ANNIVERSARI. Viva Pirandello, abbasso il pirandellismo

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di Giovanni Fighera
 
Centocinquant’anni fa nasceva Luigi Pirandello, uno dei più grandi geni del Novecento, non tanto perché si è cimentato in numerosi generi letterari raggiungendo risultati eccelsi, ma piuttosto perché si è reso interprete del suo tempo e della cultura contemporanea come pochi altri riuscendo a prefigurare gli scenari che si sarebbero aperti nel secolo scorso e nel nostro. Non solo. Pirandello è riuscito a comunicare la sua visione della vita, le sue riflessioni filosofiche ed esistenziali anche a persone che non erano filosofe, anche a popoli che non amavano la filosofia.

Se andiamo a rileggere le motivazioni del Premio Nobel attribuitogli dall’Accademia di Svezia nel 1934 scopriamo che viene riconosciuta allo scrittore la grande capacità di far amare la filosofia ad un popolo come quello svedese che non è per nulla filosofo. Leggiamo le ragioni: «Luigi Pirandello è uno scrittore notevole da molti punti di vista. Ma la cosa più straordinaria, nel suo caso, è che sia riuscito a conquistare per qualche tempo il grande pubblico e a orientare il suo interesse verso un teatro passabilmente pieno di speculazioni filosofiche. Continua a leggere

Oggi è l’anniversario della medaglia miracolosa

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“Tutte le persone che porteranno questa Medaglia
riceveranno grandi grazie.
Le grazie saranno abbondanti
per quelle che la porteranno con fiducia”

 
La Medaglia della Madonna delle Grazie, più nota come Medaglia Miracolosa, ha avuto origine in Francia, nel 1830, quando venne rivelata dalla Madonna a santa Caterina Labouré, giovane religiosa nel convento parigino delle Figlie della Carità.
Questa Medaglia è stata coniata per ordine di Maria SS.ma stessa, come segno di amore, pegno di protezione e sorgente di grazie.
Il formato della Medaglia è ovale. In una delle facce è raffigurata la Madonna, con le braccia tese, mentre distribuisce ai fedeli grazie, rappresentate dalla luce che irradia; allo stesso tempo, col suo piede verginale schiaccia la testa dell’infernale serpente. All’intorno, l’immagine è incorniciata da questa invocazione: Continua a leggere

Con la Humanae vitae, Paolo VI si oppose a stereotipi culturali molto diffusi

Il 25 Luglio 1968, papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae vitae, che sintetizza la dottrina della Chiesa sul matrimonio, sull’apertura alla vita, sulla contraccezione…

Angel Rodriguez Luño, decano della Facoltà di Teologia alla Pontificia Università della Santa Croce analizza l’attualità dell’enciclica montiniana, a 47 anni dalla pubblicazione

Roma, 25 Luglio 2015 (ZENIT.org) Rocío Lancho García
 
Il 25 Luglio 1968, papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae vitae, che sintetizza la dottrina della Chiesa sul matrimonio, sull’apertura alla vita, sulla contraccezione e sulla genitorialità responsabile. Tutte tematiche che continuano a far parlare di sé, dentro e fuori la Chiesa. Per capire meglio i fondamenti teologici di questo documento, il suo contesto storico e le sue implicazioni, ZENIT ha intervistato il decano della Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce di Roma, Angel Rodriguez Luño. Continua a leggere

Oggi è il Giorno della Memoria. Ricordiamo il beato Focherini che strappò tanti ebrei all’Olocausto

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di Marco Roncalli
 
Primogenita dei sette figli di Maria Marchesi e di Odoardo Focherini, Olga Focherini presenta in un libro postumo la figura del padre dopo aver trascorso gran parte della sua vita, unitamente ad altri famgliari, a ricostruirne l’avventura umana e spirituale. Una vicenda oggi ben documentata da un fondo archivistico riconosciuto «d’interesse storico particolarmente importante» dalla Soprintendenza Regionale dell’Emilia Romagna per i beni culturali, e che costituisce sia una testimonianza preziosa per lo studio della Shoah, sia un materiale utile per comprendere l’itinerario di Odoardo.

