Lo scivoloso pendio della morte medicalmente assistita

 Audizione del Movimento per la vita da parte delle commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera dei deputati sulle proposte di legge di iniziativa popolare n.2 e PdL Cecconi n. 1586
 
La valutazione del Mpv sulle due proposte di legge sull’eutanasia non può prescindere dal quadro legislativo di riferimento sul fine vita, che riguardo questa audizione vede tre elementi.

Il primo è la legge 219/2017 “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, già in vigore.

Il secondo è dato dalle due pdl oggetto specifico dell’audizione di oggi: la n.2 è di iniziativa popolare, presentata alla Camera dei deputati nel 2013, prima dell’approvazione della l.219, alla quale si sovrappone parzialmente e dalla quale è stata superata nella parte relativa al rifiuto e all’interruzione dei trattamenti sanitari.
La pdl n.1586, del deputato Cecconi, propone invece una modifica della l. 219, inserendo norme a regolazione dell’eutanasia, riprese in parte dalla pdl n.2.

Il terzo elemento è l’ordinanza n.207/2018 con cui la Corte Costituzionale ha dato un anno di tempo al Parlamento perché intervenga riguardo alla depenalizzazione dell’aiuto al suicidio, in riferimento al caso di “dj Fabo”: la Consulta ha suggerito, a tal fine, di modificare la l. 219 anziché l’art.580 del codice penale, dedicato alle sanzioni di aiuto e istigazione al suicidio e oggetto del quesito posto alla Consulta. La Consulta ricorda che la l.219 già consente di “liberarsi delle proprie sofferenze” rifiutando trattamenti di sostegno vitale e ricorrendo contestualmente alla sedazione palliativa profonda. Accanto a questa possibilità, già esistente, la Corte suggerisce di introdurre anche quella di somministrare “un farmaco atto a provocare rapidamente la morte …. inserendo la disciplina stessa nel contesto della legge 219 del 2017 e del suo spirito, in modo da iscrivere anche questa opzione nel quadro della “relazione di cura e di fiducia fra paziente e medico”.

Se il parlamento non prenderà iniziativa in merito, il prossimo 24 settembre la Corte si pronuncerà a riguardo, plausibilmente depenalizzando l’aiuto al suicidio.
In questo contesto, la pdl n.1586 si pone come risposta alle indicazioni della Consulta.
La valutazione dei due pdl oggetto di audizioni non può quindi prescindere da questo quadro complessivo. Continua a leggere