I paletti necessari e il ruolo della politica. Difendiamo i bambini dagli smartphone

di  Daniele Novara
 
È davvero inquietante che siano alcuni azionisti della Apple stessa a voler tutelare i bambini sull’uso degli smartphone mentre la politica e le istituzioni tacciono, chiuse in un silenzio davvero colpevole. La particolare pericolosità degli smartphone per i bambini è legata alla loro stessa natura: si tratta di una tecnologia portatile, estremamente comoda e facile da utilizzare. Il successo di questi dispositivi nelle famiglie risale a pochi anni fa quando whatsapp divenne un vero e proprio cavallo di troia per ottenere che i genitori regalassero ai figli non più i vecchi cellulari monouso ma dei veri e proprio computer portatili.

Il pretesto fu rappresentato dalla gratuità dei messaggi whatsapp rispetto agli sms che apparentemente costavano di più. In realtà fu una vera e propria manipolazione dell’opinione pubblica in quanto, come è noto, per avere whatsapp bisogna anche avere una connessione a Internet. Improvvisamente bambini di 8-9-10 anni si sono ritrovati in tasca un apparecchio con un accesso libero alla Rete, il cui 50% dei contenuti, come purtroppo sappiamo bene, sono di natura pornografica e violenta, come le esecuzioni dell’Isis o i film dell’orrore. In realtà i danni maggiori non attengono ai contenuti specifici visibili su Internet ma al dispotismo che gli smartphone esercitano sulla vita dei ragazzi: la facilità dell’uso rende difficilissimo separarsene. I danni maggiori sono quelli relativi al sonno. Sono tantissime le ricerche che dimostrano l’interferenza dei videoschermi sulla qualità del riposo. In seconda battuta vanno considerate le ripercussioni sulla capacità di concentrazione: lo studio, lo sport, la musica, le attività ludiche vengono compromesse a tal punto da sparire quasi del tutto. Sono sempre di più i ragazzi tra gli 11 e i 14 anni completamente in balìa degli smartphone , da cui non si staccano mai. Continua a leggere

Saint-Exupéry

saint-exupery

di Antonio Giuliano
 
Ci sono libri che non finiscono di stupire. E Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944) di certo lo è. Non è un caso se oggi – pare- sia il volume più tradotto al mondo (257 traduzioni) dopo la Bibbia, con oltre 140 milioni di copie vendute dal 1943, quando uscì in piena guerra mondiale. Siamo però sicuri che i numeri da record, gli adattamenti cinematografici e il successo commerciale non abbiano svilito o addirittura alterato il messaggio reale del libro? Possiamo dire di aver compreso lo spirito dell’autore o ne abbiamo fatto una fiaba cult, ecologista e all’insegna del volemose bene?

Una banalizzazione da cui ci aveva messo in guardia lo stesso Saint-Exupéry sin dall’incipit del suo racconto. «Tutti gli adulti sono stati bambini. Ma pochi se ne ricordano»: se abbiamo perso la capacità di stupirsi dei più piccoli e non proviamo a guardare la realtà andando al di là delle apparenze, cercando «non con gli occhi che sono ciechi ma con il cuore», potremmo parlare «solo di bridge, di golf, di politica e di cravatte». Cioè di tutte quelle cose banali o di minor conto con le quali gli adulti hanno perso la capacità di guardare oltre. Continua a leggere

L’infermiera che adotta i bambini con malattie terminali

cori6

dal sito ritasberna.it

19 FEBBRAIO 2016
 
Cori Salchert ha già OTTO figli biologici, ma non sembra un problema per questa infermiera che offre una grande lezione di vita. Adotta molti altri bambini – tutti in stato terminale, provenienti da famiglie in condizioni disagiate che non avrebbero la possibilità di sostenerli. Cori dà amore e affetto a tutti, anche se è solo per poco tempo.

