. Il risultato assolutamente di successo se valutato in termini di coerenza con le premesse. Peccato però che la funzione di felicità utilizzata (l’ipotesi su cosa rendesse l’uomo felice) fosse sbagliata. Continua a leggere

Al centro del desiderio

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Hanno tutti bisogno di un maestro e di una compagnia umana per riscoprire che l’alba non è una cosa ovvia. Serve però una domanda desta e uno sguardo attento. Allora la realtà ci sorprenderà.
 
di Giovanni Fighera
 
Che cosa cercano i giovani al sabato sera, quando passano da un locale all’altro, quando si «sballano» tra l’alcool, la droga e una musica assordante? Forse loro non saprebbero rispondere in maniera precisa, forse non saprebbero rispondere a questa domanda neanche quegli adulti che li giudicano, li criticano, li censurano senza chiedersi che cosa stia al fondo di quel comportamento. «Quid animo satis?», cioè «che cosa può bastare all’animo umano?». Il cuore dell’uomo è nato per la felicità, piena ed infinita, non ridotta a formule. Ecco perché, non appena qualcuno ha il coraggio di rimetterla a tema, l’attenzione di molti o forse dei giovani o di chi si sente ancora giovane sobbalza e rimane in ascolto, forse cercando la formula o la regola d’oro. Dobbiamo avere il coraggio di guardare in fondo al nostro animo e provare a chiederci: «Che cosa può bastare al nostro animo?». Continua a leggere

Un Nobel all’economia che accumula ceneri

di Luigino Bruni
 
Premio alla «teoria dei contratti», semplice e disastrosa La cultura del contratto è la grande vincitrice del nostro tempo di troppi poveri perdenti. Si è sviluppata sulle ceneri della cultura del patto, che era stata la colonna portante dell’edificio famigliare, civile e politico delle generazioni passate. Fino a pochi decenni fa, il regno del contratto era importante ma delimitato, perché la gran parte della vita della gente era retta dal registro del patto (famiglia, amicizia, politica, religione, lavoro …).

Patti e contratti hanno convissuto per molti secoli, erano strumenti complementari per la vita sociale. Fino a quando la globalizzazione dei mercati e della finanza e l’emergere di un ethos dove ogni legame è vissuto come un laccio per l’individuo, hanno decretato la trasformazione progressiva di tutti i patti in contratti. Il patto è (era) un fatto comunitario e simbolico. Non nasce dal solo registro dell’interesse personale, ma ha nella gratuità, nel perdono, nei legami e negli interessi collettivi i suoi elementi costitutivi. Continua a leggere

La verità non può essere nascosta ai giovani

Marcia per la vita: contestata la partecipazione di una scuola

di Maurizio Patriciello
 
«La verità vi farà liberi». Parola di Gesù. La Verità con la maiuscola – il figlio di Dio incarnato – e ogni verità che da lui prende corpo. La menzogna, però, non si arrende e tenta in ogni modo di scimmiottare la verità. La verità genera fiducia. San Paolo, riferendosi a Gesù: «Io so in chi ho creduto», diceva. E perciò riesco a riposare. Perché di lui mi fido. Riposare nella verità. Ci sono valori che sono cari a tutti. Sono diventati veri pilastri del vivere civile. Il valore della vita, per esempio. Chi non sarebbe disposto a battersi per la difesa di un cagnolino? Chi oggi avrebbe il coraggio di affermare che un bambino dalla pelle nera è da considerare inferiore a un bambino europeo? Non sempre fu così e ce ne vergogniamo.

Pur tra mille battaglie abbiamo raggiunto traguardi un tempo inimmaginabili. È un bene, l’umanità avanza. Ma quanto siamo strani! In Sicilia un vecchio fruttivendolo viene insultato e massacrato da un gruppo di ragazzini. Poi gli danno fuoco. Disumano. Inorridiamo. Ci chiediamo dove abbiamo sbagliato nell’educazione dei figli. La comoda storiella che è l’ambiente malsano a generare i bulli è stata smentita da tempo. A Capri un giovane viene picchiato e oltraggiato da alcuni coetanei. I bulli sono tutti di via Chiaia, la via dei napoletani benestanti. Che cosa dunque accade ai nostri giovani? A Caserta, sabato, vengo invitato a parlare ai giovani di alcune scuole che fanno una marcia per la vita. Stupendo. Continua a leggere

Fertilità, è l’aborto la via alternativa?

