La Santa Sede non ci sta: «Pressioni di ong pro gay»

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Il Vaticano ha replicato all’Onu

Monsignor Tomasi: fatti vecchi, dimenticano le riforme di Ratzinger

di Andrea Tornielli – Città del Vaticano

Il Vaticano non nasconde la sua sorpresa per la durezza del rapporto del Comitato Onu, del quale era venuto a conoscenza due giorni fa. Ma al di là dell’accenno all’«interferenza», riferito alle richieste di modificare le posizioni della Chiesa su aborto, complementarietà uomo-donna e identità di genere, la reazione è stata asciutta e diplomatica. La delusione è grande, ma nessuno Oltretevere ha voglia di elevare il livello dello scontro. Continua a leggere

Per tenere allenato il cervello, dopo le dichiarazioni dell’ONU.

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Nessuno ricorda che i preti cattolici sono quattrocentomila nel mondo. Le denunce per violenza su minori da parte di preti ammontano a circa quattromila nel Nord America in un arco di tempo che è di molti decenni. Quanti sono i casi riconducibili a pastori protestanti o a rabbini nello stesso periodo? Quanti a uomini o donne che non appartengono al clero cattolico o ad istituti religiosi della Chiesa?

Nessuno menziona i rapporti pseudoscientifici che hanno di fatto sdoganato la pedofilia.
Nessuno menziona il traffico abnorme di turismo sessuale.
Nessuno menziona il numero di presunte denunce che hanno come soggetti interessati genitori, parenti, maestri, educatori in genere, etc. etc. Continua a leggere

Onu contro la Chiesa. Dossier

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“A prima vista le 16 pagine del Rapporto del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia riferito alla Santa Sede potrebbero far pensare a uno scherzo. Di pessimo gusto, ma pur sempre uno scherzo. E invece è purtroppo proprio vera la paternità di un documento che come pochi altri contiene in sé un numero tale di inesattezze, confusioni di piani, ignoranze di dati materiali da lasciare letteralmente sgomenti”. Così il quotidiano Avvenire commenta oggi la notizia delle sconcertanti “osservazioni” ed “esortazioni” (tali da sembrare quasi un avvertimento) indirizzate dal Comitato per la Convenzione sui diritti dell’infanzia alla Santa Sede. Continua a leggere

L’Onu dichiara guerra alla Chiesa

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di Massimo Introvigne

Il 5 febbraio 2014 il Comitato per i Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite ha diffuso un rapporto di sedici pagine sulla conformità dei comportamenti dello Stato della Città del Vaticano alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia, cui la Santa Sede ha aderito «con riserva». L’adesione con riserva – che peraltro la Santa Sede aveva affermato di poter superare in futuro – è dovuta al timore che la Convenzione autorizzi un’eccessiva ingerenza di organi delle Nazioni Unite negli affari interni degli Stati sottoscrittori. Per questa stessa ragione il Parlamento degli Stati Uniti non ha mai ratificato la Convenzione, che pure il governo americano aveva firmato nel 1995, così che negli USA non è mai entrata in vigore. Continua a leggere

Vaticano risponde all’Onu: «Impostazione ideologica, fatti distorti»

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Articolo tratto dalla Radio vaticana – La Santa Sede ha accolto con sorpresa le osservazioni conclusive del Comitato Onu per i diritti del fanciullo presentate oggi a Ginevra, che lanciano dure accuse al Vaticano sulla questione degli abusi su minori commessi da esponenti del clero. L’organismo delle Nazioni Unite afferma che la Santa Sede continuerebbe a violare la Convenzione sui diritti dell’infanzia. Il Comitato critica il Vaticano anche per le sue posizioni sull’omosessualità, la contraccezione e l’aborto. Sulla reazione della Santa Sede a queste accuse, Sergio Centofanti ha intervistato mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente vaticano presso gli Ufficio Onu a Ginevra: Continua a leggere

Abusi, l’Onu attacca la Santa Sede

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Il 16 gennaio la Santa Sede aveva spiegato alle Nazioni Unite in modo completo ed esauriente la propria politica in fatto di abusi sui minori. La risposta dell’Onu è giunta oggi, 20 giorni dopo, con toni estremamente severi. Al Vaticano il Comitato Onu sui diritti dei bambini chiede di rimuovere «immediatamente» dall’incarico chi ha commesso abusi sessuali sui bambini, e persino chi ne è sospettato. Il Comitato afferma di essere «profondamente preoccupato per il fatto che la Santa Sede non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi, non abbia adottato le misure necessarie per gestire i casi di abusi sessuali su minori e proteggere i bambini, e abbia adottato politiche e pratiche che hanno portato alla prosecuzione degli abusi e all’impunità dei colpevoli». Continua a leggere