Papa Francesco: “La mia idea di arte”

Avvenire di oggi anticipa un libro che illustra il rapporto tra il Papa e l’arte. E presenta le 11 opere della sua galleria ideale.
 
Papa Francesco

L’arte, oltre a essere un testimone credibile della bellezza del creato, è anche uno strumento di evangelizzazione. Nella Chiesa esiste soprattutto per evangelizzare: attraverso l’arte – la musica, l’architettura, la scultura, la pittura – la Chiesa spiega, interpreta la rivelazione. Guardiamo la Cappella Sistina: cosa ha fatto Michelangelo? Un lavoro di evangelizzazione. Così le cattedrali medievali: il catechismo era nelle sculture di pietra, la gente non sapeva leggere ma osservava le sculture e imparava. La Chiesa ha sempre usato l’arte per dimostrare la meraviglia della creazione di Dio e della dignità dell’uomo creato a sua immagine e somiglianza, così come il potere della morte, e la bellezza della risurrezione di Cristo che porta la rinascita in un mondo afflitto dal peccato. Continua a leggere

La bellezza della tavola, la bellezza della compagnia

famiglia a tavola

di Susanna Manzin 

dal blog Pane & Focolare
 
Avete mai pensato all’etimologia della parola “compagno”? Viene da “cum + panis”: è colui con il quale mangio il pane. E la parola “convivio”, termine un po’ desueto, sinonimo di banchetto?  Viene da “cum + vivere”. Vivere insieme significa mangiare insieme; se dividiamo la mensa, significa che le nostre vite sono unite. Ed è vero anche il contrario: se le nostre vite sono unite, allora mangiamo insieme.

Mangiare insieme è tipico degli uomini: il cibo non racchiude in sé solo un aspetto biologico e nutritivo. E’ espressione anche di aspetti culturali, sociali, simbolici. Condividere la stessa tavola vuol dire appartenere a quel gruppo, a quella famiglia, a quella corporazione, a quella comunità monastica. Continua a leggere

La vanga del Nazareno

di Giovanni Cesare Pagazzi
Avvenire, 26 ottobre 2015
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Una delle immagini più consuete e belle per descrivere Gesù è quella del “buon Pastore”. Egli stesso s’è definito così (Gv 10,1-18), mostrando di sapersi muovere a proprio agio nella pratica della pastorizia. Come esperto, riferisce di nemici del gregge, allude al diverso comportamento del padrone delle pecore da quello del salariato che le sorveglia, indica la posizione da assumere rispetto al gregge, parla con competenza dell’importanza della voce ed evidenzia il legame tenace tra l’uomo e ciascuno dei suoi animali (Lc15,5-7). Tuttavia – ciò appare anche ad uno sguardo superficiale – le pagine evangeliche si soffermano ben più diffusamente sulla padronanza di Gesù in ambito agricolo.

Lo si nota nelle parabole, dove il Signore racconta di sentimenti e pratiche contadine in maniera così puntuale ed esperta che difficilmente sono solo frutto del “sentito dire”. Egli parla della semina, mostrando precisa conoscenza della morfologia del terreno con cui avevano a che fare gli agricoltori galilei della sua epoca (Mc 4,1-9). Continua a leggere

Giotto, genio misterioso

​Giotto è un personaggio chiave dell’arte italiana. Dante Alighieri, che era quasi suo coetaneo, lo ammirava. Senza Dante forse non avremmo oggi una lingua italiana, come noi italiani la intendiamo; l’Alighieri fu un creatore sommo e quasi solitario della nuova lingua. Giotto invece creò la pittura italiana non soltanto col suo genio, ma con tutta la sua azienda, forse una specie di impresa familiare.

I suoi contemporanei scrissero che egli vinse in due mosse la sfida di cambiare l’arte del suo tempo: tradusse la pittura “dal greco in latino”, cioè abbandonò lo stile bizantino (“greco”) e guardò invece ai modelli dell’antichità classica e romana (cioè “latini”), che certo non erano stati dimenticati nel corso del Medioevo ma che egli reinterpretò in maniera assolutamente nuova. E poi si ispirò direttamente alla natura, osservando le immagini del suo tempo: uomini, donne, bambini, animali, città, campagne, vestiti, piante, arredi, attrezzi, insomma tutto ciò che era attuale, cioè “moderno”, proprio come ogni persona poteva vedere intorno a sé. Continua a leggere

La fede è bellezza. L’arte ispirata a San Francesco d’ Assisi in una mostra che si fa Catechismo

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La mostra (che chiude l’11 ottobre) L’arte di Francesco: capolavori d’arte e terre d’Asia dal XIII al XV secolo, allestita presso la Galleria dell’Accademia a Firenze, è un capolavoro. Il canale tematico Sky Art ha realizzato questo documentario per mostrare le immagini delle opere d’arte dei primi secoli dopo il Poverello d’Assisi.

Organizzata dalla Galleria dell’Accademia, in collaborazione con l’Ordine dei Frati Minori, e ideata scientificamente con la Commissio Sinica (Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani, Pontificia Università Antonianum di Roma), la mostra si propone di documentare ai massimi livelli qualitativi la produzione artistica di diretta matrice francescana (pittura, scultura, arti suntuarie) dal Duecento al Quattrocento e, nel contempo, di porre in evidenza la straordinaria attività evangelizzatrice dei francescani in Asia, dalla Terra Santa alla Cina, rievocandola anche con oggetti di eccezionale importanza storica e incomparabile suggestione. Continua a leggere