L’azienda Faac, un’eccellenza italiana gestita dai vescovi: utili, welfare e carità

Faac, cancelli e diocesi di Bologna. L’azienda è di proprietà della Curia bolognese, che l’ha trasformata in un modello virtuoso a cui la giornalista Milena Gabanelli ha dedicato il suo ultimo servizio.

(UCCR, 9.11.18)
 
L’azienda non ha un debito, cresce, fa profitti, è attenta al benessere dei dipendenti, destina utili ai bisognosi. Si parla della Faac, la famosa azienda italiana di cancelli automatici, di proprietà della Curia di Bologna dal 2015. E’ la prima grande realtà industriale gestita dalla Chiesa in oltre 2000 anni di storia.

Milena Gabanelli ha pubblicato un’inchiesta davvero interessante, che inizia dal 2012 quando Michelangelo, unico figlio del fondatore della Faac, Giuseppe Manini, muore all’età di 50 anni senza eredi, regalando il 66% dell’azienda di famiglia all’Arcidiocesi, insieme alle proprietà immobiliari e 140 milioni di liquidità in banca. Il restante 34% è della società francese Somfy, che vorrebbe rilevare tutto e offre un miliardo di euro, trovando però il rifiuto dell’arcidiocesi, allora guidata dal card. Carlo Caffarra. La Curia liquida i parenti, con 60 milioni di euro, ed il socio di minoranza, Somfy, tramite uno scambio di azioni. A quel punto, la Faac diventa al 100% dell’Arcidiocesi bolognese.
 
Qui sotto l’inchiesta di Milena Gabanelli (pubblicata anche sul nostro canale Youtube)


 
La gestione dell’azienda è affidata a tre professionisti, nel 2015 subentra l’attuale card. Matteo Zuppi che apporta dei miglioramenti: attenzione al welfare dei dipendenti, innanzitutto. Ogni lavoratore del gruppo Faac gode di una polizza sanitaria aggiuntiva, mentre i figli dei dipendenti assunti in Italia possono usufruire di tre settimane di campo estivo gratuito. Continua a leggere

La maldicenza e la mormorazione

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“Le chiedo di parlarmi della mormorazione o maldicenza e quale ne sia la gravità”. Risposta di Padre Angelo Bellon, dal sito Amici Domenicani.
 
Carissimo,
1. la mormorazione è un peccato che va contro la carità perché se questa virtù mira a portare bene al nostro prossimo, la mormorazione ha come obiettivo la denigrazione altrui. Ma è anche un peccato contro la giustizia e per questo obbliga alla riparazione.

2. Ti riporto quanto dice San Tommaso: “La mormorazione e la maldicenza coincidono nella materia, e anche nella forma, cioè nell’espressione verbale: poiché l’una e l’altra consistono nel dir male del prossimo a sua insaputa. E per questa somiglianza talora si scambiano l’una con l’altra. Per cui quando l’Ecclesiastico (Sir 5,14) dice: “Non ti meritare il titolo di mormoratore”, la Glossa aggiunge: “Cioè di maldicente”. Continua a leggere

San Vincenzo de Paoli e Florence Nightingale

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di Francesco Agnoli
 
Accanto a Giovanni di Dio e Camillo de Lellis, l’altro grande personaggio che ha segnato profondamente la storia della carità in generale e dell’ospedale in particolare, è stato san Vincenzo De’ Paoli.

Nato in Guascogna nel 1585, da una modesta famiglia di contadini, divenne sacerdote nel 1600. Vivendo a Parigi, la fama della sua umanità si diffuse al punto che Vincenzo, dopo aver sperimentato persino la schiavitù (fu catturato dai pirati barbareschi, venduto come schiavo sul mercato africano, liberato dal suo padrone convertitosi al cristianesimo), divenne consigliere prima di Luigi XIII e del cardinal Richelieu, poi, soprattutto, di Anna d’Austria, reggente dopo la morte del re (1643). L’opera di Vincenzo de Paoli fu essenzialmente al servizio delle anime e dei poveri, in senso lato: non vi fu infatti campo in cui non esercitò la sua carità e la sua azione, spendendosi per i bisognosi della città, i malati, le vittime di guerra, i bambini abbandonati e le prostitute; sino ai condannati alla galera e agli schiavi cristiani in Barberia. Continua a leggere

Non giudicate… ma per favore abbiate giudizio… 

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di Robert Cheaib
 
Mi capita a volte di trovarmi giudicato da alcune persone quando esprimo un mio giudizio su qualche situazione… lo so, sono contraddittori, ma per ora prendiamo la loro obiezione per buona. Si rifanno, infatti, subito alle parole del Signore: «Non giudicate, per non essere giudicati». Ma è proprio vero che il Signore ci chiama a non esprimere giudizio? A non avere una visione? A non discernere i fatti?

