Gesù presente nell’Eucaristia

Credere in Cristo Dio e nella sua Rivelazione vuol dire, soprattutto, credere nell’Eucaristia, perché Gesù è presente nel Sacramento dell’altare e perché l’Eucaristia è il cuore di tutta la Rivelazione, come afferma Pio XII: “è la somma e il centro della vita cristiana” (1).

Perciò sono quanto mai vere e profonde le parole che ripeteva S. Francesco d’Assisi e che ha lasciato scritte nel suo Testamento spirituale: “Nient’altro vedo corporalmente in questo mondo dello stesso altissimo Figlio di Dio se non il suo santissimo Corpo e Sangue… E questi santissimi misteri al di sopra di tutte le cose voglio che siano onorati”.

Pensiero sublime accolto dal Vaticano II che proclama l’Eucaristia: “Vertice” di tutta la liturgia e di tutto il cristianesimo e “prima fonte” di tutte le grazie e le benedizioni del Signore.

Significativo quanto avviene nei Santuari Mariani: sembra che la Madonna ivi abbia fatto sentire la sua presenza soprattutto per procurare i più grandi trionfi a Gesù Sacramentato: infatti a Pompei, a Lourdes, a Fatima, a Guadalupe, a Medjugorje, a Jasna Gora (Polonia) e negli altri Santuari si incontra la più alta partecipazione alla S. Messa, alla Comunione, alle processioni eucaristiche.

L’Eucaristia, come dice S. Bonaventura, è un mistero difficile, sicuro, dolce.
 
1. MISTERO DIFFICILISSIMO: tra i misteri della fede è il più difficile a credere, perciò sommamente meritorio. Qui tutto è nascosto, è celata anche l’umanità di Gesù. Tuttavia ce lo ha insegnato Gesù con parole molto chiare. Perciò, o si accetta la presenza reale di Gesù nell’ostia e nel vino consacrati o si rifiuta Cristo Dio che è verità infinita. Del resto ci sono altri misteri difficili (per esempio, la Trinità), ma che accettiamo perché Gesù ce li ha rivelati.

Pascal afferma: “Come abòmino queste sciocchezze di non credere all’Eucaristia, ecc.! Se il Vangelo è vero, se Gesù è Dio, che difficoltà vi è qui?”
 
2. VERITÀ SICURISSIMA:

a) Le parole di Gesù nella promessa dell’Eucaristia sono di una chiarezza solare: nessuna dottrina nella Bibbia è presentata con tanta preoccupazione di non lasciare dubbi. Gesù prepara psicologicamente i suoi seguaci alla grande promessa con il miracolo della moltiplicazione dei pani e poi con un riferimento alla manna che i loro padri mangiarono, dicendo: “Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal Cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (2). La folla non approva, critica, protesta. Ma Gesù non rettifica, non corregge nulla di ciò che ha detto, anzi conferma con parole ancor più chiare: “In verità, in verità vi dico: Se non mangerete la carne del Figlio dell’uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita” (3).
E continua a ripetere per ben quattro volte la frase: mangiare la mia carne e bere il mio sangue. I discepoli lo abbandonano. Ma Gesù è disposto a rinunciare perfino agli apostoli pur di mantenere la promessa; infatti dice loro “Forse anche voi volete andarvene?” Fortunatamente S. Pietro, a nome degli apostoli, fa un esplicito atto di fede: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna” (4).

b) Le parole di Gesù nell’istituzione dell’Eucaristia: Gesù attende un anno per realizzare la sua promessa, e sceglie il tempo più indicato: la sera che precede il giorno della sua morte in croce, nel cenacolo; è circondato dagli apostoli; è l’ora della Pasqua ebraica, è il momento in cui rivela che uno dei suoi lo tradirà; è l’ora degli addii e del suo testamento. Ed ecco che adempie alla lettera le parole della promessa. “Mentre erano a cena – dice il Vangelo – Gesù prese il pane, lo benedì, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: Prendete e mangiate: questo è il mio Corpo. Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro dicendo: Bevetene tutti, poiché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per tutti in remissione dei peccati” (5).

Cristo Dio non può non dire la verità: perciò, da quell’istante nel cenacolo (e così nei nostri altari dopo la Consacrazione fatta da Gesù nella Messa per mezzo dei Sacerdoti), Gesù, vero Dio e vero uomo, è totalmente presente sotto le apparenze del pane, è totalmente presente sotto le apparenze del vino. Cristo, che è indivisibile, è tutto dove si trova il suo Corpo e tutto dove si trova il suo Sangue.

