Cali degli aborti, qual è la realtà?

I dati dipendono anche dall’aumento dell’uso delle varie pillole del giorno dopo. Come spiega e commenta Gian Luigi Gigli del Movimento per la vita
 
In diminuzione le interruzioni di gravidanza volontarie, per la prima volta il valore , nel 2016, scende al di sotto dei 60.000 per le cittadine italiane. Questi i dati forniti dal Ministero della Salute per quanto riguarda l’applicazione della Legge 194 del 1978. Un calo che segue la tendenza degli ultimi tre anni. L’anno con il valore più alto è stato il 1982 con  234˙801 interventi.  Da considerare però che in questi due anni i nati sono diminuiti di 7.910 unità.

Commentiamo questa notizia con l’onorevole Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita, per capire se davvero gli aborti in Italia stanno calando? «Forse è vero, ma in parte sembra dipendere dalla diminuzione del numero delle donne in età fertile: proporzionalmente, infatti, il tasso di abortività (numero di IVG per 1000 donne tra 15 e 49 anni) è sceso molto meno del dato numerico assoluto».

C’è da ricordare, inoltre, che gli aborti in ospedale calano anche per il diffondersi di aborti farmacologici fai-da-te: «L’aborto è così rientrato nella clandestinità da cui la 194 avrebbe voluto sottrarlo. Soprattutto, essi diminuiscono per l’abortività precoce legata alla cosiddetta contraccezione di emergenza con cui, in realtà, si può impedire l’annidamento dell’embrione in utero. Un fenomeno, quello delle pillole dei giorni dopo, che denuncia  l’emergenza educativa dell’ignoranza inconsapevole e del sesso banalizzato, con partner multipli e occasionali. I tempi di attesa per gli aborti, la distanza dalle sedi di residenza e il carico di lavoro per i medici che li praticano mostrano la pretestuosità degli allarmi lanciati da chi vorrebbe violentare la coscienza dei medici obiettori». Continua a leggere

Abusi su bambini molto piccoli

INFLUENZA A: STAZIONARIE CONDIZIONE DUE RICOVERATI GENOVA

Una volta Madre Teresa di Calcutta ha detto: “Ogni legge che permette l’aborto insegna alla gente che è lecito utilizzare qualsiasi violenza per ottenere ciò che si vuole”. Il risultato delle leggi sull’aborto? Un miliardo di bambini uccisi nel mondo. Ma non è solo il numero inquietante: il modo in cui muoiono è ancora più inquietante.

Gli abusi sui minori sono puniti in tutti i paesi civili ed esecrati (ancora) dalla mentalità comune: non l’abuso più grave e irrimediabile che si verifica prima della nascita. Chissà perché non è considerato una forma di violenza. Anzi.

La società Shenzhen in Cina ha annunciato che tra poco consentirà ai genitori di scegliere l’embrione a loro più gradito, con i caratteri genetici che gli daranno più probabilità di avere successo nella vita. Continua a leggere