C’è un luogo in Italia che ospita il sangue di Gesù e la spugna imbevuta sul Golgota

Le reliquie contenute nei “sacri vasi” sono state portate dal soldato che trafisse con la lancia il costato di Cristo
 
Preziose reliquie di Gesù Cristo ospitate da quasi due millenni nella cattedrale di Mantova. E contenute nei cosiddetti “Sacri vasi”.

Le reliquie vennero portate nella città lombarda da Longino, il soldato che trafisse con una lancia il costato di Gesù. Dalla ferita uscirono sangue ed acqua che, cadendogli sul volto, gli fecero guarire gli occhi ammalati e lo fecero convertire alla fede cristiana (http://www.turismo.mantova.it).
 
L’ARRIVO A MANTOVA

Longino, raccolto il sangue di cui era intrisa la terra ai piedi della croce, lo custodì assieme alla spugna che era servita per dare da bere a Cristo sul Golgota. Poi arrivò a Mantova, dove nascose le preziose reliquie nel’ospedale per i pellegrini in cui aveva trovato albergo. Continua a leggere

Santo Sepolcro: gli archeologi dicono che gli evangelisti avevano ragione

 Cos’ha rivelato l’apertura della lastra di marmo dell’Edicola
 
Il 20 ottobre 2016 ha avuto luogo uno degli eventi più straordinari degli ultimi secoli: l’apertura della lastra di marmo che custodiva il luogo in cui secondo la tradizione si trovava la tomba di Gesù, all’interno della basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Sotto la lastra ce n’era un’altra, anch’essa di marmo grigio, con una fessura sul lato e una croce di Lorena. Molto probabilmente risale all’epoca delle Crociate, dall’inizio del XII secolo.

Rimossa la seconda lastra è emersa la sorpresa, in base a testimonianze raccolte da varie fonti. Proprio sotto questa lastra è stato infatti scoperto un elemento fondamentale del sito: una panca di pietra scavata nella roccia e collegata direttamente alla parete verticale, sempre scavata nella roccia dietro di essa.

Le cronache dei viaggiatori medievali come Félix Faber (1480), che vide l’Edicola senza l’attuale copertura marmorea, testimoniano che il banco e la parete formavano un unico pezzo di pietra, che corrisponde al muro nord della piccola stanza, il luogo tradizionalmente venerato come la tomba di Gesù. Continua a leggere

«La Sindone esisteva già prima del 1300», un altro storico lo riconosce

livio zerbini emanuela marinelli

Nel giorno del Venerdì santo i cristiani fanno memoria della passione di Cristo, in attesa della resurrezione pasquale. La possibilità di avere una testimonianza storico-archeologica di questi due eventi è qualcosa di incredibile e questo spiega la potenziale importanza della Santa Sindone.

Nessun obbligo a credervi ma, a nostro avviso, le prove a favore della sua autenticità ci sembrano attualmente più determinanti di quelle contrarie. In ambito scientifico, in Italia, gli studi più interessanti sono stati svolti dai fisici dell’Enea che, proprio sul nostro sito web, hanno voluto pubblicare un’anteprima della conclusione a cui sono giunti: non si è in grado di replicare l’immagine sindonica con le più moderne tecnologie (né con i mezzi disponibili nel passato, come dimostra il fallimento del tentativo del dott. Luigi Garlaschelli e del Cicap), soltanto attraverso l’irraggiamento di un tessuto di lino tramite impulsi laser eccimero è stato possibile ottenere un risultato similsindonico. Continua a leggere

Il Mistero trasforma il carcere oscuro nel tempio divino

di Giovanni Fighera

Se il poeta è come un albatro che si può inabissare nel fango della terra, il mondo appare a Baudelaire talvolta come carcere abitato da ragni e altre volte come tempio meraviglioso in cui ogni elemento ha un’intima connessione con tutti gli altri. Due celebri poesie ci mostrano questa contradditorietà dell’uomo (la sua aspirazione all’assoluto e la fragilità che lo fa precipitare verso le tenebre) e della realtà (miracolo e carcere): Spleen e «Corrispondenze». Solo il Mistero rende il mondo affascinante e meraviglioso. Quando il mondo è deprivato del Mistero, la realtà ci appare come una prigione tetra da cui si desidera scappare. È una questione di sguardo e di attenzione ai particolari.

