La Bibbia dice la verità. E due nuove scoperte lo dimostrano

Due scoperte che dimostrano come la Bibbia abbia raccontato quel che è veramente accaduto.

La clamorosa sentenza arriva, prima di tutto, da Israele, dove gli archeologi dell’Israel Antiquities Authority hanno effettuato una scoperta rivoluzionaria.

Gli scavi nella Città di David, il primo storico insediamento di Gerusalemme, dimostrano che la descrizione dell’incendio della capitale di Israele contenuta nell’Antico Testamento ha validità da un punto di vista scientifico, e quanto si legge nei versetti sarebbe proprio accaduto per davvero (tv.liberoquotidiano.it, 7 agosto).

REPERTI DEL 600 A.C.

Gli scavi hanno portato alla luce una serie di reperti e artefatti datati 600 avanti Cristo, ritrovati bruciati.

Come spiega HuffingtonPost.it (7 agosto), si tratta di semi di vite, legno, ceramiche, ossa bruciacchiate, tutto ricoperto di cenere. La datazione è stata resa possibile dai sigilli visibili sopra gli oggetti, «caratteristici del periodo di costruzione del Primo Tempio», come ha spiegato il capo-archeologo Joe Uziel. Continua a leggere

Archeologia: confermata l’esistenza del re biblico Ezechia

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(dal sito: UCCR)
 
Fino a pochi decenni fa molti storici e studiosi concordavano sul fatto che le narrazioni bibliche che descrivono il tempo prima dell’esilio babilonese sarebbero state frutto della fantasia di scribi pii, mossi dall’obiettivo di giustificare le loro preoccupazioni sull’esilio attraverso la creazione di un passato a cui far riferimento.

E’ stata anche messa in dubbio l’esistenza di figure come i re Davide e Salomone, mentre alcuni studiosi oggi affermano che sarebbero esistiti ma soltanto come piccoli capi tribali, oggetto di successiva glorificazione. E’ stata l’archeologia a smentire queste convinzioni. Continua a leggere

Scoperto palazzo di Erode e nuove prove storiche su Re Davide

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Il “Washington Post” ha rilanciato in questi giorni la tesi esposta nel 2010 nel libro The Final Days of Jesus del prof. Shimon Gibson, archeologo della University of North Carolina a Charlotte: sarebbe stato trovato nella Vecchia Gerusalemme il palazzo di Erode dove Ponzio Pilato processò Gesù.

In esso sarebbe emerso il praetorium del prefetto romano dove egli si lavò le mani della sorte di Gesù, consegnandolo alle autorità ebraiche che lo condannarono alla crocifissione. Il Vangelo di Giovanni descrive il luogo come situato vicino a una porta della città e su un lastricato di pietre irregolari, il “litostrato”. Il palazzo di Erode trovato da Gibson si trova effettivamente non lontano dalla porta di Giaffa e ha un pavimento costruito con “pietre irregolari”. Continua a leggere

L’archeologia conferma la Bibbia: risposta al prof. Herzog

Mura di Gerico

Qualcuno ha segnalato l’articolo di ieri del quotidiano“Repubblica” in cui si cerca di sostenere con grande enfasi che l’archeologia avrebbe smentito i racconti della Bibbia. L’autrice è la femminista settantenne Vanna Vannuccini, poco competente in materia e che solitamente si concentra sulla sessualità degli anziani. L’articolo si basa sulla nota opinione -la ripete dal 1999- dell’archeologo Zeev Herzog, professore alla Facoltà di archeologia di Tel Aviv.

Innanzitutto occorre premettere che chi pensa di screditare l’Antico Testamento prendendolo alla lettera cade nella stessa imbarazzante situazione dei creazionisti protestanti. Non si tratta di un’opera storica e non è un volume scientifico, non è stato scritto con questi scopi: i suoi obiettivi sono rivelare verità morali, l’istruzione morale del popolo di Israele da parte dei profeti. Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi, è stato usato un contesto storico, altre volte immaginario, per questo i libri che compongono l’Antico Testamento sono da secoli un materiale di studio per storici e archeologi. Continua a leggere

La verità vince nei secoli: trovata in Bulgaria una delle più antiche immagini della Theotokos

