Da sei anni porta tutti i giorni il compagno disabile a scuola sulle spalle

Zhang Ze è un ragazzo cinese di 12 anni. Da tempo è affetto da una malattia che gli impedisce di camminare o di essere autonomo. Zhang Ze però non è mai solo: al suo fianco c’è sempre il suo amico Xu Bingyang, che fin dall’età di 6 anni si è preso cura del suo migliore amico: “Io peso più di 40 chili, mentre Zhang pesa solo 25. Per me è facile trasportarlo”, ha detto Xu al Sichuan Online. Come riporta “Il Messaggero”, entrambi i ragazzi sono inseparabili fin da piccoli.

Chi trova un amico…

A unirli una grande amicizia fatta di continui gesti di altruismo da parte di Xu, grande e forzuto, nei confronti di Zhang Ze, mingherlino e disabile. Fin dal giorno in cui si sono conosciuti, in prima elementare, nella città di Meishan Xu ha portato il suo compagno di classe a scuola sulle spalle per sei anni consecutivi. Tutti i giorni sempre lo stresso tragitto, casa-scuola, aiutandolo anche a mangiare e persino ad andare alla toilette. Mai, in questi anni, Xu si è tirato indietro: si è sempre prodigato per aiutare il suo amico. Continua a leggere

Rebecca, 10 anni, è Alfiere della Repubblica: “Ha aiutato l’amica disabile a uscire dal silenzio”

A poco più di dieci anni, Rebecca Maria Abate è la più giovane dei 29 “Alfieri della Repubblica” nominati dal Presidente Sergio Mattarella, distintisi come “costruttori di comunità”. Rebecca vive a Lucera, in provincia di Foggia, e tutti quelli che la conoscono affermano che per lei è naturale aiutare chi ha dei problemi.

Nella scheda ufficiale del Quirinale, che spiega il motivo per il quale la bambina pugliese ha ottenuto questo riconoscimento, si legge: “L’aiuto che è riuscita a dare a una compagna di scuola con grave disabilità ha consentito a questa di uscire dal silenzio e di aprire una comunicazione con l’intera classe. Grazie alla sua sensibilità e al suo affetto è riuscita a interpretare e comprendere i pochi segnali dell’amica, creando in questo modo nella classe un ambiente più aperto e inclusivo, dove la diversità è divenuta occasione di crescita per tutti”.

A Repubblica il papà Stefano racconta più dettagliatamente la storia di Rebecca: “Rebecca e la sua amica si conoscono da quando erano piccole, hanno frequentato la stessa classe dalla seconda alla quinta elementare. E da quando aveva sei anni Rebecca ha creato un ponte fra lei e il resto della comunità scolastica: accudiva la sua compagna, mangiava con lei”. Per la piccola Rebecca alzarsi e andare dalla sua amica quando era in difficoltà era un gesto naturale ed istintivo. Non riusciva a farne a meno anche se era presente un insegnante di sostegno e se i docenti le chiedevano di restare al suo posto. Alla fine nessuno le ha più impedito di avvicinarsi alla sua amica, tanto che gli insegnanti, resisi conto del legame tra le due compagne, lo hanno segnalato al preside ed infine al presidente della Repubblica. Continua a leggere

15 insegnamenti dei santi sull’amicizia

15 insegnamenti dei santi sull’amicizia

Chi trova un amico trova un tesoro!
 
Può essere che molti di noi siano ricchi e ancora non se ne rendano conto. La Parola di Dio ci insegnava già dall’Antico Testamento che “un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele, non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore” (Siracide 6, 14-16).

Se Gesù, che è Dio, ha voluto aver bisogno di amici per proseguire il suo percorso in questo mondo, immaginatevi noi! L’essere umano non può vivere come un’isola. San Giovanni Bosco ha affermato che “il Signore ci ha messo al mondo per gli altri”. È una grande verità! Potremmo perfino dire che a partire da Cristo l’amicizia ha acquisito un senso nuovo. L’amico è colui che ha scoperto il valore e la dignità del fratello, alla luce del Vangelo. Continua a leggere

Il dono di poter nascere due volte

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Un racconto fantastico ci aiuta a riscoprire la nobiltà dell’essere uomini
 
di Silvia Lucchetti
 
“Rivolta alla locanda” di Edoardo Dantonia è il quarto libro della collana UOMOVIVO (Berica editrice). Dopo aver presentato i primi tre: “Osservazioni di una mamma qualunque”, “Le nuove lettere di Berlicche”, “Lettere a una moglie” è la volta di questo nuovo racconto che – come scrive nella prefazione Marco Sermarini – avrà un sapore «molto familiare per chi è amico di Gilbert Keith Chesterton», e per chi ancora non lo conoscesse: niente paura!