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di Massimo Calvi
 
La contro-campagna della Cgil al Fertility day lascia intendere che l’aborto sia lo strumento per poter avere una vita lavorativa gratificante e controllare le nascite.
 
Siamo tutti d’accordo: la campagna del Fertility day è stata un fallimento. Ma solo la campagna, non l’iniziativa in sé, che non nasce affatto con lo scopo di spingere gli italiani a fare più figli, e di farli per la Patria, ma per informare sui rischi sanitari che determinati comportamenti possono avere in relazione alla fertilità. Un tema nobilissimo e decisivo. Troppe coppie sperimentano il dolore dell’infertilità anche per una scarsa conoscenza delle cause che possono favorirla.

Per questo le persone in buona fede dovrebbero saper distinguere tra le critiche legittime a una campagna che ha avuto l’effetto di offuscare il senso del Fertility day, fino a offrire il fianco agli oppositori politici del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e il valore del reale messaggio di cui l’iniziativa è portatrice. Solo per fare un esempio, in queste ore in rete circolano a mo’ di sberleffo decine di fotomontaggi di persone famose che nonostante una vita tra droga, alcool e tutto il resto hanno avuto 5, 6 o più figli a ciascuno. Continua a leggere

Gli ori azzurri e la difficile vita dei disabili

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di Massimiliano Castellani
 
Il 14 settembre 2016, d’ora in avanti, dovrebbe essere inserito nel nostro calendario come il “giorno di grazia” dello sport italiano. La beatificazione degli atleti paralimpici azzurri: quelli che hanno vinto l’oro, cinque, quelli che sono saliti sul podio, otto, ma anche di quelli che non ce l’hanno fatta e magari non ce la faranno mai, e che però restano comunque esseri speciali, di cui fidarsi ad occhi chiusi. La loro specialità non sta nella disciplina che praticano e che li ha portati fino alle Paralimpiadi di Rio.

L’essere “speciale” sta nel saper affrontare la vita con la consapevolezza che i propri limiti e le residue facoltà fisiche di cui dispone l’atleta paralimpico sono un patrimonio a disposizione della società, tutta. “Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa”, ha raccontato spesso Alex Zanardi dopo l’incidente che gli capitò nella sua “prima vita” di pilota. Ogni atleta è passato per un tragico campo minato in cui ciò che non l’ha ucciso l’ha reso più forte. Per ognuno di loro c’è stato “un primo e un secondo tempo”, così come Bebe Vio vede la sua esistenza “prima e dopo la meningite”. Continua a leggere

La Camera sdogana la «salute riproduttiva»

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Aborto e contraccezione al posto di veri aiuti

Le Commissioni Affari costituzionali ed Esteri della Camera hanno approvato con un solo voto contrario il controverso testo che impegna il governo nelle sedi internazionali – a cominciare dal G7 in corso in Giappone – a «promuovere e rafforzare la tutela dei diritti e della salute sessuali e riproduttivi», espressione di conio Onu che vuol dire aborti e contraccezione nei Paesi più poveri, spesso come condizione degli aiuti per lo sviluppo.

«Invece di ridurre le diseguaglianze nella distribuzione delle ricchezze e migliorare le condizioni di vita dei Paesi più poveri da dove partono i flussi migratori – commenta Gian Luigi Gigli, deputato e presidente del Movimento per la vita, unico ad aver votato no – l’Italia si associa a chi preferisce eliminare alla radice la richiesta di giustizia attraverso il ricorso a politiche antinataliste». Continua a leggere

Cresce la disuguaglianza economica in Italia

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L’aumentare della disparità economica all’interno dei paesi rallenta fortemente la ripresa economica e frena la crescita del Pil. Lo afferma l’ultima relazione dell’Ocse “Focus inequality and growth” che ha analizzato la correlazione fra aumento nelle disuguaglianze sociali e frenata della crescita economica in 21 paesi, fra cui l’Italia che dal 1985 al 2010 ha perso, anche per questo motivo, quasi il 7% del Pil.

