Argentina, 2 milioni in piazza contro l’aborto: “Tutta la vita ha valore”

Argentina, la marcia (vista dall’alto) «per la vita», e, quindi, «contro la proposta di liberalizzare l’aborto»

Con questo slogan manifestazioni in tutto il Paese 

Una marcia con una moltitudine di gente come non se ne vedevano da tempo in un paese avvezzo alle grandi marce ha portato decine di migliaia di argentini in strada per manifestare «per la vita», e, quindi, «contro la proposta di liberalizzare l’aborto» che subito dopo Pasqua entrerà in discussione nel parlamento nazionale.

Probabilmente gli stessi organizzatori non si aspettavano tanta gente, anche perché i mezzi di comunicazione hanno dato ben poca eco ai preparativi, peraltro abbastanza improvvisati, che hanno avuto come veicolo le reti sociali. Invece nella soleggiata domenica porteña – così sono chiamati i cittadini di Buenos Aires – un rigagnolo ininterrotto di partecipanti è confluito nel primo pomeriggio verso una delle strade giugulari della capitale, calle Sarmiento, per poi riversarsi lungo la celebre Avenida del Libertador, l’arteria che attraversa Buenos Aires dal nord al sud.

Famiglie con bambini, prevalentemente, giovani, tanti, ma anche cittadini di condizione più umile. Nessuno slogan di natura politica, nessuno striscione riconducibile a partiti, movimenti o organizzazioni di un qualche colore. Bandiere argentine, tante, scritte a favore della vita, del suo pieno sviluppo in ogni momento; nessuna criminalizzazione delle madri che abortiscono, vittime della loro stessa decisione e spesso abbandonate dalle strutture pubbliche, «la vita di entrambi» deve essere tutelata era scritto su molti striscioni. «Ni una menos», non una di meno si poteva leggere su tanti altri, in allusione alle campagne contro il femminicidio che anche in Argentina ha numeri ascendenti. Continua a leggere

Javier Zanetti: confessioni di un calciatore cristiano

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Il capitano dell’Inter parla della sua lunga carriera professionistica all’insegna della fede in Dio

Anche oggi, quando farà il suo ingresso sul campo dello Stadio “Ennio Tardini” di Parma, Javier Zanetti non mancherà di adempiere quel gesto che lo accompagna da lunghi anni. Non un rito scaramantico, ma l’esibizione discreta di un’appartenenza profonda. “Durante tutta la mia carriera, prima di entrare in campo faccio sempre il segno della croce, è una maniera per chiedere la protezione del Signore prima di ogni partita e per testimoniare la mia fede, per me ha molto significato”, spiega lo stesso Zanetti in un’intervista a Sky.

Lo storico capitano argentino dell’Inter, del resto, non ha mai nascosto il suo rapporto profondo con la religione, un legame snodatosi durante i vari incontri in Vaticano con i Pontefici. “Sono molto fortunato – ammette Zanetti -, perché quando arrivai in Italia nel 1995 ho avuto subito la possibilità di incontrare papa Giovanni Paolo II; siamo andati a Roma, mi ricordo che ci siamo svegliati molto presto perché ha celebrato una Messa solo per noi alle 7 del mattino, per me e per gli altri connazionali, Batistuta, Balbo, Chamot, Fonseca (che in realtà è uruguaiano, ndr)”. Continua a leggere

Coppie di fatto, Lombardi: forzature su parole del Papa

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Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede interviene dopo i commenti dei media sul discorso ai Superiori religiosi riprodotto ieri (4 gennaio) su La Civiltà Cattolica.

«La forzatura è del tutto evidente, tanto da apparire in certi casi come una strumentalizzazione». Con una nota, il portavoce del Vaticano padre Federico Lombardi interviene dopo i commenti che i media hanno dedicato alle parole espresse da papa Francesco sulle coppie di fatto e sulle unioni gay, nel discorso rivolto il 29 novembre scorso ai Superiori religiosi e riprodotto ieri sulla rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica.

Spiega Lombardi: «Nella conversazione con i Superiori religiosi, il Papa fa la considerazione che la situazione in cui oggi si svolge l’educazione dei bambini e dei giovani è molto diversa dal passato, perché essi vivono in molte situazioni familiari difficili, con genitori separati, nuove unioni anomale, a volte anche omosessuali e così via. Continua a leggere

Nessun groviglio è senza uscita

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Non si può comprendere a fondo la tenerezza e la misericordia che caratterizzano la peculiare fisionomia del magistero di papa Francesco senza cogliere l’immanenza della Madre di Dio nella sua vita. E senza tener presente il titolo particolare con il quale egli sovente ama venerarla e invocarla: Colei che scioglie i nodi. È questa una speciale devozione mariana, poco conosciuta in Europa, ma largamente estesa oggi nel Sud America, soprattutto in Argentina, grazie proprio alla promozione e alla diffusione del culto operate da Bergoglio.
La venerazione della «Vergine che scioglie i nodi» ha origine da un’immagine votiva bavarese risalente al 1700 (Maria Knotenlöserin) ad opera del pittore tedesco Johann Melchior Schmidtner, ora conservata come pala d’altare in una cappella della chiesa romanica di San Peter in Perlach, tenuta dai gesuiti nel cuore della città di Augsburg, in Baviera. Continua a leggere

Francesco e il calcio come metafora della vita

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Il 13 agosto il Papa ha ricevuto in udienza le squadre nazionali di calcio di Italia e Argentina, impegnate in un incontro amichevole a Roma. «Sarà un po’ difficile per me fare il tifo – ha detto sorridendo il Papa -, ma per fortuna è un’amichevole… e che sia veramente così, mi raccomando!».

L’occasione naturalmente si presta all’aneddoto e alla curiosità. Per la seconda volta da quando è Papa – la prima volta era avvenuto in un messaggio del 20 marzo al San Lorenzo de Almagro, la squadra di cui è tifoso e socio, con una quota sociale pagata regolarmente ancora qualche giorno fa, ben dopo la sua elezione a Pontefice -, Francesco ha citato «il gol di Pontoni» come il suo più bel ricordo calcistico. Quando era arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Bergoglio aveva già menzionato più volte il calciatore René Pontoni (1920-1983) e il suo famoso gol a titolo di esempio di come anche il calcio, bene inteso, possa esprimere la bellezza ed essere a suo modo una di quelle arti minori, che – come la gastronomia o le canzoni – fanno ricca la vita. Continua a leggere

L’invidia del Demonio

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di Jorge Mario Bergoglio, S.J.

Lettera del cardinale Bergoglio ai quattro monasteri carmelitani di Buenos Aires in occasione del voto al Senato della Repubblica Argentina sulla proposta di legge intesa a legalizzare il matrimonio e le adozioni omosessuali (approvata il 15 luglio 2010). Traduzione di Massimo Introvigne.
 
Buenos Aires, 22 giugno 2010
 
Care sorelle,

Scrivo queste poche righe a ciascuna di voi che siete nei quattro monasteri di Buenos Aires. Il popolo argentino dovrà affrontare nelle prossime settimane una situazione il cui esito può seriamente ferire la famiglia. Continua a leggere