Cristicchi e quella poesia contemplata nel silenzio

Simone Cristicchi a Sanremo 2019

Il cantautore romano conquista l’Ariston con “Abbi cura di me”. Un’intima riflessione, tra fede e bellezza
 
Premio alla Miglior composizione e alla Miglior interpretazione. Un risultato non certo casuale ascoltando (e riascoltando) la sua canzone. Lui è un artista completo, un cantante dotato di un invidiabile timbro vocale ma, soprattutto, di una carica interpretativa fuori del comune. Simone Cristicchi, ancora una volta, è stato capace di regalare al Festival di Sanremo non solo una canzone di qualità ma l’ennesima grande interpretazione, intensa, emozionante, con un’intimità palpabile e che, in qualche modo, ne ha messo in evidenza la costruzione, avvenuta attraverso vere e proprie esperienze di vita. Abbi cura di me è riuscita a entrare nel cuore degli ascoltatori come accadde nel 2007, quando Cristicchi si aggiudicò la vittoria con Ti regalerò una rosa. Questa volta il successo, perlomeno in classifica, non è arrivato ma ancora una volta il cantautore romano è riuscito a far breccia nei cuori del pubblico, a fronte di un testo che in molti suoi passaggi risuona di atmosfere che rispecchiano indirettamente la realtà del nostro tempo ma, in qualche modo, anche l’antidoto ai suoi retaggi che, in molti casi, si nasconde nella fede.
 
“Un cristiano inconsapevole”

Cristicchi lo ha ripetuto più volte durante le sue interviste: “Le persone più gioiose e felici che ho incontrato, sono quelle appartate dal mondo, ma non per una questione di fuga o di snobismo. Nel silenzio ci si connette a qualcosa”. Quel “qualcosa”, secondo il cantautore, è da ricercare in un intimo confronto con se stessi, nel calarsi appieno nella bellezza di ciò che ci circonda, sganciando la nostra mente dalle costrizioni frenetiche del quotidiano: “Siamo invasi ogni giorno da mille progetti, da mille informazioni, mille immagini, siamo continuamente collegati e connessi con la realtà virtuale. Così si perde interesse per le grandi domande dell’esistenza”.  Continua a leggere

Scuola, quanto spende lo Stato per un liceo? «Diecimila euro a studente»

Uno studio condotto da Civicum sul liceo Leonardo Da Vicini ha dato un risultato «sorprendente». Soprattutto se si considera che un alunno di secondaria paritaria costa invece ai contribuenti appena 50 euro
 
(Tempi, 24.09.18)
 
Quanto costa una scuola statale? Per la prima volta si è cercato di rispondere a questa domanda, analizzando con un nuovo metodo (Rei) quanto spendono i contribuenti per mantenere ad esempio il liceo Leonardo Da Vinci. La struttura di 11 mila metri quadrati in centro a Milano ospita mille studenti e cento lavoratori, fra insegnanti e tecnici. Il costo complessivo annuale sfiora i 10 milioni di euro, una media di diecimila euro all’anno a studente.

ISTRUZIONE “GRATUITA”. «L’obiettivo è far emergere idee per migliorare l’organizzazione del liceo», spiega al dorso milanese del Corriere il presidente di Civicum, Stefano Cianchi, che ha realizzato l’indagine con Deloitte. «Abbiamo verificato quanto costa ai contribuenti l’istruzione pubblica “gratuita”. È una cifra molto superiore rispetto ai 500 mila euro correttamente riportati nel bilancio della scuola perché abbiamo considerato ogni voce, a partire dai trasferimenti “effettivi” e “figurativi” dello Stato e degli Enti locali. Cinque anni di liceo Leonardo costano 50 mila euro per studente».

SEDE DA 4 MILIONI. L’analisi è stata fatta sui conti del 2016. La sede, pagata da Città Metropolitana, vale 4 milioni di euro, alla quale bisogna aggiungere 139 mila euro per bollette e riscaldamento. Insegnanti, tecnici e amministrativi costano invece 4,5 milioni. Lo studio va nel dettaglio: un pacchetto Fastweb che comprende la connessione internet costa la bellezza di ottomila euro l’anno, le spese per visite e viaggi di istruzione 150 mila. E ancora settemila euro di cancelleria, altrettanti di medicinali, 700 euro per riviste e giornali, più una fortuna in fotocopie. Continua a leggere

Osservate più spesso le stelle

 
“Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso nell’animo, guardate le stelle o l’azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscirà, quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all’aria aperta e intrattenetevi da soli col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete.”

[P.Florenskij]
 

Il Papa all’Angelus: “Scoprire il volto di Dio rende nuova la vita”

Newly elected Pope Francis appears at the window of his future private apartment to bless faithful during Angelus prayer at Vatican 
Bellissimo l’augurio del Papa all’Angelus di oggi:
 
“Anch’io vi auguro questo: che il Signore posi lo sguardo sopra di voi e che possiate gioire, sapendo che ogni giorno il suo volto misericordioso, più radioso del sole, risplende su di voi e non tramonta mai! Scoprire il volto di Dio rende nuova la vita. Perché è un Padre innamorato dell’uomo, che non si stanca mai di ricominciare da capo con noi per rinnovarci. Ma il Signore ha una pazienza con noi ! Non si stanca di ricominciare da capo ogni volta che noi cadiamo. Però il Signore non promette cambiamenti magici, Lui non usa la bacchetta magica. Ama cambiare la realtà dal di dentro, con pazienza e amore; chiede di entrare nella nostra vita con delicatezza, come la pioggia nella terra, per poi portare frutto. E sempre ci aspetta e ci guarda con tenerezza.”
 
(Papa Francesco, Angelus 01/01/2016)

 

Lourdes

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Sono appena tornata da Lourdes. Un’emozione grandissima. Tanta gente che prega in tutte le lingue, tantissimi volontari, tanti malati, tutti col sorriso in volto. Si respira tanta gioia. Si ha davvero la sensazione che, al di là di tutto quello che accade nel mondo, il Bene vincerà. L’amore di Dio vincerà, anzi ha già vinto.

Nostra Signora di Lourdes prega per noi! Continua a leggere

Aborto. In Italia troppi obiettori di coscienza? Tutte balle, come dimostrato dagli ultimi dati della Sanità

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La relazione del ministero della Salute afferma che «il numero di non obiettori è congruo» e che i punti abortisti sono anche troppi. Gli aborti calano del 4,2% ma restano sopra i 100 mila nel 2013
 
Un esercito di obiettori di coscienza impedisce alle donne di abortire e costringe i pochi non obiettori a un lavoro sproporzionato alle loro forze. È questa la tesi che circola spesso su tanti quotidiani italiani. Eppure la relazione del ministero della Salute sull’attuazione della legge 194 afferma che «il numero di non obiettori è congruo rispetto alle Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) effettuate» e che «la numerosità di punti Ivg appare più che sufficiente», se non esagerata.

I MEDICI NON MACANO. I dati del ministero indicano che «il numero totale delle strutture con reparto di ostetricia e ginecologia risulta pari a 630» e che i reparti che effettuano aborti sono «403 (64% del totale)». Ecco perché, salvo due casi «relativamente a regioni molto piccole», «la copertura è più che soddisfacente». E anche in quei casi la colpa è di «una inadeguata organizzazione territoriale». Non della mancanza di medici non obiettori. Continua a leggere