La sua casa è diventata nota come “casa della speranza”, e lei e il marito Mark si prendono cura dei neonati ai quali sono stati diagnosticati pochi giorni di vita. Tutto è iniziato quando hanno adottato la prima bambina, Emmalynn, vissuta per appena 50 giorni. Cori ha raccontato che ha provato un amore incondizionato e che da allora vive per amare. È questa la sua missione.   Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: “Impariamo a essere umili, come Gesù Bambino”

Papa Francesco

“.. I bambini, infine, amano giocare. Far giocare un bambino, però, significa abbandonare la nostra logica per entrare nella sua. Se vogliamo che si diverta è necessario capire cosa piace a lui, e non essere egoisti e far fare loro le cose che piacciono a noi. E’ un insegnamento per noi. Davanti a Gesù siamo chiamati ad abbandonare la nostra pretesa di autonomia – e questo è il nocciolo del problema: la nostra pretesa di autonomia -, per accogliere invece la vera forma di libertà, che consiste nel conoscere chi abbiamo dinanzi e servirlo”.

Queste alcune delle parole pronunciate da Papa Francesco all’Udienza generale di oggi, 30 dicembre 2015. Di seguito il testo completo:
 

3. Il Natale del Giubileo della Misericordia

Fratelli e sorelle, buongiorno! Continua a leggere

Una insegnante di religione: “Meno male che c’è la Divina Commedia”

483x309

dal blog di Sandro Magister Settimo Cielo
 
Gentile Magister,

non sono una personalità come Gotti Tedeschi, né una teologa, né altro di speciale. Sono una insegnante di religione in un liceo e dopo aver letto il suo articolo sulle indulgenze e il purgatorio messi in soffitta, e le prime reazioni su Settimo Cielo, voglio solo condividere alcuni spunti di riflessione.

Devo constatare che proprio in ambito ecclesiale e non solo nella vita quotidiana non si parla più o si parla in modo marginale di peccato o di peccati, di colpe o di pene. I miei alunni, soprattutto quando cominciano a leggere la Divina Commedia, mi chiedono invece spiegazioni proprio su questi temi e mi ascoltano con estremo interesse. Continua a leggere

Educazione alla gentilezza: si comincia da piccini

educazione_bambino_scultura

La parola “educazione” è densa di significato fin dalla sua stessa etimologia.

Educazione ha infatti origine dal latino “educare“, che si compone della particella “e” unita al verbo “ducere“.Etimologicamente significa quindi: “trarre fuori”. Ed è proprio questo il senso ultimo che si dovrebbe dare alla parola educazione: aiutare la persona che si educa a sviluppare in pienezza quello che ha nell’anima, ossia la sua autentica – e irripetibile – specificità.

Non sempre si è stati attenti sotto il profilo educativo, privilegiando comportamenti esteriori e socialmente accettati all’avere uno sguardo attento nei confronti di bambini e ragazzi. Continua a leggere

Il Papa: «Chiedo perdono per gli scandali»

papafrance_47996649_300

“Vi chiedo perdono per gli scandali che in questi ultimi tempi sono accaduti sia a Roma che in Vaticano”: così Papa Francesco ha iniziato l’udienza generale di oggi, in piazza San Pietro, nella quale ha parlato dell’importanza delle promesse che facciamo ai bambini.
 
Di seguito il testo dell’Udienza:

 
La Famiglia 29. – Promesse ai Bambini

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi, visto che le previsioni del tempo erano un po’ insicure – si prevedeva la pioggia – questa udienza si fa contemporaneamente in due posti: in piazza e 700 malati nell’Aula Paolo VI che seguono l’udienza nel maxi schermo; tutti siamo uniti, salutiamo loro con un applauso. Continua a leggere

Come insegnare ai tuoi figli ad ascoltare buona musica

3503684445_080a51a743_b

Il contatto con la musica stimola il cervello, favorisce l’apprendimento e il raziocinio logico, rilassa…

di Luciana Cairo

La musica è presente nella vita degli esseri umani fin dall’inizio della loro esistenza, in riti culturali, sociali o religiosi. Siamo esseri musicali per nostra stessa essenza.

