Coraggio, speranza, grazia e conversione

Papa Francesco

La santità è una strada da percorrere con coraggio, speranza, grazia e conversione. Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 24 maggio 2016 a Casa Santa Marta ha preso spunto dalla Prima Lettura (1 Pt 1,10-16) per ribadire che la santità non si compra, non si vende e non si regala: è un cammino che dobbiamo fare noi in prima persona, in modo irreprensibile e con una conversione quotidiana, dei piccoli comportamenti – ha sottolineato il Santo Padre – come il non sparlare del nostro vicino, del nostro compagno di lavoro. Terminare la giornata magari con la lingua gonfia a forza di morsi, ma andando sempre avanti.

“Questo camminare: la santità è un cammino, la santità non si può comprare, non si vende. Neppure si regala. La santità è un cammino alla presenza di Dio, che devo fare io: non può farlo un altro nel mio nome. Io posso pregare perché quell’altro sia santo, ma il cammino deve farlo lui, non io. Camminare alla presenza di Dio, in modo irreprensibile. E io userò oggi alcune parole che ci insegnino come è la santità di ogni giorno, quella santità – diciamo – anche anonima. Primo: coraggio. Il cammino verso la santità vuole coraggio”. Continua a leggere

Santa Marta: “Fare memoria delle cose belle che Dio ha fatto nella nostra vita”

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Nella Messa mattutina, il Papa invita a ricordare il cammino compiuto finora, in cui Dio è rimasto al nostro fianco anche quando gli abbiamo detto: “Allontanati!”
 
Fare “memoria” di tutte le volte in cui Dio si è fatto presente nella nostra vita: nelle “cose belle”, come nei rifiuti subiti, negli ostacoli superati che sembravano insormontabili, nei peccati commessi. Dio, infatti, “cammina con noi e non si spaventa delle nostre cattiverie” e anche quando gli “abbiamo chiuso la porta in faccia”, Lui è rimasto lì, in attesa, “rispettoso”.

È un percorso a ritroso, intriso di gratitudine, quello che propone Papa Francesco nella Messa a Santa Marta di oggi, in cui torna su un tema già affrontato: quello della fede come cammino. Di questo cammino bisogna tener conto di ogni tappa, perché ognuna di essa è segno della presenza di Dio nella vita dell’uomo. Continua a leggere

Santa Marta: “Non c’è santo senza passato, non c’è peccatore senza futuro”

Pope Francis celebrating Mass in Santa Marta

Durante l’omelia del mattino, papa Francesco rievoca la storia di re Davide: commette adulteri e delitti ma chiede sempre perdono a Dio e non strumentalizza mai il nome del Signore per fini propri
 
La misericordia è stata esercitata da Dio nei confronti degli uomini da sempre. Già molto prima della venuta sulla terra di Gesù Cristo, la storia personale del re Davide è emblematica di come anche un adultero ed assassino possa diventare profeta e sovrano del popolo d’Israele.

È proprio Davide il protagonista della prima lettura odierna (Sam 16,1-13), in cui papa Francesco, nell’omelia mattutina alla Casa Marta, ha evidenziato come il Signore preferisca scegliere chi ha umiltà e non usa “Dio per vincere una causa propria”.

Saul, ad esempio, viene bocciato perché ha un “cuore chiuso”, mentre la scelta ricade sul pastorello Davide, ultimogenito di Iesse, a dimostrazione che “il Signore vede il cuore”, al contrario degli uomini, spesso “schiavi delle apparenze”. Continua a leggere

Il Papa: la nostra è la Chiesa dei martiri, uniamoci ai fratelli perseguitati

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“La nostra Chiesa è Chiesa dei martiri”. Nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, soffermandosi sulla lapidazione di Santo Stefano, Papa Francesco ricorda con parole commosse quanti oggi sono perseguitati e uccisi perché cristiani. E sottolinea che ci sono anche “martiri nascosti” che cercano strade nuove per aiutare i fratelli e per questo vengono perseguitati dai “Sinedri moderni”. Il servizio di Alessandro Gisotti:

La Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, mostra il giudizio del Sinedrio contro Stefano e la sua lapidazione. Da questa scena drammatica si sviluppa l’omelia di Francesco che, nel cuore, porta i volti e le storie di tanti che anche oggi, come il primo martire della Chiesa, sono perseguitati e uccisi solo perché fedeli a Gesù. I martiri, osserva il Papa, non hanno bisogno di “altri pani”, il loro unico pane è Gesù. E sottolinea che Stefano “non aveva bisogno di andare al negoziato, ai compromessi”. Continua a leggere

Papa Francesco: «No ai “cristiani sì, ma…”, perché sono tristi»

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La grazia che porta con sé la Settimana Santa aiuti i cristiani ad accettare l’aiuto che Dio dona loro e anche il modo in cui glielo offre, senza critiche e obiezioni. È l’insegnamento che Papa Francesco ha tratto dalle letture liturgiche del giorno, spiegate all’omelia della Messa celebrata in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

di Alessandro De Carolis

“Capricci spirituali” davanti a Dio che in mille modi offre la salvezza. Solo perché siamo gente che non sa accettare “lo stile divino” e ci intristiamo, scivoliamo nella “mormorazione”. È un errore che oggi commettono tanti cristiani, così come la Bibbia racconta vi cadesse un tempo il popolo ebreo salvato dalla schiavitù.

Veleno e salvezza
Papa Francesco parte dall’episodio proposto dal Libro dei Numeri, quello in cui gli ebrei si ribellano alle fatiche della fuga nel deserto, al cibo “leggero” della manna, e cominciano – dice il Papa – “a sparlare di Dio” e molti di loro finiscono morsi e uccisi da serpenti velenosi. Solo la preghiera di Mosè che intercede per loro e innalza un bastone con un serpente – simbolo della Croce su cui verrà appeso Cristo – diverrà per chi lo guarda salvezza dal veleno: Continua a leggere

Francesco: un cuore umile conosce Dio, teologia si fa in ginocchio

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Chi studia il mistero di Dio si metta in ginocchio perché Dio si rivela più volentieri a un cuore umile. Lo ha affermato Papa Francesco all’omelia della Messa del mattino, celebrata in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Gli occhi di un povero sono i più adatti a vedere Cristo e, attraverso di Lui, scorgere il profilo di Dio. Gli altri che pretendano di sondare questo mistero con le risorse della propria intelligenza devono prima mettersi “in ginocchio”, in atteggiamento di umiltà, altrimenti “non capiranno nulla”. Papa Francesco ribadisce la verità e il paradosso del mistero della Buona Novella: il Regno di suo Padre appartiene ai “poveri in spirito”. La riflessione del Papa segue la traccia del Vangelo di Luca proposta dalla liturgia, nel punto in cui Cristo loda e ringrazia suo Padre perché ha deciso di rivelarsi a chi per la società non conta nulla e a chi magari conta ma sa farsi “piccolo” nell’anima: Continua a leggere

Il Papa: non cedere a depressione di fronte al male, ma vivere con speranza

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Anche in mezzo a tante difficoltà, il cristiano non ceda alla depressione. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Papa ha dunque avvertito che “corruzione” e “distrazione” ci allontanano dall’incontro con il Signore.

Babilonia e Gerusalemme. Nella sua omelia, Francesco ha preso spunto da queste due città di cui parla la Prima Lettura tratta dall’Apocalisse e il Vangelo di San Luca. Il Papa ha sottolineato che entrambe le letture attirano la nostra attenzione sulla fine di questo mondo. E per meditare, ha notato, ci parla del “crollo di due città che non hanno accolto il Signore, che si sono allontanate” da Lui. Il crollo di queste due città, ha precisato, “avviene per motivi differenti”. Babilonia è il “simbolo del male, del peccato” e “cade per corruzione”, si “sentiva padrona del mondo e di se stessa”. E quando “si accumula il peccato – ha ammonito – si perde la capacità di reagire e si incomincia a marcire”. Continua a leggere

Papa Francesco: Attenti a non diventare cristiani tiepidi, comodi o dell’apparenza

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Nella Messa del mattino a Santa Marta di questo martedì Papa Francesco ha sottolineato che i cristiani devono sempre rispondere alla chiamata di Gesù alla conversione, altrimenti da peccatori diventano corrotti. “Attenti a non diventare cristiani tiepidi, comodi o dell’apparenza”: è’ il monito di oggi di Papa Francesco.

