Contemplare l’uomo per scoprire il Mistero

Dostoevskij

di Giovanni Moleri
 
Cristo è l’immagine “ridata” dell’uomo: è la sua Bellezza; e la sua Bellezza è comunione e vita di relazione “assolutamente vissuta” con lo Spirito Santo ed il Padre; è il rendersi perfetto nella “volontà del Padre che sta nei cieli”. Arte, creatività, cultura, insomma il lavoro umano, diviene espressione dell’essere individuale universale, della fatica umana, quella di trasfigurare la realtà riportandola al suo creatore.

È il compito della vocazione umana che si fa cultura consacrando il mondo, restituendogli la sua sacralità originaria, riportando la divisione demoniaca all’unità della comunione divina. Così la creatività non diviene semplice copia, riproduzione della natura e della sua necessità meccanicista ma la trasfigura alla realtà ultima, quella del Regno, rivelatasi nella croce di Cristo; la creatività umana diviene contributo al compimento della stessa fatica divina. Continua a leggere

Ama davvero chi spalanca all’eterno. Come Beatrice

Dante e Beatrice

di Giovanni Fighera
 
Nel canto I del Paradiso Dante si trova ancora nell’Eden, di fronte all’amata Beatrice, la quale sta guardando il Sole, come nessuna creatura è in grado di fare. Neppure un’aquila riesce a sostenere la vista della luce del Sole così a lungo. A questo punto il poeta fiorentino descrive in maniera geniale e sintetica la sua concezione dell’educazione: «E sì come secondo raggio suole/ uscir del primo e risalire in suso,/ pur come pelegrin che tornar vuole,/ così de l’atto suo, per li occhi infuso/ ne l’imagine mia, il mio si fece,/ e fissi li occhi al sole oltre nostr’uso». Ovvero Dante, guardando negli occhi Beatrice, a sua volta inizia a guardare il Sole come per processo osmotico.

L’uomo impara sempre imitando un altro che ha già imparato, guardando un altro che stacamminando nella vita. Lo scrittore si avvale di una doppia immagine per spiegare il processo di imitazione: come un raggio riflesso che esce da un raggio incidente, come un pellegrino che è arrivato alla meta e poi torna indietro. Sono due immagini tratte dalla fisica e dalla storia medioevale. Continua a leggere

La verità si è fatta amicizia per salvare la libertà

san-benedetto

di Giuseppe Bonvegna

(da Tempi.it)

«Non è vero che abbiamo bisogno dell’assenza, della solitudine, dell’eterna attesa»: le parole con le quali, in una sontuosa villa di campagna bavarese, il protagonista del film L’anno scorso a Marienbad (1961) riesce a risvegliare in una donna il ricordo del loro precedente incontro descrivono qualcosa in più rispetto alla ricerca di una vita autentica. O meglio: la ricerca del significato rimane una maschera che la vita indossa per continuare a trascinarsi lentamente nella dimensione della chiacchiera lungo le stanze e i giardini della villa, fin quando una presenza diversa non si rivela, nel suo vero volto, alla vita. E allora, la giovane donna pensa che valga la pena seguire quell’uomo, anche a costo di privarsi della compagnia di tutti gli altri e di restar sola con lui, perché egli è non la risposta a una domanda di significato, ma la risposta senza della quale, in lei, la domanda non sarebbe sorta. Continua a leggere

Il Papa: «Mai la scuola contrapposta alla famiglia»

Festa della scuola

«L’educazione non può essere neutra. O è positiva o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla». (Papa Francesco, Incontro con le scuole, 10.05.14)

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Si aspettavano 150.000 persone, ne sono arrivate almeno 300.000 – ma chi è abituato a contare in Piazza San Pietro e dintorni pensa che fossero perfino di più – per la festa della scuola italiana con Papa Francesco. Un numero di presenze che ha creato qualche problema agli organizzatori – i ritmi della giornata si sono allungati, anche per qualche intervento dei testimoni non proprio brevissimo – e qualche disagio ai partecipanti, che hanno trascorso la giornata sotto un sole cocente: ma che, ancora una volta, testimonia come nella crisi di ogni altra istituzione solo la Chiesa oggi rimanga capace di riempire le piazze. Continua a leggere

La bellezza salverà il mondo. Una lezione in una mostra

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Qualche anno fa ho letto e recensito proponendolo ai miei lettori un volumetto scritto da Giovanni Fighera, La bellezza salverà il mondo, pubblicato dalle edizioni Ares di Milano. L’autore in tempi dove imperversa il brutto e il ripugnante, propone coraggiosamente con forza lo studio della bellezza, attraverso la riscoperta del bello nell’arte e nella letteratura, nella filosofia e nella religione.

Il libro di Fighera potrebbe essere un ottimo strumento introduttivo alla Mostra curata dal professore Massimo Introvigne, vice reggente nazionale di Alleanza Cattolica, La via della bellezza: Ragionare sull’arte. E’ una mostra di parole e immagini, che intende rispondere alla sfida e all’appello che Benedetto XVI ha lanciato il 21 novembre 2009 in un discorso agli artisti nella Cappella Sistina, in Vaticano a Roma. Continua a leggere

Ragioni di speranza in tempo di crisi

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di Giovanni Fighera

La crisi culturale ed educativa contemporanea è proprio grave. Non se ne parla, tanto si è presi dall’altra grave crisi, quella economica, e tanto si è forse del tutto anestetizzati dalla cultura che è promossa dai massmedia e dalla scuola. Oggi, persa la fiducia nell’aldilà, l’uomo ha perso anche la fiducia nell’al di qua. Tutte le generazioni del passato, secondo Camus, si credevano nate per rifare il mondo. La nostra sa che non lo rifarà. Il suo compito è ben più grande, consiste nell’impedire che venga distrutto. Un giovane nell’epoca odierna si trova circondato dal cinismo e dal nichilismo contemporaneo che ha preso il nome di relativismo. Continua a leggere