Ricerche come quelle di Schlaug, della Scuola di Medicina di Harvard (Stati Uniti), e Gaser, dell’Università di Jena (Germania), hanno rivelato che paragonando il cervello di musicisti e non musicisti, quelli del primo gruppo presentavano una maggiore quantità di materia grigia, soprattutto nelle zone responsabili dell’udito, della vista e del controllo motorio. Continua a leggere

“Non chiudete mai gli occhi davanti a un bambino che non conosce Gesù”

l43-bergoglio-papa-francesco-130517141218_big 

“Non chiudete mai gli occhi davanti a un bambino che non conosce Gesù. Non scansate il suo sguardo, non fate i distratti. Dio vi manda, vi invia per amare, guardare, accarezzare, insegnare… E i volti che Dio vi affida non si trovano solo nelle sale della parrocchia, in chiesa… Andate oltre: siate aperti ai nuovi crocevia dove la fedeltà prende il nome di creatività”.

Papa Francesco
(Ai catechisti)

“Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini…”

bambini3

«In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: “Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?”. Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te. Continua a leggere

Così i bambini tornano a far sorridere gli anziani

Grandparent 001

Un progetto di solidarietà coinvolge 400 persone di una casa di riposo di Seattle
 
Gli ultimi, coloro che la “cultura dello scarto” tanto evocata da Papa Francesco relega in fondo alla scala sociale tenuti per mano dai più piccoli, dai bambini. E’ un piccolo miracolo quello che sta avvenendo quotidianamente nella Providence Mount St. Vincent di Seattle negli Stati Uniti. Una anonima casa di riposo ospita ogni giorno una scuola materna e i suoi piccoli scolaretto (helloworld.it, 29 giugno).

PROGRAMMA DI INTEGRAZIONE
Da qualche tempo in questa struttura è stato avviato un programma dell’Intergenerational Learning Center che fa stare nella stessa casa di riposo anziani e bambini. Quella che potrebbe sembrare una piccola trovata in realtà ha cambiato completamente la vita ai residenti, insegnando anche ai bambini come relazionarsi con loro. Continua a leggere

Voglio una mamma e un papà! Chiedo troppo?

child-438373_640-640x336

Oltre i salotti della tv e le riduzioni semplicistiche: contro l’affidamento di bambini a coppie dello stesso sesso si leva anche la voce della Società Italiana Pediatria Preventiva e Sociale: “La storia umana è plurimillenaria e vede il minore crescere armoniosamente con la figura materna e paterna che lo generano”.

di Gabriele Soliani

La Società Italiana Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha preso posizione sull’affidamento dei bambini alle coppie dello stesso sesso.

L’articolo, comparso qualche mese fa, intitolato “Minori affidati ad omosessuali: il punto della ricerca”, è un approfondimento concreto e semplice. La conclusione porta ragionevoli argomenti contro l’affidamento dei bambini a coppie senza la complementarietà sessuale, giustificati da risultati scientifici e sociologici. Continua a leggere

Papa Francesco: “Aborto? Non si risolve il problema facendo fuori una persona”

Non ascoltare chi propone l’aborto, perché “mai, mai si risolve un problema facendo fuori una persona. Mai. Questo è il regolamento dei mafiosi: ‘C’è un problema, facciamo fuori questo…’. Mai”. E’ la risposta di Papa Francesco al padre di uno dei venti bambini che ieri pomeriggio hanno incontrato Bergoglio a Casa Santa Marta, su iniziativa dell’Unitalsi.

“Tu hai detto che ti hanno consigliato l’aborto”, ha annotato il Papa prima di elogiare la presa di posizione di quel padre: “Hai detto: ‘No, che venga, ha diritto a vivere’”. “Il fatto che in un mondo dove è tanto quotidiano vivere la cultura dello scarto, quello che non va bene si scarta, voi portate questa situazione così, mi permetto di dirlo – ma non voglio fare una lusinga, no, dal cuore lo dico – questo è eroicità. Voi siete dei piccoli eroi della vita”, ha detto Francesco.  Continua a leggere

Droga WhatsApp? La lettera dei presidi

whatsapp

dal blog di Costanza Miriano
 
Ecco la lettera firmata congiuntamente da tutti i dirigenti delle scuole medie e superiori di Parma e provincia.
 