Dato che è un problema che non affronto soltanto io, ma che mi è stato sottoposto in varie salse, e per rimanere nel formato di #rispostalvolo [col senno di poi, la risposta non è poi così breve…], formulo la domanda così: è sbagliato giudicare? Continua a leggere

L’uomo di oggi “ridicolizza” la famiglia e l’amore, ma ne è assetato

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Alla messa che dà inizio al Sinodo su “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”, papa Francesco sottolinea i paradossi della società globalizzata: “: tanta potenza accompagnata da tanta solitudine e vulnerabilità”. L’uomo di oggi “ridicolizza” la famiglia e l’amore, ma ne è assetato. La Chiesa testimonia l’amore indissolubile, ma non dimentica e cura “l’uomo che cade o che sbaglia”. “Una Chiesa con le porte chiuse tradisce sé stessa e la sua missione, e invece di essere un ponte diventa una barriera”.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – In un “contesto sociale e matrimoniale assai difficile”, la Chiesa è chiamata a vivere “la sua missione nella fedeltà, nella verità e nella carità”. Papa Francesco ha tracciato così le piste su cui camminerà il Sinodo che si apre oggi, dal tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. Alla messa presieduta stamane dal pontefice nella basilica di san Pietro, hanno partecipato tutti i membri del Sinodo che inizierà domani i suoi lavori. Continua a leggere

La carità eccede la Giustizia… ma non è mai senza Giustizia

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« Caritas in veritate » è principio intorno a cui ruota la dottrina sociale della Chiesa, un principio che prende forma operativa in criteri orientativi dell’azione morale. Ne desidero richiamare due in particolare, dettati in special modo dall’impegno per lo sviluppo in una società in via di globalizzazione: la giustizia e il bene comune.

La giustizia anzitutto. Ubi societas, ibi ius: ogni società elabora un proprio sistema di giustizia. La carità eccede la giustizia, perché amare è donare, offrire del “mio” all’altro; ma non è mai senza la giustizia, la quale induce a dare all’altro ciò che è “suo”, ciò che gli spetta in ragione del suo essere e del suo operare. Non posso « donare » all’altro del mio, senza avergli dato in primo luogo ciò che gli compete secondo giustizia. Continua a leggere

Francesco abbraccia Benedetto e prega i cardinali «Servite verità, giustizia e carità, sempre»

L'abbraccio dei due Papi al Concistoro

di Massimo Introvigne
 
Il 14 febbraio 2015 Papa Francesco ha presieduto il Concistoro per la creazione di venti nuovi cardinali (due gli italiani: l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, e quello di Ancona, Edoardo Menichelli), cui ha proposto una meditazione sulla «romanità» che deve contraddistinguere ogni porporato nel servizio entusiasta alla verità, e sulla carità di cui deve dare prova. «Quella cardinalizia», ha detto il Papa, «è certamente una dignità, ma non è onorifica. Lo dice già il nome – “cardinale” – che evoca il “cardine”; dunque non qualcosa di accessorio, di decorativo, che faccia pensare a un’onorificenza, ma un perno, un punto di appoggio e di movimento essenziale per la vita della comunità». Canonicamente, tutti i cardinali sono «incardinati nella Chiesa di Roma». Non è un mero simbolo. La fedeltà di un cardinale alla Chiesa si misura dalla sua unione con «la Chiesa che è in Roma» che «svolge un ruolo esemplare» e «presiede nella carità». Continua a leggere

Per affrontare fame e miseria sconfiggere l’inequità, radice di tutti i mali…

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Nel videomessaggio per l’incontro “Le idee di Expo 2015”, in preparazione all’evento di Milano, il Papa avverte che “questa economia uccide”

Citta’ del Vaticano, 07 Febbraio 2015 (Zenit.org) Federico Cenci

La fame nel mondo è una piaga che colpisce milioni di persone. Il dramma di tali misure è aggravato da una condizione di iniquità che San Giovanni Paolo II definì “paradosso dell’abbondanza”, per cui alla produzione di cibo non corrisponde un’equa distribuzione a causa di sprechi, scarti, consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini.

