“Dobbiamo valorizzare le spose e le madri, non clericalizzarle”

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La disponibilità del Pontefice ad approfondire il tema delle diaconesse è in linea con quanto da lui più volte affermato in questi primi tre anni sul ruolo della donna

 di ANDREA TORNIELLI

(da La Stampa, 13.05.16)

La disponibilità ad approfondire il tema delle diaconesse manifestata ieri da Papa Francesco nel dialogo con le religiose è in linea con quanto da lui più volte affermato in questi primi tre anni di pontificato sulla valorizzazione del ruolo della donna nella Chiesa. Non si deve dimenticare, innanzitutto, l’influenza significativa esercitata su Jorge Mario Bergoglio dalla nonna, Rosa Vasallo, che il Papa ha citato spesso per ciò che gli ha insegnato in materia di fede e di devozione. «Sono le mamme, le nonne» a trasmettere la fede, ha ripetuto Francesco, «una donna ci ha portato Gesù. Lui ha voluto avere una madre: anche il dono della fede passa per le donne». Continua a leggere

«Riconosci il peccato, troverai la Misericordia»

La copertina del libro di papa Francesco: Il nome di Dio è misericordia

di Massimo Introvigne
 
È stato presentato oggi in Vaticano il libro Il nome di Dio è misericordia (Piemme), dove Andrea Tornielli intervista Papa Francesco sul tema che è al centro del suo pontificato, la misericordia. Il libro è un’utile e commovente guida all’Anno Santo della Misericordia, e chiarisce in modo netto che la misericordia non ha nulla a che fare con il buonismo o con presunte negazioni della realtà del peccato. Al contrario, il Pontefice spiega che solo chi si riconosce peccatore riesce a incontrare la misericordia di Dio, e che il luogo privilegiato di questo incontro è il confessionale. Il libro comprende cinque diversi nuclei tematici. Il primo è relativo alle fonti del Magistero di Francesco sulla misericordia.

Dall’inizio del suo pontificato, spiega il Papa, ha voluto proporre una Chiesa che «non aspetta che i feriti bussino alla sua porta, li va a cercare per strada, li raccoglie, li abbraccia, li cura, li fa sentire amati», e a tutti annuncia la misericordia. Continua a leggere

Il Papa paga ai senzatetto il viaggio per la Sindone

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di Andrea Tornielli

Due pullman di pellegrini speciali sono in arrivo a Torino, a spese di Papa Francesco, per partecipare all’ostensione della Sindone. Sono indigenti, senzatetto o ammalati assistiti da due parrocchie della capitale. «È un modo per preparare la visita del Papa in programma per il prossimo 21 giugno: prima di lui arrivano i suoi poveri», spiega a La Stampa il vescovo elemosiniere Konrad Krajewski, che con i fondi destinati alla carità del Pontefice ha finanziato l’iniziativa.

Il primo gruppo, composto da cinquanta senzatetto, partirà questa mattina, dalla parrocchia romana di Santa Lucia in piazzale Clodio, cioè dal luogo dove già ricevono assistenza e pasti caldi. Continua a leggere

Intervista a Papa Francesco: “Avere cura di chi è povero non è comunismo, è Vangelo”

Il Pontefice: “Il Nuovo Testamento non condanna i ricchi, ma l’idolatria della ricchezza. Il nostro sistema si mantiene con la cultura dello scarto, così crescono disparità e povertà”

(da La Stampa, 11.01.15)

Anticipiamo uno stralcio di «Papa Francesco. Questa economia uccide», il libro sul magistero sociale di Bergoglio scritto da Andrea Tornielli, coordinatore di «Vatican Insider», e Giacomo Galeazzi, vaticanista de «La Stampa». Il volume raccoglie e analizza i discorsi, i documenti e gli interventi di Francesco su povertà, immigrazione, giustizia sociale, salvaguardia del creato. E mette a confronto esperti di economia, finanza e dottrina sociale della Chiesa – tra questi il professor Stefano Zamagni e il banchiere Ettore Gotti Tedeschi – raccontando anche le reazioni che certe prese di posizione del Pontefice hanno suscitato. Il libro si conclude con un’intervista che Francesco ha rilasciato agli autori all’inizio di ottobre 2014. Continua a leggere

Quando Wojtyla disse: il comunismo è caduto da solo

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Il 25° anniversario della caduta del Muro di Berlino è l’occasione per ricordare l’innegabile ruolo di san Giovanni Paolo II nella lotta ai sistemi totalitari d’Oltrecortina. Ma il Papa polacco invitava a non cadere nelle semplificazioni

di Andrea Tornielli
 
Che Giovanni Paolo II – il primo Papa slavo, nato e cresciuto in uno dei Paesi d’Oltrecortina che dal dopoguerra facevano parte dei satelliti dell’Unione Sovietica – abbia avuto un ruolo negli eventi culminati un quarto di secolo fa nella caduta del Muro di Berlino, è un fatto innegabile. Il solo irrompere sulla scena mondiale di un pastore proveniente dalla Polonia e dunque testimone diretto della vita quotidiana in un regime comunista, ha rappresentato di per sé un elemento destabilizzante per i totalitarismi dell’Est europeo. Papa Francesco all’Angelus di ieri, ricordando il 25° anniversario del crollo del Muro, ha detto: «La caduta avvenne all’improvviso ma fu resa possibile dal lungo e faticoso impegno di tante persone che per questo hanno lottato, pregato e sofferto, alcuni fino al sacrificio della vita. Tra questi, un ruolo di protagonista ha avuto il santo papa Giovanni Paolo II». Continua a leggere

«Io, davanti al Papa testimone della fede»

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di Andrea Tornielli

La prima cosa che balza agli occhi, avendo avuto l’immeritato regalo di poter stare a tu per tu con Papa Francesco, è l’assoluta mancanza di qualsiasi distanza e la sua capacità di mettere a proprio agio l’interlocutore. Ma subito dopo, a colpire, è il suo sguardo di fede, la sua capacità di parlare della fede toccando il cuore delle persone, con semplicità e profondità.

È stata questa l’esperienza che ho potuto vivere nel corso dell’intervista sul Natale che gli ho fatto la scorsa settimana e che è stata pubblicata domenica 15 dicembre su «La Stampa» (clicca qui per leggerla). Continua a leggere

«Natale di speranza e di martirio»

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Che differenza con l’intervista – come oggi sappiamo, ampiamente «rielaborata», o reinventata – di Eugenio Scalfari. Papa Francesco ha ricevuto a Santa Marta Andrea Tornielli, un giornalista cattolico, credente – se volete, cari lettori, uno dei nostri, uno della squadra storica della Bussola e del Timone – e gli ha trasmesso un messaggio di speranza e di chiarezza per il Natale.

I giornali di tutto il mondo dedicano i loro titoli a una frase dell’intervista – «Il Natale per me è speranza e tenerezza» – e certo la tenerezza di Dio annunciata dal Papa commuove. È l’«effetto Francesco», che riporta in chiesa tante persone lontane -, ma non si tratta affatto di espressioni generiche. Continua a leggere