WhatsApp è una applicazione per smartphone molto versatile e di grande utilità: basta una connessione internet per scambiare gratuitamente messaggi (testuali e vocali), foto, video, posizione geografica e fra poco anche vere e proprie telefonate.

La usano centinaia di milioni di utenti, tra questi anche la maggior parte dei nostri alunni: in classe durante le lezioni, a casa mentre fanno i compiti, di notte invece di dormire, e poi mentre camminano per la strada, parlano con il nonno o tra di loro, mentre mangiano il gelato, sull’autobus, al bar, mentre guardano la tv. Il massimo dell’esperienza WhatsApp sono però i gruppi: se non fate parte del gruppo «2D», di quello «Pierino è un cretino» o di quello «Contro il prof di matematica», non potete dire di conoscere davvero WhatsApp. Continua a leggere

Papa Francesco: “Con i bambini non si scherza!” (Udienza generale 8.04.15)

PAPABIMBO

Nella catechesi dell’Udienza Generale di oggi, 8 aprile 2015, Papa Francesco ha continuato le sue riflessioni sulla famiglia e in particolare sui bambini, parlando questa volta delle “storie di passione” che molti di loro vivono. Tanti bambini, infatti, vengono “rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro” e molte volte gli adulti giustificano il loro comportamento dicendo che è stato un errore farli venire al mondo. Ma, ha sottolineato con forza il Santo Padre – “non scarichiamo sui bambini le nostre colpe!”.
 

Di seguito il testo dell’udienza generale:
 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nelle catechesi sulla famiglia completiamo oggi la riflessione sui bambini, che sono il frutto più bello della benedizione che il Creatore ha dato all’uomo e alla donna. Abbiamo già parlato del grande dono che sono i bambini, oggi dobbiamo purtroppo parlare delle “storie di passione” che vivono molti di loro. Continua a leggere

La penombra e il punto incandescente. Intervista a Susanna Tamaro

SALONE LIBRO: TAMARO, GRATA A LIBRI CHE COMMUOVONO

Orvieto (TR). Dice che il suo “elogio della penombra” è per proteggere «la parte incandescente della vita» e cioè quella che «ci lega al Mistero». Esiste uno stretto legame tra ciò che Susanna Tamaro vive e ciò che scrive. Per rendersene conto basta girare lo sguardo d’intorno. Terre, prati, animali, amici. Sulle colline d’Orvieto ha costruito il suo piccolo monastero moderno, circondata da cavalli, canarini, un asino, amatissimi cani. Persino una volpe che, se animale domestico non può essere considerato, ormai è un po’ di famiglia non facendo mancare mai la sua quotidiana visita all’agriturismo di cui Tamaro è proprietaria. E poi un’esuberante e lussureggiante vegetazione di vigne, fiori, piante, incorniciata tra i monti che vanno dal Soratte al Gran Sasso ai Sibillini. E gli affetti: la cara amica Roberta, la coppia peruviana che ha assunto per badare al suo casolare, i bambini del posto cui la scrittrice, anni fa, pensò bene di regalare un parchetto dove poter giocare («ma ti pare che qui d’intorno non ci fosse nemmeno un luogo dove i più piccoli potessero ritrovarsi?»). Continua a leggere

Papa Francesco a giovani e famiglie: no a cultura dello scarto e teoria gender

Papa-giovani-napoli-ad

Napoli, 21 Marzo 2015 (Zenit.org) – di Luca Marcolivio
 
Una chiacchierata con tre generazioni di napoletani sul lungomare di Caracciolo. Così si è conclusa la visita pastorale a Napoli di papa Francesco, accolto da uno sventolio di bandierine vaticane, da vari “benvenuto France’” ripetuti in coro, e dall’evergreen Torna a Surriento, eseguito da un’orchestra di ottoni.

La prima persona a dialogare con il Santo Padre è stata la giovane Bianca che ha confidato la difficoltà di coniugare i “valori cristiani che portiamo dentro, con gli orrori, le difficoltà e la corruzione che ci circondano nel quotidiano”.