Di questo paradosso ha parlato papa Francesco nel suo videomessaggio in occasione dell’evento organizzato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali dal titolo Le idee di Expo 2015 – Verso la Carta di Milano, a cui partecipano 500 esperti nazionali e internazionali. Continua a leggere

La vita e il “libro del mistero”

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di Francesco Agnoli
 
In una delle su poesie più belle, Il Libro, Giovanni Pascoli esordisce così: “Sopra il leggio di quercia è nell’altana/aperto, il libro”. La quercia è antica, il libro è lì per essere letto. Gli uomini ci si avvicinano e lo sfogliano – indietro, avanti, avanti, indietro-, “ad inseguire il vero”. Quale uomo rinuncia totalmente a leggere il libro? Cercare di capire qualcosa è un obiettivo di tutti. Quando soffriamo, o quando si incontra la morte di un caro, o di un bambino, o il male della guerra, urliamo: perché?

L’ultimo verso della poesia di Pascoli recita così: “sotto le stelle, il libro del mistero”. Come se per il poeta fosse il cielo il garante del senso. Come se proprio per questo, il libro fosse leggibile, almeno in parte, anche dall’uomo.
La metafora del libro ha una lunga storia. La troviamo già in sant’Agostino: “Altri, per trovare Dio, leggono un libro. È un gran libro la stessa bellezza del creato… Dio non ha tracciato con l’inchiostro lettere per mezzo delle quali tu lo potessi conoscere… Gridano verso di te il cielo e la terra: “Io sono opera di Dio””. Continua a leggere

Un angelo in prigione

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L’incredibile storia di madre Antonia Brenner, fondatrice di un ordine religioso dopo due divorzi e sette figli, passata dal lusso di Beverly Hils a servire il Signore fra i detenuti violenti del Messico

di Andrea Galli

L’ album dei fondatori è pieno di storie sorprendenti e improbabili. Quella di madre Antonia Brenner, che si è spenta lo scorso 17 ottobre a 86 anni, è certamente una di queste: ha fondato una famiglia religiosa, le Serve eudiste dell’undicesima ora, dopo metà della vita trascorsa in uno degli angoli più esclusivi d’America, Beverly Hills, e l’altra metà all’interno di una delle prigioni più violente del Messico, a Tijuana, avendo alle spalle non uno ma due divorzi, e con sette figli ancora in vita. Una di quelle storie le ricordano come Dio sa trarre il bene più grande anche dai fallimenti esistenziali e di come le sue vie sono veramente infinite. Continua a leggere

G.K. Chesterton sarebbe un santo “rivoluzionario”

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di Marco Respinti

Da un po’ si parla con insistenza della possibilità che Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), il grande scrittore e saggista inglese, convertito al cattolicesimo nel 1922, possa diventare santo.
In settembre, mons. Peter John Haworth Doyle, vescovo di Northampton, in Inghilterra – la diocesi in cui Chesterton visse – ha chiesto ufficialmente di verificare se ne sussistano le condizioni a don John Udris, oggi direttore spirituale del Seminario di St. Mary presso l’Oscott College (il seminario dell’arcidiocesi cattolica di Birmingham) nonché ex parroco di Beaconsfield, nel Buckinghamshire, cittadina dove Chesterton morì nel 1936 (e nel 1797 pure Edmund Burke, il pensatore anglicano che univa l’antigiacobinismo al filocattolicesimo). Continua a leggere

“I poveri e i malati sono ricchezza per la Chiesa”

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Nell’Aula Paolo VI, durante l’incontro con l’Unitalsi, papa Francesco ha salutato uno ad uno, abbracciandoli, accarezzandoli, ponendo loro la sua mano sul capo e benedicendoli, le centinaia di malati e disabili. Il Pontefice si è intrattenuto con ciascuno di loro, scambiando parole di conforto e di saluto. In particolare ha colpito i presenti un lungo colloquio con una giovane disabile in carrozzina, che gli ha consegnato un libro. Parole di incoraggiamento sono state rivolte dal Pontefice anche ai tanti volontari, in momenti di grande commozione.

Sono davvero tanti, centinaia di uomini e donne, giovani e adulti: malati, disabili e operatori, tutti amici e uniti dalla comune esperienza dell’Unitalsi che il Papa ha salutato nell’Aula Paolo VI in occasione dell’incontro per festeggiare i 110 anni di attività. Continua a leggere

Le ruba il portafoglio. E lei lo spiazza con un gesto incredibile.

