«Non temete, voi valete più di molti passeri»

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Una meditazione di Isacco di Siria sul Vangelo di oggi (rito romano).

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Non occorre desiderare o cercare, senza necessità, dei segni visibili, mentre il Signore è sempre pronto a soccorrere i suoi santi. Egli non manifesta senza necessità la sua potenza in un’opera o in un segno visibile, per non attenuare l’aiuto che riceviamo da lui e non nuocerci. In questo modo egli provvede ai suoi santi. Vuole mostrare loro che l’attenzione segreta che porta loro non li lascia un’istante, ma in ogni cosa egli lascia loro condurre il combattimento secondo la misura delle loro forze perché si diano la pena di pregare.

Se una difficoltà però li fa cadere quando sono malati o scoraggiati perché la natura è debole, lui in persona fa tutto quanto è in suo potere perché essi siano aiutati, nel modo giusto che solo egli conosce. Li rafforza segretamente per quanto può, perché abbiano la forza di sopportare le difficoltà. Infatti nella fiducia che dà loro, toglie peso alla loro fatica e mediante la visione di questa fede li spinge a glorificarlo… Continua a leggere

“Ed egli si alzò e lo seguì”

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« Andando via di là, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. Udito questo, disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici . Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori” » (Mt 9,9-13)
 

Meditazione di don Pietro Cantoni

Le chiamate di Gesù ci possono apparire come delle improvvisate e le risposte come decisioni avventate e imprudenti. Dobbiamo però riflettere che i Vangeli ci propongono una narrazione essenziale che salta tanti passaggi che possono però essere intuiti senza troppa difficoltà. Il pubblicano Levi (chiamato “Matteo”: Lc 6,15; Mt 9,9) conosceva già Gesù da parecchio tempo e probabilmente aveva avuto modo di conoscerlo e di parlare con lui ad uno di quei pranzi a cui Gesù partecipava volentieri in compagnia di pubblicani e peccatori. Anche la chiamata (e la risposta) di Giovanni, Giacomo, Andrea e Pietro ci possono apparire incaute e impulsive (Mt 4,18-22) se non si tiene conto di quanto raccontato dallo stesso Giovanni sul loro primo ed intenso incontro (Gv 1,35-42), a cui fecero seguito certamente molti altri. Continua a leggere

IO-SONO – YHWH – INRI

(dal blog Le porte della Terra di Mezzo)

Nel Vangelo di Giovanni al capitolo 19 dal versetto 16 in poi viene descritta la crocifissione di Gesù con la relativa affissione sulla croce dell’iscrizione che il Governatore Ponzio Pilato aveva fatto incidere in latino, ebraico e greco. Seguitando a leggere il brano, viene descritta la rimostranza dei capi dei sacerdoti verso Pilato che aveva ordinato di scrivere ‘Il Re dei Giudei’ e non come loro avrebbero voluto che scrivesse ‘Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei’. Ci si chiede perché questa lamentela?  Che differenza c’è tra le due asserzioni?

L’iscrizione di cui parla Giovanni è la famosa sigla“INRI“ un acronimo, che sta per il latino“Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum“, che significa “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei“. Continua a leggere

Affidati a Lui più che a te stesso

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“… il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono”.
Nulla ti impedisca di unirti a Cristo… Prega senz’indugio, supplica con tutto il cuore, chiedi ardentemente, finché tu non sia stato esaudito. Non lasciarti andare. Tutto ti verrà dato se prima, con tutta la fede che hai , ti fai violenza per affidare a Dio la tua preoccupazione e per sostituire la tua previdenza con la provvidenza di Dio. Quando egli vedrà la tua volontà, quando vedrà che con ogni purezza di cuore ti sei affidato a lui più che a te stesso e che ti sei fatto violenza per sperare in lui più che nella tua anima, allora questa potenza, sconosciuta da te, troverà in te la sua dimora. E tu sentirai in tutti i tuoi sensi la potenza di colui che indubitabilmente è con te. Grazie a questa potenza molti entrano nel fuoco senza temere, camminano sulle acque senza esitare.

Isacco di Siria,  (VII secolo), monaco nella regione di Mossul
Discorsi ascetici, 1a parte, n° 19

Astenersi (29/11/2015)

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Mi è piaciuta molto l’Omelia di Padre Maurizio Botta, pronunciata ieri partendo dalla pagina di Vangelo che ha caratterizzato la prima domenica di Avvento per il rito romano.

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Vegliate dice Gesù e nella mente di molti, tra i pochi che lo ascoltano, istantanea la domanda di sempre: “Cosa devo fare, cosa devo fare, cosa devo fare?” Subito l’auto-analisi: “Sono a posto?” “Lo sto facendo? Non mi si può dire nulla?”. In questo Avvento vorrei porre la luce su quanto sia importante il non-fare tante cose, l’astenersi, per fare l’unica necessaria.

L’amore stesso mi sembra implichi più spesso un non-fare che un fare. Mi spiego. Penso a quanto amore vero richieda il non far pesare sugli altri le recriminazioni. Quelle nostre istantanee e violente recriminazioni che affiorano ad ogni vera o presunta ingiuria subita. A volte dopo ogni contrarietà. Continua a leggere

“Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia”

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In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Continua a leggere

Annunciare il regno di Dio

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Un minuto sul Vangelo di oggi (23/09/2015) – di Padre Maurizio Botta

dal sito: cinquepassi.org
 
Spesso su giornali e riviste cattoliche si sente parlare di Vangelo, delle esigenze del Vangelo, dei valori evangelici. Vangelo significa “buona notizia, lieto annuncio” il che è come continuare a ripetere di una buona notizia, delle esigenze di questa buona notizia, dei valori della buona notizia… Se non fossimo assuefatti una domanda si imporrebbe. Qual è il contenuto di questa benedetta buona e notizia? Qual è il Vangelo? Non basta ripetere magicamente la parola contenitore vangelo. Il Vangelo, la buona notizia è il Regno di Dio. Così ci dice il brano di oggi. Dio che regna è l’unica buona notizia in un mondo malato e prigioniero. Gesù infatti precede l’annuncio estendendo ai suoi Dodici la Sua stessa Forza e il Suo stesso Potere contro la forza e il potere di un altro regno quello di Satana e dei suoi demoni. Gesù partecipa ai suoi Dodici il Suo Potere e la Sua Forza taumaturgica. Continua a leggere