La Bellezza, la via che porta l’uomo verso il Cielo

Dante e Beatrice

di Giovanni Fighera
 
Dante sta facendo un’esperienza nuova, quella di «transumanar», ovvero di andare oltre la condizione umana, di sentirsi più pienamente uomo o, meglio, senza i vincoli e i limiti della corporeità. Inizia a vedere una luce intensa come se un Sole si fosse aggiunto ad un altro Sole e ode un’armonia musicale bellissima, mai udita in Terra. Come abbiamo visto, Beatrice previene il dubbio di Dante anticipando la sua possibile domanda e chiarendogli che lui non si trova più in Terra, ma si sta muovendo verso il Cielo con una repentinità maggiore di quella di un fulmine che scende dall’alto verso il basso.

A questo punto al primo dubbio se ne sostituisce uno nuovo ancor più irretente e imprigionante: come è possibile che un essere umano, ancor dotato di corpo, possa salire con il suo peso attraverso l’atmosfera che è più leggera? Ammiriamo la bellezza del nuovo linguaggio dantesco del Paradiso, caratterizzato dalla sintesi e da una forte materialità, inaspettata. Continua a leggere

Inferno o Purgatorio: i perché di una sentenza

La montagna del Purgatorio

 di Giovanni Fighera
 
Inizia oggi un percorso sul Purgatorio dantesco, una cantica bellissima, purtroppo non sempre apprezzata e adeguatamente studiata a scuola. Dopo il viaggio nell’Inferno, il Regno senza Dio, dove campeggiano grandi personaggi solitari, individualistici, presi da passioni totali e assolute, dominati dal male senza percepire il desiderio di redenzione, Dante ritorna a rivedere le stelle, sul far dell’alba, di fronte al «dolce color d’oriental zaffiro» e ad uno spettacolare «tremolar de la marina».

Ritornano la luce, il cielo stellato, la notte, dominano gli affetti, le amicizie, il senso della coralità e della comunità, il movimento e il cammino sostituiscono la staticità dell’Inferno. L’ansia di redenzione che si è manifestata anche solo per un istante in Terra trova una risposta nell’infinita misericordia divina. Dante viator incontra i grandi amici già defunti (Casella, Forese Donati), i poeti che gli sono stati maestri nell’arte della scrittura (a Virgilio si aggiungono Stazio, Guido Guinizzelli, Arnaut Daniel, …). Continua a leggere

«Il nostro autoscatto col Papa che ci vuole controcorrente»

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«Ma per noi non è il Papa dell’autoscatto…». Fanno 45 anni in tre, ma hanno la testa ben piantata sulle spalle. Riccardo Aguiari, Martina Boiardi e Guglielmo Nicolini, di Fiorenzuola d’Arda, sono i ragazzi della foto che ha fatto il giro del mondo.

Quella con papa Francesco che si ferma divertito a fissare l’obiettivo dello smartphone durante l’udienza speciale concessa ai giovani della diocesi di Piacenza-Bobbio il 28 agosto, in occasione del pellegrinaggio organizzato nell’Anno della fede dal Servizio per la pastorale giovanile e guidato dal vescovo Gianni Ambrosio.

«Non siamo andati a Roma per fare una foto col Papa. È capitato», precisa Martina, 15 anni, studentessa al Classico. In gergo si chiama «foto egoista». Continua a leggere

Papa: si alzi forte in tutta la Terra il grido della pace

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All’udienza generale Francesco rinnova l’invito a credenti e non credenti di unirsi alla giornata di digiuno e preghiera per la pace.
 
Città del Vaticano, 04/09/2013 – “Si alzi forte in tutta la Terra il grido della pace”. Con queste parole papa Francesco è tornato a invitare tutti a unirsi alla giornata di preghiera e digiuno per la pace di sabato prossimo, 7 settembre.
“Rinnovo – ha detto – l’invito a tutta la Chiesa a vivere intensamente questo giorno, e, sin d’ora, esprimo riconoscenza agli altri fratelli cristiani, ai fratelli delle altre religioni e agli uomini e donne di buona volontà che vorranno unirsi, nei luoghi e nei modi loro propri, a questo momento. Esorto in particolare i fedeli romani e i pellegrini a partecipare alla veglia di preghiera, qui, in Piazza San Pietro alle ore 19.00, per invocare dal Signore il grande dono della pace”. Continua a leggere

Papa Francesco: «Il mondo dice “che brava la Chiesa”, basta che non parliamo dello scandalo dell’Incarnazione»

Papa Francesco celebra messa di Pentecoste a San Pietro

Con quale autorità fai queste cose? Questa mattina, alla Messa alla Casa Santa Marta, concelebrata dal cardinale arcivescovo dell’Avana Jaime Lucas Ortega y Alamino, Papa Francesco ha preso spunto per la sua omelia dalla domanda, o meglio dalla «trappola», rivolta a Gesù dagli scribi e dai sommi sacerdoti. Ancora una volta, ha osservato il Santo Padre, gli intellettuali dell’epoca vogliono mettere Cristo «all’angolo», tentano di farlo sbagliare. Ma perché? Qual è – si è chiesto il Papa – il problema che questa gente aveva con Gesù? Sono forse i miracoli che faceva? No, ha spiegato Papa Bergoglio, «il problema che scandalizzava questa gente era quello che i demoni gridavano a Gesù: “Tu sei il Figlio di Dio, Tu sei il Santo!”». Continua a leggere

Perchè è importante quello che leggiamo? Perchè “siamo quello che amiamo”, come scrive Sant’Agostino

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di Giovanni Fighera

Oggi si legge sempre meno. Inutile è fornire le statistiche che  collocano l’Italia tra i Paesi europei dove si legge meno. Spesso, nello  sconforto che si diffonde dai dati pubblicati sulla lettura o sul  disastro dell’editoria si afferma la convinzione che l’importante sia  leggere, non importa cosa. La scuola non è immune a questa tendenza,  anzi talvolta è la più vivace promotrice dell’imperativo categorico:  «Leggete, leggete! Non importa cosa. L’importante è leggere!». Continua a leggere

Il Santo Padre questa sera…


Poco fa in piazza San Pietro, il Papa, improvvisando, ha detto:

«In questi 50 anni abbiamo imparato ed esperito che il peccato originale esiste e si traduce in peccati personali, che possono divenire strutture di peccato, visto che nel campo del Signore c’è anche la zizzania, che nella rete di Pietro ci sono anche pesci cattivi, che la fragilità umana è presente anche nella Chiesa, che la nave della Chiesa sta navigando con vento contrario, con minacce contrarie. E qualche volte abbiamo pensato ‘il Signore dorme e ci ha dimenticato’. Ma anche abbiamo fatto esperienza della presenza del Signore, della sua bontà, della sua presenza: il fuoco di Cristo non è divoratore né distruttivo, è un fuoco silenzioso una piccola fiamma di bontà: il Signore non ci dimentica, il suo modo è umile, il Signore è presente, dà calore ai cuori, crea carismi di bontà e carità che illuminano il mondo e sono per noi garanzia della bontà di Dio. Sì, Cristo vive con noi e possiamo essere felici anche oggi. Alla fine oso fare mie le parole indimenticabili di papa Giovanni: “Andate a casa date una carezza ai bambini e dite che è la carezza del Papa”».

Benedetto XVI