Intervento di Alfredo Mantovano alla manifestazione del 20 giugno 2015

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Intervento di Alfredo Mantovano alla manifestazione del 20 giugno 2015 in Piazza San Giovanni, Difendiamo i nostri figli.

(dal sito Comunità Ambrosiana)
 

Care amiche e cari amici!

Una giornalista poco fa mi chiedeva di riassumere in poche parole-chiave il messaggio che il popolo delle famiglie manda all’Italia da piazza San Giovanni in questa splendida serata.

Le parole chiave sono tre: forza – coraggio – speranza

Questa piazza dà forza: la forza non di una massa senza identità, ma di centinaia di migliaia di persone consapevoli che il futuro dell’Italia passa dal futuro della famiglia, e consapevoli che fare male alla famiglia significa fare male all’intera Italia. Continua a leggere

Perché questo silenzio sul caso dell’infermiera che fa obiezione di coscienza?

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 Accade la discriminazione ai danni di una giovane donna perché rispetta la deontologia sanitaria che impone di agire per la vita e non per la morte, e non ne parla nessuno
 
di Alfredo Mantovano
 
Voghera, una sera di inizio ottobre. Due fidanzati si presentano allo sportello del pronto soccorso. Incontrano Margherita, 31 anni, da quattro anni infermiera di ruolo, vincitrice di concorso. Le chiedono come fare per avere il Norlevo, la “pillola del giorno dopo”; è un prodotto comunemente qualificato “contraccettivo post-coitale”, se ne raccomanda l’assunzione entro 72 ore dal rapporto “non protetto” e – così è scritto nella descrizione data – ha la funzione, fra l’altro, «di impedire e rendere più difficoltoso l’annidamento dell’embrione». Se è avvenuta la fecondazione dell’ovulo e si sta formando l’embrione, impedirne l’annidamento significa abortire; dunque, può definirsi un prodotto eventualmente abortivo. Continua a leggere

Così il governo seppellisce il matrimonio

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di Alfredo Mantovano
 
E due! Per il divorzio il governo Renzi segue il “metodo-droga”. Fra marzo e maggio, cogliendo l’occasione di una sentenza della Consulta e mentre l’attenzione relativa ai temi eticamente sensibili era concentrata sul “d.d.l. Scalfarotto”, esso varò un decreto legge che, come su questo giornale abbiamo ripetutamente documentato, fa tornare indietro di trent’anni, depenalizzando di fatto la detenzione e lo spaccio di strada: i tempi ristretti di conversione del decreto hanno impedito l’approfondimento che sarebbe stato indispensabile; il doppio voto di fiducia in entrambi i rami del Parlamento hanno precluso il confronto sull’essenziale.

Ci risiamo sul divorzio: il Consiglio dei ministri di venerdì scorso ha licenziato un decreto legge e sei disegni di legge in materia di giustizia. Il decreto legge, non ancora uscito sulla Gazzetta Ufficiale, le cui norme avranno vigore dal momento dalla pubblicazione, è stato enfaticamente denominato “taglia-liti” e punta a snellire i ruoli dei giudici civili, introducendo forme alternative – non del tutto nuove – di risoluzione delle controversie. Continua a leggere

Laicità e laicismo

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Nell’intervista a Mario Monti su “Repubblica” del 23.12.12, Eugenio Scalfari, tra le altre cose, afferma: “Io non credo che la religione si debba occupare di politica e di partiti. Purtroppo vedo che se ne occupa ma non credo sia sopportabile”.
A tal proposito vorrei ricordare che “laicità” non è “laicismo”. C’è una bella differenza tra una sana laicità (“laicità positiva”) e il “laicismo” che è invece un’esasperazione, una deviazione patologica della laicità che si traduce in dittatura del relativismo, un approccio deleterio per una società che aspiri ad essere giusta e abbia a cuore il bene comune. Continua a leggere

Riconoscimento dei figli incestuosi

Qui il testo della legge definitivamente approvata il 27.11 2012 alla Camera, a schiacciante maggioranza, ed in fase di pubblicazione sulla g.u., in tema di riconoscimento dei figli naturali.
Il problema più grosso di tale legge è l’ampia discrezionalità lasciata al giudice circa il riconoscimento dei figli incestuosi. Con l’incesto, i ruoli di padre, madre, figlio/a, fratello/sorella, zio/zia diventano indistinguibili. Senza questi ruoli la famiglia non è pensabile (a tacere delle ricadute sulla psicologia delle persone, che gli esperti ben conoscono).
In vero, la disciplina esistente sino ad oggi già comunque tutelava le esigenze di vita dei figli incestuosi. Ottimo il commento dell’on. Alfredo Mantovano su Tempi: vedi qui.
Nella quasi totale indifferenza, si è consumata una vera e propria tragedia giuridica, con possibili gravi ripercussioni sociali.

[Fonte: leggenaturale.blogspot.it]