Aborto, la vera scelta

il blog di Costanza Miriano

Abbiamo ricevuto da una volontaria per la vita

Laura Boldrini ha definito “mostruosa” la riproduzione in gomma di un feto di poche settimane. Poi ha parlato con vivo sdegno della mancaza di rispetto che, mostrando quell’immagine, gli antiabortisi militanti avrebbero avuto verso “le donne costrette ad interrompere la gravidanza”.

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La proposta della Lega. «Si renda adottabile il concepito»

«Si renda adottabile il concepito»

Meno aborti, più chance alle coppie disponibili ad accogliere figli non loro: progetto di legge leghista per offrire una nuova possibilità alle donne che hanno scelto di non tenere il nascituro
 
di Francesco OgnibeneAvvenire 27 marzo 2019
 
Basta una parola – «concepito » – e a una parte del Palazzo puntualmente saltano i nervi. Eppure, lui, il concepito, è tutt’altro che minaccioso. Anzi, è «uno di noi», come disse efficacemente la campagna europea che nel 2013 raccolse due milioni di firme nei Paesi Ue per la tutela giuridica dell’embrione umano.

Ora che però un disegno di legge lo mette nero su bianco ecco che riparte la polemica attorno al consueto slogan ‘la 194 non si tocca’. Il bello è che il ddl – primo firmatario il deputato della Lega Alberto Stefani, seguito da altri 47 onorevoli del Carroccio – non tocca affatto la 194, proponendo «Disposizioni in materia di adozione del concepito» come alternativa all’aborto per la donna incinta che ha deciso di non tenere il bambino (e che comunque già oggi dispone della legge sul parto in anonimato). In soldoni: per chi vuole abortire non cambierebbe nulla, mentre si introdurrebbe solo una nuova possibilità di libera scelta.

Certo, molto significativa: perché nei 7 articoli del ddl – depositato a Montecitorio il 4 ottobre 2018, curiosamente senza farlo sapere in giro, e solo da pochi giorni incardinato nelle Commissioni riunite Giustizia e Affari sociali – si riconosce nei fatti una soggettività giuridica del concepito che segna un passo avanti con l’intento di ridurre il numero di aborti e di famiglie che sperano in un’adozione (solo una su dieci riuscirebbe nel suo intento).

La novità si esplicita già all’articolo 1, dove si prevede che «la donna può fare ricorso, nell’ambito delle misure alternative all’interruzione di gravidanza di cui alla legge 194, alla procedura di adozione del concepito». Altro fatto nuovo – all’articolo 2 – è l’obbligo per «il consultorio, la struttura socio-sanitaria o il medico di fiducia al quale la donna si rivolge» di informare «per iscritto la donna, nonché la persona eventualmente presentata come padre, della possibilità di ricorrere alle misure alternative all’interruzione volontaria di gravidanza». Continua a leggere

Andrea Roncato: l’aborto è stato l’errore più grande della mia vita

“T’avrei voluto volere quella volta che non ti ho voluto”: il verso finale della poesia che l’attore ha dedicato al figlio mai nato.
 
di Silvia Lucchetti
 
L’attore Andrea Roncato, ospite sabato scorso del programma Verissimo condotto da Silvia Toffanin, ha ripercorso in una lunga un’intervista la sua vita: l’infanzia, i successi, i momenti fondamentali del suo percorso umano e professionale, le cadute e le vittorie, gli attimi magici della carriera, gli errori, anzi, l’errore più grande della sua vita: aver abortito un figlio.
 

L’aborto: il grande errore della mia vita

“Un figlio ti manca?” gli chiede la conduttrice guardandolo negli occhi, e Roncato risponde:

Un figlio mi manca, è stato il vero errore della mia vita. Quando ero molto giovane ho avuto la possibilità di diventare padre, di avere un figlio, ma feci un aborto. Adesso sono diventato estremamente antiabortista. Ho fatto anche un libro per questo bambino che non è mai nato che si chiama T’avrei voluto“T’avrei voluto volere quella volta che non ti ho voluto”, è l’ultimo verso di una poesia che ho scritto e che si chiama proprio T’avrei voluto.