Convertirsi è una grazia, “è una visita di Dio”. Papa Francesco ha preso spunto dalla liturgia del giorno, un passo dell’Apocalisse di Giovanni e l’incontro tra Gesù e Zaccheo, per soffermarsi sul tema delle conversioni. Nella prima lettura, ha osservato, il Signore chiede ai cristiani di Laodicea di convertirsi perché sono caduti “nel tepore”. Vivono nella “spiritualità della comodità”. E pensano: “faccio le cose come posso, ma sono in pace che nessuno venga a disturbarmi con cose strane”. Chi vive così, ha affermato, pensa che non “manca niente: vado a Messa le domeniche, prego alcune volte, mi sento bene, sono in grazia di Dio, sono ricco” e “non ho bisogno di nulla, sto bene”. Questo “stato d’animo – ha avvertito – è uno stato di peccato: la comodità spirituale è uno stato di peccato”. E a questi, ha rammentato, il Signore “non risparmia parole” e gli dice: “Perché sei tiepido sto per vomitarti dalla mia bocca”. Tuttavia, ha proseguito, gli dà il consiglio di “vestirsi”, perché “i cristiani comodi sono nudi”. Continua a leggere

Il Papa: il diavolo non è un mito, va combattuto con l’arma della verità

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La vita cristiana è un “combattimento” contro il demonio, il mondo e le passioni della carne. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Pontefice, commentando un passo della Lettera di San Paolo agli Efesini, ha ribadito che il diavolo esiste e noi “dobbiamo lottare contro di lui” con “l’armatura” della verità. Il servizio di Alessandro Gisotti:

“Forza e coraggio”. Papa Francesco ha incentrato la sua omelia sulle parole di San Paolo che, rivolgendosi agli Efesini, “sviluppa in un linguaggio militare la vita cristiana”. Il Pontefice ha sottolineato che “la vita in Dio si deve difendere, si deve lottare per portarla avanti”. Ci vogliono dunque forza e coraggio “per resistere e per annunziare”. Per “andare avanti nella vita spirituale – ha riaffermato – si deve combattere. Non è un semplice scontro, no, è un combattimento continuo”. Francesco ha quindi rammentato che sono tre “i nemici della vita cristiana”: “il demonio, il mondo e la carne”, ovvero le nostre passioni, “che sono le ferite del peccato originale”. Certo, ha osservato, “la salvezza che ci dà Gesù è gratuita”, ma siamo chiamati a difenderla: Continua a leggere

Papa Francesco: «Le nostre parole rivelano che cristiani siamo»

santa27_300 L’esame di coscienza sulle nostre parole ci farà capire se siamo cristiani della luce, delle tenebre o cristiani del grigio: è quanto ha detto Papa Francesco nell’omelia mattutina a Casa Santa Marta.

Gli uomini si riconoscono dalle loro parole. San Paolo – afferma il Papa – invitando i cristiani a comportarsi come figli della luce e non come figli delle tenebre, “fa una catechesi sulla parola”. Ci sono quattro parole per capire se siamo figli delle tenebre: “E’ parola ipocrita? Un po’ di qua, un po’ di là, per stare bene con tutti? E’ una parola vacua, senza sostanza, piena di vacuità? E’ una parola volgare, triviale, cioè mondana? Una parola sporca, oscena? Queste quattro parole non sono dei figli della luce, non vengono dallo Spirito Santo, non vengono da Gesù, non sono parole evangeliche … questo modo di parlare, sempre parlare di cose sporche o di mondanità o di vacuità o parlare ipocritamente”. Continua a leggere

Il Papa: la salvezza è solo in Gesù

Credere in Gesù, portatore di un messaggio che salva l’umanità di ogni tempo, o rifugiarsi in una salvezza frutto di “comandamenti fatti da uomini”. È questo il dilemma che Papa Francesco ha sciolto nell’omelia della Messa mattutina presieduta nella cappella di Casa Santa Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

