Madre Teresa santa, il via libera del Papa

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di Stefania Falasca

L’ok del Papa è arrivato nel giorno del suo compleanno. Francesco ha ratificato questo pomeriggio, giovedì 17 dicembre, il riconoscimento del miracolo attribuito a Madre Teresa di Calcutta e ha disposto di promulgarne il decreto. Si chiude così l’iter del processo super miro per “l’apostola degli ultimi”, che sarà canonizzata con ogni probabilità il 4 settembre, nell’Anno Santo della Misericordia. La data verrà resa pubblica nel prossimo Concistoro. Giusto tre giorni fa, il 15 dicembre, il caso di guarigione straordinaria è stato sottoposto alla valutazione ultima del congresso dei vescovi e cardinali riuniti in Congregazione, i quali dopo aver ascoltato l’esposizione di un “ponente” hanno espresso il loro giudizio pienamente positivo da sottoporre all’approvazione del Papa. È stato questo l’ultimo gradino della procedura di giudizio nella fase romana del processo sul miracolo, iniziato nel giugno di quest’anno nella diocesi di Santos in Brasile e che porterà la beata Madre Teresa agli onori degli altari della Chiesa universale. Continua a leggere

Beata Teresa di Calcutta

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Skopje, Macedonia, 26 agosto 1910 – Calcutta, 5 settembre 1997
 
Teresa di Calcutta, al secolo Agnes Gonxha Bojaxhiu, nacque il 26 agosto 1910 a Skopje in una benestante famiglia di genitori albanesi, di religione cattolica.

All’età di otto anni perse il padre e la sua famiglia soffrì di gravi difficoltà finanziarie. A partire dall’età di quattordici anni partecipò a gruppi di carità organizzati dalla sua parrocchia e nel 1928, a diciotto anni, decise di prendere i voti entrando come aspirante nelle Suore della Carità.

Inviata nel 1929 in Irlanda a svolgere la prima parte del suo noviziato, nel 1931, dopo aver preso i voti e assunto il nome di Maria Teresa, ispirandosi a Santa Teresa di Lisieux, partì per l’India per completare i suoi studi. Continua a leggere

“Se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni”

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La meditazione della Beata Teresa di Calcutta per il Vangelo di oggi.

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Non pensiamo di avere diritto di giudicare i ricchi. Non vogliamo la lotta di classe, ma un incontro fra le classi, nel quale il ricco salva il povero e il povero salva il ricco.

Di fronte a Dio la nostra povertà è ammettere e accettare in modo umile la nostra condizione di peccato, d’impotenza e di totale nullità; riconoscere il nostro stato di nudità, ma che si esprime come speranza in lui, attesa di ricevere ogni cosa da lui in quanto Padre nostro. La nostra povertà dovrebbe essere un’autentica povertà evangelica – amabile, tenera, felice, vissuta da un cuore aperto, sempre pronto a dare un gesto d’amore. La povertà è amore prima di essere rinuncia. Per amare è necessario dare. Per dare è necessario essere liberi da ogni egoismo.

(Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità. No Greater Love, p. 47)