Scuola/ “Diamo i numeri”

Scuola/ “Diamo i numeri”

di Anna Monia Alfieri
 

CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO, Movimento 5 Stelle – Lega

Punto 22. SCUOLA (…) In questi anni le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola si sono mostrate insufficienti e spesso inadeguate, come la c.d. “Buona Scuola”, ed è per questo che intendiamo superarle con urgenza per consentire un necessario cambio di rotta, intervenendo sul fenomeno delle cd. “classi pollaio”, dell’edilizia scolastica, delle graduatorie e titoli per l’insegnamento. Particolare attenzione dovrà essere posta alla questione dei diplomati magistrali e, in generale, al problema del precariato nella scuola dell’infanzia e nella primaria. Una delle componenti essenziali per il corretto funzionamento del sistema di istruzione è rappresentata dal personale scolastico. L’eccessiva precarizzazione e la continua frustrazione delle aspettative dei nostri insegnanti rappresentano punti fondamentali da affrontare per un reale rilancio della nostra scuola. Sarà necessario assicurare, pertanto, anche attraverso una fase transitoria, una revisione del sistema di reclutamento dei docenti, per garantire da un lato il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto ad un cronico precariato e dall’altro un efficace sistema di formazione. (clicca qui per il testo integrale)
 

FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE A 14 MESI  (clicca qui per leggere quanto scrivevo a Maggio 2018)

L’a.s. 2018/2019 che si è appena concluso (per l’a.s. che sta per iniziare la situazione sarà ben peggiore) :

  1. 800 presidi, con reggenze che hanno visto quadruplicate le sedi e raddoppiati gli alunni; 80.000 sono i posti coperti da supplenti; 50.000 cattedre di sostegno “in deroga”, ovvero posti a tempo determinato sulla pelle dei bambini e ragazzi disabili (clicca qui)2.000 direttori dei servizi amministrativi mancanti; Continua a leggere

Scuola, se il problema degli esuberi nella scuola pubblica potesse risolverlo la scuola paritaria

Nei licei pubblici milanesi, quest’anno, si ripresenterà il problema degli esuberi. L’offerta delle scuole paritarie potrebbe aiutare a risolvere la questione ma c’è la complessità legata alle rette
 
di Suor Anna Monia Alfieri
 
Il problema degli esuberi presso alcuni licei classici e scientifici statali di Milano si ripresenta quest’anno in maniera rilevante, come denuncia il Corriere della sera del 13 febbraio.

90 esuberi all’Einstein: valgono 900.000 euro di spesa evidentemente imprevista, stando ai 10.000 euro annui di costo pro capite per un alunno presso un ottimo scientifico statale milanese, indicati alcuni mesi fa dallo stesso Corriere.

Qualcuno dirà: è la moda degli scientifici e dei classici. Si vada a fondo: in tempi di incertezza e fragilità concettuale su tutti i fronti, di degrado delle compagini familiari, di offuscamento dei valori, chi appena ragiona (genitori e alunni) valorizza la cultura. “Con una buona scuola superiore hai una carta in mano. Potrai andare alle migliori università italiane, ma soprattutto straniere. Forse stai facendo un po’ male le Medie: tenta lo stesso, i voti alti ci sono. Poi, allo Scientifico ti faranno filare. Comincia a iscriverti. Vediamo se ti prendono.” Di fatto, la scure delle bocciature piomberà sulle 10 classi prime del famoso liceo: si sa. Ma nel frattempo 90 aspiranti sono sulla porta.

Finita l’era dei bacini di utenza, normalizzati in ascesa i voti finali dell’esame di licenza, eliminati quasi del tutto i poco democratici test di ingresso, migliorata la mobilità pubblica, i licei milanesi terribili per fama di severità e di gloria sono oggetto di un movimento centripeto anche da parte di rampolli volitivi di famiglie non italiane radicate da anni, ragazzini poveri e intelligenti che cercano un riscatto. “Perché non io al liceo prestigioso, dove i docenti sono (quasi) tutti seri, gli ambienti abbastanza puliti, il vicepreside gentile e il preside autorevole?”. Risultato: 90 da ricollocare non si sa dove. Continua a leggere