In Spleen l’anima geme, oppressa da un cielo che offusca ogni luce, più nero che la notte, pesante come un coperchio. La Speranza cerca di scappare, come un pipistrello che sbatte contro i muri. La pioggia disegna le sbarre di una prigione, mentre i ragni sembrano intessere le ragnatele nel nostro cervello. La Speranza è, infine, vinta e l’angoscia può trionfare issando la sua bandiera nera sul cranio del poeta. Un mondo senza luce, senza senso, assurdo e ormai svuotato di ogni ragione e speranza: è uno scenario che anticipa le rappresentazioni di tanti artisti e letterati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Continua a leggere

San Marco, simbolo dell’amicizia tra Venezia e Milano

di Margherita Del Castillo
 
La dedicazione all’Evangelista della chiesa di san Marco a Milano è tradizionalmente giustificata dall’aiuto prestato da Venezia al Comune della città durante la sua aspra e storica lotta contro l’Imperatore Federico Barbarossa. I primi documenti che ne attestano l’esistenza, però, riportano il 1254 quale data di fondazione del tempio da parte di Ludovico Settala, divenuto in quell’anno priore generale degli Eremiti di Sant’Agostino. Probabilmente il frate costruì il nuovo edificio inglobando delle più antiche fondazioni preesistenti, conferendogli, con le tre navate, un aspetto decisamente gotico. Nel corso del Trecento il complesso si ampliò notevolmente, grazie ai lasciti di molte famiglie patrizie che scelsero San Marco come luogo per la propria sepoltura. La basilica di oggi è il frutto, però, di un decisivo intervento barocco che la trasformò in una delle chiese più grandi e monumentali di tutto il capoluogo lombardo. Continua a leggere

La genesi dell’Europa cristiana spiegata dallo storico che sfatò il mito dei “secoli bui”

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(da: Tempi.it)
 
“La genesi dell’Europa”, l’introduzione del grande Christopher Dawson alla storia dell’unità europea dal IV all’XI secolo appena pubblicata da Lindau
 
Come è nata l’Europa? Lo spiega magistralmente il più grande storico britannico dello scorso secolo, Christopher Dawson (1889-1970) in La genesi dell’Europa. Un’introduzione alla storia dell’unità europea dal IV all’XI secolo, saggio pubblicato ora in Italia da Lindau, con una prefazione di Alexander Murray dell’University College di Oxford. L’autore illustra come la storia non può essere spiegata come un sistema chiuso, in cui ogni stadio è il logico e inevitabile risultato di quello che è avvenuto prima. Nella storia è sempre presente un elemento misterioso e inspiegabile, dovuto non soltanto al caso o all’iniziativa del genio individuale, ma anche alla potenza creatrice di forze spirituali. La forza spirituale per la nascita del nostro continente è stato il cristianesimo e la Chiesa che l’ha diffuso e sostenuto. Continua a leggere

Addio al Miloslav Vlk, il «cardinale lavavetri» che resistette al comunismo

Per il regime cecoslovacco era il «cittadino Vlk»: alla fine degli Anni ‘70 lavorava come lavavetri, costretto a confessare sul marciapiede. Di nascosto, come nascosta era la «Chiesa sotterranea». L’ultima telefonata con papa Francesco a gennaio: «Sapevo che sei malato: un grande abbraccio, che Dio ti benedica»

di Gian Guido Vecchi

(Corriere della Sera, 19.03.17)
 