Nello studio si mostra come le differenze di reddito siano ai massimi storici degli ultimi trent’anni: oggi, nell’area Ocse, il 10 per cento più ricco della popolazione guadagna 9,5 volte di più del 10 per cento più povero, mentre negli anni ’80 il rapporto era di 7. Anche l’indice di Gini, che misura le disuguaglianze sociali, è aumentato in media di tre punti percentuali, passando da 0,29 a0,32 in una scala in cui 0 è nessuna disuguaglianza sociale e 1 è tutto il reddito concentrato nelle mani di una sola persona. Continua a leggere

«Famiglie con figli scippate di un miliardo»

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«È uno scippo. Un vero e proprio scippo ai danni delle famiglie ». I deputati Mario Sberna e Gian Luigi Gigli (gruppo parlamentare Democrazia solidale- Centro democratico), durante il Question time in Aula rivolto al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, hanno denunciato e chiesto il motivo della «mancata distribuzione di un miliardo di euro l’anno per gli assegni familiari». Pochi euro vengono infatti prelevati ogni mese dalla busta paga dei lavoratori e destinati a un Fondo nazionale (per un totale di 6,4 miliardi di euro), ma gli stessi dati Inps 2013-2014 confermano che un miliardo non è stato ancora distribuito.

Sberna e Gigli hanno chiesto al ministro Poletti la restituzione di «quanto impropriamente trattenuto a danno dei bambini, senza aspettare la prossima legge di Stabilità: pure la mancata fruizione degli assegni a danno dei figli dei lavoratori autonomi è iniqua e assurda tanto quanto la sospensione della loro corresponsione al compimento del diciottesimo anno d’età». Continua a leggere

Papa Francesco: «Un parlamentare cattolico deve votare secondo la propria coscienza ben formata (che non è ‘quello che mi pare’)»

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Sull’aereo di ritorno dal Messico, Papa Francesco ha incontrato, come di consueto, i giornalisti in conferenza stampa. Tanti i temi toccati. Riporto di seguito alcuni passaggi della conversazione.
 

Unioni civili
 
Domanda: Nel Parlamento italiano è in discussione la legge sulle unioni civili, tema che sta portando a forti scontri in politica, ma anche a un forte dibattito nella società e fra i cattolici. In particolare, volevo sapere il Suo pensiero sul tema delle adozioni da parte delle unioni civili.

Papa Francesco: «Prima di tutto, io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che ho avuto con i Vescovi [italiani], nel maggio 2013, una delle tre cose che ho detto: “Con il governo italiano, arrangiatevi voi”. Perché il Papa è per tutti, e non può mettersi nella politica concreta, interna di un Paese: questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa, e che ha detto in tante occasioni. Perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza: sono tanti. Io penso quello che la Chiesa sempre ha detto». Continua a leggere

Francesco e Kirill: “La famiglia si fonda sul matrimonio tra un uomo e una donna”

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Il 12 febbraio Cuba è stata testimone di un avvenimento atteso da mille anni: il primo incontro fra il capo della Chiesa di Roma e quello della Chiesa ortodossa russa, accompagnato dalla firma di una importante dichiarazione congiunta. Tale documento, se da un lato riconosce che permangono ancora “ostacoli” alla piena unità tra le due Chiese, dall’altro richiama “l’immutabilità dei principi morali cristiani” basati sul rispetto della dignità della persona “secondo il disegno del Creatore”. Emergono in particolare: la difesa della famiglia naturale e l’inviolabilità della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Parole a cui i media non hanno dato risonanza, ma che a Cuba sono risuonate forti e chiare.  Continua a leggere

Modificare gli embrioni spalanca le porte all’eugenetica

La modifica dell'embrione apre la via all'eugenetica

di Augusto Pessina*
 
Ha suscitato dibattito la notizia dell’autorizzazione della anglosassone Human Feritilisation and Embryology Authority a sperimentare modificazioni genetiche su embrioni umani utilizzando la controversa tecnica di editing genomico dall’acronimo “Crispr-Cas9” che permette di introdurre modifiche nelle molecole del dna cellulare. Gravissime sono, infatti,  le perplessità sulla eticità di tali interventi ed anche le implicazioni legate alla sua sicurezza  per i rischi di pericolose modificazioni genetiche trasmissibili a fronte di tenui o inesistenti possibilità terapeutiche.

Gli studi su embrioni  di animale hanno finora evidenziato che è possibile cancellare o disabilitare geni solo in una parte di cellule dell’embrione. Appare molto difficile controllare esattamente quante cellule sono state modificate e molto elevato è il rischio che tagli del genoma si verifichino in punti non previsti o voluti. Il preciso effetto di una tale modificazione è impossibile da prevedere e lo si può potrebbe valutare solo dopo la nascita.  Per questo, nel mondo la maggior parte dei Paesi hanno espressamente proibito l’utilizzo di questa tecnica per modificare embrioni e cellule germinali. Continua a leggere