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La bella storia di oggi è davvero incredibile: un uomo è entrato in un supermercato ed ha rubato il portafoglio ad una donna, la quale, invece di chiamare subito la polizia, ha fatto un imprevedibile atto di gentilezza. L’uomo è rimasto talmente spiazzato dalla sua generosità, che le ha restituito il portafoglio.

La protagonista di questo incredibile episodio si chiama Jessica Eaves (nella foto), ha 4 figli e vive a Guthrie, in Oklahoma (USA). Come ogni settimana, Jessica è andata al locale supermercato per fare la spesa, quando si è accorta che un uomo la stava seguendo in modo sospetto. Poco dopo, Jessica si è accorta che dalla borsetta mancava il portafoglio: sicura che fosse stato lui, ha deciso di non chiamare la polizia, ma di risolvere il problema a modo suo. Continua a leggere

Essere lievito

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Una meditazione di San Giovanni Crisostomo sul Vangelo di oggi.

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Essere lievito

C’è nulla di peggio di un cristiano che non si cura della salvezza degli altri? Non puoi qui tirar fuori la povertà; infatti quella donnetta che mise le due monetine ti accuserà (Mc 12,48). Anche Pietro diceva al paralitico: Non ho né argento né oro (At 3,6). Così Paolo era talmente povero da patire spesso la fame e mancare del cibo necessario. Non puoi mettere avanti la tua umile condizione; gli apostoli infatti erano umili e di basse origini. Non puoi addurre il pretesto dell’ignoranza; anche loro erano illetterati. Fossi schiavo o fuggiasco, puoi sempre fare ciò che dipende da te. Così era la situazione di Onesimo di cui Paolo fa l’elogio (Fil; Col 4,9). Non puoi obiettare che sei debole; così era anche Timoteo. Chiunque può essere utile al prossimo, se vuole compiere la sua parte. Continua a leggere

“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità…”

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“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.

E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.

E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, a nulla mi gioverebbe. Continua a leggere

Bagnasco: “Le lobby aggrediscono la famiglia per dominare la società”

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“C’è in atto nella società odierna un’aggressione alla famiglia che non è casuale, ma strategica e questo perché se la famiglia è più debole, la società è più fragile e si domina meglio sul piano politico, ideologico ed economico, e questo non è certamente l’ultimo punto. E la storia lo insegna, c’è sempre qualcuno più forte e furbo e per qualcuno non intendo solo le persone, ma lobby o istituzioni”.

E’ sicuramente un carico da novanta quello messo sul tavolo dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei nel suo intervento di questa mattina al seminario su famiglia ed educazione organizzato dal Forum delle associazioni familiari. Continua a leggere

«Gli idoli non ci nascondano lo sguardo di Maria»

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di Massimo Introvigne
 
Il viaggio di Papa Francesco in Sardegna del 22 settembre ha avuto, come il Pontefice ha fatto notare, uno spiccato carattere mariano. L’arcivescovo di Buenos Aires che è diventato Papa ha voluto visitare il santuario sardo di Bonaria, da cui Buenos Aires prende il nome. Francesco ha detto ai sardi: «Sono venuto in mezzo a voi per mettermi con voi ai piedi della Madonna che ci dona il suo Figlio», per «rinnovare a Lei la nostra fiducia e il nostro amore». La lezione della Madonna, ha affermato il Papa nell’omelia al Santuario di Bonaria, ci chiama anzitutto alla preghiera. Con la preghiera Maria ottiene tutto da suo Figlio. «Questa è la potenza della preghiera! Non stanchiamoci di bussare alla porta di Dio. Portiamo al cuore di Dio, attraverso Maria, tutta la nostra vita, ogni giorno! Bussare alla porta del cuore di Dio!». Continua a leggere

“Lui è la porta. Lui è il passaggio per la salvezza”

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CITTA’ DEL VATICANO, 25 Agosto 2013 (Zenit.org)

Riportiamo di seguito le parole rivolte oggi alle ore 12.00 durante la recita della preghiera dell’Angelus da papa Francesco ai fedeli e pellegrini convenuti in piazza San Pietro.