CITTÀ DEL VATICANO — Alla fine degli anni Settanta viveva in una mansarda di sette metri quadrati, in via Katerinska 26. D’inverno, a Praga, faceva così freddo che talvolta l’acqua gelava nel secchio. Se non c’era vento, però, si riusciva a lavorare anche a dieci gradi sotto zero. La signora Ludmilla Cihakova si ricordava di quel lavavetri stretto in un giubbotto, il cappello calato sugli occhiali scuri: capitava che si guardasse intorno, posasse il bastone con la spugna e s’arrischiasse «a confessare sul marciapiede, o a parlare con persone in difficoltà». Andò avanti così una decina di anni. Per il regime comunista era il «cittadino Vlk» e con lui, sabato mattina, se ne è andato un pezzo del «Secolo breve», una storia che è difficile anche solo immaginare, nel cuore dell’Europa, per chi è nato più tardi. Il cardinale Miloslav Vlk, arcivescovo emerito di Praga, aveva ottantaquattro anni e da tempo era malato di tumore. Continua a leggere

San Giuseppe a Brescia, la chiesa degli artigiani

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Nel cuore di Brescia, in quella che un tempo era chiamata la contrada dei Fabii, nel primo decennio del Cinquecento arrivò una comunità di osservanti minori francescani il cui primitivo convento in città era stato distrutto in seguito ad un intervento urbanistico predisposto, per motivi di sicurezza, dalla Repubblica Veneta. La zona era nota per lo storico postribolo pubblico e per la concentrazione di attività illecite: la presenza dei religiosi avrebbe contribuito a bonificare il quartiere e a normalizzare la vita sociale. Fu così che nel 1519 fu benedetta la prima pietra del convento che, oltre alla chiesa, comprendeva due chiostri minori, sul lato ovest, e uno più grande, a nord del presbiterio, oggi sede del Museo Diocesano. Essendo l’area a vocazione prevalentemente artigianale, la chiesa fu intitolata all’artigiano per antonomasia, il falegname Giuseppe.

La sobria facciata, stretta nel vicolo medievale, è sormontata da tre pinnacoli a lanterna in cotto, di gusto gotico lombardo. Il timpano è sorretto da due imponenti colonne che incorniciano il portale centrale recante la scritta “Haec est domus Dei et porta coeli”. L’interno è un ampio spazio ad impianto longitudinale, suddiviso in tre navate e senza transetto. Continua a leggere

Così Dante prendeva in giro i Papi avidi

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Dante e i Papi avidi. Ne parla Giovanni Fighera in “Tre giorni all’inferno” (Edizioni Ares). Accade nel cerchio ottavo di Malebolge, raffigurato in chiave comica. Qui risiedono i simoniaci.

Dante era stato accusato di baratteria quando era ambasciatore presso il papa Bonifacio VIII e per questa falsa accusa sarebbe rimasto in esilio fino alla morte.

Proprio il papa del Giubileo verrà collocato ante litteram tra i simoniaci nel canto XIX. Il papa non è ancora morto al momento dell’ambientazione della Commedia (marzo o aprile del 1300). Il poeta utilizza allora un escamotage per poterlo condannare: fa sì che un altro dannato profetizzi l’arrivo del papa, una volta morto. E questo dannato è un altro pontefice!
 
CHI SONO I SIMONIACI

I simoniaci sono coloro che hanno approfittato della loro posizione e delle cariche ricoperte per arricchirsi. Raccapricciante è lo scenario che appare a Dante dall’alto del ponte che sovrasta la bolgia. Le anime sono collocate a testa in giù, soltanto le estremità delle gambe fuoriescono dai fori. Le piante dei piedi sono infuocate come quando il fuoco si propaga da una superficie oleosa. Continua a leggere