La risposta mi colpisce per la consapevolezza profonda che mostra, la sincerità, il rammarico, il pentimento. Sono parole meditate, sofferte, di un uomo, anzi, di un padre, che ha preso coscienza dell’atto compiuto, che ci ha fatto i conti assumendosi tutta la responsabilità, senza cercare scorciatoie. Continua a leggere

New York, uccide donna incinta ma con la nuova legge il bambino non esiste

Un uomo ha ucciso una donna incinta e il suo bambino di 14 settimane a New York, inizialmente viene accusato anche di aborto di secondo grado ma il procuratore generale rimuove l’accusa in quanto la nuova legge ha tolto l’aborto dal codice penale.
A fine gennaio 2019 il governatore “cattolico” di New York, Andrew M. Cuomoha firmato una delle leggi più permissive sull’aborto nella storia degli Stati Uniti. Il Reproductive Health Act (RHA) permette infatti l’interruzione di gravidanza fino all’ultimo giorno prima della nascita, una notizia che ha fatto il giro del mondo nonostante alcuni giornalisti, come Enrico Mentana, si siano affrettati -con scarsi risultati- a definirla una “bufala”.
 
L’uomo uccide donna incinta, prima accusato anche di aborto poi scagionato grazie al RHA

Una notizia inquietante dimostra che non c’è alcuna bufala e la nuova legge avrà conseguenze tragicamente imprevedibili. Il 3 febbraio scorso nel borgo Queens, a New York, Anthony Hobson ha ucciso con un coltello la sua ex fidanzata Jennifer, incinta alla 14° settimana. L’aggressione ha causato la morte sia della donna che del bambino non ancora nato, per questo l’uomo è stato inizialmente accusato anche di aborto di secondo grado.

Lo ha annunciato il procuratore distrettuale del Queens, Richard A. Brown, in un comunicato stampa. L’accusa però è stata incredibilmente rimossa dopo che alcuni giornalisti e membri della stampa hanno sottolineato che l’aborto non è più considerato un crimine a New York dopo la recente legge, il RHA, la quale consente di interrompere la nascita in qualsiasi momento, rimuovendo l’aborto dal codice penale dello Stato. Continua a leggere

«Tutela della maternità»: la mozione del Consiglio regionale ligure

La proposta del capogruppo FdI, passata con i voti del centrodestra, è mirata a far sì che siano attuale le azioni a tutela di maternità e donne previste dalla legge 194
 
Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato con 17 voti a favore della maggioranza di centro destra, 6 contrari e 5 astenuti una mozione presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Matteo Rosso e sottoscritta da Liguria Popolare, che impegna la Giunta ligure ad “attuare le azioni riportate nella legge 194 del 1978″ a tutela della maternità e della donna, al fine di salvaguardare e valorizzare la vita”. Il documento “pro vita” ha ottenuto il via libera nonostante i 6 voti contrari, arrivati dal Pd e dal consigliere Gianni Pastorino di Rete a sinistra-LiberaMente Liguria, mentre 5 astensioni sono arrivate dal M5S e da Francesco Battistini, sempre di Rete a LiberaMente Liguria.

“Per noi vita è un valore sacro e bisogna fare tutto il possibile perché venga sempre difesa e il concepito possa nascere – ha detto il promotore del documento, Matteo Rosso, parlando in aula -. Vanno messe in campo tutte le iniziative per far sì che la donna se può non debba abortire”. La mozione richiama l’attenzione sull’istituzione e il ruolo dei consultori familiari: “La legge 194 – ha spiegato ancora Rosso all’Adnkronos – in realtà metteva una serie di paletti per cercare di far sì che la donna non si sentisse sola in questa scelta, per aiutarla, informarla in modo completo e corretto sui suoi diritti. A livello nazionale pone di potenziare i consultori, io chiedo che si lavori in rete”. Continua a leggere

Giornata per la Vita. Il Papa: «L’aborto non può essere presentato come diritto umano»