L’unico desiderio di Dio è di salvare l’umanità, ma il problema è che è spesso l’uomo a voler dettare le regole della salvezza. È il paradosso drammatico di tante pagine della Bibbia che arriva al suo culmine nella vicenda terrena di Cristo. Papa Francesco lo approfondisce partendo dal brano del Vangelo in cui Gesù esprime tutto il suo dispiacere nel vedersi osteggiato dalla sua stessa gente, dalle città che voltano le spalle al suo messaggio. Continua a leggere

Francesco: l’angelo custode esiste, ascoltiamo i suoi consigli

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L’angelo custode esiste, non è una dottrina fantasiosa, ma un compagno che Dio ci ha posto accanto nel cammino della nostra vita: è quanto ha detto Papa Francesco nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta, nel giorno in cui la Chiesa celebra la memoria dei Santi Angeli Custodi. Il servizio di Sergio Centofanti:

Le letture del giorno – afferma Papa Francesco – presentano due immagini: l’angelo e il bambino. Dio ha messo al nostro fianco un angelo per custodirci: “Se uno di noi credesse di poter camminare da solo, sbaglierebbe tanto”, cadrebbe “in quello sbaglio tanto brutto che è la superbia: credere di essere grande”, autosufficiente. Gesù insegna agli apostoli ad essere come i bambini. “I discepoli litigavano su chi fosse il più grande tra loro: c’era una disputa interna … eh, il carrierismo, eh? Questi che sono i primi vescovi, avevano questa tentazione del carrierismo. ‘Eh, io voglio diventare più grande di te …’. Non è un buon esempio che i primi vescovi facciano questo, ma è la realtà. Continua a leggere

Il Papa: Satana presenta le cose come buone, ma vuole distruggere umanità

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Satana presenta le cose come se fossero buone, ma la sua intenzione è distruggere l’uomo, magari con motivazioni “umanistiche”. Gli angeli lottano contro il diavolo e ci difendono. Questo, in sintesi, quanto ha detto il Papa nell’omelia mattutina a Casa Santa Marta, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Ce ne parla Sergio Centofanti:

Le letture del giorno ci presentano immagini molto forti: la visione della gloria di Dio raccontata dal profeta Daniele con il Figlio dell’Uomo, Gesù Cristo, davanti al Padre; la lotta dell’arcangelo Michele e i suoi angeli contro “il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo” e “seduce tutta la terra abitata” ma viene sconfitto, come afferma l’Apocalisse; e il Vangelo in cui Gesù dice a Natanaèle: “Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo”. Papa Francesco parla della “lotta fra il demonio e Dio”: Continua a leggere

«I cristiani vanitosi sono come bolle di sapone»

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Guardiamoci dalla vanità che ci allontana dalla verità e ci fa sembrare una bolla di sapone. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta.

Se tu “non hai qualcosa di consistente, anche tu passerai come tutte le cose”. Papa Francesco ha preso spunto dal Libro del Qoelet per soffermarsi sulla vanità. Una tentazione, ha osservato, che non c’è solo per i pagani ma anche per i cristiani, per le “persone di fede”. Gesù, ha rammentato, “rimproverava tanto” quelli che si vantavano. Ai dottori della legge, ha soggiunto, diceva che non dovevano “passeggiare nelle piazze” con “vestiti lussuosi” come “principi”. Quando tu preghi, ammoniva il Signore, “per favore non farti vedere, non pregare perché ti vedano”, “prega di nascosto, va nella tua stanza”. Lo stesso, ha ribadito il Papa, va fatto quando si aiutano i poveri: “Non far suonare la tromba, fallo di nascosto. Il Padre lo vede, è sufficiente”: Continua a leggere

Il Papa: se non si è vicini alla gente e non si dà speranza, le prediche sono vanità

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Messa del Papa a Santa Marta nel giorno in cui la Chiesa ricorda i Santi Cornelio, Papa, e Cipriano, vescovo, martiri

