Cav Mangiagalli, da 34 anni in ascolto delle donne

Le vicende di tante mamme, il percorso di accompagnamento, le forme di aiuto e le trasformazioni in atto in questo servizio raccontate in un volume della fondatrice Paola Marozzi Bonzi, che sarà presentato il 6 novembre in Cattolica in un incontro a cui interviene l’Arcivescovo
 
di Stefania CECCHETTI
 
In una società piena di persone smaniose di parlare, ma dove quasi nessuno ha più voglia o è capace di ascoltare, la presenza del Centro Aiuto alla Vita (Cav) Mangiagalli è una piccola grande eccezione: «Da 34 anni accogliamo le donne che hanno un grande bisogno di essere ascoltate perché hanno problemi ad accettare il bambino che hanno in grembo. Per noi l’ascolto è la base: cerchiamo di capire qual è il punto critico e lavoriamo su questo. Le donne che vengono aiutate facilmente rinunciano ad abortire». A parlare è Paola Marozzi Bonzi, voce storica del Cav, che fondò nell’autunno del 1984 e di cui racconta le vicende nel un volume Per un bambino, appena uscito per Europa Edizioni (246 pagine, 14.90 euro). Il libro, insieme a Suoni e silenzi (Europa Edizioni, 98 pagine, 12.90 euro), memorie di un viaggio della stessa Bonzi in Terra Santa, sarà presentato martedì 6 novembre alle 17.30 in Università Cattolica (largo Gemelli 1, Milano). Oltre all’autrice, interverranno l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, il giornalista Giuliano Ferrara e la neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta Mariolina Migliarese.

Per un bambino non narra solo la storia e la metodologia del Cav, ma anche tante storie di donne che da lì sono passate: «Donne che il loro bambino non lo volevano, perché non cercato, oppure a causa di povertà e difficoltà materiali – racconta Bonzi -. Donne che abbiamo sempre cercato di affiancare con un percorso di tipo psico-pedagogico. Il primo colloquio si svolge nella sede Cav all’interno della Clinica Mangiagalli (via Commenda 12); poi, se decidono di continuare la gravidanza, il resto del percorso, fino all’anno del bambino, si sviluppa con incontri mensili nel nostro Consultorio di via Commenda 37, che, come struttura accreditata, offre servizi comuni a tutti i consultori: preparazione alla nascita, incontri con l’ostetrica, corsi di massaggio del neonato e via dicendo». Tutte attività gestite da professionisti: «Credo di essere io l’unica volontaria rimasta», dice ridendo Paola Bonzi, a sottolineare come il profilo del Cav sia cresciuto in questi anni.

Ma il Cav non è solo questo. Tanta parte del lavoro sta nell’offrire anche aiuti materiali alle neo-mamme, spiega ancora Bonzi: «Se riscontriamo condizioni di povertà, ed è quasi sempre così, eroghiamo un sussidio mensile fino all’anno del bambino, forniamo il cosiddetto “corredo”, cioè i vestiti e le attrezzature necessarie a crescerlo e distribuiamo una borsa della spesa con alimenti di prima necessità a lunga scadenza». Continua a leggere

Oggi è nata una mamma: la meravigliosa storia di Paola Bonzi e del CAV Mangiagalli (e cosa possiamo fare noi per aiutare la Vita )

20.782 bambini. Ventimilasettecentoottantadue bambini. Ventimilasettecentoottantadue cuoricini che battono grazie al CAV di Paola Bonzi. Lo scrivo anche in lettere questo numero perché forse a leggerlo così, tutto d’un fiato, resta scolpito meglio in mente.

Sto per raccontarvi una storia bellissima, che si ripete ogni giorno nella grande Milano.

C’è un posto che profuma di Paradiso e che come tutte le cose belle è un po’ nascosto.

Si chiama Cav, Centro di aiuto alla Vita, e già questo nome è un programma. Si trova al terzo piano, scala B della Clinica Mangiagalli di Milano.

Lo ha fondato e lo guida dal 1984 Paola Marozzi Bonzi, una Donna (lo scrivo apposta con la D maiuscola) di quelle che incarnano il senso più alto del femminile: forte e tenera, accogliente e materna. Una donna che abbraccia e ascolta da anni le donne, qualche volta in coppia, più spesso sole, che vivono una gravidanza inattesa o indesiderata e che si trovano nella lacerante situazione di dover scegliere se continuare a far battere i piccoli cuoricini che battono sotto il loro grande cuore. Perché il cuore di una mamma è sempre grande.

Sono donne che si rivolgono qui per chiedere un aiuto. E già questo è un piccolo miracolo: se chiedono aiuto vuol dire che qualcuno le ha fatte arrivare qui, prima che altrove. Continua a leggere