Un bambino down diventa simbolo di una marca alimentare

Gerber, la marca di prodotti alimentari per bambini e lattanti appartenenti a Nestlé, ha scelto un neonato affetto da trisomia 21 per rappresentare la propria immagine nel mondo nel 2018.
 
Il visetto da baci di Lucas Warren, un anno e mezzo, originario della Georgia (USA), sarà associato per tutto l’anno alla marca di prodotti per lattanti. In particolare, sarà affissa sugli account dei social network aziendali. Linguaggio, alimentazione, sviluppo… Gli internauti potranno inoltre seguire i primi passi di Lucas, come se il bambino fosse un loro vicino di casa.
 
Un “sorriso esplosivo”

Dal 1928 Gerber sceglie ogni anno un bambino che la rappresenti. In questi ultimi anni l’impresa fidelizzava i consumatori organizzando un concorso annuale aperto in tutto il mondo per scovare il bambino che incarna la perla rara. Concorso vinto quest’anno dal piccolo Lucas, che ha permesso alla famiglia di aggiudicarsi la somma di 41mila euro. È la prima volta che la marca consacra un bambino trisomico. Secondo Bill Partyka, amministratore delegato di Nestlé, il “sorriso esplosivo” del piccolo statunitense ha fatto la differenza nei confronti delle altre 140mila foto di bambini ricevuti.  Continua a leggere

Sottomissione for dummies (lezione per ripetenti)

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di Costanza Miriano per La Croce – quotidiano
 
Non pensavo che qualcuno mi si sarebbe filato ancora su questa storia della sottomissione. Insomma l’ho spiegata anche al maiale. Pensavo di essere finalmente fuori moda. Invece per colpa o merito del mio amico Mario mi ritrovo a cercare di spiegare di nuovo cosa ho capito io della parola sottomissione usata da San Paolo, e lo faccio per la volta numero duecentosettantaquattro – includendo i tentativi in inglese e violettese (quella specie di lingua spagnola imparata sentendo le canzoni di Violetta, che mi si è resa necessaria quando la Procura generale spagnola ha aperto un fascicolo nei miei confronti su mandato del ministro della Salute e della Pari opportunità, per l’ipotesi di istigazione alla violenza sulle donne. Non mi riprenderò mai dalle risate fatte pensando al magistrato spagnolo che si è dovuto sorbire i racconti dei vomiti dei miei figli nel tentativo di ravvisare tracce di reato, poveraccio). Continua a leggere

Anna, un’accoglienza che buca la tv

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di Paola Bonzi

«Le farebbe piacere partecipare a una nostra trasmissione televisiva per raccontare della sua esperienza?». Non amo la televisione. Non so mai da che parte guardare. Mi sento sempre nel posto sbagliato. Ritengo, però, che la strada da percorrere, per il nostro Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli, sia, ora, quella della comunicazione. «Grazie – rispondo un po’ imbarazzata – mi dirà come, quando, dove, …».

Così, il giorno concordato, mi presento nello studio televisivo con il vivo desiderio di raccontare le cose che servono a diffondere notizie corrette sul nostro lavoro, un po’ nervosa e preoccupata. La trasmissione va avanti, percorre la sua strada e la mia impressione è quella di calma piatta. Infatti essendo di tipo interattivo, con gli spettatori che possono mettersi in contatto per rivolgere delle domande, riceviamo solo interventi che con il nostro CAV non c’entrano granché. Continua a leggere

Il Papa: “La vita va difesa dal grembo materno fino alla sua fine”

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Nella Giornata per la Vita appello pro life di Papa Francesco all’Angelus. Il Pontefice poi tende la mano a chi negli ultimi giorni è stato colpito dalla violenta ondata di maltempo.

“La vita va difesa dal grembo materno fino alla sua fine su questa terra”. Appello pro-life di papa Francesco all’Angelus. “Oggi si celebra in Italia la Giornata per la Vita, che ha come tema “Generare futuro“- afferma il Pontefice a piazza San Pietro – Rivolgo il mio saluto e il mio incoraggiamento alle associazioni, ai movimenti e ai centri culturali impegnati nella difesa e promozione della vita. Mi unisco ai vescovi italiani nel ribadire che ogni figlio è volto del Signore amante della vita, dono per la famiglia e per la società”. Continua a leggere

Il Papa ai vescovi olandesi: su famiglia, matrimonio, fine vita, siate presenti nel dibattito pubblico