La vicenda prende avvio in una “una bettola fatiscente spacciata per locanda”, che ricorda forse un po’ il bar di Boe dei Simpson e un po’ i bar vissuti e sgangherati dei film western. Continua a leggere

Madeleine Delbrêl, ovvero, l’amicizia mi ha convertito

La biografia documentata della mistica francese, scritta da G. François e da B. Pitaud e tradotta in italiano per i tipi della EDB

di ROBERT CHEAIB – fonte: Zenit
 
Tra le grandi figure di convertiti del secolo scorso che hanno spiccato nella carità sociale, quale traduzione concreta e storica del vangelo, c’è la figura di Madeleine Delbrêl (1904 – 1964). Chi incontra i suoi scritti successivi alla conversione, fatica a credere che questa donna ha pubblicato a soli 17 anni un libro dal titolo Dio è morto. Viva la morte, nel quale scrive con «esultanza corrosiva» contro Dio, il suo amore e contro chiunque crede all’amore. Continua a leggere

Quel fango della BBC su San Giovanni Paolo II

C’era una volta, tanto tempo fa, un’emittente televisiva modello di informazione equilibrata e imparziale, che si chiamava British Broadcasting Corporation, l’ente radiotelevisivo britannico, meglio conosciuto come BBC. Anche oggi la BBC è un modello, tuttavia non più di informazione imparziale, bensì del suo lato oscuro, il ‘politicamente corretto’, che consiste nell’evitare qualsiasi cosa che potrebbe risultare offensivo per ogni tendenza, razza e religione, delle quali ormai in Gran Bretagna vi è una grande varietà, tranne che per una: il cristianesimo, soprattutto per il cattolicesimo, del quale si può dire tutto e il contrario di tutto.

Nei giorni scorsi, dell’applicazione anticattolica di questo principio si è fatto interprete il giornalista Edward Stourton, che in un servizio andato in onda nella trasmissione d’inchiesta Panorama ha “rivelato“ il «rapporto molto intimo» – così l’autore dell’inchiesta – che vi sarebbe stato tra san Giovanni Paolo II e la filosofa polacca, residente negli Stati Uniti, Anna-Teresa Tymieniecka, sposata e madre di tre figli, morta nel 2014. Continua a leggere

La bellezza della tavola, la bellezza della compagnia

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di Susanna Manzin 

dal blog Pane & Focolare
 
Avete mai pensato all’etimologia della parola “compagno”? Viene da “cum + panis”: è colui con il quale mangio il pane. E la parola “convivio”, termine un po’ desueto, sinonimo di banchetto?  Viene da “cum + vivere”. Vivere insieme significa mangiare insieme; se dividiamo la mensa, significa che le nostre vite sono unite. Ed è vero anche il contrario: se le nostre vite sono unite, allora mangiamo insieme.

Mangiare insieme è tipico degli uomini: il cibo non racchiude in sé solo un aspetto biologico e nutritivo. E’ espressione anche di aspetti culturali, sociali, simbolici. Condividere la stessa tavola vuol dire appartenere a quel gruppo, a quella famiglia, a quella corporazione, a quella comunità monastica. Continua a leggere

Un blog tutto da scoprire

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Una cara amica, Susanna Manzin, ha aperto un bel blog, si chiama: Pane & Focolare – “Se mangi con qualcuno, passi subito a un livello più alto di amicizia”. Si parla di “cultura della tavola orientata alla bellezza e alla valorizzazione dei valori familiari e sociali connessi con il mondo del cibo e del vino”, “della importanza che la società occidentale ha dato a questo tema, e soprattutto del contributo del cristianesimo (e del monachesimo cristiano in particolare)”, “della storia della cucina, dei cibi e dei loro valori simbolici; della tavola della famiglia e degli amici; del pranzo della festa e di quello di tutti i giorni; dell’arte della bella tavola e dei suoi riti; dei (tantissimi) episodi biblici che ruotano intorno al cibo e ai banchetti; delle usanze a tavola di altri popoli e altre religioni”. Il blog darà anche “qualche segnalazione libraria e.. qualche commento sui film e le trasmissioni televisive che parlano di cucina, chef e buona tavola”.