Si possono fare belle prediche, ma se non si è vicini alle persone, se non si soffre con la gente e non si dà speranza, quelle prediche non servono, sono vanità: è quanto ha detto il Papa nell’omelia mattutina a Santa Marta, nel giorno in cui la Chiesa ricorda i Santi Cornelio, Papa, e Cipriano, vescovo, martiri. Il servizio di Sergio Centofanti:

Il Vangelo del giorno parla di Gesù che si avvicina ad un corteo funebre: una vedova di Nain ha perso il suo unico figlio. Il Signore compie il miracolo di riportare alla vita il giovane – afferma il Papa – ma fa di più: è vicino. “Dio – dice la gente – ha visitato il suo popolo”. Quando Dio visita “c’è qualcosa in più, c’è qualcosa di nuovo”, “vuol dire che la sua presenza è specialmente lì”. Gesù è vicino:
“Era vicino alla gente. Dio vicino che riesce a capire il cuore della gente, il cuore del suo popolo. Continua a leggere

Il Papa: luogo privilegiato per l’incontro con Gesù sono i nostri peccati

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Papa Francesco durante la Messa a Santa Marta
 
La forza della vita cristiana è nell’incontro tra i nostri peccati e Cristo che ci salva. Dove non c’è questo incontro, le chiese sono decadenti e i cristiani tiepidi: è quanto ha detto Papa Francesco nella Messa mattutina a Santa Marta. Il servizio di Sergio Centofanti:

Pietro e Paolo ci fanno capire che un cristiano si può vantare di due cose: “dei propri peccati e di Cristo crocifisso”. La forza trasformante della Parola di Dio – spiega il Papa – parte da questa consapevolezza. Così Paolo, nella prima Lettera ai Corinzi, invita chi si crede saggio a “farsi stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio”:

“Paolo ci dice che la forza della Parola di Dio, quella che cambia il cuore, che cambia il mondo, che ci dà speranza, che ci dà vita, non è nella sapienza umana: non è in un bel parlare e un bel dire le cose con intelligenza umana. No. Quella è stoltezza, dice lui. La forza della Parola di Dio viene da un’altra parte. Anche, la forza della Parola di Dio passa per il cuore del predicatore, e per questo dice a quelli che predicano la Parola di Dio: ‘Fatevi stolti’, cioè non mettete la vostra sicurezza nella vostra sapienza, nella sapienza del mondo”. Continua a leggere

Il Papa: è lo Spirito non le lauree a dare identità a un cristiano

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L’autorità del cristiano viene dallo Spirito Santo, non dalla sapienza umana o dalle lauree in teologia. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Pontefice ha quindi ribadito che l’identità cristiana è avere lo Spirito di Cristo, non lo “spirito del mondo”. Il servizio di Alessandro Gisotti:

La gente era stupita dell’insegnamento di Gesù, perché la sua parola “aveva autorità”. Papa Francesco ha preso spunto da questo passaggio del Vangelo odierno per soffermarsi proprio sulla natura dell’autorità del Signore e, conseguentemente, del cristiano. Gesù, ha constatato, “non era un predicatore comune”, perché la sua “autorità” gli viene dall’“unzione speciale dello Spirito Santo”. Gesù, ha proseguito, è “il Figlio di Dio unto e inviato” a “portare la salvezza, a portare la libertà”. E alcuni, ha annotato, “si scandalizzavano” di questo “stile di Gesù”, della sua identità e libertà: Continua a leggere

Papa Francesco: matrimonio cristiano è fedele, perseverante e fecondo

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Papa Francesco alla Messa a Casa S. Marta parla del matrimonio cristiano

Fedele, perseverante, fecondo. Sono queste le tre caratteristiche dell’amore che Gesù nutre verso la Chiesa, la sua Sposa. E queste sono anche le caratteristiche di un autentico matrimonio cristiano. Lo ha affermato Papa Francesco all’omelia della Messa mattutina celebrata in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Una quindicina di coppie, una quindicina di storie matrimoniali, di famiglia, cominciate 25, 50, 60 anni fa davanti a un altare e che davanti all’altare di Papa Francesco si ritrovano assieme per ringraziare Dio del traguardo raggiunto. Una scena insolita per la cappella di Casa S. Marta, che offre al Papa l’occasione di riflettere sui tre pilastri che nella visione della fede devono sostenere un amore sponsale: fedeltà, perseveranza, fecondità. Continua a leggere