“Como, dai paleocristiani a Sant’Abbondio”

di Margherita Del Castillo

Restauri ottocenteschi hanno datato tra la fine del IV e la prima metà del V secolo le fondamenta di una basilica paleocristiana fuori le mura  di Como, lungo la strada  Regina, in un’area già destinata al culto vista la presenza di necropoli romane. Non si è certi, invece, se essa sia stata voluta da Felice, primo vescovo ed evangelizzatore della città, piuttosto che dal presule Amanzio, che l’avrebbe eretta per custodirvi alcune reliquie dei SS. Pietro e Paolo portate da Roma. La dedicazione agli Apostoli  fu già dal IX secolo sostituita con quella a Sant’Abbondio, divenuto poi patrono della città e di tutta la diocesi, che qui era stato sepolto. Dal 1010 la chiesa fu affidata ad una comunità di monaci benedettini che ne decise la completa ricostruzione, facendola consacrare da papa Urbano II nel 1095. A loro si deve, dunque, la veste romanica che la contraddistingue.

L’architettura è in pietra grigia di Moltrasio. La facciata a salienti è scandita da contrafforti che ne lasciano intuire la divisione interna in cinque navate. Rilievi a motivi vegetali e geometrici decorano finemente la ghiera e l’intradosso dell’arco del portale, mentre figure di animali, aquilotti, colombe e felini, sono incastonate nelle forme dei capitelli. Caratteristici di questa struttura, lungo il cui perimetro si rincorrono archetti ciechi, sono il profondo coro e i due campanili gemelli che si ergono alla fine delle navate intermedie, soluzione, questa, poco diffusa in Italia e più comune, invece, nella zona renana. Continua a leggere

«La medicina moderna è figlia della cultura cattolica», parola di ricercatore

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«La Chiesa ha un ruolo importante nella storia della medicina. I primi ospedali sono nati come rifugi dei pellegrini, dei poveri e dei malati (qualcosa mai esistito prima), seguendo il comando cristiano dell’amore del prossimo»
. A dirlo è il dott. José Alberto Palma, laureatosi in Neuroscienze all’Università di Navarra e attualmente professore di Neurologia presso la New York University.

Il dott. Palma è anche recente autore del libro Historia negra de la Medicina (Ciudadela 2016), nel quale ha raccolto i più assurdi, spiacevoli e terrificanti trattamenti medici applicati nel corso dei secoli dai suoi colleghi medici. Non mancando, comunque, di produrre un buon testo divulgativo e storico.

L’inizio della medicina moderna è dovuta alle «scoperte del francese Louis Pasteur, del tedesco Robert Koch, dell’ungherese Ignaz Semmelweis, dell’inglese Joseph Lister e dello scozzese Alexander Fleming», ha spiegato in un’intervista il ricercatore spagnolo. «Fino a quando questi eroi della medicina non sono entrati nel mondo, era vivamente consigliato di rimanere ben lontano dai medici». Continua a leggere

Qumran, tra misteri e conferme. «Differenze minime tra la Bibbia dei rotoli e la nostra»

Qumran, tra misteri e conferme. «Differenze minime tra la Bibbia dei rotoli e la nostra»

di Domenico Agasso Jr.
 
È una scoperta importante perché dimostra «come la comunità degli esseni che viveva sulla terrazza rocciosa proprio al di sopra delle grotte fosse straordinariamente attiva e che produsse una gran quantità di documenti, molti dei quali probabilmente sono ancora da trovare». Simone Venturini, docente di Scienze bibliche presso l’Università della Santa Croce di Roma e officiale presso l’Archivio segreto vaticano, commenta così l’impresa dell’équipe internazionale di Oren Gutfeld e Ahiad Ovadia, archeologi della Hebrew University di Gerusalemme, e Randal Price della Liberty University della Virginia (Usa): il ritrovamento della «Grotta 12 di Qumran (Q12)».

