La creazione, il Big bang e quel fastidio per la singolarità iniziale

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L’origine assoluta dell’universo, di tutta la materia, dell’energia, dello spazio fisico e del tempo nella singolarità del Big Bang, contraddice l’assunto naturalistico di un universo sempre esistito.

Uno dopo l’altro, i modelli progettati per evitare la scomoda singolarità cosmologica iniziale -dalla teoria dello stato stazionario alla teoria dell’universo oscillante, fino ai modelli delle fluttuazioni quantistiche- sono stati archiviati e, lo stesso Stephen Hawking, grande attore in questo campo, ha ammesso che un certo numero di tentativi per evitare il Big Bang è stato probabilmente motivato dalla sensazione che un inizio del tempo «sa troppo di intervento divino» (S. Hawking, Dal Big Bang ai buchi neri, Rizzoli 2015, p.9).

In questo articolo passeremo velocemente in rassegna la storia della scienza cosmologica degli ultimi cento anni, elencando i tentativi di eliminare l’ipotesi di un’origine metafisica della realtà. Questo perché l’implicita contingenza di un inizio assoluto ex nihilo punta decisamente ad una causa trascendente dell’universo, al di là dello spazio e del tempo. Continua a leggere

Big Bang, un’idea nata…dalla Chiesa

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di Giuliano Guzzo
 
Il grande risalto avuto dalle parole di papa Francesco il quale, intervenendo alla Pontificia Accademia delle Scienze nella Casina Pio IV ai Giardini Vaticani, ha dichiarato che il Big Bang «non contraddice l’intervento creatore divino, ma lo esige», lascia intendere che si sia trattato dell’ennesima “apertura” del pontefice argentino. In realtà così non è – né può essere – dato che nel 1927 fu un astronomo gesuita, padre Georges Lemaître (1894 –1966), il primo a formulare tale ipotesi, allora chiamata dell’atomo primigenio. E la Chiesa che fece? Perseguitò forse padre Lemaître come (non) fece, anche se molti ancora lo pensano, con Galileo? Nient’affatto. Infatti non solo l’ipotesi del gesuita venne progressivamente accolta – «Tutto sembra indicare che l’universo materiale ha preso, da tempi finiti, un potente inizio» disse nel novembre 1951 papa Pio XII (1876-1958) -, ma pochi anni dopo, nel 1939, venne eletto membro della Pontificia Accademia delle Scienze, della quale, dal marzo 1960, fu anche presidente sino alla morte. Continua a leggere

Dietro il Big Bang, l’Essere primordiale. Perché con il vuoto non si riempiono neppure i vasi di marmellata

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di Francesco Agnoli
 
Il modello più accreditato riguardo al Big Bang postula una singolarità iniziale. La sua origine dipenderebbe dunque “da un momento inaccessibile, dal quale non è possibile estrarre alcuna informazione che permetta di imbastire una storia razionale e completa del mondo”. Così il cosmologo Màrio Novello in un libro intitolato “Qualcosa anziché il nulla”. Novello sostiene che “se l’universo ha avuto un’origine singolare distante da noi un intervallo finito di tempo, possiamo trarre la conclusione che non esiste la possibilità di una storia razionale e completa che parta dall’inizio”. Vi sono “condizioni iniziali inaccessibili”? Per Novello questo non è, a priori, possibile: occorre ipotizzare “un universo eterno, senza singolarità, creato spontaneamente dall’instabilità di un remoto stato di vuoto, che ha sperimentato una fase di collasso fino a raggiungere il suo volume minimo e iniziato il processo di espansione che viviamo oggi”. La conseguenza sarebbe che “alla domanda centrale della metafisica”, “perché esiste qualcosa anziché il nulla”, potremmo rispondere che la cosmologia avrà la risposta perché “l’universo era condannato ad esistere”, ed “è molto difficile, è quasi impossibile non esistere”. Continua a leggere

L’uomo nell’Universo: il figlio dell’Immenso

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Il concepimento come vero big bang della creazione

di Carlo Casini

Il primo aspetto riguarda il rapporto tra l’uomo e l’Universo. Restiamo attoniti e quasi sgomenti quando cerchiamo di applicare all’universo il nostro modo di pensare lo spazio e il tempo. La nostra terra ha una circonferenza di 40mila chilometri. La luce corre a 300mila Km. al secondo. Mentre io pronuncio la parola “uno” essa ha fatto sette volte e mezzo il giro del mondo. Ma l’unità di misura usata dagli astronomi è l’anno luce, cioè lo spazio percorso dalla luce in un anno. Poiché in un giorno ci sono 86.400 secondi e in un anno 31.536.000, un anno luce corrisponde a quasi 76mila miliardi di chilometri. La mente si smarrisce. Non siamo in grado di ricorrere alla immaginazione. Continua a leggere

La scienza laica scopre i resti “fossili” del Big Bang. Proprio come diceva il gesuita Lemaître 100 anni fa

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Con grande enfasi sta girando in tutto il mondo la notizia che, grazie a un potentissimo telescopio che scruta il cosmo dal Polo Sud, la scienza ha finalmente scoperto le tracce “fossili” del Big Bang da cui tutto ha avuto inizio, confermando quanto fino a oggi è stato supposto.

Ma chi aveva supposto tutto ciò un secolo fa – ricorda opportunamente Enzo Pennetta – è stato l’astronomo e fisico belga George Lemaître (1894-1966), padre gesuita. Che subito venne però deriso da Albert Einstein, il quale bollò come “abominevole” quella sua ipotesi giudicandola troppo simile al racconto biblico del Genesi.

Nessuno ricorda infatti che fu proprio padre Lemaître a ideare per primo quella teoria poi di enorme successo nota come Big Bang che oggi in buona sostanza si vorrebbe invece far passare come l’ipotesi fredda e razionale di una origine del cosmo laica e indipendente da ogni prospettiva religiosa. Continua a leggere