Papa Francesco: la salute di un cristiano si vede dalla gioia

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Il pontefice ha svolto la sua omelia a Santa Marta sul tema della gioia come “sigillo del cristiano”

La gioia è “il sigillo del cristiano”, anche nei dolori e nelle tribolazioni. E’ quanto affermato da Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Papa ha ribadito che è impossibile un cristiano triste ed ha sottolineato che è lo Spirito Santo che ci insegna ad amare e ci riempie di gioia.

Gesù, ha esordito Papa Francesco, prima di andare in Cielo, ha parlato di tante cose, ma si soffermava sempre su “tre parole chiave”: “Pace, amore e gioia”. Sulla pace, ha ribadito, “ci diceva che non ci dà una pace, come la dà il mondo”, ma ci dà una “pace per sempre”. Sull’amore, ha proseguito, ha detto tante volte “che il comandamento era amare Dio e amare il prossimo” e ha fatto quasi un “protocollo”, in Matteo 25, “sul quale noi tutti saremo giudicati”. Nel Vangelo odierno, ha quindi osservato, “Gesù sull’amore dice una cosa nuova: ‘Non solo amate, ma rimanete nel mio amore’”: Continua a leggere

Il Papa: com’è il nostro cuore, fisso nello Spirito o ballerino?

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Papa Francesco celebra la Messa mattutina a Casa Santa Marta

Il cristiano abbia un cuore fisso nello Spirito Santo, non un cuore ballerino che va da una parte all’altra. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Pontefice ha incentrato la sua omelia su San Paolo che, ha detto, fu capace di evangelizzare senza sosta perché il suo cuore riceveva fermezza dallo Spirito Santo. Il servizio di Alessandro Gisotti:
Com’è il nostro cuore? Papa Francesco ha svolto la sua omelia sul binomio “movimento-fermezza” nel cuore dei cristiani. Il Papa ha preso spunto dalla Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, dove possiamo ammirare l’impegno per l’evangelizzazione di San Paolo, che ha “cuore fermo ma in continuo movimento”. Continua a leggere

Papa Francesco: «Le tre porte da aprire per conoscere Gesù» (e cita ancora Chesterton)

Papa Francesco sfida il gelo, cappotto e sciarpa per l'Udienza generale

Non bastano i libri per comprendere il mistero di Cristo. «Le idee sole non danno vita e chi va per questa strada di sole idee finisce in un labirinto e non esce più!»
Papa FrancescoPapa Francesco, nell’omelia di oggi a Santa Marta, ha commentato la frase di Cristo: «Io sono la via, la verità e la vita». «La conoscenza di Gesù è il lavoro più importante della nostra vita», ha spiegato il Papa. Ma «come possiamo conoscere Gesù? Qualcuno dirà: “Studiando, padre. Si deve studiare tanto!”. È vero! Dobbiamo studiare il catechismo». Ma non basta: «Alcuni – ha aggiunto – hanno questa fantasia che con le idee, solo le idee ci porteranno alla conoscenza di Gesù. Le idee sole non danno vita e chi va per questa strada di sole idee finisce in un labirinto e non esce più! È per questo che dall’inizio della Chiesa ci sono le eresie. Le eresie sono questo: cercare di capire con le nostre menti e con la nostra luce soltanto chi è Gesù». Papa Francesco ha quindi di nuovo (lo aveva già fatto qui) citato una celebre frase di Chesterton: «Un grande scrittore inglese diceva che l’eresia è una idea diventata pazza. È così! Quando le idee sono sole diventano pazze… Quello non è il cammino!». Continua a leggere

Papa Francesco: non esiste un cristiano senza Chiesa

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Non esiste un cristiano senza Chiesa, un cristiano che cammina da solo, perché Gesù stesso si è inserito nel cammino del suo popolo: è quanto ha detto Papa Francesco nella Messa presieduta stamani a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:

