La Bibbia dice la verità. E due nuove scoperte lo dimostrano

Due scoperte che dimostrano come la Bibbia abbia raccontato quel che è veramente accaduto.

La clamorosa sentenza arriva, prima di tutto, da Israele, dove gli archeologi dell’Israel Antiquities Authority hanno effettuato una scoperta rivoluzionaria.

Gli scavi nella Città di David, il primo storico insediamento di Gerusalemme, dimostrano che la descrizione dell’incendio della capitale di Israele contenuta nell’Antico Testamento ha validità da un punto di vista scientifico, e quanto si legge nei versetti sarebbe proprio accaduto per davvero (tv.liberoquotidiano.it, 7 agosto).

REPERTI DEL 600 A.C.

Gli scavi hanno portato alla luce una serie di reperti e artefatti datati 600 avanti Cristo, ritrovati bruciati.

Come spiega HuffingtonPost.it (7 agosto), si tratta di semi di vite, legno, ceramiche, ossa bruciacchiate, tutto ricoperto di cenere. La datazione è stata resa possibile dai sigilli visibili sopra gli oggetti, «caratteristici del periodo di costruzione del Primo Tempio», come ha spiegato il capo-archeologo Joe Uziel. Continua a leggere

Qumran, tra misteri e conferme. «Differenze minime tra la Bibbia dei rotoli e la nostra»

Qumran, tra misteri e conferme. «Differenze minime tra la Bibbia dei rotoli e la nostra»

di Domenico Agasso Jr.
 
È una scoperta importante perché dimostra «come la comunità degli esseni che viveva sulla terrazza rocciosa proprio al di sopra delle grotte fosse straordinariamente attiva e che produsse una gran quantità di documenti, molti dei quali probabilmente sono ancora da trovare». Simone Venturini, docente di Scienze bibliche presso l’Università della Santa Croce di Roma e officiale presso l’Archivio segreto vaticano, commenta così l’impresa dell’équipe internazionale di Oren Gutfeld e Ahiad Ovadia, archeologi della Hebrew University di Gerusalemme, e Randal Price della Liberty University della Virginia (Usa): il ritrovamento della «Grotta 12 di Qumran (Q12)».

Qumran è la celebre località sulla riva occidentale del Mar Morto, in Palestina, all’interno del territorio dell’attuale stato di Israele, vicino alle rovine di Gerico, in cui, in undici grotte, sono stati trovati documenti biblici, i cosiddetti «manoscritti del Mar Morto». Continua a leggere

In ascolto della vita

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“Ascolta: se tutti devono soffrire per comprare con la sofferenza l’armonia eterna, che c’entrano qui i bambini? Rispondimi, per favore”.

Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov

 
La gratitudine è una regola prima della grammatica sociale. Quando viene rispettata e praticata c’è più gioia di vivere, i legami si stringono, gli uffici e le fabbriche si umanizzano, diventiamo tutti più belli. Ma nel cuore umano non c’è soltanto il desiderio profondo di essere ringraziati, visti, riconosciuti per quello che siamo e per quanto facciamo.

Vi abita anche un altro bisogno profondissimo: quello di ringraziare. Soffriamo molto quando non riceviamo riconoscenza; ma soffriamo diversamente, e non meno, se e quando non abbiamo nessuno cui dire grazie. In questo la gratitudine assomiglia alla stima: non desideriamo soltanto essere stimati dagli altri, vogliamo anche poter stimare le persone con le quali viviamo. L’esistenza umana fiorisce quando nel corso degli anni aumentano sia la domanda sia l’offerta di gratitudine (e di stima), fino ad arrivare all’ultimo giorno quando, chiuderemo gli occhi pronunciando l’ultimo “grazie” – e sarà il più vero, il più bello. Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: «Nella Scrittura Dio rivela tutta la sua misericordia»

All’udienza generale del 27 gennaio 2016, Papa Francesco ha continuato il ciclo di catechesi sulla misericordia, ricordando che «nella Sacra Scrittura, la misericordia di Dio è presente lungo tutta la storia del popolo d’Israele». Così, «con la sua misericordia, il Signore accompagna il cammino dei Patriarchi, dona loro dei figli malgrado la condizione di sterilità, li conduce per sentieri di grazia e di riconciliazione, come dimostra la storia di Giuseppe e dei suoi fratelli».