Il Pontefice ha risposto ricordando che il nostro Dio è “il Dio delle parole, il Dio dei gesti, il Dio dei silenzi”, come testimonia la Bibbia stessa, a partire dal “silenzio nel cuore di Abramo, quando non osava dire qualcosa al figlio, che non era uno sciocco”, fino ad arrivare al silenzio più importante: quello di Dio Padre al grido di Gesù in Croce. Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: società senza bambini è triste e grigia

10384200_796350187116141_3851291659541941671_n

All’udienza generale di oggi in Piazza San Pietro, Papa Francesco dopo le catechesi sulle diverse figure della vita familiare (madre, padre, figli, fratelli, nonni) ha svolto la sua riflessione sui bambini che sono – ha detto – un “grande dono per l’umanità … ma sono anche i grandi esclusi perché neppure li lasciano nascere”. La prossima settimana – ha annunciato – si soffermerà “su alcune ferite che purtroppo fanno male all’infanzia. Mi vengono in mente i tanti bambini che ho incontrato durante il mio ultimo viaggio in Asia: pieni di vita, di entusiasmo, e, d’altra parte, vedo che nel mondo molti di loro vivono in condizioni non degne… In effetti, da come sono trattati i bambini si può giudicare la società, ma non solo moralmente, anche sociologicamente, se è una società libera o una società schiava di interessi internazionali”.

I bambini non hanno problemi a capire Dio
“Per prima cosa i bambini – ha detto – ci ricordano che tutti, nei primi anni della vita, siamo stati totalmente dipendenti dalle cure e dalla benevolenza degli altri. E il Figlio di Dio non si è risparmiato questo passaggio. Continua a leggere

Susanna Tamaro: «Non essendoci più l’educazione, non ci rimane che quella sessuale»

SALONE LIBRO: TAMARO, GRATA A LIBRI CHE COMMUOVONO

«Non essendoci più l’educazione, non ci rimane che quella sessuale». Bell’articolo oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera di Susanna Tamaro. La scrittrice prende spunto dai fatti avvenuti in un asilo di Trieste per proporre una sua riflessione sull’educazione dei più piccoli. Il caso riguarda un laboratorio didattico «volto all’abbattimento di quegli stereotipi sociali che imprigionano maschi e femmine in ruoli che nulla hanno a che vedere con la loro natura». Si chiama “Gioco del Rispetto” e prevede, tra le altre cose, delle attività in cui, per abbattere gli stereotipi di genere, si fanno vestire le femminucce da maschietti e viceversa. Ma, nota la scrittrice, è un ben strano modo di educare. Se pensa alla sua esperienza e al fatto che da piccola amasse ricoprire, durante i giochi, ruoli maschili non può fare a meno di notare: «Se fossi cresciuta in questi anni, sicuramente sarei stata classificata come una bambina sofferente di disforia di genere, e sarei stata avviata a un percorso terapeutico adeguato, dato il mio aspetto androgino e la mia predilezione per i mestieri allora proibiti alle donne. Sarei stata più felice?». Continua a leggere

Il senso della vita

happy-baby-big-beautiful-blue-eyes-children-kid

di Debora Vezzani
 
Oggi un ragazzino di seconda media ha dato un senso alla mia vita.
Vi racconto.
Ieri ero in compresenza in classe e il prof, parlando di “grandi conquiste”, ha nominato l’aborto. (E già qui…)
Una ragazzina alza la mano e chiede: “prof cos’e l’aborto”? E un’altra: “a cosa serve”? E un’altra ancora: “fa male”?
Il prof, con una serenità imbarazzante, ha risposto: “l’aborto è l’interruzione di una gravidanza, si fa perché magari una donna non se la sente di tenere il bambino o perché il bambino ha dei problemi, si fa all’inizio quando ancora non è un bambino ma solo un feto. Non fa male, è peggio una gastroscopia, entri al mattino e al pomeriggio sei già a casa”. Continua a leggere

Bagnasco e l’impegno dei cattolici

bagnaCG1_6134_44854336_300

da La Croce Quotidiano, 27.01.15
 
La prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei è stata di impressionante nettezza. Il richiamo alla «famiglia come baricentro esistenziale da preservare» è stato condito da una serie di affermazioni che tracciano la strada all’impegno dei cattolici italiani nell’immediato futuro. Afferma Bagnasco: «Si dice famiglia, ma si pensa a qualunque nucleo affettivo a prescindere dal matrimonio, che ne riconosce in modo impegnativo la pubblica valenza, e dai due generi». Per questo pensiero distorto il presidente della Conferenza episcopale italiana lancia l’allarme contro la “colonizzazione ideologica” in atto.