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La Chiesa e i fedeli in Olanda siano “presenti nel dibattito pubblico”, in tutti gli ambiti “nei quali è in causa l’uomo”: in una società fortemente secolarizzata, potranno così portare il loro contributo nelle “grandi questioni sociali riguardanti per esempio la famiglia, il matrimonio, la fine della vita”. Così Papa Francesco nel discorso che ha consegnato ai vescovi olandesi, in visita ad Limina.
In una società fortemente segnata dalla secolarizzazione e in “circostanze spesso ardue”, non è facile conservare la speranza. Ma il compito della Chiesa è quello del “bene umano” e dello “sviluppo sociale”. Lo ha ricordato il Papa nel discorso ai vescovi dei Paesi Bassi. Per i cristiani, ha proseguito, l’educazione delle coscienze diventa allora “prioritaria”, “specialmente mediante la formazione del giudizio critico, pur avendo un approccio positivo sulle realtà sociali: si eviterà così la superficialità dei giudizi e la rassegnazione all’indifferenza”. Continua a leggere

Papa e gay, la rivoluzione che non c’è

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(da lanuovabq.it)
 
A Benedetto XVI era toccato “aprire” sui preservativi, a papa Francesco invece toccano i gay. Le interviste con i giornalisti in aereo evidentemente sono destinate a creare qualche problema nella comunicazione e ad oscurare i contenuti dei viaggi pastorali. Così le spettacolari immagini della enorme folla di giovani che domenica occupava Rio de Janeiro per partecipare alla messa con papa Francesco e il suo pressante invito all’evangelizzazione, ieri erano già dimenticati, sovrastati dalla risposta che papa Francesco aveva dato a un giornalista a proposito della lobby gay in Vaticano: «Se uno è gay, chi sono io per giudicarlo?», ha detto il Papa a un certo punto. E su tutti i media internazionali è diventata prima notizia l’apertura del Papa sui gay. In Italia poi Nichi Vendola e Paola Concia non hanno perso un attimo per arruolare il Papa nel partito anti-omofobia. Continua a leggere

Papa Francesco a Lampedusa: «Chi piange per il sangue di suo fratello?»

Papa Francesco a Lampedusa

Il testo dell’omelia. «”Dov’è tuo fratello?”, la voce del suo sangue grida fino a me, dice Dio. Questa non è una domanda rivolta ad altri, è una domanda rivolta a me, a te, a ciascuno di noi»

Papa Francesco, primo pontefice in visita a Lampedusa, davanti a una folla di diecimila persone, è stato accolto con entusiasmo dagli abitanti dell’isola. Durante l’omelia della Messa – il Santo Padre vestiva i paramenti viola delle Messe penitenziali – ha parlato degli «immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte. Così il titolo nei giornali. Quando alcune settimane fa ho appreso questa notizia, che purtroppo tante volte si è ripetuta, il pensiero vi è tornato continuamente come una spina nel cuore che porta sofferenza. E allora ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta». Continua a leggere

Bambini

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di Angelo Busetto
25-05-2013

Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro. (Mc 10,13-16)

Non è solo una bella scena sentimentale: Gesù in mezzo ai bambini. Gesù ci propone di accogliere il regno di Dio come lo accoglie un bambino. Cioè come? Rispondendo con semplicità all’attrattiva del bello e del bene. Continua a leggere

Quando saper comunicare aiuta a spiegare la morale

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In un suo post di ieri, il cardinale-blogger di New York, il simpatico e moderno arcivescovo Timothy Dolan, ha spiegato con semplicità cristallina ed efficacia comunicativa come vedere la Chiesa cattolica, che accoglie tutti e insieme offre anche a tutti delle regole di vita.
Quando si discute di scelte morali, di aperture richieste alla Chiesa nel mutare i propri insegnamenti “antiquati”, perché qualcuno è convinto di avere nuovi diritti (o di volerli riconoscere ad altri) e di dover esigere dalla Chiesa che essa si pieghi all’imperativo del “tutto cambia con i tempi”, rileggiamo prima questa meditazione del Cardinal Dolan. Giusto per impostare una corretta prospettiva.
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Aldo Trento: ho visto brillare l’eterno in un bimbo deforme

Nell’esperienza che faccio da otto anni mi sono trovato a convivere con tutte le situazioni che, secondo il mondo e secondo una certa cultura, sono situazioni indegne della vita umana. Quando si pensa così è perché si parte dal presupposto che l’uomo non è relazione con l’infinito ma pura massa di carne e sangue. Continua a leggere…

“Chi accoglie voi accoglie me”

Una bella meditazione di S. Patrizio (385-461, monaco missionario e vescovo) sul Vangelo di oggi.

Ecco che mi metto «nelle mani del mio Dio fedele» (1 Pt 4,19) per il quale assolvo «un dovere» (Ef 6,20) malgrado la mia bassezza, perché egli non fa differenza tra gli uomini e mi ha scelto per questo servizio, affinché io sia suo servo, «uno di questi suoi fratelli più piccoli» (Mt 25,40). Continua a leggere…