Qumran è la celebre località sulla riva occidentale del Mar Morto, in Palestina, all’interno del territorio dell’attuale stato di Israele, vicino alle rovine di Gerico, in cui, in undici grotte, sono stati trovati documenti biblici, i cosiddetti «manoscritti del Mar Morto». Continua a leggere

Foibe, un crimine da non dimenticare

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Oggi è la Giornata del Ricordo in memoria delle foibe. Una pagina tra le più dimenticate e tormentate della nostra storia. Tra l’ottobre del 1943 e il maggio del 1945 i partigiani comunisti di Tito furono responsabili di un massacro. «Centinaia e probabilmente migliaia di persone – spiega il professor Gianpaolo Romanato, docente di Storia contemporanea presso l’Università di Padova – furono gettate nelle foibe, quelle cavità del terreno carsico, usate da sempre dalla popolazione locale come discariche naturali. E questo avvenne a due riprese, nel settembre del 1943 e nella primavera del 1945. Il numero delle vittime non è mai stato esattamente quantificato e probabilmente non potrà esserlo mai. Molti furono gettati nelle foibe dopo essere stati uccisi in seguito a sommari processi, altri vi furono scaraventati ancora vivi».  Continua a leggere

Il Medioevo cristiano, un’epoca buia? 9 “invenzioni” smentiscono questa bufala

Il Medioevo cristiano, un’epoca buia? 9 “invenzioni” smentiscono questa bufala

Alcune delle quali hanno avuto proprio dei cristiani come inventori
 
Il Medioevo, un periodo buio caratterizzato da oscurantismo e arretratezza culturale e  scientifica a causa dell’ampia diffusione del Cristianesimo? Sarebbe un grave errore etichettarlo in quel modo. Il Medioevo è stato ben altro. E cioè un periodo storico vivo e segnato da grandi scoperte, di alcune delle quali sono artefici proprio i cristiani.
 
1) OSPEDALE

Giorgio Cosmacini, docente di Storia della medicina presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e l’Università degli Studi di Milano, scrive: «il valore dell’ospitalità era solo marginalmente noto nel mondo classico. Era il Medioevo cristiano a dare fondamento etico alla hospitalitas: comandamento condiviso, come servizio reso al bisognoso e al sofferente nell’ambito di un cristianesimo che si proclamava religione dei poveri […]». Continua a leggere

Com’è arrivato a Roma San Paolo?

Com’è arrivato a Roma San Paolo?

 (da Aleteia)

Uno dei giorni più affascinanti del cristianesimo, quello dell’ingresso di Paolo a Roma

Secondo gli storici, San Paolo è stato la figura più affascinante del cristianesimo, e il giorno in cui è entrato a Roma è stato uno dei più decisivi del genere umano.

Come ha segnalato Benedetto XVI, “l’apostolo Paolo, figura eccelsa e pressoché inimitabile, ma comunque stimolante, sta davanti a noi come esempio di totale dedizione al Signore e alla sua Chiesa, oltre che di grande apertura all’umanità e alle sue culture”.

“È giusto dunque che gli riserviamo un posto particolare, non solo nella nostra venerazione, ma anche nello sforzo di comprendere ciò che egli ha da dire anche a noi, cristiani di oggi” (Benedetto XVI, udienza generale, 2 luglio 2008).   Continua a leggere

Pio XII, le storiche scuse della Bbc: «abbiamo detto il falso, aiutò gli ebrei»

da Zenit, 21/12/16
 
Un nuovo piccolo ma significativo passo verso la verità storica della seconda guerra mondiale è stato compiuto in Gran Bretagna, ad opera della prestigiosa Bbc. Con un gesto di onestà intellettuale, l’emittente inglese ha ammesso che un suo servizio televisivo che accusava la Chiesa cattolica di essere rimasta inerte dinanzi alle persecuzioni degli ebrei da parte dei nazisti, era basato su false notizie.

Il servizio in questione è andato in onda lo scorso 29 luglio, nel tg serale, durante la visita di Papa Francesco ad Auschwitz in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. Il giornalista che stava seguendo l’evento per conto della Bbc ha così commentato: “Il silenzio fu la risposta della Chiesa cattolica quando la Germania nazista demonizzò la popolazione ebraica e poi tentò di sradicare gli ebrei dall’Europa”.