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La verità vince i secoli: trovata in Bulgaria una delle più antiche immagini della Theotokos
È una piccola placca rotonda di metallo raffigurante la Madre di Dio, con Gesù Bambino, e a fianco due croci. E’ stata trovata durante scavi archeologici vicino a Burgas, in Bulgaria, ed è un sigillo raffigurante la Theotokos di cui si conoscono solo altri tre esemplari simili. Risale probabilmente al VI secolo, a un centinaio di anni di distanza dal Concilio di Efeso (431), in cui venne proclamato il dogma della divina maternità di Maria.
Il concilio denunciò come errati gli insegnamenti di Nestorio (Patriarca di Costantinopoli), secondo cui la Vergine Maria aveva dato vita all’uomo Gesù, non a Dio, non al Logos (Il Verbo, Figlio di Dio). Il Logos risiedeva in Cristo, era custodito nella sua persona come in un tempio. Cristo quindi era solo Theophoros, «portatore di Dio». Di conseguenza Maria doveva essere chiamata Christotokos, «Madre di Cristo» e non Theotokos, «Madre di Dio».
 
(Fonte: Il Timone)

L’archeologia conferma almeno 50 personaggi della Bibbia

La bibbia aveva ragione

La prestigiosa rivista “Biblical Archaeology” ha pubblicato nel numero di marzo/aprile 2014 un interessante articolo del prof. Lawrence Mykytiuk, della Purdue University, intitolato: “50 personaggi della Bibbia confermati dall’archeologia”.

Il filone è quello della cosiddetta “archeologia sacra o biblica”, ovvero le innumerevoli conferme storico-archeologiche dei testi biblici. In questo caso si è provata a fare una sintesi delle scoperte archeologiche sui personaggi che compaiono nell’Antico Testamento.

Mykytiuk scrive che «almeno 50 persone menzionate nella Bibbia sono state individuate nella documentazione archeologica. I loro nomi compaiono in iscrizioni scritte durante il periodo descritto dalla Bibbia e nella maggior parte dei casi durante o in un tempo abbastanza vicino, alla vita della persona identificata». Continua a leggere

La tomba di San Pietro e le scoperte archeologiche

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L’archeologo Paolo Lorizzo, laureato in Studi Orientali e specializzato in Egittologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, ha recentemente trattato su “Zenit.it” la sepoltura di San Pietro nella Necropoli Vaticana, così come confermata dalle fonti letterarie e dall’apporto dell’archeologia.

Ogni storico serio sa che Pietro morì martire sotto Nerone nel 64, nel Circo Vaticano, fu sepolto a breve distanza dal luogo del suo martirio, e sulla sua tomba, all’inizio del IV secolo, l’imperatore Costantino fece costruire la grande Basilica vaticana. Attraverso le fonti letterarie si può ricostruire cosa accadde dopo il martirio, come ad esempio la testimonianza del I° secolo di Clemente, capo della comunità cristiana di Roma. Continua a leggere

Alla riscoperta delle radici cristiane di Milano

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di Benedetta Consonni

Milano ha l’occasione di riscoprire le sue origini cristiane grazie a un nuovo percorso archeologico, presentato ieri alla Basilica di Sant’Eustorgio, dove si trova il primo sito archeologico curato dal progetto. La valorizzazione delle tombe paleocristiane, che si trovano sotto la chiesa nel quartiere di Porta Ticinese, è solo la prima parte del più ampio progetto Milano Archeologica per Expo 2015, che riguarda il recupero di diversi siti archeologici che risalgono alla Milano imperiale.
«Questo progetto valorizza una parte importante del patrimonio ecclesiastico più antico di Milano. In questo modo Milano recupera le radici della propria fede a 1700 anni dalla firma dell’editto di Costantino, evento determinante nella storia del Cristianesimo ben oltre i confini della nostra città», ha commentato l’architetto Carlo Capponi, responsabile Ufficio per i Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Milano. Continua a leggere

Archeologia biblica: trovate le miniere di re Salomone

(da UCCR, 13.10.10)
 
Confermata ancora una volta l’attendibilità storica della Bibbia. Due archeologi italiani, Alfredo e Angelo Castiglioni, avrebbero localizzato le miniere di re Salomone dalle quali proveniva l’oro regalatogli dalla regina di Saba. «Abbiamo compiuto cinque missioni, tra il 2004 e il 2008, per cercare le antiche zone di estrazione dell’oro di Salomone. L’Africa è una zona aurifera che fu probabilmente rivelata al sovrano ebraico dalla regina di Saba, quando si recò a Gerusalemme portando in dono 120 talenti d’oro». Ovviamente l’unica fonte di tutto questo è la Bibbia (secondo cui la quantità d’oro che affluiva ogni anno nelle casse di Salomone era di 666 talenti, e ogni talento corrispondeva a circa 30 kg di oro). Continua a leggere