Dobbiamo considerare queste storie non come semplici curiosità. Fanno parte della Parola di Dio perché hanno un messaggio per noi. Così la vicenda di Giuseppe evoca i «tanti fratelli che sono allontanati in una famiglia e non si parlano. Ma quest’Anno della Misericordia è una buona occasione per ritrovarsi, abbracciarsi e perdonarsi e dimenticare le cose brutte». Continua a leggere

“Conoscenza”

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Notiamo di sfuggita che, in tutta la Bibbia, il verbo “conoscere” è affetto da un’analoga ambiguità, poiché esso significa specialmente «l’uso del letto». La sua prima occorrenza si trova nella Genesi: «Adamo conobbe Eva, sua moglie» (Gn 4, 1). Ma ritorna curiosamente nella vocazione di Mosè, quando il Signore dice: «Conoscerete che Io sono Yahve, vostro Dio» (Es 6, 7). Povertà del vocabolario ebraico? Profondità dell’ironia divina. Ciò che ci deve affascinare senza fine è che l’incontro con Dio possa venir designato dalle stesse lettere che esprimono l’unione sessuale… Continua a leggere

La “lectio divina”

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Esiste una modalità concreta per ascoltare quello che il Signore vuole dirci nella sua Parola e per lasciarci trasformare dal suo Spirito. È ciò che chiamiamo “lectio divina”. Consiste nella lettura della Parola di Dio all’interno di un momento di preghiera per permetterle di illuminarci e rinnovarci. Questa lettura orante della Bibbia non è separata dallo studio che il predicatore compie per individuare il messaggio centrale del testo; al contrario, deve partire da lì, per cercare di scoprire che cosa dice quello stesso messaggio alla sua vita. La lettura spirituale di un testo deve partire dal suo significato letterale. Altrimenti si farà facilmente dire al testo quello che conviene, quello che serve per confermare le proprie decisioni, quello che si adatta ai propri schemi mentali. Questo, in definitiva, sarebbe utilizzare qualcosa di sacro a proprio vantaggio e trasferire tale confusione al Popolo di Dio. Non bisogna mai dimenticare che a volte «anche Satana si maschera da angelo di luce» (2 Cor 11,14). Continua a leggere

San Paolo e le donne

San-Paolo

da famigliacristiana.it
 
Domanda 1 Ho seguito le celebrazioni sull’Anno paolino, conclusosi senza che nessuno accennasse alle tante affermazioni misogine di san Paolo. Se penso a lui non mi vengono in mente la caduta da cavallo, l’inno alla carità e la missionarietà, ma la sua cnclamata disistima per le donne. Giusi C. – e-mail

 
RISPOSTA 1
Paolo e la donna in 1Cor 11,2-16 e 14,33b-35; e in Gal 3,28

Negli scritti sicuramente autentici di Paolo i brani che fanno più problema, specialmente se accostati tra loro, si trovano nella stessa lettera, la 1Corinti. Il primo è quello in cui egli tratta dell’acconciatura delle donne nelle riunioni di preghiera (11,2-16), il secondo è quello in cui ordina alle donne di tacere nell’assemblea (14,33-35). Continua a leggere

Come va letta la Genesi?

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Padre Angelo Bellon risponde ad alcuni quesiti sulla Genesi
 
(…)
Il 30 giugno 1909 la Commissione Biblica emanò un decreto sul carattere storico dei primi tre capi della Genesi.
In questo decreto si respingono alcune interpretazioni che vorrebbero ridurre i primi racconti della Genesi:
1) a miti orientali semplicemente purgati dal politeismo e adattati alla religione ebraica;
2) ad allegorie o simboli di verità religiose e filosofiche, cui non corrisponderebbe un fondamento oggettivo nella realtà (cioè i fatti);
3) a leggende parzialmente inventate a scopo didattico e formativo.

In particolare il decreto presenta un elenco di fatti, sui quali non è possibile avere dubbi. Continua a leggere

Giudicare o non giudicare?

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Due riflessioni in merito al comando “non giudicare” di Gesù (da non disgiungere dal “giudicate tutto” di san Paolo) molto utili in questo tempo di grande confusione.
 

***

 
“Non giudicate per non essere giudicati” (Mt 7, 1-2)

“Giudicate tutto e trattenete ciò che vale” (1 Tess 5,21)

Il comando di Gesù per bocca di Paolo, il primo per bocca di Matteo.

Dobbiamo giudicare o non dobbiamo giudicare? Il giudizio è una volta un comando, una volta una proibizione: che cos’è che dobbiamo giudicare? Che cos’è che non dobbiamo giudicare? Continua a leggere

La vita in monastero non contraddice il comando di Gesù di evangelizzare?

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I monaci non sono lì per se stessi, ma per beneficare tutta la Chiesa e il mondo

di padre Angelo Bellon, o.p.
 
Quesito

Caro padre Angelo,
l’altro giorno mi è capitata sotto mano questa frase del vangelo di Matteo: ”Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”. Mi chiedevo se la vita dei monasteri di clausura, dediti solo alla preghiera e rifugiati dal mondo non contraddica questo passo del Vangelo.
Gesù non ha mandato i suoi discepoli nel mondo ad annunciare la buona novella ed essere suoi testimoni? Se i dodici si fossero rinchiusi in un monastero a pregare oggi il cristianesimo non esisterebbe più. La ringrazio per il tempo che mi dedicherà nel chiarire questo dubbio. Continua a leggere

L’archeologia conferma la Bibbia: risposta al prof. Herzog

Mura di Gerico

Qualcuno ha segnalato l’articolo di ieri del quotidiano“Repubblica” in cui si cerca di sostenere con grande enfasi che l’archeologia avrebbe smentito i racconti della Bibbia. L’autrice è la femminista settantenne Vanna Vannuccini, poco competente in materia e che solitamente si concentra sulla sessualità degli anziani. L’articolo si basa sulla nota opinione -la ripete dal 1999- dell’archeologo Zeev Herzog, professore alla Facoltà di archeologia di Tel Aviv.

