Il diavolo, che attende accovacciato alla nostra porta per entrare, si scaccia a colpi di Vangelo

Il diavolo, che attende accovacciato alla nostra porta per entrare, si scaccia a colpi di Vangelo

Dall’Angelus del Papa
di domenica 3 gennaio 2015

«Il Libro della Genesi dice una bella frase […]: dice che il male è “accovacciato davanti alla nostra porta” (cfr 4,7). Guai a noi se lo lasciamo entrare; sarebbe lui allora a chiudere la nostra porta a chiunque altro. Siamo invece chiamati a spalancare la porta del nostro cuore alla Parola di Dio, a Gesù, per diventare così suoi figli». […]

«Specialmente in questo Anno Santo della Misericordia, facciamo sì che il Vangelo diventi sempre più carne anche nella nostra vita. Accostarsi al Vangelo, meditarlo, incarnarlo nella vita quotidiana è il modo migliore per conoscere Gesù e portarlo agli altri. Questa è la vocazione e la gioia di ogni battezzato: indicare e donare agli altri Gesù; ma per fare questo dobbiamo conoscerlo e averlo dentro di noi, come Signore della nostra vita. E Lui ci difende dal male, dal diavolo, che sempre è accovacciato davanti alla nostra porta, davanti al nostro cuore, e vuole entrare».

Papa Francesco

da vatican.va

(fonte: Il Timone)

Il Papa all’Angelus: “Scoprire il volto di Dio rende nuova la vita”

Newly elected Pope Francis appears at the window of his future private apartment to bless faithful during Angelus prayer at Vatican 
Bellissimo l’augurio del Papa all’Angelus di oggi:
 
“Anch’io vi auguro questo: che il Signore posi lo sguardo sopra di voi e che possiate gioire, sapendo che ogni giorno il suo volto misericordioso, più radioso del sole, risplende su di voi e non tramonta mai! Scoprire il volto di Dio rende nuova la vita. Perché è un Padre innamorato dell’uomo, che non si stanca mai di ricominciare da capo con noi per rinnovarci. Ma il Signore ha una pazienza con noi ! Non si stanca di ricominciare da capo ogni volta che noi cadiamo. Però il Signore non promette cambiamenti magici, Lui non usa la bacchetta magica. Ama cambiare la realtà dal di dentro, con pazienza e amore; chiede di entrare nella nostra vita con delicatezza, come la pioggia nella terra, per poi portare frutto. E sempre ci aspetta e ci guarda con tenerezza.”
 
(Papa Francesco, Angelus 01/01/2016)

 

La famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, “un’autentica scuola del Vangelo”

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All’Angelus papa Francesco propone una serie di “virtù evangeliche” che rafforzano le famiglie: “raccoglimento e preghiera, mutua comprensione e rispetto, spirito di sacrificio, lavoro e solidarietà”. Le famiglie indebolite da “incomprensioni e difficoltà”. La gioia comunicata dalla fede. L’appello per i migranti cubani. Il “grazie” al coro di bambini.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – “Il nucleo familiare di Gesù, Maria e Giuseppe è per ogni credente, e specialmente per le famiglie, un’autentica scuola del Vangelo. Qui ammiriamo il compimento del disegno divino di fare della famiglia una speciale comunità di vita e d’amore. Qui apprendiamo che ogni nucleo familiare cristiano è chiamato ad essere ‘chiesa domestica’, per far risplendere le virtù evangeliche e diventare fermento di bene nella società”.

Papa Francesco ha sottolineato così, prima della preghiera dell’Angelus di oggi, il valore della famiglia e della famiglia cristiana in un momento in cui essa “è soggetta a incomprensioni e difficoltà di vario genere che la indeboliscono”. Continua a leggere

I martiri ci insegnano l’eroismo del perdono

Giotto, Santo Stefano

Nell’Angelus della festa di Santo Stefano, il primo martire, del 26 dicembre 2015, Papa Francesco ha nuovamente ricordato i «tantissimi martiri di oggi», i cristiani perseguitati, rilevando che non c’insegnano soltanto l’eroismo della disponibilità a testimoniare la propria fede con la vita ma anche l’eroismo straordinario del perdono.