Un modo veramente originale, quindi, di trattare il tema della bellezza e dell’amicizia, con ottimi spunti di carattere storico e culturale. Insomma, un blog tutto da scoprire!

 

La risposta più convincente ai problemi del nostro tempo

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(…) In tutto questo, lasciatemi dire, riconosciamo l’ironia di Dio. All’invadenza del potere, che avanza apparentemente incontrastabile, Cristo non oppone un altro potere, ma una scalcagnata compagnia umana, «una compagnia di uomini» scelti da Lui, perché la Sua presenza non venga mai a mancare nel tempo e nello spazio, e con essa, come disse una volta Giussani con un’immagine stupenda, «contende palmo a palmo il terreno alla notte» (L. Giussani, Tutta la terra desidera il Tuo volto, San Paolo, Cinisello Balsamo-Mi 2015, p. 116). Ne abbiamo avute molte di testimonianze…
Quando vedo alcuni dei nostri ragazzi che si vogliono bene come non si crede più possibile oggi, in un modo così puro, intenso e insieme trasparente, spalancato a tutti, vedo in loro la risposta più convincente e contagiosa ai problemi che riempiono le discussioni sulla morale del nostro tempo. Concedetemi di leggervi quello che scrive un nostro ragazzo di 24 anni a un amico: Continua a leggere

La verità si è fatta amicizia per salvare la libertà

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di Giuseppe Bonvegna

(da Tempi.it)

«Non è vero che abbiamo bisogno dell’assenza, della solitudine, dell’eterna attesa»: le parole con le quali, in una sontuosa villa di campagna bavarese, il protagonista del film L’anno scorso a Marienbad (1961) riesce a risvegliare in una donna il ricordo del loro precedente incontro descrivono qualcosa in più rispetto alla ricerca di una vita autentica. O meglio: la ricerca del significato rimane una maschera che la vita indossa per continuare a trascinarsi lentamente nella dimensione della chiacchiera lungo le stanze e i giardini della villa, fin quando una presenza diversa non si rivela, nel suo vero volto, alla vita. E allora, la giovane donna pensa che valga la pena seguire quell’uomo, anche a costo di privarsi della compagnia di tutti gli altri e di restar sola con lui, perché egli è non la risposta a una domanda di significato, ma la risposta senza della quale, in lei, la domanda non sarebbe sorta. Continua a leggere

Giovedì Santo: l’uomo è quello che spezza il pane

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«L’eroe multiforme, raccontami, Musa, che tanto vagò: / di molti uomini vide le città e conobbe i pensieri, / molti dolori patì sul mare nell’animo suo, / per acquistare a sé la vita e il ritorno ai compagni. / Ma i compagni neanche così li salvò, pur volendo: / con la loro empietà si perdettero». Nell’originale greco la prima parola dell’Odissea è «uomo», la seconda «raccontami».

Il poeta chiede alla Musa di dire, all’alba della cultura occidentale, “chi è l’uomo?”. Ci vorranno ben 24 libri per “raccontare” la risposta, anche se ci viene offerta un’eccellente sintesi nei pochi versi proemiali. Il poeta tratteggia tre caratteristiche: conoscere città e pensieri/costumi di uomini, patire dolori, al fine di acquistare la vita a sé e ai compagni. La poesia omerica dice l’essenziale: l’uomo è viaggiatore, curioso conoscitore del mondo, chiamato a “patire”, per tornare a casa. Casa è: “aver salva la vita” (psyché), ma non solo la propria, ma anche quella dei compagni (etàiroi): coloro con cui si condivide un obiettivo. Lo traduciamo con “compagno”, la cui radice (cum più panis) indica “qualcuno con cui si divide il pane”. L’identità dell’eroe non è ripiegata su se stessa, ma proiettata verso l’altro, salvare sé e i compagni sono un tutt’uno. Continua a leggere

Buona cucina: segno di speranza?

