«L’acqua è insegnata dalla sete»

Don Tolentino de Mendonça spiega il tema degli esercizi spirituali al Pontefice e alla Curia romana
 
di Nicola Gori

 L’Osservatore Romano | Feb 20, 2018
 
«L’acqua è insegnata dalla sete». Cita una poesia di Emily Dickinson per spiegare che oggi è necessario ritrovare «il coraggio di prendere la sete come maestra nei cammini dell’anima». Don José Tolentino de Mendonça ha scelto proprio l’«elogio della sete» come tema degli esercizi spirituali quaresimali che dal 18 al 23 febbraio predicherà al Papa e alla Curia romana nella casa Divin Maestro ad Ariccia. In questa intervista all’Osservatore Romano il sacerdote portoghese, vicerettore dell’università cattolica di Lisbona e consultore del Pontificio consiglio della cultura, ma anche poeta e scrittore, racconta la sua esperienza spirituale e letteraria, illustrando le linee di fondo delle dieci riflessioni che terrà a partire da domenica sera.

Come ha accolto l’invito del Papa a predicare gli esercizi?

Le sorprese di Dio ci fanno tremare, ma al tempo stesso portano con sé un invito alla fiducia, poiché sappiamo che Dio si rivela nella nostra debolezza. L’invito del Santo Padre mi ha portato un senso profondo di umiltà, perché sono un semplice padre che insegna Nuovo Testamento in una capitale quasi periferica dell’Europa qual è Lisbona, responsabile di una piccola comunità urbana di cristiani, con una presenza nel mondo universitario e culturale del mio paese. Ma quando gli ho detto che ero un anonimo operaio della vigna del Signore, Papa Francesco mi ha esortato a condividere la mia povertà, con semplicità e libertà. Continua a leggere

Il tempo della preghiera: come pregare sempre?

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(da Canone occidentale)
 
Capita spesso di discutere, tra amici cattolici, di tempo e condizioni ottimali della preghiera. Alcuni pregano in macchina, camminando, cucinando, altri hanno bisogno di un luogo tranquillo, un tempo dedicato e di una certa disposizione d’animo. Ovviamente succede a tutti di trovarsi alternativamente nell’una o nell’altra situazione.

In via del tutto ideale, è ovvio che sarebbe meglio pregare senza distrazioni, mettendosi alla presenza di Dio e magari facendo anche una composizione di luogo, cioè aiutandoci con gli occhi interiori a ricostruire il quadro su cui stiamo meditando (immaginare i dettagli concreti di una certa pagina della Scrittura, o di un mistero del santo Rosario…). Sarebbe d’aiuto un luogo appartato, silenzioso, raccolto. E avere il tempo necessario… cioè – a queste condizioni – la maggior parte di noi non potrebbe pregare quasi mai! Continua a leggere

Se non riesce a farci detestare noi stessi, il diavolo ci farà detestare gli altri

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(da Aleteia, 22.08.16)
 
Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi» – Giovanni 21:21-22
 

Oh, Pietro. C’è qualcuno nelle Scritture che ci dà più consolazione di Pietro? È un disastro totale, eppure è grandemente amato. Fa errori di continuo – errori enormi – eppure resta comunque un eletto. Non vedo l’ora di sedere accanto a Pietro, l’impulsivo, il passionale. E vedere questo uomo irruente reso gentile dall’Amore. Ma fino ad allora, mi consola leggere di lui.

Questo versetto post-Risurrezione ci mostra Pietro appena dopo essere stato perdonato per aver rinnegato Cristo tre volte. Gesù manda Pietro a compiere una pesca miracolosa, proprio come avvenuto durante la sua prima chiamata. Si siedono accanto a un fuoco di brace (un chiaro richiamo al fuoco attorno al quale si trovava Pietro quando rinnegò il Maestro). E gli chiede, per ben tre volte, di dichiarare il suo amore per Lui. E poi afferma che la Sua promessa si compirà: Pietro guiderà la Chiesa di Cristo, sarà il Suo primo Vicario, fedele fino alla fine. Continua a leggere

Combattere il nostro difetto dominante. La lotta quotidiana che ci apre alla grazia e dona la pace

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da Le tre età della vita interiore, vol. II, di padre Réginald Garrigou-Lagrange, Edizioni Vivere In
 

Come combattere il difetto dominante? È estremamente necessario il combatterlo perché è il principale nemico interiore, e quando questo è vinto, le tentazioni non sono più tanto pericolose, ma sono piuttosto occasioni di progresso. Ma questo difetto non può dirsi vinto finché non v’è un vero progresso nella pietà o nella vita interiore, fino a che l’anima non è giunta ad un vero e stabile fervore di volontà, vale a dire, a quella prontezza della volontà al servizio di Dio che é, secondo San Tommaso, essenza della vera devozione.

Per questo combattimento spirituale è necessario ricorrere a tre mezzi principali: la preghiera, l’esame e una sanzione. Continua a leggere

Perdono di Assisi (Indulgenza della Porziuncola)

Dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente (2 agosto), oppure, col permesso dell’Ordinario (Vescovo), nella domenica precedente o seguente (a decorrere dal mezzogiorno del sabato fino alla mezzanotte della domenica) si può lucrare una volta sola l’indulgenza plenaria.

Tale indulgenza è lucrabile, per sè o per le anime del Purgatorio, da tutti i fedeli quotidianamente, per una sola volta al giorno, per tutto l’anno in quel santo luogo (Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola) e, per una volta sola, da mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, oppure, con il consenso dell’Ordinario del luogo, nella domenica precedente o successiva (a decorrere dal mezzogiono del sabato sino alla mezzanotte della domenica), visitando una qualsiasi altra chiesa francescana o basilica minore o chiesa cattedrale o parrocchiale. Continua a leggere

Incontrare la volontà di Dio

Il discernimento è l’arte di incontrare la volontà di Dio nelle situazioni concrete di vita che ci troviamo ad affrontare: esso non potrà mai riguardare qualcosa di male. Se l’orazione è un’arma efficacissima nel combattimento spirituale il discernimento degli spiriti è un’arte difensiva. È necessario conoscere i nemici della nostra anima e saperci difendere.

Iniziamo a presentare sinteticamente delle regole sempre valide su questo tema tanto vitale quanto dimenticato basandoci sugli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola. Continua a leggere

E’ con la menzogna che perdiamo la nostra umanità

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Contro il “Principe delle Menzogne”, i consigli spirituali di Sant’Ignazio

Scrive sant’Ignazio Ugualmente, il nemico si comporta come un falso amante che non vuole venire scoperto: infatti, come l’uomo falso parla maliziosamente ed adesca la figlia di un buon padre o la moglie di un buon marito, desiderando che le sue proposte restino segrete, mentre, al contrario, gli dispiace molto se la figlia scopre al padre o la moglie al marito le sue parole, perché comprende che non potrà più portare a compimento l’impresa cominciata; allo stesso modo, quando il nemico ti suggerisce le sue astuzie e persuasioni, vuole che siano accolte e tenute in segreto: gli dispiace molto se tu le manifesti a una persona spirituale esperta, perché si rende conto di non poter portare avanti l’opera incominciata, dal momento che sono stati scoperti i suoi inganni (Esercizi Spirituali, n. 326). Continua a leggere