Questa narrazione dei fatti è stata contestata con una denuncia formale da lord David Alton, parlamentare cattolico tra le fila dei liberali, e da padre benedettino Leo Chamberlain, storico ed ex direttore dell’Ampleforth College. Continua a leggere

Lo storico Holland: «mi sbagliavo, la nostra etica deriva solo dal cristianesimo»

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Il 14/11/16 su New Statesman, settimanale della sinistra britannica, è comparso l’articolo che qui sotto abbiamo tradotto. L’autore è Tom Holland, apprezzato storico e scrittore, ha introdotto così la sua testimonianza: «Mi ci è voluto molto tempo per realizzare che i miei costumi non sono greci o romani, ma in fondo, e con orgoglio, cristiani».
 
di Tom Holland*
*storico e scrittore inglese

da NewStatesman, 14/09/16
 
Quando ero un ragazzo, la mia educazione come cristiano è stata sempre in balia dei miei entusiasmi. In primo luogo, ci sono stati i dinosauri. Ricordo vividamente il mio shock quando, durante il catechismo, ho aperto la Bibbia per bambini e ho trovato una illustrazione di Adamo ed Eva con vicino un brachiosauro. Avevo solo sei anni ma di una cosa era certo: nessun essere umano aveva mai visto un sauropode. Il fatto che l’insegnante sembrava non preoccuparsi di questo errore ha solo aggravato il mio senso di indignazione e sconcerto. Una debole ombra di dubbio, per la prima volta, era stata portata a scurire la mia fede cristiana.

Con il tempo, l’oscurità è aumentata. La mia ossessione verso i dinosauri si è evoluta senza soluzione di continuità in un’ossessione verso gli antichi imperi. Continua a leggere

Il Medioevo: l’epoca in cui si ammirano i santi

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Ogni epoca ha il suo modello di uomo ideale, colui che è ammirato e preso ad esempio, che tutti desiderano imitare. Se fossero esistiti i quotidiani o le riviste nel Medioevo, sulle prime pagine avremmo visto le immagini di cavalieri e di santi. Ben altri erano, però, i generi letterari diffusi a quel tempo: tra questi spiccavano senz’altro le poesie d’amore, le biografie, i romanzi d’avventura e cavallereschi. Il genere agiografico era, però, senza ombra di dubbio il più diffuso nel Medioevo.

Dal XIII secolo in poi una delle più floride produzioni è quella che riguarda la figura di san Francesco. Ad un’impostazione in cui il santo viene presentato in chiave edulcorata e miracolistica, che trova la sua espressione nella Legenda prima e nella Legenda secunda di Jacopo da Varagine e nel XIV secolo nei Fioretti di san Francesco, se ne contrappone un’altra più realistica riconosciuta come più veritiera e attendibile dall’ordine francescano delle origini. Di questa è l’esempio più famoso la Legenda maior di san Bonaventura da Bagnoregio. L’espressione legenda non ha il significato odierno di «fatti inventati e mitici», bensì il valore di «cose da leggersi, perché importanti». Continua a leggere

In quale testo Gesù è citato per la prima volta?

In quale testo Gesù è citato per la prima volta?

Risale a 2000 anni fa. Per gli studiosi è autentico e rivela il legame tra Cristo e Re Davide
 
Gesù e gli apostoli Giacomo, Pietro e Giovanni. Sono tutti citati in quello che, secondo alcuni studiosi, è il più antico testo esistente in cui si parla del Cristo. Sono alcune tavolette di metallo unite con degli anelli, un libretto scritto con un codice particolare che sarebbe stato tradotto come riporta il Daily Mail (30 novembre).
 