Innanzitutto occorre premettere che chi pensa di screditare l’Antico Testamento prendendolo alla lettera cade nella stessa imbarazzante situazione dei creazionisti protestanti. Non si tratta di un’opera storica e non è un volume scientifico, non è stato scritto con questi scopi: i suoi obiettivi sono rivelare verità morali, l’istruzione morale del popolo di Israele da parte dei profeti. Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi, è stato usato un contesto storico, altre volte immaginario, per questo i libri che compongono l’Antico Testamento sono da secoli un materiale di studio per storici e archeologi. Continua a leggere

L’archeologia conferma almeno 50 personaggi della Bibbia

La bibbia aveva ragione

La prestigiosa rivista “Biblical Archaeology” ha pubblicato nel numero di marzo/aprile 2014 un interessante articolo del prof. Lawrence Mykytiuk, della Purdue University, intitolato: “50 personaggi della Bibbia confermati dall’archeologia”.

Il filone è quello della cosiddetta “archeologia sacra o biblica”, ovvero le innumerevoli conferme storico-archeologiche dei testi biblici. In questo caso si è provata a fare una sintesi delle scoperte archeologiche sui personaggi che compaiono nell’Antico Testamento.

Mykytiuk scrive che «almeno 50 persone menzionate nella Bibbia sono state individuate nella documentazione archeologica. I loro nomi compaiono in iscrizioni scritte durante il periodo descritto dalla Bibbia e nella maggior parte dei casi durante o in un tempo abbastanza vicino, alla vita della persona identificata». Continua a leggere

L’interpretazione cristiana dei sogni

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I sogni contengono un messaggio? Sono portatori di mozioni dello Spirito? Si possono decifrare e usare come indicazioni per la propria vita? La domanda non è peregrina, risale infatti agli albori dell’esperienza religiosa. L’oniromanzia, la divinazione in base ai sogni, fu una pratica diffusissima nell’antichità, dalla Cina all’India alla civiltà babilonese. Nell’antica Grecia si credeva che durante il sonno Asclepio, il dio della medicina, visitasse la persona per ispirarla, guarirla o guidarla. I malati si recavano negli asclepei – ne esisteva uno anche a Roma sull’isola tiberina, edificato nel 289 a.C. All’arrivo i ministri del tempio valutavano le esigenze del pellegrino, che, dopo aver compiuto rituali di purificazione, veniva ammesso in un dormitorio sacro sotterraneo e vi passava la notte. Continua a leggere

«Il demonio esiste, non confondiamolo con le malattie psichiche»

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Il Papa nell’omelia della messa a Santa Marta: «Per favore, non facciamo affari con Satana»

ANDREA TORNIELLI

Papa Francesco torna a parlare del diavolo. E invita a prendere sul serio le Scritture che ne parlano. Bergoglio l’ha fatto nell’omelia di questa mattina a Santa Marta, commentando il brano evangelico di Luca dove si legge di Gesù che scaccia il demonio ma non viene compreso dai suoi.

«Ci sono alcuni preti – ha detto il Papa – che quando leggono questo brano del Vangelo, questo e altri, dicono: “Ma, Gesù ha guarito una persona da una malattia psichica”. Non leggono questo qui, no? Continua a leggere

Ricchezza della Chiesa

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“Il Papa vendendo uno dei suoi anelli sfamerebbe L’Africa”, “Perché la Chiesa che è cosí ricca non destina tutti i suoi beni per aiutare i poveri?”, “Il Papa veste Prada”

Queste le provocazioni tragicomiche che circolano sul web, alimentate da alcuni media (i soliti noti) che montano ad arte la questione della “Chiesa ricca”, così come hanno fatto in modo strumentale e disonesto, e tuttora a cadenze alterne continuano a fare, sul tema ICI (ora IMU) e Chiesa Cattolica.

Si tratta in realtà di alcuni dei tanti luoghi comuni – a cui oramai siamo abituati – ampiamente diffusi da movimenti atei, materialistici e massonici, che spesso purtroppo fanno breccia anche nella mentalità degli stessi fedeli cristiani. Continua a leggere…

La giusta mercede

Sui giornali e nei libri di storia la Chiesa è una delle realtà storiche più incomprese e misconosciute. L’ignoranza, oltre il pregiudizio perfido, circolano in modo impressionante. Ecco l’ultimo esempio: il Papa va a Milano e di fronte a una esplicita domanda sui divorziati risponde ciò che da sempre la Chiesa ha creduto e fatto: i risposati non possono fare la comunione, ma restano membri della comunità. Continua a leggere…