Un percorso che, del resto, ha già visto un ampio riconoscimento: con il titolo di «Giusto fra le nazioni» conferito a Focherini dallo Yad Vashem nel 1969 e con la beatificazione che, nel 2013, lo ha portato sugli altari. Senza dimenticare opere come la biografia dello storico Giorgio Vecchio (Un giusto tra le nazioni. Odoardo Focherini) o l’epistolario curato da Ulderico Parente, Maria Peri, Odoardo Semellini (Lettere dalla prigionia e dai campi di concentramento. 1944), volumi tutti e due editi dalle Dehoniane di Bologna. Continua a leggere

Quando Wojtyla disse: il comunismo è caduto da solo

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Il 25° anniversario della caduta del Muro di Berlino è l’occasione per ricordare l’innegabile ruolo di san Giovanni Paolo II nella lotta ai sistemi totalitari d’Oltrecortina. Ma il Papa polacco invitava a non cadere nelle semplificazioni

di Andrea Tornielli
 
Che Giovanni Paolo II – il primo Papa slavo, nato e cresciuto in uno dei Paesi d’Oltrecortina che dal dopoguerra facevano parte dei satelliti dell’Unione Sovietica – abbia avuto un ruolo negli eventi culminati un quarto di secolo fa nella caduta del Muro di Berlino, è un fatto innegabile. Il solo irrompere sulla scena mondiale di un pastore proveniente dalla Polonia e dunque testimone diretto della vita quotidiana in un regime comunista, ha rappresentato di per sé un elemento destabilizzante per i totalitarismi dell’Est europeo. Papa Francesco all’Angelus di ieri, ricordando il 25° anniversario del crollo del Muro, ha detto: «La caduta avvenne all’improvviso ma fu resa possibile dal lungo e faticoso impegno di tante persone che per questo hanno lottato, pregato e sofferto, alcuni fino al sacrificio della vita. Tra questi, un ruolo di protagonista ha avuto il santo papa Giovanni Paolo II». Continua a leggere

Le onde che violarono il Muro: la Radio del Papa e il 9 novembre ’89

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La caduta del Muro di Berlino rappresentò per la Radio Vaticana un evento di particolare portata. Per decenni una generazione di redattori e tecnici lavorò per portare sostegno giornaliero, attraverso le frequenze della Radio del Papa, ai cattolici oltrecortina. Alessandro De Carolis ne racconta la storia in questo servizio:

La profezia sulla sua sorte il “Mauer” la portava scritta da tempo su un breve tratto della sua infamia. Una striscia di lettere tremolanti, spruzzate con la vernice rossa, lunga cinque o sei metri – segmento da nulla rispetto ai suoi infiniti 150 km – stesa frettolosamente da qualcuno come un epitaffio anzitempo, storto e insieme nitidissimo, al di sopra dei graffiti sottostanti: “Prima o poi ogni muro cade”. Continua a leggere

P. Lombardi: Benedetto XVI vive il tempo della preghiera, la sua rinuncia ha inciso nella storia della Chiesa

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Ricorre domani il primo anniversario dell’annuncio della rinuncia al ministero petrino di Benedetto XVI. Un gesto epocale che fu accolto con immensa sorpresa in tutto il mondo e non solo nella Chiesa. Al momento della rinuncia, del resto, molti osservatori ammisero che non si era preparati ad una decisione di tale portata. Per una riflessione sulla rinuncia di Papa Benedetto, un anno dopo, Alessandro Gisotti ha intervistato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana e della nostra emittente:

R. – Erano secoli che non si aveva una rinuncia da parte di un Papa e quindi per la grandissima maggioranza delle persone si trattava di un gesto inusitato e sorprendente. In realtà, per chi accompagnava più da vicino Benedetto XVI, si era capito che aveva una riflessione su questo tema, e lo aveva detto già esplicitamente nella sua conversazione con Peter Seewald, qualche tempo prima – diverso tempo prima. Continua a leggere