LA SCOPERTA IN GIORDANIA
 
La scoperta in realtà risale al 2008, quando un beduino ritrovò questo manufatto in una vallata dell’attuale Giordania, che secondo gli esperti corrisponde al territorio in cui si rifugiarono i cristiani di Gerusalemme dopo la distruzione della città nel 70 dopo Cristo. Continua a leggere

“S. Maria degli Angeli, costruita col sudore dei martiri”

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di Margherita del Castillo
 
Fu l’imperatore Diocleziano, tra il 298 e il 306, a volere a Roma il grandioso complesso delle Terme, per la cui costruzione furono utilizzati innumerevoli martiri cristiani che avevano rifiutato di venerare gli dei tradizionali e scelto di non rinunciare alla propria fede. E fu un sacerdote siciliano, Antonio Del Duca, più di milleduecento anni dopo, a chiedere e ottenere da Papa Pio IV di consacrare alla loro memoria e al culto degli Angeli una porzione di questa vastissima area. Era il 1561 quando l’ambizioso progetto fu affidato al grande Michelangelo, all’epoca già ultra ottantenne e contemporaneamente impegnato nella fabbrica della basilica di San Pietro.

Il Buonarroti intervenne, senza però alterarne la struttura, sui resti archeologici trasformandoli, in parte, in un edificio religioso davvero particolare per l’epoca. Due architetti lo succedettero: Giacomo Del Duca e Luigi Vanvitelli. A quest’ultimo, a metà del XVIII secolo, si deve, per lo più, lo stravolgimento del progetto michelangiolesco, a cominciare dalla decorazione interna dello spazio concepito, in origine, con intensa sobrietà. Continua a leggere

La storia del vino: Noè, Bacco, il monachesimo

di Susanna Manzin

(dal blog Pane & Focolare)
 
Il Castello Trauttmansdorff a Merano, noto soprattutto per avere ospitato la Principessa Sissi, ha uno splendido parco dove è allestito uno dei giardini botanici più grandi d’Europa. Passeggiando tra piante esotiche, laghetti di ninfee, arbusti profumati, paesaggi forestali e persino una piantagione di thè, i visitatori possono godere della bellezza e della varietà delle ricostruzioni di ambienti naturali del nostro continente e di terre lontane. Un settore è dedicato anche ai vigneti, con le varietà Gewürztraminer, Schiava e Lagrein, tipiche dell’Alto Adige, e altri vitigni autoctoni molto  antichi. Tra le viti si erge un monumento che porta un nome solenne che evoca sacralità: Il Tabernacolo. Conserva, ben protetto, un vinacciolo di 7.000 anni fa, dono del museo nazionale di Tbilisi, in Georgia.

Secondo gli archeologi, i botanici e i genetisti che hanno analizzato alcuni vinaccioli fossili, le origini della viticoltura e della vinificazione risalgono proprio all’area che corrisponde oggi alla Georgia e all’Armenia. E’ curioso che la scoperta coincida con quanto racconta la Bibbia, che attribuisce a Noè l’invenzione del vino: il Patriarca, secondo il racconto del Libro della Genesi, si è fermato con la sua Arca sul Monte Ararat, situato proprio in quei territori. (In questo mosaico del Duomo di Monreale ecco Noè che produce il vino). Continua a leggere

L’Eden nella laguna veneta che avvicina ai miracoli

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di Marina Corradi
 
San Francesco del Deserto (Venezia) – «Mentre attraversava con un altro frate la laguna di Venezia, trovò una grandissima moltitudine di uccelli che se ne stavano sui rami a cantare. Come li vide disse al compagno: ‘I fratelli uccelli stanno lodando il loro creatore, perciò andiamo in mezzo a loro a recitare insieme le Lodi del Signore’. Andarono in mezzo a loro e gli uccelli non si mossero. Poi, siccome per il gran garrire non potevano udirsi l’un l’altro nel recitare le Ore, il santo si rivolse agli uccelli e disse: ‘Fratelli uccelli, smettete di cantare, fino a quando avremo finito di recitare le Lodi prescritte’. Quelli tacquero immediatamente e se ne stettero zitti, fino al momento in cui, recitate a bell’agio le ore e terminate le Lodi, il santo diede licenza di cantare. Appena l’uomo di Dio ebbe accordato il permesso, ripresero a cantare, secondo il loro costume». È il miracolo degli uccelli di San Francesco, secondo la Vita Maggiore di San Bonaventura: e accadde qui, in questa piccolissima isola tra Burano e Venezia. Francesco tornava dalla Terrasanta e era approdato a Torcello. Correva l’anno 1220. Continua a leggere