«Il ricordo del primo martire» Santo Stefano, ha notato il Papa, «segue immediatamente la solennità del Natale. Ieri abbiamo contemplato l’amore misericordioso di Dio, che si è fatto carne per noi; oggi vediamo la risposta coerente del discepolo di Gesù, che dà la vita. Ieri è nato in terra il Salvatore; oggi nasce al cielo il suo testimone fedele». Ieri come oggi, «compaiono le tenebre del rifiuto della vita, ma brilla ancora più forte la luce dell’amore, che vince l’odio e inaugura un mondo nuovo». Continua a leggere

Il Papa apre nel nome di Maria la Porta Santa «Questo è il Giubileo della tenerezza di Dio»

L'abbraccio tra papa Francesco e il papa emerito Benedetto XVI

Papa Francesco ha aperto la Porta Santa nel nome di Maria Immacolata. Nell’omelia della Messa del Giubileo della Misericordia, il Papa ha chiesto ai credenti di«anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia. Attraversare la Porta Santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore, di tenerezza». Prima dell’apertura l’abbraccio con papa Ratzinger. Di seguito il commento di Massimo Introvigne

 
Prima di recarsi in pellegrinaggio a Piazza di Spagna per l’annuale omaggio alla Madonna, l’8 dicembre 2015 Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della Misericordia in Piazza San Pietro, in una solenne cerimonia cui ha partecipato anche il pontefice emerito Benedetto XVI.  Francesco ha invitato tutti a meditare sulla speciale relazione che intercorre fra l’Immacolata Concezione e la misericordia. Chi guarda Maria, ha detto, scopre che un mondo nuovo è possibile. Continua a leggere

“La frontiera tra bene e male non passa fuori di noi ma piuttosto dentro di noi”

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Papa Francesco – Angelus Piazza San Pietro, 30.08.15
 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

il Vangelo di questa domenica presenta una disputa tra Gesù e alcuni farisei e scribi. La discussione riguarda il valore della «tradizione degli antichi» (Mc 7,3) che Gesù, rifacendosi al profeta Isaia, definisce «precetti di uomini» (v. 7) e che non deve mai prendere il posto del «comandamento di Dio» (v. 8). Le antiche prescrizioni in questione comprendevano non solo i precetti di Dio rivelati a Mosè, ma una serie di dettami che specificavano le indicazioni della legge mosaica. Gli interlocutori applicavano tali norme in modo assai scrupoloso e le presentavano come espressione di autentica religiosità. Pertanto, rimproverano a Gesù e ai suoi discepoli la trasgressione di esse, in particolare di quelle riferite alla purificazione esteriore del corpo (cfr v. 5). La risposta di Gesù ha la forza di un pronunciamento profetico: «Trascurando il comandamento di Dio – dice – voi osservate la tradizione degli uomini» (v. 8). Sono parole che ci riempiono di ammirazione per il nostro Maestro: sentiamo che in Lui c’è la verità e che la sua sapienza ci libera dai pregiudizi. Continua a leggere

Angelus: “Il Cielo incomincia proprio in questa comunione con Gesù”

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Papa Francesco – Angelus, Piazza San Pietro, 16 agosto 2015
 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In queste domeniche la Liturgia ci sta proponendo, dal Vangelo di Giovanni, il discorso di Gesù sul Pane della vita, che è Lui stesso e che è anche il sacramento dell’Eucaristia. Il brano di oggi (Gv 6,51-58) presenta l’ultima parte di tale discorso, e riferisce di alcuni tra la gente che si scandalizzano perché Gesù ha detto: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,54). Lo stupore degli ascoltatori è comprensibile; Gesù infatti usa lo stile tipico dei profeti per provocare nella gente – e anche in noi – delle domande e, alla fine, provocare una decisione. Anzitutto delle domande: che significa “mangiare la carne e bere il sangue” di Gesù?, è solo un’immagine, un modo di dire, un simbolo, o indica qualcosa di reale? Continua a leggere

Papa Francesco: Non c’è umiltà senza umiliazione

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Una folla a piazza San Pietro per la domenica delle Palme
 
“Al centro di questa celebrazione, che appare tanto festosa, c’è la parola che abbiamo ascoltato nell’inno della Lettera ai Filippesi: «Umiliò sé stesso».” E’ l’umiltà, e l’umiliazione che sempre ne consegue, al centro dell’omelia di Papa Francesco, oggi, alla domenica delle palme che ha visto una grande folla gremire piazza San Pietro per ascoltare le parole del Pontefice e assistere alla grande, solenne processione. “Questa parola ci svela lo stile di Dio e, di conseguenza, quello che deve essere del cristiano: l’umiltà. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai! Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. Lo si vede bene leggendo la storia dell’Esodo: che umiliazione per il Signore ascoltare tutte quelle mormorazioni, quelle lamentele! Erano rivolte contro Mosè, ma in fondo andavano contro di Lui, il loro Padre, che li aveva fatti uscire dalla condizione di schiavitù e li guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà. Continua a leggere

