L’assurda illusione smascherata da Camus

di Giovanni Fighera

Romanziere e filosofo francese, autore di opere celeberrime come Lo stranieroIl mito di SisifoLa peste, Albert Camus è il più giovane letterato a essere insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1957 a soli quarantaquattro anni. Tre anni più tardi morirà per un incidente stradale (1960).

Ogni epoca si è sempre considerata moderna, troppo moderna per il passato. «Ogni generazione si crede destinata a rifare il mondo» scrive Albert Camus. «La mia sa che non lo rifarà. Il suo compito è forse più grande: consiste nell’impedire che il mondo si distrugga». Questa è la descrizione che fa  Camus negli anni Cinquanta riguardo alla sua generazione.

Oggi l’eterno mito dell’uomo di sostituirsi a Dio e di ricreare un mondo migliore, quel mito che Camus descriveva morto negli anni Cinquanta, forse perché era ancora vivo nella mente l’abominio della Seconda guerra mondiale, forse perché gli erano chiare le violenze perpetrate nel mondo dai regimi comunisti, è ritornato vivo più che mai, in mezzo ad una miriade di ideologie che sorgono proprio là dove Dio non è riconosciuto. La situazione culturale in cui si affermano queste ideologie è, in realtà, in parte simile a quella che descrive lo scrittore francese nelle opere appartenenti alla trilogia dell’assurdo, Lo straniero (1942), Caligola (rivisitato dal 1937 al 1958) e il Mito di Sisifo (1942). In particolar modo, in quest’ultima opera Camus identifica in Sisifo la situazione dell’uomo. Continua a leggere

Misericordia è bellezza che salva. Il bene senza il bello non attrae

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Papa Francesco ha annunciato il Giubileo della misericordia. Per preparasi a tale evento ecco un passo del prof. Massimo Borghesi dell’Università di Perugia in cui illustra che “quando il bene non ha il fascino della bellezza, non ha più la forza di essere adempiuto”.
 
La Bellezza è Grazia, la bellezza appare come una Grazia. Questo è un termine importante che non si può dissipare dicendo che tutto è grazia. La Grazia è sempre in rapporto a qualcosa di eccezionale, a qualcosa di gratis che non ti aspettavi, a qualcosa che ti accade nel momento stesso in cui meno te lo aspetti, altrimenti non è grazia. Un regalo non desiderato non è un regalo. La bellezza è Grazia e può solo essere ricevuta, in qualche modo.

Anche l’artista […] l’arte, il creare è sempre un dono, un’ispirazione. Ogni grande artista lo sa; non è che è solo perché lui è bravo o perché è intelligente. L’arte è veramente un dono: uno o ce l’ha o non ce l’ha. Certo, implica una tecnica, fatica, un’applicazione costante, però è dono; quando viene, viene nel momento giusto e inaspettato. Se salti quel momento non è più la stessa cosa, non hai più quell’ispirazione; la devi accettare in quel momento lì, quello è il momento in cui devi operare. Questa bellezza, perché corrisponde al cuore. Attrae la bellezza, perché corrisponde al cuore: questo è fattore che incanta e affascina. Continua a leggere