Il Papa bacia un bimbo all'udienza generale dell'8 ottobre 2014 (archivio Ap)

Nel discorso al Movimento per la vita Francesco definisce drammatica; la visione che riduce la vita a bene di consumo usa e getta
 
(Avvenire, 2.02.19)
 
«Drammatica» è la visione, spesso presentata come diritto umano, che riduce la vita a bene di consumo usa e getta. Lo ha affermato il Papa nel discorso ai membri del Consiglio direttivo del Movimento per la vita italiano, durante l’udienza in occasione della Giornata nazionale per la vita, in programma in Italia domani, domenica 3 febbraio. «Prendersi cura della vita, afferma Francesco, esige che lo si faccia durante tutta la vita e fino alla fine. Ed esige anche che si ponga attenzione alle condizioni di vita: la salute, l’educazione, le opportunità lavorative, e così via; insomma, tutto ciò che permette a una persona di vivere in modo dignitoso». (QUI IL DISCORSO INTEGRALE)

Perciò la difesa della vita, continua il Papa, «non si compie in un solo modo o con un unico gesto, ma si realizza in una molteplicità di azioni, attenzioni e iniziative; né riguarda solo alcune persone o certi ambiti professionali, ma coinvolge ogni cittadino e il complesso intreccio delle relazioni sociali». Consapevole di ciò, nota il Pontefice, «il Movimento per la vita si sforza di essere lievito per diffondere uno stile e delle pratiche di accoglienza e di rispetto della vita in tutto l’impasto della società».

«La difesa della vita ha comunque il suo fulcro, sottolinea papa Bergoglio, nell’accoglienza di chi è stato generato ed è ancora custodito nel grembo materno, avvolto nel seno della madre come in un amoroso abbraccio che li unisce. Ecco perché spegnere volontariamente la vita nel suo sbocciare, ricorda il Pontefice, è in ogni caso un tradimento della nostra vocazione, oltre che del patto che lega tra loro le generazioni, patto che consente di guardare avanti con speranza. Dove c’è vita, c’è speranza. Ma se la vita stessa viene violata nel suo sorgere, ciò che rimane non è più l’accoglienza grata e stupita del dono, bensì un freddo calcolo di quanto abbiamo e di ciò di cui non possiamo disporre. Allora anche la vita si riduce a bene di consumo, da usare e da gettare, per noi stessi e per gli altri. Come è drammatica questa visione, purtroppo diffusa e radicata, anche presentata come un diritto umano (ha aggiunto a braccio), e quante sofferenze causa ai più deboli dei nostri fratelli». Continua a leggere

Stati Uniti. Abortire fino all’ultimo giorno di gravidanza: a New York ora si può

Una Marcia per la vita a Washington (Lapresse)

Il governatore Andrew Cuomo ha firmato un provvedimento che di fatto toglie ogni limite. Aperta polemica col presidente Trump e il vice Pence, impegnati sul fronte opposto

(Avvenire, 24.01.19)
 
È diventato legge nello Stato di New York un testo, presentato quasi 13 anni fa ma mai approvato, che permette l’aborto oltre la 24esima settimana di gravidanza. La misura, ratificata immediatamente dalla firma del governatore democratico Andrew Cuomo, era stata proposta dai legislatori statali democratici nel 2006, ma non era mai stata votata dal Senato, da allora nelle mani del partito repubblicano.

Una situazione che è cambiata all’inizio del mese, quando si è insediato il nuovo Senato a maggioranza democratica. Il disegno di legge permette dunque alle donne di abortire in qualsiasi momento della gravidanza se la salute della madre rischia di essere compromessa – una definizione molto ampia che comprende anche la salute mentale – o se il feto è gravemente ammalato.

In precedenza, gli aborti dopo la 24esima settimana erano consentiti solo per preservare la vita della madre, se questa era a grave rischio. La legislazione rimuove inoltre qualsiasi riferimento all’aborto dal Codice penale e chiarisce che tutti i professionisti della medicina, e non solo i medici, possono eseguire la procedura.  Continua a leggere