«Le donne portano vita e trasmettono la capacità di vedere oltre»

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“Oggi, 8 marzo, un saluto a tutte le donne! Tutte le donne che ogni giorno cercano di costruire una società più umana e accogliente. E un grazie fraterno anche a quelle che in mille modi testimoniano il Vangelo e lavorano nella Chiesa. E questa è per noi una occasione per ribadire l’importanza e la necessità della loro presenza nella vita. Un mondo dove le donne sono emarginate è un mondo sterile, perché le donne non solo portano la vita ma ci trasmettono la capacità di vedere oltre – vedono oltre loro –, ci trasmettono la capacità di capire il mondo con occhi diversi, di sentire le cose con cuore più creativo, più paziente, più tenero. Una preghiera e una benedizione particolare per tutte le donne qui presenti in piazza e per tutte le donne! Un saluto!”

Papa Francesco, Angelus 8 marzo 2015

Francesco: Quaresima, tempo di “corpo a corpo” contro il male

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La Quaresima è un tempo di lotta contro le insidie del demonio e da questa lotta scaturisce la conversione dei cuori. Lo ha affermato Francesco all’Angelus in Piazza San Pietro, al termine del quale il Papa ha fatto distribuire ai presenti un piccolo sussidio per la riflessione personale quaresimale. Inoltre, Francesco ha annunciato che la prossima settimana sarà in ritiro per vivere gli Esercizi spirituali. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Il duello, meglio il “corpo a corpo”, con le tentazioni ha bisogno di un tempo e di uno spazio di silenzio e di preghiera per meglio individuare le trappole del demonio e batterle con l’aiuto di Dio. Francesco lo ricorda alla folla che abbraccia con lo sguardo dalla sua finestra sulla Piazza. C’è bisogno di un deserto fuori dell’anima e dentro l’anima, un luogo solitario simile a quello dove Gesù scelse di ritirarsi e raccogliersi prima di iniziare la sua missione tra la gente. Continua a leggere

Giornata per la Vita: l’Angelus del Papa

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Il Papa ancora una volta non ha deluso il Popolo della vita che era in attesa in piazza San Pietro pronti a lanciare centinaia di palloncini verdi del Movimento per la vita. Dopo la catechesi sul brano evangelico della liturgia odierna ha detto:

“Oggi si celebra in Italia la giornata per la vita, che ha come tema ’Solidali per la vita’. Rivolgo il mio apprezzamento alle associazioni, ai movimenti e a tutti coloro che difendono la vita umana. Mi unisco ai vescovi italiani per sollecitare ’un rinnovato riconoscimento della persona umana e una cura piu’ adeguata della vita, dal concepimento al suo naturale termine’. Quando ci si apre alla vita e si serve la vita, si sperimenta la forza rivoluzionaria dell’amore e della tenerezza, inaugurando il nuovo umanesimo, l’umanesimo della solidarieta’, l’umanesimo della vita”.

“Saluto – ha detto ancora il Papa – il cardinale vicario, i docenti universitari di Roma e quanti sono impegnati a promuovere la cultura della vita”.
 
(fonte: siallavitaweb.it)
 

Papa: A Natale, una volta di più, Cristo passa e bussa alle porte del nostro cuore. Non lasciamolo andare via

Papa FrancescoANGELUS, Piazza San Pietro, IV Domenica di Avvento, 21 dicembre 2014
 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi, quarta e ultima Domenica di Avvento, la liturgia vuole prepararci al Natale ormai alle porte invitandoci a meditare il racconto dell’annuncio dell’Angelo a Maria. L’arcangelo Gabriele rivela alla Vergine la volontà del Signore che lei diventi la madre del suo Figlio unigenito: «Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo» (Lc 1,31-32). Fissiamo lo sguardo su questa semplice fanciulla di Nazaret, nel momento in cui si rende disponibile al messaggio divino con il suo “sì”; cogliamo due aspetti essenziali del suo atteggiamento, che è per noi modello di come prepararsi al Natale. Continua a leggere

A pregare si impara pregando, lungo la giornata. L’invito del Papa a riscoprire l’Abc della fede

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«Quando prego, Dio respira in me». Provare per credere! È questa l’esperienza siglata in apertura del tascabile intitolato Preghiere, donato da Papa Francesco ai fedeli riuniti per la recita dell’Angelus nella terza domenica di Avvento, segnata dal convenire di bambini e ragazzi in piazza San Pietro per la benedizione del bambinello.