L’eco alle parole di Papa Francesco è evidente quanto letterale. Il tentativo sciocco di segnare una distinzione tra l’azione del Vescovo di Roma e quella dei Vescovi italiani si infrange su questa chiarezza persino testuale. I media laicisti anche ieri hanno provato a disegnare una Chiesa divisa tra un Papa che abbraccia un transessuale in udienza privata in Vaticano e un presidente della Cei che con nettezza prende posizione contro la cultura gender. Basterebbe andare a rileggere, senza fare troppa fatica, quello che ha appena detto proprio contro l’ideologia gender Papa Francesco durante il recente viaggio in Asia per avere contezza di quanto i cattolici si muovano con una sola voce e una sola intenzione dietro al Magistero di Pietro. Continua a leggere

L’America che marcia per la Vita. Il Card. O’Malley: “We shall overcome”

345x221

Un fiume umano ha raggiunto Washington tra mercoledì e giovedì scorso, quello dei partecipanti alla Marcia per la vita. Giunta alla sua edizione numero 42, la Marcia si è confermata anche quest’anno come l’iniziativa più rappresentativa ed “ecumenica” di tutto il grande mondo pro-life statunitense.

Mercoledì sera, alla vigilia dell’evento, il cardinale Sean O’Malley ha celebrato una Messa presso la Cattedrale della Santa Croce. Nell’omelia ha sottolineato come negli Usa sia sta verificando un sorprendente cambiamento dell’opinione pubblica riguardo all’aborto, nel silenzio dei media. Un fenomeno «generazionale» che il porporato attribuisce appunto ai «giovani», oggi «il segmento pro life più importante». E ha aggiunto una serie di considerazioni ispirate, di cui riportiamo qui uno scampolo: Continua a leggere

Papa Francesco: “Gender è colonizzazione ideologica”

Papa Francesco in Sri Lanka 
CdV 19 gennaio 2015 – Papa Francesco sul volo di ritorno dalle Filippine
 
“Volete sapere cosa è la colonizzazione ideologica?”, domanda il Papa ai giornalisti che viaggiano con lui, chiarendo che il suo riferimento nei discorsi di questi giorni era al tentativo di imporre la cultura del Gender nelle scuole. “Colonizzazione ideologica è lo stesso – risponde dunque il Pontefice – che hanno fatto sempre i dittatori, anche in Italia con i ‘balilla’. Pensate anche alla ‘gioventù hitleriana’, a quel popolo che ha subito tanta sofferenza“, suggerisce ai giornalisti. Continua a leggere

Manila, 7 milioni alla Messa. Papa Francesco: difendere famiglia da attacchi insidiosi

AP2717577_Articolo 
“Oggi purtroppo la famiglia ha bisogno di essere protetta da attacchi insidiosi e da programmi contrari a tutto quanto noi riteniamo vero e sacro, a tutto ciò che nella nostra cultura è più nobile e bello”.

“Qualche volta, vedendo i problemi, le difficoltà e le ingiustizie, siamo tentati di rinunciare. Sembra quasi che le promesse del Vangelo non si possano attuare, siano irreali. Ma la Bibbia ci dice che la grande minaccia al piano di Dio per noi è ed è sempre stata la menzogna. Il diavolo è il padre della menzogna. Spesso egli nasconde le sue insidie dietro l’apparenza della sofisticazione, il fascino di essere ‘moderni’, di essere ‘come tutti gli altri’”. (Papa Francesco, Omelia S. Messa nel Rizal Park di Manila, 18.01.15) Continua a leggere