“Vita assistita”, non “suicidio assistito”

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Roger Foley ha la vita segnata da  un’atassia cerebellare, una  grave condizione neurologica degenerativa.

Il sitema sanitario del suo Paese, il Canada, gli ha offerto la “morte assistita” (MAiD), ma  non una “vita assistita”.

L’assistenza domiciliare organizzaata dalla pubblica amministrazione si è dimostrata gravemente inefficiente: gli hanno causato danni alla salute (intossicazione alimentare, farmaci sbagliati…) e alla sua abitazione (un incendio). Da due anni, quindi. l’uomo è ricoverato in ospedale. Ora Roger vuole tornare a casa sua e ripristinare l’assistenza domiciliare, ma vorrebbe organizzarla e dirigerla da sé: l’Ontario, infatti,  ha recentemente creato un’agenzia chiamata Self-Directed Personal Support Services Ontario (SDPSSO) che dovrebbe proprio rispondere alle esigenze di Roger, ma gliela hanno negato: evidentemente la sua vita non è “degna” di quel servizio.

Se non vuole tornare con gli assistenti di prima – che l’hanno quasi ammazzato – gli offrono  la morte, “il suicidio” assistito (e ci vuole tutto il coraggio della neolingua orwelliana per chiamarlo “suicidio”).

Foley ha citato in giudizio l’ospedale, diverse agenzie sanitarie e i procuratori generali dell’Ontario, perché non ha alcuna intenzione di  lasciarsi “suicidare”.

Hanno anche minacciato di dimetterlo forzatamente dall’ospedale: se resta dovrà pagare 1800 dollari al giorno per la degenza.  Continua a leggere

Un inno per la venuta del Re dei Re

Un inno per la venuta del Re dei Re scritto da un grande convertito, Matthew Bridges

«Crown Him With Many Crowns» è un inno natalizio popolare in Canada. Qui è eseguito dalla piccola orchestra di una high school della British Columbia (Canada), la Fountainview Academy, affiliata alla Chiesa avventista del Settimo Giorno.

L’autore di questo inno fu appunto fu Matthew Bridges, nato nell’Essex, in Inghilterra, nel 1800. Anglicano e fiero anti-papista, iniziò la sua carriera letteraria pubblicando un poema, Gerusalemme riconquisata, nel 1825. Seguì un altro libro, L’impero romano sotto Costantino il Grande, nel 1828, che aveva lo scopo di «esaminare la vera origine delle superstizioni papali». Ma dopo l’incontro con il movimento di Oxford e la sua figura più carismatica, John Henry Newman, Bridges si convertì al cattolicesimo e spese il resto della sua vita in Canada, morendo in Quebec nel 1894. Continua a leggere