Sorpresa! La Norvegia va verso l’abolizione dell’aborto selettivo

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La Norvegia è sorprendentemente in procinto di cambiare in senso restrittivo la propria legislazione sull’aborto (Lov om svangerskapsavbrudd), in vigore dal 1976.

Si è giunti a questo momento importante per il Paese, per il mondo pro-life e per l’intera Europa, grazie al dialogo fra la classe politica e il Terzo Settore, rappresentato in particolare da Menneskverd, l’organizzazione pro-life più importante della Norvegia, e NNDS (Norsk Nettverk for Down Syndrom), l’associazione norvegese che si occupa di tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down. Queste ultime hanno attivato una campagna intitolata “#cancellailparagrafoselettivo” per chiedere l’abrogazione del Paragrafo 2, lettera c) della legge sull’aborto, il quale stabilisce che, passato il limite entro il quale è lecito praticare l’aborto (corrispondente alla dodicesima settimana di gravidanza), è possibile in ogni caso abortire qualora “vi sia un serio pericolo che il bimbo possa essere gravemente malato, per cause ereditarie, a causa di patologie o di altri danni durante la gravidanza”. Questa parte della legge, soprannominata “Paragrafo Down” è utilizzata infatti per l’ammissione di quegli aborti tardivi a seguito di diagnosi prenatali che rivelano la presenza di patologie del feto o caratteristiche riconducibili alla Trisomia 21.

Il Primo Ministro Erna Solberg si è detta pronta a modificare la legge abrogando questa parte della legge: concorda con chi lo ritiene una clausola discriminatoria con una ratio eugenetica, basata cioè sulla scelta fra chi merita di vivere (i sani) e chi no (le persone Down o con altri problemi di salute). Lo stesso Ministro della Salute Bent Høie, del Partito conservatore Høyre (H) di Erna Solberg, ha ribadito che è tempo di mettere mano alla legge sull’aborto, e nello specifico al vituperato “Paragrafo Down”, perchè la vita stessa di un disabile, in generale, o di una persona con Trisomia 21, in particolare, non deve essere di per sé causa di aborto. Il Primo Ministro Erna Solberg scrive inoltre sul suo blog personale di essere anche disponibile a intervenire legislativamente per porre fine all’aborto selettivo gemellare (chiamato anche embrioriduzione). Continua a leggere

Le consigliarono l’aborto selettivo, ora festeggia il diploma dei 5 gemelli

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A 28 anni scoprì di attendere cinque figli e contro il parere dei medici portò avanti la gravidanza per tutti. Oggi tre dei figli sono militari, altri due diventeranno medici
 
di Cristina Marrone
(Corriere della Sera, 14.12.16)
 
«Avevo già due figli, ma all’età di 28 anni ho scoperto di essere incinta di cinque gemelli. Il mio medico mi ha subito parlato di aborto selettivo. Con mio marito Mark abbiamo detto no. Ci hanno mandato da un altro specialista che più volte ci ha invitati a rinunciare a due o tre bambini. Ma alla fine noi abbiamo scelto la vita e ora, 20 anni dopo mi guardo indietro e non posso immaginare la nostra vita senza qualcuno di loro». Susan Thompson, americana, oggi ha quasi 50 anni e ha scelto di condividere sulla pagina #LoveWhatMatters su Facebook la sua storia postando due immagini forti: la prima è un’immagine sfocata in bianco e nero dell’ecografia dei cinque bambini non ancora nati, la seconda è la foto dei cinque figli, ormai ragazzi, nel giorno in cui si diplomano alla scuola superiore. Continua a leggere