Imperfetto? «Aborto per 7 su 10». I numeri choc di Treviso: «Così stanno sparendo i figli Down»

da Avvenire 11.03.18
 
E’ una denuncia choc quella che arriva da Treviso, profondo Nord Est. In una terra in cui le preoccupazioni economiche pesano meno che altrove e dove la natalità è considerata ancora un valore, sembra infatti vacillare il rispetto della vita ‘senza se’ e ‘senza ma’: sempre più spesso le giovani coppie rifiutano figli davanti a diagnosi di disabilità, persino eventuali.
I dati sono drammatici e negli ultimi anni hanno rasentato il 70%. Lo conferma il direttore dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Treviso, Enrico Busato. «Su dieci donne, sette interrompono la gravidanza quando vengono a sapere che il loro figlio potrà avere qualche imperfezione. Numerosi genitori, quindi, decidono per l’aborto». E questo vale, secondo Busato, per ogni forma di possibile disabilità, su tutte la sindrome di Down. «Li vediamo catturati dalla paura, temono di rimanere soli, considerano subito il figlio che portano in grembo un “peso” più grande delle loro forze». Eppure in questa città i parti sono stati 2.182 nel 2017, un terzo di tutta la provincia, con un calo di appena 19 unità rispetto al 2016. La scelta dell’aborto in caso di diagnosi infausta riporta con la mente all’Islanda, col suo 100% di bimbi down abortiti, sventolato negli ultimi mesi come un primato dell’eccellenza scientifica e della precisione dei nuovi test sul Dna fetale. L’Unità del dottor Busato a Treviso, d’altronde, è un centro di riferimento interprovinciale di diagnosi prenatale: sono un centinaio l’anno le malformazioni e le patologie genetiche che vengono certificate, altrettanto quelle di minore gravità. Se nascono meno disabili rispetto al passato, chiarisce subito Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 provinciale, «è perché le diagnosi sono precoci e di conseguenza la gravidanza si interrompe prima». Continua a leggere