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

il Vangelo di oggi ci invita a riflettere sul tema della salvezza. Gesù sta salendo dalla Galilea verso la città di Gerusalemme e lungo il cammino un tale – racconta l’evangelista Luca – gli si avvicina e gli chiede: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?» (13,23). Continua a leggere

“Mary Gray, lo splendore del grigio domestico”

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«Aveva il talento di dire tutto con il volto e il suo silenzio era come un applauso ininterrotto»: Mary Gray, lo splendore del grigio. Un’intervista su Chesterton e la famiglia, di Donatella Cerboni ad Annalisa Teggi.
 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa intervista di Donatella Cerboni ad Annalisa Teggi [1] – traduttrice delle opere di Gilbert K. Chesterton – che all’incontro del primo giugno scorso sul tema “Un’avventura chiamata famiglia” (organizzato da “La Civiltà Cattolica”, The Chesterton Institute e l’ Associazione BombaCarta) ha tenuto un’interessante relazione dal titolo “Mary Gray, lo splendore del grigio domestico”. Continua a leggere

«Educare non è un mestiere»

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di Massimo Introvigne
 
Ieri Papa Francesco ha ricevuto in udienza gli educatori, alunni ed ex alunni delle scuole dei Gesuiti in Italia e in Albania, in un incontro che ha voluto fissare nel giorno della festa del Sacro Cuore, particolarmente cara alla Compagnia di Gesù. Nel discorso, e nel dialogo successivo a domande e risposte, il Papa si è rivolto agli alunni, esortandoli alla virtù della magnanimità, e agli educatori, ricordando che educare non è un mestiere ma una missione, e che intesa come semplice mestiere l’educazione fallisce. Il dialogo ha avuto momenti molto personali. Continua a leggere

La grazia di Dio richiede sempre la nostra risposta libera e concreta

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“Saremo giudicati da Dio sulla carità, su come lo avremo amato nei nostri fratelli, specialmente i più deboli e bisognosi. Certo, dobbiamo sempre tenere ben presente che noi siamo giustificati, siamo salvati per grazia, per un atto di amore gratuito di Dio che sempre ci precede; da soli non possiamo fare nulla. La fede è anzitutto un dono che noi abbiamo ricevuto. Ma per portare frutti, la grazia di Dio richiede sempre la nostra apertura a Lui, la nostra risposta libera e concreta. Cristo viene a portarci la misericordia di Dio che salva. A noi è chiesto di affidarci a Lui, di corrispondere al dono del suo amore con una vita buona, fatta di azioni animate dalla fede e dall’amore”. (Papa Francesco, Udenza generale, 24.04.13) Continua a leggere

Una Chiesa “povera”

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Un articolo che mette un pò di chiarezza su un argomento troppo spesso trattato superficialmente, ridotto a chiacchiere da bar, e quindi inevitabilmente oggetto di confusione, di travisamenti.. quando non addirittura di strumentalizzazioni.

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«Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!». Questa è la bellissima espressione di papa Francesco durante l’incontro con i media il 16 marzo. La frase può essere letta in modo superficiale, come hanno fatto i media e anche alcuni uomini di politica (ad esempio Beppe Grillo), oppure può essere intesa dal punto di vista cristiano, assumendo dunque una validità logica e un senso compiuto. Continua a leggere

«Il mio amico Bergoglio sarà un papa alla Eliot: duro sul peccato ma misericordioso coi peccatori»

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Monsignor Cesare Zaffanella racconta il carattere e la statura del nuovo pontefice. Umile, capace di trattare con tutti, ma saldo sul magistero.
 
Monsignor Cesare Zaffanella, sacerdote cremonese, in Argentina dal 1984 al 2008, è felicissimo. Papa Francesco, che lui chiama ancora semplicemente Bergoglio, «è un mio grande amico», dice a tempi.it. Oltre ad essere stato «mio vescovo quando insegnavo all’Università Cattolica di Buenos Aires». Continua a leggere

La nostra misura è il Figlio di Dio

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di Joseph Ratzinger

Oggi, la celebrazione della Missa Pro Eligendo Romano Pontifice fa da preludio all’inizio del Conclave che dovrà scegliere il successore di Benedetto XVI. Per l’occasione – e per la sua attualità – riprendiamo il passaggio centrale dell’omelia pronunciata in analoga circostanza dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, subito prima del Conclave che lo elesse Papa, otto anni fa.

(…) Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero… Continua a leggere

Fede e carità, vincolo indissolubile

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di Massimo Introvigne

Il 1° febbraio 2013 Benedetto XVI ha reso pubblico il suo annuale messaggio per la celebrazione della Quaresima, che quest’anno cade nel contesto dell’Anno della fede, dedicato al tema del rapporto tra fede e carità.
Benedetto XVI rimanda alla sua prima enciclica, «Deus caritas est», dove ricordava che «all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva… Siccome Dio ci ha amati per primo (cfr 1 Gv 4,10), l’amore adesso non è più solo un “comandamento”, ma è la risposta al dono dell’amore, col quale Dio ci viene incontro». Continua a leggere