È possibile che Gesù sia presente tutto in tutte le piccole ostie consacrate e nei loro frammenti? Si, è possibile poiché è presente realmente, ma in maniera particolare che S. Tommaso chiama “a modo della sostanza”: ora la sostanza dell’acqua è presente sia in tutte le goccioline, come nei fiumi, nei laghi, così Gesù è presente contemporaneamente in tutte le ostie consacrate e nei loro frammenti.

S. Paolo esprime la fede degli apostoli e della chiesa primitiva nell’Eucaristia con queste chiare parole: “Il calice della benedizione che noi benediciamo non è forse comunione con il Sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo non è forse comunione con il Corpo di Cristo?” (6).

“Chiunque in modo indegno mangia il pane e beve il calice del Signore, sarà reo del Corpo e del Sangue del Signore; mangia e beve la sua condanna” (7)

I cristiani dei primi tempi erano soliti portare l’Ostia Santa agli ammalati e carcerati. Fu in questo servizio di fede che il ragazzo S. Tarcisio fu scoperto e ucciso; e sulla sua tomba il Papa S. Damaso fece incidere queste parole: “Egli preferì consegnare la sua anima alla morte piuttosto che consegnare le celesti membra (di Gesù) ai cani”.

Tutti i Padri e i Dottori della chiesa proclamano questa medesima fede.

I fratelli Ortodossi, che si sono separati dalla Chiesa Cattolica verso l’anno mille, conservano la stessa nostra fede nell’Eucaristia.

Tutta la cristianità per millequattrocento anni ha conservato questa fede eucaristica. Lutero avrebbe voluto negarla per dare un altro schiaffo al Papa, ma non c’è riuscito e l’ha difesa contro Zuinglio e altri eretici, dicendo: “le parole di Gesù sono chiare”.

Gesù ha confermato la sua presenza nell’Eucaristia mediante clamorosi miracoli dei quali si conservano sicure documentazioni in diverse parti del globo: per esempio a Lanciano, Bolsena, Orvieto, Siena, Ferrara, Torino, Trani, Amsterdam, Parigi, Bruxelles, Daroca (Spagna), Alatri, Cascia, Bagno di Romagna, ecc.

Anche oggi ci sono dei miracoli eucaristici: per esempio a Lourdes, quando viene impartita la benedizione con l’Ostia Santa agli ammalati, ogni anno qualche ammalato grave guarisce all’istante.
 
3. REALTA’ DOLCISSIMA: Gesù ci ama tanto da stabilire la sua dimora in mezzo a noi: mediante l’eucaristia, abita nelle nostre chiese, vicino alle nostre case, giorno e notte, chiamandoci e aspettandoci per ricolmarci di grazie, di conforto, di favori celesti. Va ripetendo: “Venite a me voi tutti che siete stanchi e affaticati e Io vi ristorerò” (8).

S. Elisabetta, Regina d’Ungheria, patrona delle francescane secolari, fin dai 4 anni cominciò a fare tante visite ogni giorno a Gesù Sacramento.

Don Bosco raccomandava: “Non omettete mai la visita quotidiana… È un mezzo troppo necessario per vincere il demonio”.

S. Francesco di Sales ripeteva: “Centomila volte al giorno noi dovremmo visitare Gesù nel SS. Sacramento”.

S. Ambrogio: Se sei aggravato dall’iniquità, Gesù in Sacramento è la giustizia; se abbisogni di aiuto, Egli è la forza; se temi la morte, Egli è la vita; se desideri il Cielo, Egli e la via; se vuoi fuggire le tenebre, Egli è la luce; se cerchi il cibo, Egli è l’alimento.

S. Agostino: Il Verbo Incarnato dimora in Cielo per rendere felici gli Angeli e i Santi, dimora nell’Eucaristia per rendere felici noi.

E S. Alfonso osava ripetere: “Siate certi che di tutti gli istanti della vostra vita, il tempo che passate davanti al Divin Sacramento sarà quello che vi darà più forza durante la vita, più consolazione nell’ora della morte e più gloria per l’eternità.
 
PROPOSITO: Facciamo ogni giorno una visita a Gesù Sacramentato: attingeremo serenità, forza spirituale, santità, gioia.
 
(Tratto da christusveritas.altervista.org)
 
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(1) Pio XII, “M.D.” (7) 1 Cor. 10,16

(2) Gv. 6,48–51 (8) 1 Cor. 11,26 ss.

(3) Gv. 6,53 (9) Mt. 11,28

(4) Gv. 6,66 ss.

(5) Mt. 26,26–28

(6) 1 Cor. 10,16

(7) 1 Cor. 11,26 ss.

(8) Mt. 11,28