Poiché l’ossigenazione dello spirito è frutto della preghiera, il Papa ha rilanciato, anche in tal modo, l’invito a pregare ogni giorno e non solo di domenica a Messa, sapendo che a pregare si impara pregando. E quando non si è capaci di trovare le parole, sono le formule scritte, le preghiere appunto, che allenano il cuore alla preghiera. Continua a leggere

Pensiero spirituale di Giovanni Paolo II per l’Avvento

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Carissimi Fratelli e Sorelle! Inizia oggi, con la Prima Domenica di Avvento, un nuovo Anno liturgico. Il Dio dell’Alleanza si è rivelato nella storia, e nella storia la Chiesa celebra il suo mistero di salvezza: l’Incarnazione, la Passione, la Morte e la Risurrezione del Signore Gesù Cristo. Il cammino dei credenti si rinnova così continuamente, proteso tra il “già” realizzato da Cristo e il “non ancora” della sua piena manifestazione.

Dio è il futuro dell’uomo e del mondo. Se perde il senso di Dio, l’umanità si chiude al futuro e smarrisce inevitabilmente la prospettiva del suo pellegrinare nel tempo. Perché nascere, perché morire? Perché sacrificarsi, perché soffrire? Continua a leggere

Papa Francesco: “la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana”

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Nella Solennità dei defunti, Francesco sottolinea che “la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio”. Maria, Porta del Cielo, “ci sostenga nel quotidiano pellegrinaggio sulla terra e ci aiuti a non perdere mai di vista la meta ultima della vita che è il Paradiso”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Nel giorno in cui la Chiesa e tutto il mondo cristiano commemorano i fedeli defunti, i cattolici sono chiamati in maniera particolare a ricordare quei morti “che nessuno ricorda. Ricordiamo le vittime delle guerre e delle violenze; tanti “piccoli” del mondo schiacciati dalla fame e della miseria. Ricordiamo i fratelli e le sorelle uccisi perché cristiani; e quanti hanno sacrificato la vita per servire gli altri”. Lo ha detto papa Francesco nel corso dell’Angelus, recitato in occasione della Solennità dei defunti.

Dopo aver celebrato tutti i Santi, ricorda Francesco, è il momento dei morti: “Queste due ricorrenze sono intimamente legate fra di loro, così come la gioia e le lacrime trovano in Gesù Cristo una sintesi che è fondamento della nostra fede e della nostra speranza. Continua a leggere

Angelus: i santi, ultimi per il mondo ma primi per Dio

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I santi sono persone semplici, ultimi per il mondo ma primi per Dio: è quando ha detto il Papa all’Angelus nella Festa di tutti i Santi. Nuovo appello per la Terra Santa. Decine di migliaia i pellegrini presenti in Piazza San Pietro in una splendida giornata di sole. Il servizio di Sergio Centofanti:

“I primi due giorni del mese di Novembre – ha detto il Papa – costituiscono per tutti noi un momento intenso di fede, di preghiera e di riflessione sulle ‘cose ultime’ della vita”. Oggi diamo lode a Dio per la schiera innumerevole dei santi e delle sante di tutti i tempi:

“Uomini e donne comuni, semplici, a volte ‘ultimi’ per il mondo, ma ‘primi’ per Dio”.

La solennità odierna – ha sottolineato – ci aiuta così a considerare una verità fondamentale della fede cristiana: la comunione dei santi. Si tratta di una unione spirituale “che non viene spezzata dalla morte, ma prosegue nell’altra vita”: Continua a leggere

Angelus, Papa Francesco: la Croce di Cristo segno dell’amore infinito di Dio per ciascuno di noi e radice della nostra salvezza

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Angelus, P.za San Pietro, 14.09.14
 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il 14 settembre la Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Qualche persona non cristiana potrebbe domandarci: perché “esaltare” la croce? Possiamo rispondere che noi non esaltiamo una croce qualsiasi, o tutte le croci: esaltiamo la Croce di Gesù, perché in essa si è rivelato al massimo l’amore di Dio per l’umanità. È quello che ci ricorda il Vangelo di Giovanni nella liturgia odierna: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito» (3,16). Il Padre ha “dato” il Figlio per salvarci, e questo ha comportato la morte di Gesù, e la morte in croce. Perché? Perché è stata necessaria la Croce?

