Guerre stellari

Guerre stellari (Star Wars)
Usa/Gran Bretagna 1977, 121’
Genere: Fantascienza/Avventura
Regia di: George Lucas
Cast principale: Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Alec Guiness, Peter Cushing
Tematiche: stupore, crescita, amicizia, rapporto maestro-allievo, guerra, lotta tra bene e male.
Target: per tutti
 

In un tempo e in una galassia perduta si svolge una lotta senza quartiere tra il malvagio Impero galattico e un gruppo di ribelli fedeli all’antica Repubblica. Coinvolto suo malgrado nella guerra, il giovane Luke viene addestrato da un vecchio “Cavaliere Jedi” a percorrere i sentieri della “Forza” per salvare la galassia.
 
Recensione

Il fascino del film sta nel riutilizzo sapiente di un materiale impolverato, fatto funzionare con i ritrovati e le risorse dell’ultimissima generazione. Così il mito moderno vive sul mito antico, la fantascienza viaggia sul western e sul cappa e spada, il riassunto antropologico e archetipico si intarsia nella fantasmagoria futuribile. Pochi film come questo sono stati in grado di rappresentare una svolta e di segnare un’epoca. “George Lucas – disse una volta in televisione il critico Enrico Ghezzi – è uno dei cineasti più sottovalutati del dopoguerra e non verrà ricordato tanto come autore di film, ma come autore di cinema”. E’ una definizione geniale questa, che in poche parole dice tutto dell’importanza di un autore che è riduttivo chiamare regista. Lucas non ha mai amato la regia cinematografica e ha sempre considerato stancante la direzione degli attori.

E’ la potenza del cinema come sogno, come dispositivo capace di portare in altri mondi o in altre epoche che lo ha da sempre affascinato. Lucas non fa film, fa cinema. E’ un produttore di sogni, un cantastorie dello spazio, un creatore di universi. Il cinema d’intrattenimento ha dovuto reinventarsi da quando le astronavi di questa saga spaziale hanno solcato lo schermo. Fare cinema in America è diventato altro da sé, da quanto era stato, perché Lucas e il successo travolgente di Guerre stellari ne hanno ridisegnato lo schema e riscritto la grammatica, una grammatica dell’immaginazione e dell’azione la cui onda lunga è arrivata fin oltre il Duemila e il cinema digitale. Guerre stellari ha avuto due seguiti ugualmente famosi (L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, diretti rispettivamente da Irvin Kershner nel 1980 e da Richard Marquand nel 1983) con cui ha costituito una trilogia variamente e vanamente imitata, per spettacolarità e respiro epico, nei trent’anni successivi (soltanto il Peter Jackson del Signore degli anelli ha ottenuto risultati ugualmente brillanti).

Inoltre ha diffuso battute proverbiali – il celebre “Che la Forza sia con te!” – e incastonato simboli nell’immaginario popolare come la maschera nera e inquietante di Darth Vader, la spada laser e i droidi di servizio. Guerre stellari è diventato un business, un work in progress e un mito capace di autocelebrarsi: è stato il primo film della storia a godere di introiti provenienti dal merchandising; ha avuto due nuove edizioni – una per i cinema ed una per l’home video – in cui Lucas ha aggiunto scene inedite e potenziato gli effetti speciali, ed è uscito ingigantito perfino dal confronto con la nuova trilogia, scritta e diretta sempre da Lucas, che ne ha raccontato l’antefatto. Tra le tante sequenze memorabili, le due scene chiave che racchiudono l’essenza di questa storia sono quella in cui il vecchio maestro Obi Wan Kenobi inizia il giovane Luke ai misteri della “Forza”, e quella finale, in cui gli eroi attaccano la stazione di battaglia dei cattivi con una manovra disperata e rischiosa in una delle più lunghe, complesse ed emozionanti battaglie aeree della storia del cinema.

La “Forza” viene descritta nel film come un’energia misteriosa e metafisica che lega indissolubilmente tutte le creature viventi e nella quale persone dotate di facoltà particolari possono fondere il loro spirito manipolando le leggi fisiche. Lucas privilegia il sincretismo culturale e maneggia con gusto del riciclo e dell’inventiva secoli di storia delle religioni e della filosofia, in cui permangono valori universali come la valenza del sacrificio, la sopravvivenza dello spirito alla corruzione del corpo e la ragione di credere a qualcosa oltre il visibile. Perfetto da solo, va comunque visto insieme almeno ai due episodi che lo seguono, che danno conto in maniera naturale e coerente dell’evoluzione dei personaggi e dello sviluppo dei loro destini.
 
Spunti tematici:

Il viaggio dell’eroe. Guerre stellari ha entusiasmato da subito le platee di tutto il mondo e di tutte le età soprattutto per la sua struttura mitologica. Chiunque (non solo lo spettatore giovane a cui il film è principalmente rivolto) può identificarsi in Luke Skywalker, un ragazzo poco più che adolescente chiamato a compiere un vero e proprio viaggio iniziatico alla scoperta dell’universo e alla scoperta di sé. Chiamato, soprattutto, ad essere investito di poteri eccezionali per combattere, e vincere, un male indomito e terribile. Il film è astuto nel ricalcare e rielaborare in chiave spettacolare il cammino dell’eroe dell’epica classica e cavalleresca. Il rito di passaggio per l’ingresso nell’età adulta, l’incontro con un mentore, la vittoria sulla paura, la rinascita dopo la caduta sono ingredienti antichissimi ma pronti ad essere gustati come per la prima volta, rivitalizzati da Lucas nella forma dell’epica spaziale pirotecnica e buffonesca.

Lotta tra il bene e il male. Tra le componenti mitologiche e ancestrali della storia raccontata nel film c’è quella impermeabile alle mode e agli sbalzi d’umore della lotta eterna tra il bene e il male. Nella confezione scintillante e nel tripudio degli effetti speciali, Guerre stellari ha tra i motivi di successo la sua immediatezza, la sua accessibilità. Gli schieramenti sono netti, la separazione tra buoni e cattivi schematica, quasi fanciullesca. Il male è dipinto di nero e il bene si veste di bianco, i nemici sono senza volto e gli amici hanno sguardi profondi che fremono di voglia di vivere e di sognare. Lucas risveglia l’adolescente che è in tutti, che non deve dubitare da che parte stare, non esita quando lotta per un ideale e vuole solo un’arma magica e fiammeggiante con cui sconfiggere il male che è là fuori.
 
[Sentieri del cinema]