Paolo VI beato, piazza San Pietro piena

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Papa Francesco è entrato in processione in Piazza San Pietro con i cardinali e i vescovi per la messa con cui stamane chiude il Sinodo sulla famiglia e celebra la beatificazione di Paolo VI. Alla liturgia, nella prima fila a fianco dei cardinali, è presente il Papa emerito Benedetto XVI, che Bergoglio è andato subito a salutare con una calorosa stretta di entrambe le mani.

Piazza San Pietro è piena di fedeli, giunti a decine di migliaia per assistere alle 10.30 alla messa con cui papa Francesco chiude il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia e proclama la beatificazione di Paolo VI. Consistenti gruppi sono arrivati dalle diocesi di Milano, di cui Giovanni Battista Montini fu arcivescovo prima di diventare Papa (tremila persone), e di Brescia, quella del suo Paese natale Concesio (5.300 persone). Alla messa sarà presente anche il Papa emerito Benedetto XVI. Continua a leggere

Piccolo gregge

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Al suo grande amico Jean Guitton, Paolo VI (Domenica sarà beatificato) rivelava:

“Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia”.

(Jean Guitton, Paolo VI segreto, pp 152-153)

Per certo la via non è il neoprogressismo. Lo dice perfettamente Paolo VI, che domenica diventerà beato

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Domenica Papa Francesco proclamerà beato Papa Paolo VI, il cui magistero andrebbe oggi riscoperto e ristudiato dentro e fuori la Chiesa. Se lo si facesse, si eviterebbero molti degli scandali e delle tristezze cui invece il fedele è quotidianamente costretto.
 
Dal discorso ai vescovi dell’America Latina, Bogotà, 24 agosto 1968

«La fede è la base, è la radice, è la fonte, è la prima ragione d’essere della Chiesa, ben lo sappiamo. E sappiamo anche quanto essa è oggi insidiata dalle correnti più eversive del pensiero moderno. La diffidenza, che, anche negli ambienti cattolici, si è diffusa sulla validità dei principi fondamentali della ragione, ossia della nostra «philosophia perennis», ci ha disarmati di fronte agli assalti, spesso radicati e capziosi, di pensatori di moda; il «vacuum», lasciato nelle nostre scuole filosofiche dall’abbandono della fiducia nei grandi maestri del pensiero cristiano, è spesso invaso da una superficiale, e quasi servile, accettazione di filosofi di moda, spesso altrettanto sempliciste che astruse; e queste hanno scossa la nostra normale, umana, sapiente arte del pensare la verità; Continua a leggere

Paolo VI: la sua passione per la famiglia, il suo amore per i poveri

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Laura Montini, cugina del Pontefice prossimamente Beato, racconta aneddoti e ricordi personali del suo amato “Battista”

Roma, 11 Ottobre 2014 (Zenit.org) – di Renzo Allegri

Una delle caratteristiche della personalità di Giovanni Battista Montini fu il suo grande amore per la famiglia. Un aspetto fondamentale da rilevare in questi giorni in cui è in corso in Vaticano il Sinodo straordinario sulla famiglia che si concluderà domenica 19 ottobre, proprio con la beatificazione del Pontefice bresciano, aprendo un anno di preghiere e di riflessioni sui problemi della Famiglia cristiana nel nostro tempo.

Tutti coloro che hanno conosciuto Montini restavano colpiti dalla grande e istintiva affettuosità che mostrava verso tutti. Affettuosità che proveniva dalla sua continua unione con Dio e della sua contemplazione di Dio in tutte le creature e in tutte le cose. Continua a leggere

Papa in Corea: L’esempio dei martiri coreani

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di Massimo Introvigne
 
La terza giornata di Papa Francesco in Corea, 16 agosto 2014, ha avuto al suo centro  la beatificazione, presso la Porta di Gwanghwamun a Seoul, di fronte a oltre ottocentomila persone, di Paul Yun Ji-Chung (1759-1791) e di 123 compagni martiri, uccisi tra il 1791 e il 1888 nel corso delle persecuzioni coreane contro i cristiani. Con riferimento a vicende attuali che vanno al di là della Corea, il Papa ha affermato che oggi ci sono diverse forme di martirio che il mondo riserva a quei cristiani che non scendono a compromessi, e che l’esempio dei martiri rivolge a tutti noi una domanda insieme semplice e decisiva: esiste qualcosa per cui saremmo disposti a morire?

Incontrando separatamente le persone consacrate e i dirigenti dei movimenti laicali, il Pontefice ha fatto applicazione di questa domanda alla vita dei religiosi e dei laici, cui ha chiesto fedeltà alle rispettive vocazioni, e – quanto ai laici – uno speciale impegno per la promozione e la difesa della famiglia nell’ambito della loro missione specifica di ordinare al Regno di Gesù Cristo l’ordine temporale, di cui fa parte anche la vita politica. Continua a leggere

Quando Candia diceva ai sessantottini: voi aspettate la rivoluzione, io mi inchino sul mio fratello adesso

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Marcello Candia ha vissuto in pienezza le virtù cristiane. E dunque ora manca solo il riconoscimento di un miracolo perché la Chiesa lo veneri come un beato. La notizia è arrivata ieri mattina dal Vaticano: papa Francesco ha firmato il decreto che riconosce le virtù eroiche di una grande figura del laicato missionario italiano.

Nato a Portici (Na) il 27 luglio 1916 da una famiglia milanese di imprenditori, laureato in chimica, eredita dal padre un’impresa floridissima, che porta avanti con talento nella Milano del dopoguerra. Ma contemporaneamente non smette mai di occuparsi degli ultimi nella Milano dei cardinali Schuster e Montini. Fino all’incontro in Amazzonia con mons. Aristide Pirovano, grande vescovo del Pime; e alla decisione radicale: venderà la fabbrica, e si trasferirà a Macapà, in Brasile, dove realizzerà un grande ospedale e il Lebbrosario di Marituba. Strutture che poi donerà ai brasiliani, per continuare a vivere in povertà accanto a loro. Morirà il 31 agosto 1983 a Milano. Continua a leggere