Così Bologna ha reagito all’incidente, domato l’esplosione ed evitato la strage

Tutti i numeri della reazione immediata e dell’efficacia nei soccorsi
 
di Massimo Ferraro

(Corriere della Sera, 7.08.18)
 
BOLOGNA — Quando intorno alle 14 di lunedì l’autocisterna carica di Gpl ha tamponato un tir sul raccordo autostradale a Borgo Panigale, è partito un tragico conto alla rovescia. Dall’impatto tra i mezzi e l’esplosione che ha fatto collassare l’infrastruttura sono passati 7, 8 minuti al massimo. In quel momento la strada era ancora aperta, le macchine circolavano liberamente. Nel video diffuso dalla Polizia di Stato si vede chiaramente che al momento dello scoppio il tratto è quasi deserto. Sette, otto minuti: tanto è bastato ai primi soccorritori per intervenire. E trasformarsi, quasi casualmente, in eroi della giornata.

All’istante
Tra i primi ad arrivare sul luogo dell’incidente c’è Riccardo Muci, 31 anni, agente di polizia. Insieme a un collega vede la nuvola di fumo, si precipita sul posto e mette l’auto di traverso, per impedire l’accesso in entrambe le direzioni. Sente l’odore del gasolio, capisce che lo scoppio è imminente. Così fa allontanare anche i curiosi che si erano avvicinati. Sette, otto minuti: poi l’autocisterna esplode, l’onda d’urto lo spazza via. E ferisce anche un altro agente, 11 carabinieri arrivati sul posto e altre decine di persone. Ora è al Maggiore, con ustioni di secondo grado e fuori pericolo. Continua a leggere

Il dono del cardinal Caffarra alla sua Bologna

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25/11/2015 L’arcivescovo ha voluto congedarsi dalla diocesi con un grande dono alle famiglie povere: ha versato cinque milioni di euro sul Fondo famiglie della Caritas da lui stesso istituito nel 2008. La donazione viene dall’eredità Faac, l’impero dei cancelli automatici, che il fondatore, Michelangelo Manini, ha lasciato per testamento alla Curia della città
 
Ha voluto salutare la sua città con un grande dono alle famiglie che vivono una situazione difficile. Il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo uscente di Bologna, ha versato cinque milioni di euro sul Fondo famiglie da lui stesso istituito nel 2008. . La donazione viene dall’ eredità Faac, l’impero dei cancelli automatici che il fondatore, Michelangelo Manini, ha lasciato per testamento alla Curia di Bologna. Appena ne è entrato definitivamente in possesso, risolto il contenzioso con la famiglia dell’imprenditore, il cardinale ha voluto destinare una parte del lascito al Fondo. Continua a leggere

Assaliti se preghiamo per il no all’aborto

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Non chiedono nulla. Non protestano. Non fanno baccano, anzi, bisbigliano in un angolo. Eppure in qualche modo fanno “rumore”, come la famosa foresta che cresce: in silenzio, ma eccome se cresce… Da venti anni i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII ogni settimana una mattina si ritrovano a recitare il Rosario davanti agli ospedali d’Italia in cui si praticano gli aborti.

Un quarto d’ora di preghiera e via, in punta di piedi, come iniziò a fare il fondatore dell’associazione, don Oreste Benzi. In un’Italia in cui si è “liberi” di tutto e ogni cosa è un “diritto”, pare però che la preghiera sia vista da qualcuno come un atto da censurare: da qualche settimana un gruppetto di contestatori/trici si dà appuntamento davanti all’ospedale Sant’Orsola di Bologna e aggredisce il gruppo di 50/60 persone in preghiera, insultando e cercando di impedire il Rosario. Continua a leggere

Scuola paritaria, risposta a Stefano Rodotà

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A Bologna il 26 maggio si terrà un referendum sul finanziamento delle scuole paritarie. Il quesito è fazioso: “Vuoi utilizzare le risorse del comune per le scuole comunali e statali (a) o per le scuole paritarie e private (b)?” Come se non ci fosse differenza tra scuole paritarie e semplicemente private; come se le scuole comunali non fossero paritarie; e come se scuole comunali, statali e paritarie non fossero scuole pubbliche. Si taglia con l’accetta, e via andare. Continua a leggere

Referendum Bologna contro le paritarie, Bagnasco e Caffarra: «Fanno risparmiare lo Stato»

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Sul referendum contro i finanziamenti del Comune di Bologna alle materne paritarie promosso dai grillini interviene la Conferenza dei vescovi italiani con il suo numero uno, Angelo Bagnasco, che non esita a definire “pretestuoso” il riferimento all’articolo 33 della Costituzione come perno della consultazione. Nella relazione al convegno che si tiene oggi a Roma “La Chiesa per la scuola”, Bagnasco parla di una «malintesa concezione del pubblico» che va a braccetto con l’immagine di una «Chiesa, ritenuta oggetto di privilegi che sottraggono energie alle risorse comuni; le scuole cattoliche, infatti, rappresentano il 70% delle scuole paritarie. Simili posizioni non considerano il contributo sociale delle numerose scuole gestite da enti ecclesiastici o non statali, oltre al risparmio economico – e non lo spreco di risorse – che esse portano alla collettività», dice il presidente della Cei. Continua a leggere