A causa della gravità del male che ci teneva schiavi. La Croce di Gesù esprime tutt’e due le cose: tutta la forza negativa del male, e tutta la mite onnipotenza della misericordia di Dio. La Croce sembra decretare il fallimento di Gesù, ma in realtà segna la sua vittoria. Continua a leggere

Papa Francesco all’Angelus: «Un cristiano annacquato è come il vino allungato. Non si sa cosa sia»

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L’invito del Santo Padre ai fedeli in Piazza San Pietro: «Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare»
 
Papa Francesco all’Angelus ha detto che «è triste trovare cristiani annacquati, che sembrano il vino allungato e non si sa se sono cristiani o annacquati. Come il vino annacquato, che non si sa se è vino o acqua». E ha aggiunto, con un’altra immagine: «Se il sale diventa scipito non serve più a nulla». Il «sale» dei cristiani annacquati, infatti, ha spiegato il Papa, «ha perso il suo sapore e sono diventati mondani».

«NON CONFORMATEVI A QUESTO MONDO». Le due immagini, quella dei cristiani annacquati e quella del sale scipito, di cui si è servito a braccio il Santo Padre alla preghiera domenicale, sono state scelte per commentare il Vangelo di oggi (Matteo 16, 21-27), dove Gesù annuncia la Sua passione, morte e resurrezione. «È un momento critico – ha detto il Papa – in cui emerge il contrasto tra il modo di pensare di Gesù e quello dei discepoli. Continua a leggere

«Credete nei miracoli. Non sono magie»

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di Massimo Introvigne
 
Anche Papa Francesco, come tanti parroci e sacerdotinelle loro omelie della domenica, nell’Angelus del 3 agosto ha commentato il Vangelo del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci (Mt 14,13-21).

«Gesù – ha ricordato il Papa – lo compì lungo il lago di Galilea, in un luogo isolato dove si era ritirato con i suoi discepoli dopo aver saputo della morte di Giovanni Battista. Ma tante persone li seguirono e li raggiunsero; e Gesù, vedendole, ne sentì compassione e guarì i malati fino a sera. Allora i discepoli, preoccupati per l’ora tarda, gli suggerirono di congedare la folla perché potessero andare nei villaggi a comperarsi da mangiare». Ma Gesù risponde: «Voi stessi date loro da mangiare» (Mt 14,16): è il momento famoso in cui si fa portare cinque pani e due pesci, li benedice e comincia a spezzarli e a darli ai discepoli, che li distribuiscono alla gente. Tutti mangiano a sazietà, anzi addirittura ne avanza. Continua a leggere

Papa Francesco: la violenza si vince con la pace

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Angelus di Papa Francesco, P.za San Pietro 20.07.14
 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

In queste domeniche la liturgia propone alcune parabole evangeliche, cioè brevi narrazioni che Gesù utilizzava per annunciare alle folle il Regno dei cieli. Tra quelle presenti nel Vangelo di oggi, ce n’è una piuttosto complessa, di cui Gesù fornisce ai discepoli la spiegazione: è quella del buon grano e della zizzania, che affronta il problema del male nel mondo e mette in risalto la pazienza di Dio (cfr Mt 13,24-30.36-43). La scena si svolge in un campo dove il padrone semina il grano; ma una notte arriva il nemico e semina la zizzania, termine che in ebraico deriva dalla stessa radice del nome “Satana” e richiama il concetto di divisione. Tutti sappiamo che il demonio è uno “zizzaniatore”, colui che cerca sempre di dividere le persone, le famiglie, le nazioni e i popoli. I servitori vorrebbero subito strappare l’erba cattiva, ma il padrone lo impedisce con questa motivazione: «Perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano» (Mt 13, 29). Perché sappiamo tutti che la zizzania, quando cresce, assomiglia tanto al grano buono, e vi è il pericolo che si confondano. Continua a leggere

Con la fiducia nel Signore, i vescovi non temano il mondo

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Domenica 29 giugno 2014, celebrando la Messa nella solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo e imponendo il pallio ai nuovi arcivescovi metropoliti, Papa Francesco ha rivolto un forte richiamo ai vescovi che «hanno paura» e cedono alle pressioni del mondo e dei poteri forti, rinunciando a predicare integralmente il Vangelo e sostituendolo con «chiacchiere inutili» che sono però gradite ai potenti.

