La letteratura italiana inizia con il Cantico delle creature

Il Cantico delle Creature

 di Giovanni Fighera
 
Mercante di tessuti, Pietro di Bernardone si recava spesso in Francia per commerciare. Conobbe senz’altro le antiche storie dei cavalieri di quelle terre, da Perceval a Tristano, da Lancillotto a Rolando, portò ad Assisi i libri che le raccontavano facendole lui stesso conoscere al figlio, chiamato Francesco proprio in onore della terra di Francia. Certamente quel bimbo, che era nato ad Assisi nel 1181 (o nel 1182), crebbe affascinato dai cavalieri che conobbe attraverso la lettura dei romanzi d’Oltralpe e che divennero per lui il modello ideale a cui voleva assomigliare.

Così, a soli vent’anni, partito per la guerra che vedeva contrapposte le città di Assisi e di Perugia, venne imprigionato. Fu la prima esperienza in cui sperimentò la percezione della precarietà dell’esistenza e della miseria delle umanità capacità. Ma poco più tardi, nel 1204, mentre tentava di raggiungere Gualtieri III di Brienne per unirsi alla crociata, si ammalò nei pressi di Spoleto. Continua a leggere

Laudato si’ mi’ Signore per la mia pochezza

FullSizeRender

di Costanza Miriano
 
Sabato scorso sono stata invitata a parlare a San Damiano, alla festa del Cantico, e a commentare la Laudato si’, l’enciclica del Papa sulla cura dell’ambiente. Sono temi che non frequento spesso, e non è che me ne vanti, ma preferisco ammetterlo. L’avevo letta, ovviamente, mi ero preparata, ma comunque alla fine dell’incontro, che mi aveva costretta a richiamare urgentemente tutti i neuroni a testuggine, ero un po’ stanca. Così quando padre Giulio mi ha chiesto se poteva farmi l’ultima domanda ho temuto il peggio. Se mi interroga sul riscaldamento globale (anche perché ho qualche idea non proprio in linea, temo) faccio la famosa inversione a U detta la manovra del terzo liceo, quella che ti consente di dire “ma mi permetta di fare un passo indietro tornando sulla figura del Leopardi” qualunque sia il tema dell’interrogazione. Continua a leggere