“Il desiderio di Dio”

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di Massimo Introvigne

Alla vigilia della conclusione dell’Anno della fede, nel corso del quale – una per una – tutte le categorie della Chiesa sono convenute a Roma, sabato 23 novembre in separati incontri Papa Francesco ha rivolto la sua parola ai dirigenti sportivi dei Comitati Olimpici, agli operatori sanitari e ai catecumeni, cioè agli adulti che si apprestano a ricevere il Battesimo. A tutti ha ricordato l’esigenza di una fede fondata sul «desiderio di Dio», un desiderio che fa ardere il nostro cuore. Se la fede non è così, se diventa «abitudinaria», è una fede che non cambia la vita e a poco a poco si spegne. Ma perché il fuoco della fede arda in noi è necessario che sia continuamente alimentato dall’ascolto della Parola di Dio e dell’insegnamento della Chiesa, dall’apostolato e dalla pratica della carità. A questo dovrebbe essere servito l’Anno della fede: a farci comprendere che una fede non alimentata – e che non ci spinge a portare il Signore anche agli altri – è una fede fragile, che a poco a poco muore. Continua a leggere

La comunione dei santi va oltre la morte ed è eterna

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Proseguendo nelle sue catechesi per l’Anno della fede – e preparando anche la festa di Tutti i Santi e la commemorazione dei fedeli defunti – Papa Francesco ha dedicato l’udienza generale del 30 ottobre 2013 alla nozione di «comunione dei santi». Il Papa è partito, come fa spesso, dal «Catechismo della Chiesa Cattolica», dove leggiamo che questa espressione ha due significati: indica la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante. Francesco ha voluto incentrare la sua catechesi sul secondo significato, «una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo». I santi, in questa espressione, non sono solo quelli canonizzati o coloro che praticano le virtù in un grado eroico. Sono tutti «coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo. Per questo i primi cristiani erano chiamati anche “i santi”». Continua a leggere

Papa Francesco alle famiglie: «La fede non è un bene privato, ma da condividere con la testimonianza»

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Alle ore 10.30 di oggi, XXX Domenica del Tempo ordinario, il Santo Padre Francesco ha celebrato, sul Sagrato della Basilica Vaticana, la Santa Messa per la Giornata della Famiglia, in occasione dell’Anno della fede.
Pubblichiamo di seguito il testo dell’omelia che il Papa ha pronunciato dopo la proclamazione del Santo Vangelo:

OMELIA DEL SANTO PADRE

Le Letture di questa domenica ci invitano a meditare su alcune caratteristiche fondamentali della famiglia cristiana.

1. La prima: la famiglia che prega. Il brano del Vangelo mette in evidenza due modi di pregare, uno falso – quello del fariseo – e l’altro autentico – quello del pubblicano. Continua a leggere

“La vera forza del cristiano è la forza della verità e dell’amore”

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Alle ore 12 di oggi il Santo Padre Francesco si affaccia alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:

 
PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

nella Liturgia di oggi ascoltiamo queste parole della Lettera agli Ebrei: «Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento» (Eb 12,1-2). E’ un’espressione che dobbiamo sottolineare in modo particolare in questo Anno della fede. Continua a leggere

Un milione di giovani contro l’«eutanasia» della fede

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di Massimo Introvigne
 
Dopo le giornate dedicate al Brasile, al suo cuore mariano ad Aparecida e alle sue periferie dei malati e dei poveri, Papa Francesco nella serata del 25 e il 26 luglio è entrato nel vivo della Giornata Mondiale della Gioventù, incontrando un milione di giovani in un clima di entusiasmo davvero indescrivibile. Il Papa ha assecondato i giovani e ha scherzato con loro, ma ha anche proposto un messaggio impegnativo.

Il programma è stato anticipato ai numerosi giovani venuti dall’Argentina nella Cattedrale di San Sebastián di Rio de Janeiro, in cui il Pontefice ha detto ai ragazzi: «Spero che ci sia chiasso. Qui ci sarà chiasso, ci sarà. […] Però io voglio che ci sia chiasso nelle diocesi, voglio che si esca fuori, voglio che la Chiesa esca per le strade, voglio che ci difendiamo da tutto ciò che è mondanità, immobilismo, da ciò che è comodità, da ciò che è clericalismo, da tutto quello che è l’essere chiusi in noi stessi». Continua a leggere

Tommaso Moro, un santo contro gli Enrico VIII oggi in giro

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di Giovanni Fighera
 
Il 5 luglio 1535 Tommaso Moro scriveva alla figlia Margherita: «Dubitare di Lui [Dio], mia piccola Margherita, io non posso e non voglio, sebbene mi senta tanto debole. E quand’anche io dovessi sentire paura al punto da esser sopraffatto, allora mi ricorderei di san Pietro, che per la sua poca fede cominciò ad affondare nel lago al primo colpo di vento, farei come fece lui, invocherei cioè Cristo e lo pregherei di aiutarmi. Senza dubbio allora Egli mi porgerebbe la sua santa mano per impedirmi di annegare nel mare tempestoso». Quando indirizzava queste parole alla figlia, Moro era già stato condannato a morte, ma non sapeva ancora che il giorno dopo sarebbe stato condotto al patibolo e giustiziato. Per gentile concessione del Re, forse in nome dell’antica amicizia, non venne sottoposto alla pena di alto tradimento, di cui era stato accusato, che prevedeva l’impiccagione e lo squartamento del condannato ancora vivo. Continua a leggere

Papa: Lo Spirito Santo, anche attraverso di noi, vuole trasformare il mondo in cui viviamo

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Francesco conferisce la cresima a 44 giovani da tutto il mondo, un appuntamento nell’Anno della Fede. “La novità di Dio non assomiglia alle novità mondane, che sono tutte provvisorie, passano e se ne ricerca sempre di più. La novità che Dio dona alla nostra vita è definitiva”. Cristo ci dà “il coraggio di andare controcorrente” e vince la paura. “Con Lui possiamo fare cose grandi”. “Giocate la vita per i grandi ideali!”. Al Regina Caeli un appello per la tragedia del Bangladesh, perché nel lavoro sia sempre “tutelata la dignità e la sicurezza del lavoratore”. Continua a leggere