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di Susanna Manzin
 
Oggi è esplosa la moda della buona cucina: non c’è canale televisivo che non abbia la sua trasmissione di ricette e consigli per la tavola, gli chef sono delle star e le gare di cucina incollano davanti allo schermo milioni di spettatori.
Penso che si tratti di una buona cosa: dopo un lungo periodo di approccio trasandato al mondo del cibo, è bello vedere un ritrovato interesse per la buona tavola.
Oggi la società coriandolare (per usare la felice espressione del sociologo Giuseppe De Rita) produce i suoi effetti anche sulle abitudini alimentari: diminuisce la regolarità dei pasti, sempre più disordinati e ad orari imprevedibili. E’ sempre più raro che la famiglia si riunisca a tavola, a condividere un pasto preparato con attenzione e amore dalla madre, raccontandosi l’un l’altro quanto è successo durante la giornata. Oggi molti consumano pasti pronti, scaldati velocemente al microonde, tra un impegno e l’altro; le famiglie mangiano guardando la TV, senza rivolgersi la parola; trionfa il fast food, il mondo delle merendine e dei cibi precotti. Non parliamo poi dell’ossessione della linea e delle diete. Continua a leggere

“Cuerdas”, una storia di amicizia

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 Il cortometraggio del regista Pedro Solis su un bambino con paresi cerebrale
 
Cuerdas, il corto di animazione di Pedro Solís García, ha vinto quest’anno il premio Goya (gli Oscar spagnoli) come miglior cortometraggio d’animazione. È in spagnolo, ma è facile comprenderne il messaggio.

Nella vita di Maria entra improvvisamente un bambino molto speciale, che presto diventerà il suo amico inseparabile. Continua a leggere

Odore delle pecore e verità

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Riporto di seguito un commento di Don Antonio Ucciardo che prende spunto dall’articolo di Mons. Muller, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, sull’Osservatore Romano del 22.10.13.
Un commento che io ho trovato molto toccante, e al contempo utile per comprendere meglio e in concreto la delicata questione dei divorziati risposati.

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Un articolo di Mons. Mueller rilancia il tema spinoso dell’accoglienza dei divorziati risposati. A volte sembra ai più che la dottrina sia un abito preconfezionato, qualcosa da adattare o di cui disporre liberamente. Non ho una grande esperienza in merito, ma ho sempre pensato che la Chiesa debba essere vicina a queste situazioni, senza peraltro tradire il suo mandato. Continua a leggere

Tre suicidi, un solo Bisogno

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Una coppia sposata da 35 anni, Romeo Dionisi e Annamaria Sopranzi, e il fratello maggiore di lei, Giuseppe. Senza figli la coppia, mai sposato Giuseppe. Tre persone affiatate che vivevano insieme da una vita che, però, dopo anni e anni di lavoro e sacrifici, sembrava aver loro voltato le spalle. Poche centinaia di euro di pensione, crediti non riscossi da Dionisi che doveva ora aspettare altri anni per arrivare alla pensione. E nel frattempo aveva acceso un mutuo per poter pagare i debiti all’Inps. Alla fine non hanno retto e si sono suicidati: prima la coppia, poi anche Giuseppe appena appreso di essere rimasto da solo. Continua a leggere

Perchè è importante quello che leggiamo? Perchè “siamo quello che amiamo”, come scrive Sant’Agostino

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di Giovanni Fighera

Oggi si legge sempre meno. Inutile è fornire le statistiche che  collocano l’Italia tra i Paesi europei dove si legge meno. Spesso, nello  sconforto che si diffonde dai dati pubblicati sulla lettura o sul  disastro dell’editoria si afferma la convinzione che l’importante sia  leggere, non importa cosa. La scuola non è immune a questa tendenza,  anzi talvolta è la più vivace promotrice dell’imperativo categorico:  «Leggete, leggete! Non importa cosa. L’importante è leggere!». Continua a leggere