Il Papa: abortire è come affittare un sicario

Prosegue la catechesi del mercoledì dedicata ai Comandamenti. Il quinto, «Non uccidere», ricorda che il valore della vita è alla base dei rapporti umani. Perché Dio ama ogni vita
 
(Avvenire, 10.10.18)
 
«Dio è amante della vita». L’ha scandito, su invito di papa Francesco, tutta piazza San Pietro affollata di fedeli per l’udienza generale del mercoledì. Dedicata stamani al quinto dei Dieci Comandamenti: «Non uccidere».

Dopo la lettura tratta dal libro della Sapienza («Tu ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato… Tu sei indulgente con tutte le cose perché sono tue, Signore, amante della vita»), il Papa ha centrato la catechesi sul valore della vita, che sta alla base dei rapporti umani. IL TESTO INTEGRALE
 
Il male si riassume nel disprezzo della vita

«Tutto il male operato nel mondo – ha detto – si riassume in questo: il disprezzo della vita». Guerre, organizzazioni che sfruttano l’uomo e l’ambiente, cultura dello scarto sono tutti «sistemi che sottomettono l’esistenza umana a calcoli di opportunità». Disprezzare la vita, in ogni sua fase, è uccidere. A cominciare dalla vita del concepito. Il Papa è stato esplicito: «Soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti: ma come può essere terapeutico, civile o semplicemente umano un atto che sopprime la vita inerme nel suo sbocciare? È giusto far fuori una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema?» ha chiesto ai fedeli. «Non si può, non è giusto, è come affittare un sicario». Continua a leggere

Aborto e vita della madre

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Volevo conoscere bene la posizione della Chiesa cattolica sull’ aborto. Quando c’è pericolo di morte per la madre è permesso? In questo caso il diritto della madre prevale su quello dei nascituri?
 

Risponde padre Maurizio Faggioni, docente di Teologia morale

La Comunità cristiana, fin dall’Antichità, ha preso una posizione molto netta contro l’aborto in contrasto con l’uso del mondo pagano nel quale l’aborto era molto frequente, nonostante il divieto di praticare aborti imposto dal famoso giuramento di Ippocrate.

L’aborto è la soppressione di una vita umana nel tempo che va dal concepimento fino a quando il nuovo essere umano non è autonomamente vitale e i Cristiani – lo sappiamo – hanno sempre avvertito una chiamata particolare, connaturale con la loro fede, a prendersi cura delle vite fragili, deboli e indifese. Continua a leggere

Il grido della vita è più forte della morte

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Una mamma si oppone ai medici che davano per morto il feto e così dà alla luce il suo piccolo.
 
Accade a Roma. E accade per il desiderio che abbiamo tutti dentro il nostro cuore, specialmente in quello di una mamma: vivere. E far vivere.

Aborto “terapeutico”
Il figlio di Maria, una giovane mamma, ha tre mesi e mezzo ma per i medici del Pronto soccorso del San Giovanni Calibita Fatebenefratelli, non doveva vivere. Per loro non restava che la via dell’aborto “terapeutico”. Come riportato il 24 marzo da Il Messaggero, il feto per loro era morto, il cuoricino alla quinta settimana di gravidanza non batteva, l’ecografia era piatta. Ed invece quel bimbo è nato in perfetta salute, nello stesso ospedale. Continua a leggere

Aborto, l’eterno tabù che lacera la coscienza cattolica

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NDR: Sul Corriere della Sera e sul web è stato segnalato il caso pietoso della giovane che in Salvador rischia di morire perché la legge e i preti le vietano l’aborto. Viste le sfacciate bugie che sono state divulgate in occasione della morte di Savita, in Irlanda, qualche mese fa, ci riserviamo di indagare per i nostri lettori e sapere come stanno veramente le cose dal punto di vista medico. Intanto vi segnaliamo il pezzo che segue, pubblicato dalla Stampa, che spiega chiaramente la posizione della Chiesa: non si può considerare – tra due vite – una più degna di essere tutelata rispetto ad un’altra. I medici devono prodigarsi per salvarle entrambe, finché è possibile. Quindi se il caso fosse veramente quello indicato dai media, nessun “prete” condannerebbe l’eventuale uccisione del bambino nel tentativo di salvare la vita della madre. Continua a leggere