Il Papa è partito dalla lettura del giorno tratta dagli «Atti degli Apostoli», che descrive come Pietro, incarcerato durante la persecuzione di Erode, sia stato liberato miracolosamente dal carcere da un angelo del Signore. Pietro, ha detto il Pontefice, «si accorge che il Signore lo “ha strappato dalla mano di Erode”; si rende conto che Dio lo ha liberato dalla paura e dalle catene». Non è solo una liberazione fisica. Pietro aveva paura, e l’incontro con l’angelo gli ha consentito di vincere la paura.  Anche oggi, se ci rendiamo docili alla sua grazia, «il Signore ci libera da ogni paura e da ogni catena, affinché possiamo essere veramente liberi. L’odierna celebrazione liturgica esprime bene questa realtà, con le parole del ritornello al Salmo responsoriale: “Il Signore mi ha liberato da ogni paura”». Continua a leggere

Papa Francesco all’Angelus: “Dio ci invita ad uscire dalla tomba in cui i nostri peccati ci hanno sprofondato”

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Papa Francesco, Angelus Piazza San Pietro 6.04.14

(V Domenica di Quaresima)
 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo di questa quinta domenica di Quaresima ci narra la risurrezione di Lazzaro. E’ il culmine dei “segni” prodigiosi compiuti da Gesù: è un gesto troppo grande, troppo chiaramente divino per essere tollerato dai sommi sacerdoti, i quali, saputo il fatto, presero la decisione di uccidere Gesù (cfr Gv 11,53).

Lazzaro era morto già da tre giorni, quando giunse Gesù; e alle sorelle Marta e Maria Egli disse parole che si sono impresse per sempre nella memoria della comunità cristiana. Dice così Gesù: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno» (Gv 11,25). Su questa Parola del Signore noi crediamo che la vita di chi crede in Gesù e segue il suo comandamento, dopo la morte sarà trasformata in una vita nuova, piena e immortale. Come Gesù è risorto con il proprio corpo, ma non è ritornato ad una vita terrena, così noi risorgeremo con i nostri corpi che saranno trasfigurati in corpi gloriosi. Lui ci aspetta presso il Padre, e la forza dello Spirito Santo, che ha risuscitato Lui, risusciterà anche chi è unito a Lui. Continua a leggere

Papa Francesco: ‘Con Satana non si dialoga’

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Le tentazioni subite da Gesù sono state l’argomento cardine sul quale si è incentrata la meditazione di Papa Francesco in occasione del primo Angelus di Quaresima.

Satana – ha spiegato il Pontefice – tenta ‘di distogliere Gesù dal progetto del Padre, ossia dalla via del sacrificio, dell’amore che offre se stesso in espiazione, per fargli prendere una strada facile, di successo e potenza’. Quello tra Gesù e il demonio è un ‘dello a colpi di citazioni della Sacra Scrittura’ con Gesù che – ha ribadito il Papa – respinge le ‘tentazioni e ribadisce la ferma volontà di seguire la via stabilita dal Padre, senza alcun compromesso col peccato e con la logica del mondo’.

‘Gesù non dialoga con Satana, sa bene che è astuto e quindi si rifugia nella forza della Parola di Dio. Niente argomenti con Satana, ma sempre difesi dalla Parola di Dio e questo ci salverà’. Continua a leggere

Papa Francesco: «bisogna che tutti ci riconosciamo figli del Padre che è nei cieli e quindi fratelli tra di noi».

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Papa Francesco all’Angelus di oggi ha invitato a rinunciare alla brama di possedere. Dio, ha detto il Papa «non si dimentica di ognuno di noi con nome e cognome». Il Pontefice ha poi chiesto di pregare per l’Ucraina.

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Papa FrancescoAngelus, Piazza San Pietro, Domenica, 2 marzo 2014
 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Al centro della Liturgia di questa domenica troviamo una delle verità più confortanti: la divina Provvidenza. Il profeta Isaia la presenta con l’immagine dell’amore materno pieno di tenerezza, e dice così: «Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai» (49,15). Continua a leggere