«Io sono il pane della vita»

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,24-35.

Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù.
Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.
Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?».
Gesù rispose: «Questa è l’opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato». Continua a leggere

La lezione della Veritatis Splendor

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di Ettore Gotti Tedeschi

Il Papa emerito Benedetto XVI ha recentemente esortato a rileggersi l’Enciclica Veritatis Splendor, scritta nel 1993 dal Sommo Pontefice e prossimo santo Giovanni Paolo II. Immagino che tutti i lettori della Nuova BQ lo abbiano già fatto, ma vale la pena sottolineare alcuni passaggi di questa Enciclica, che tratta temi molto attuali anche venti anni dopo.

Veitatis Splendor parte da una constatazione dolorosa, cioè che il patrimonio morale, e persino il magistero della Chiesa, è oggi messo in discussione. Persino all’interno della stessa comunità cristiana. Si mette in discussione la dignità (di creatura) dell’uomo e le leggi naturali (della Crezione).

Lo aveva già ben detto Paolo VI in Humanae Vitae e Populorum Progressio, e lo dirà più tardi Benedetto XVI in Caritas in Veritate. Dice papa Giovanni Paolo II in Veritatis Splendor che urge pertanto che la Chiesa possa precisare quegli aspetti dottrinali da cui non si può prescindere. Continua a leggere

“C’è solo un magistero, affidato agli apostoli uniti a Pietro e ai loro successori”

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“Bisogna fermarsi piuttosto alle cause spirituali che provengono dall’interno degli uomini, o delle famiglie, specialmente la mancanza di fede, di vigore, di formazione e di sostegno ecclesiale. Questa crisi è importante e profonda. Oggi vi è la tentazione del rifiuto di Dio, in nome della propria umanità. E la secolarizzazione – che, in sé potrebbe essere un aspetto della legittima distinzione tra temporale e spirituale (cf. Gaudium et spes, 36) – è grave nella misura in cui colpisce la Chiesa stessa, persino la vita sacerdotale e religiosa. Il Concilio Vaticano II ha dato alla Chiesa i principi di base e i mezzi per operare un adatto rinnovamento spirituale. Ma, nella misura in cui certuni l’hanno studiato male, male interpretato, male applicato, può avere causato qua o là scompiglio, divisioni e non si è potuto impedire un cedimento religioso. Piuttosto di gemere sulle condizioni difficili, dobbiamo portare rimedio a ciò che provoca la debolezza spirituale dei cristiani: in altre parole, lavorare per formare la loro fede e per annunciare la fede a tutti i nostri contemporanei. E siccome l’uomo non è un individuo isolato, ma è preso in una rete d’influssi sociali che i media amplificano, bisogna rifare il tessuto cristiano della società. (…) Continua a leggere

La misericordia di Dio (Giovanni Paolo II)

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“La misericordia in se stessa, come perfezione di Dio infinito, è anche infinita. Infinita quindi ed inesauribile è la prontezza del Padre nell’accogliere i figli prodighi che tornano alla sua casa. Sono infinite la prontezza e la forza di perdono che scaturiscono continuamente dal mirabile valore del sacrificio del Figlio. Nessun peccato umano prevale su questa forza e nemmeno la limita. Da parte dell’uomo può limitarla soltanto la mancanza di buona volontà, la mancanza di prontezza nella conversione e nella penitenza, cioè il perdurare nell’ostinazione, contrastando la grazia e la verità, specie di fronte alla testimonianza della croce e della risurrezione di Cristo. Continua a leggere

La dottrina politica del Cristo Re

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di Stefano Fontana
 
L’anno liturgico si conclude con la Festa di Cristo Re, che quest’anno cade domenica 24 novembre 2013. In questa occasione la Festa di Cristo Re si carica di ulteriori significati, in quanto segna anche la conclusione dell’Anno della Fede, iniziato per volontà di Benedetto XVI l’11 ottobre 2012 e che si concluderà, appunto, domenica 24 novembre 2013. Sembra importante, allora, chiedersi cosa sia questa Festa.
 
La dottrina di Cristo Re nel Catechismo

È utile innanzitutto precisare che la signoria o regalità di Cristo è un insegnamento della Chiesa contenuto nel Catechismo. Si tratta di una verità della dottrina della fede, come scrisse Pio XI, il Papa che istituì la festa: «è dogma di fede che Gesù Cristo è stato dato agli uomini quale Redentore in cui debbono riporre la loro fiducia, ed allo stesso tempo come legislatore a cui debbono obbedire» (enciclica Quas Primas). Continua a leggere

Beato Giovanni Paolo II, “Il Gigante di Dio”

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Oggi la Chiesa fa memoria del Beato Giovanni Paolo II, il gigante di Dio.

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«Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà!
Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera!
Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!
Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura!»

Queste parole memorabili, pronunciate il 22 ottobre (data scelta per la memoria liturgica) 1978 nell’omelia per l’inizio del pontificato (per leggere l’Omelia inizio del pontificato e (o) video ascoltarla Omelia inizio pontificato di Giovanni Paolo II), sono ormai scolpite nei cuori di tutti i cristiani e degli uomini di buona volontà del mondo intero. Continua a leggere