“Ripacandida, la piccola Assisi di Basilicata”

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di Margherita del Castillo
 
E’ la bolla pontifica di Eugenio III il documento più antico in cui si fa esplicitamente menzione della chiesa di San Donato di Ripacandida, un piccolo paese in provincia di Potenza situato a poco più di 600 metri di altitudine in posizione panoramica dirimpetto al Monte Vulture. L’epistola papale, indirizzata al Vescovo della diocesi di Rapolla, è datata 1152. Due secoli più tardi la chiesa con la sua comunità viene posta sotto la diretta giurisdizione del Papa e solo  all’inizio del Seicento le viene costruito accanto un convento di frati Minori Osservanti, dal 1894 – e ancora oggi –  affidato alle cure delle suore di Gesù Bambino.

E’ questa, per sommi capi, la storia del santuario di quella che è stata soprannominata la piccola Assisi di Basilicata, la cui impronta francescana è senz’altro visibile nel semplice impianto architettonico a navata unica, articolata in tre campate coperte da volte a crociera rialzata, piuttosto che nella facciata disadorna e nel campanile dal paramento murario a conci squadrati a vista. Continua a leggere

La Madonna Bianca della Misericordia

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Una bella immagine mariana del Quattrocento in un’antica abbazia a Milano, ricca di simbolismi, riferibile alla bottega degli Zavattari. Da riscoprire in questo Anno Santo.
 
di Luca FRIGERIO
 
Ancor oggi capita di vederle, le candide spose, accompagnate dai novelli mariti, che appena terminata la cerimonia si avvicinano alla cappella della navata sinistra, nella chiesa del Casoretto, invocando grazia e benedizione per quella loro nuova famiglia che nasce, davanti alla venerata immagine di Maria, madre e sposa, anch’essa tutta di bianco vestita…
Siamo nella periferia nord-est di Milano, oltre Piazzale Loreto, dove le case e i palazzi sorgono fitti, in una ragnatela di strade. Ma fino agli inizi del secolo scorso qui era aperta campagna, e l’abbazia di Santa Maria Bianca della Misericordia sorgeva in quieta solitudine, nel salmodiare dei canonici agostiniani. Un complesso monumentale di grande interesse, più volte rimaneggiato nei secoli, ma che ancora conserva splendidi tesori d’arte, emozionanti testimonianze di fede. Continua a leggere

Il miracolo della neve ricorda la Dedicazione di S. Maria Maggiore

IL MIRACOLO DELLA NEVE

Una nevicata di petali bianchi. Sarà rinnovata anche stasera, nel giorno della Dedicazione di Santa Maria Maggiore, la tradizione che rievoca il “miracolo della neve”, il prodigio che il 5 agosto di quasi 1.700 anni fa diede origine alla costruzione del tempio mariano, poi sostituito dall’attuale Basilica papale. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Lo stesso sogno la stessa notte. La prova, incredibile, la mattina dopo. È un frate domenicano a mettere nero su bianco il racconto di una tradizione che già ai suoi tempi è vecchia di mille anni. Fra Bartolomeo da Trento è un letterato medievale della metà del 13.mo secolo che ama raccogliere nei suoiliber gesta di Santi e di miracoli attribuiti alla Vergine. Ed è lui a narrare di quella visione a occhi chiusi che, nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 358, folgora il sonno di un anziano patrizio romano, Giovanni, il quale da tempo desiderava con sua moglie di poter impiegare i propri beni nella costruzione di un’opera che onorasse la Madre di Dio. Costruiscimi una chiesa in quel punto dove domani troverai la neve, gli dice Lei stessa in sogno. Continua a leggere