I nodi del pastore Bergoglio

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Fu lui a importare in Argentina dalla Germania la devozione alla Madonna “che scioglie i nodi”. Agli studi preferiva la cura d’anime. E oggi fa lo stesso: lascia ad altri l’esposizione della dottrina. Come nel caso della comunione ai divorziati risposati.

di Sandro Magister

ROMA, 29 ottobre 2013 – Da quando è stato eletto papa, Jorge Mario Bergoglio è costantemente sotto lo sguardo del mondo, che ne scruta ogni gesto e ogni parola.

Ma la sua precedente biografia ancora attende di essere altrettanto investigata.

Il libro di Nello Scavo “La lista di Bergoglio” ha sollevato il velo sul ruolo dell’allora giovane gesuita negli anni di piombo della dittatura militare. Continua a leggere

Nessun groviglio è senza uscita

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Non si può comprendere a fondo la tenerezza e la misericordia che caratterizzano la peculiare fisionomia del magistero di papa Francesco senza cogliere l’immanenza della Madre di Dio nella sua vita. E senza tener presente il titolo particolare con il quale egli sovente ama venerarla e invocarla: Colei che scioglie i nodi. È questa una speciale devozione mariana, poco conosciuta in Europa, ma largamente estesa oggi nel Sud America, soprattutto in Argentina, grazie proprio alla promozione e alla diffusione del culto operate da Bergoglio.
La venerazione della «Vergine che scioglie i nodi» ha origine da un’immagine votiva bavarese risalente al 1700 (Maria Knotenlöserin) ad opera del pittore tedesco Johann Melchior Schmidtner, ora conservata come pala d’altare in una cappella della chiesa romanica di San Peter in Perlach, tenuta dai gesuiti nel cuore della città di Augsburg, in Baviera. Continua a leggere

Così vicino alla gente, così difficile da capire

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di Vittorio Messori
 
Mentre scrivo, ho sul tavolo il penultimo numero di Time. La sua celebre copertina è interamente occupata da un’immagine di Jorge Bergoglio, sul cui profilo campeggia lo «strillo», per dirla in gergo: The people’s Pope, il Papa della gente. Una «svolta epocale», naturalmente, «una novità storica», secondo il settimanale americano, cui si riconosce ovunque una inappellabile autorità. Leggendo l’articolo si ha il sospetto che – per guardare solo al recente passato – un Giovanni Paolo II fosse un cupo misantropo, chiuso nel suo palazzo, interdetto alla mitica «gente».
Peccato, per i giornalisti sempre in cerca di «svolte inedite», che una curiosa classifica abbia stabilito come, nel quarto di secolo del suo pontificato, papa Wojtyla sia stato il personaggio della storia – ma sì, della storia intera – che ha incontrato più persone, nel maggior numero di Paesi nel mondo. Continua a leggere

Il fratello di Leonardo Boff: «dovevamo ascoltare Ratzinger!»

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La Teologia della Liberazione è stata una delle peggiori sciagure abbattutesi sulla Chiesa, i cui autori sono il teologo Gustavo Gutierrez, domenicano e Leonardo Boff, francescano. Nata dopo il Concilio Vaticano II, aveva lo scopo di essere una sua interpretazione calata nel contesto drammatico della povertà di massa dell’America Latina.

Eppure ha finito per mischiare la teologia con l’analisi marxista, legittimando la lotta di classe, armata e quindi inevitabilmente violenta. Per questo l’episcopato dell’America Latina ha condannato questa Teologia comunista nel 1979 e lo stesso ha fatto il card. Joseph Ratzinger, su invito di Giovanni Paolo II, dopo averla studiata dal punto di vista dell’ortodossia e della dottrina sociale della chiesa. Continua a leggere

Documento di Aparecida: «Non si può ricevere la santa comunione e agire contro i comandamenti su aborto, famiglia, eutanasia»

Jorge Bergoglio

Così si legge nel Documento Aparecida, che è stato raccomandato da papa Francesco ai vescovi dell’Argentina come guida per condurre la Chiesa.

«Noi dobbiamo mantenere la “coerenza eucaristica”, dobbiamo cioè essere coscienti che non si può ricevere la santa comunione e allo stesso tempo agire nei fatti e nelle parole contro i comandamenti, in particolare quando riguardano l’aborto, l’eutanasia e altri delitti gravi contro la vita e la famiglia. Questa responsabilità pesa in modo particolare sui legislatori, i governanti e i professionisti della sanità». Così si legge nel Documento di Aparecida, un testo nato dall’incontro dei vescovi dell’America latina nel 2007, che papa Francesco ha raccomandato ai vescovi argentini di seguire nell’amministrazione della Chiesa in Argentina. Continua a leggere

«L’aborto non è mai una soluzione»

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di Jorge Mario Bergoglio

Quando, sei mesi fa, le autorità amministrative di Buenos Aires decisero di ampliare le ipotesi di depenalizzazione dell’aborto, l’allora Cardinal Jorge Mario Bergoglio, oggi papa Francesco, emanò un coraggioso comunicato ufficiale, in cui la scelta di interrompere la gravidanza veniva comunque fermamente condannata senza se e senza ma. Il testo di quel comunicato, che porta la data del 10 settembre 2012 ed è intitolato “Sobre la resolución para abortos no punibles en la Ciudad de Buenos Aires”, merita di essere integralmente riportato:

“Rispetto alla regolamentazione dei casi di aborto non punibili (ANP) da parte delle autorità amministrative cittadine di Buenos Aires, prendiamo atto una volta di più della deliberata intenzione di perseverare sulla strada della limitazione ed eliminazione del valore supremo della vita, e della volontà di ignorare il diritto dei bimbi a nascere. Continua a leggere

I nemici della Chiesa che mettono Ratzinger “contro” Bergoglio.

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Irritazione. La sento montare dentro e penso subito che il diavolo ci mette le zampe e le corna per rovinarmi il momento di assoluta felicità vissuto con tutta la Chiesa. Irritazione perché a soli tre giorni dall’elezione di Francesco è già iniziato il tiro a freccette, il massacro mediatico, la definizione per opposizione, lo scaricamento del precedente per l’esaltazione del successivo.
Il fastidio fisico per l’ipocrisia di certe firme, le capriole dei commentatori e l’enfasi che subiscono i dettagli ha già prodotto un’amarezza pericolosa, la strisciante persuasione che non cambieremo mai, neanche dopo una delle Grazie più belle che potevano capitare. Continua a leggere