Partendo dalla prima lettura del giorno, Papa Francesco spiega che gli apostoli quando annunciano Gesù non incominciano da Lui, ma dalla storia del popolo. Infatti – osserva – “Gesù non si capisce senza questa storia” perché Lui “è proprio il fine di questa storia, verso il quale questa storia va, cammina”. Così – ha proseguito – “non si può capire un cristiano fuori dal popolo di Dio. Il cristiano non è una monade”, ma “appartiene ad un popolo: la Chiesa. Un cristiano senza Chiesa è una cosa puramente ideale, non è reale”: Continua a leggere

“La fede viene se sei nella Chiesa”, e non nella “aristocrazia dell’intelletto”

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A Santa Marta, Papa Francesco si serve delle Letture del giorno e delinea due diversi approcci religiosi: quello dei “dottori della legge” e quello di chi “è docile allo Spirito Santo”

Citta’ del Vaticano, 13 Maggio 2014 (Zenit.org) Federico Cenci

C’è chi vive la religione con piglio esclusivamente giuridico, considerandola una “cosa soltanto di testa, di leggi”, che finisce per “cacciare via la gente”. C’è invece chi è “aperto” e “docile allo Spirito Santo”, per “andare avanti nella vita, essere creativo, essere gioioso”. Due approcci agli antipodi rispetto alla fede che stamattina, durante l’omelia di Santa Marta, papa Francesco ha diagnosticato.

L’immagine che tratteggia il profilo di questi “due gruppi di gente” la forniscono le Letture del giorno. Nella Prima Lettura “ci sono quelli che sono stati dispersi a causa della persecuzione scoppiata” dopo l’uccisione di Stefano. “Sono stati dispersi con il seme del Vangelo – ha detto il Pontefice – e lo portano dappertutto”. Continua a leggere

Papa Francesco e le tre tentazioni del demonio. «Il diavolo c’è! Il diavolo c’è. Anche nel secolo XXI!»

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11 Aprile  2014

«Tutti siamo tentati, perché la legge della vita spirituale, la nostra vita cristiana, è una lotta: una lotta. Perché il principe di questo mondo – il diavolo – non vuole la nostra santità»

Papa Francesco nell’omelia oggi alla Messa alla casa Santa Marta, ha parlato del diavolo. «La vita di Gesù è stata una lotta», ha esordito. «Lui è venuto a vincere il male, a vincere il principe di questo mondo, a vincere il demonio che ha tentato Gesù tante volte, e Gesù ha sentito nella sua vita le tentazioni» come «anche le persecuzioni». Quindi ha avvertito i fedeli: i cristiani «che vogliono seguire Gesù, devono conoscere bene questa verità».

IL DEMONIO CI ATTACCA. «Anche noi siamo tentati, anche noi siamo oggetto dell’attacco del demonio – ha detto il Pontefice -, perché lo spirito del Male non vuole la nostra santità, non vuole la testimonianza cristiana, non vuole che noi siamo discepoli di Gesù. Continua a leggere

Papa Francesco: la dittatura del pensiero unico uccide la libertà dei popoli e delle coscienze

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“E quando nella storia dell’umanità viene questo fenomeno del pensiero unico, quante disgrazie. Il secolo scorso abbiamo visto tutti noi le dittature del pensiero unico, che hanno finito per uccidere tanta gente, ma nel momento in cui loro si sentivano padroni non si poteva pensare altrimenti. Si pensa così. Ma anche oggi c’è l’idolatria del pensiero unico: Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così, non sei moderno, non sei aperto o peggio. Tante volte dicono alcuni governanti: ‘Ma, io chiedo un aiuto, un aiuto finanziario per questo’, ‘Ma se tu vuoi questo aiuto, devi pensare così e devi fare questa legge, quell’altra, quell’altra…’ Anche oggi c’è la dittatura del pensiero unico e questa dittatura è la stessa di questa gente: prende le pietre per lapidare la libertà dei popoli, la libertà della gente, la libertà delle coscienze, il rapporto della gente con Dio. Ed oggi Gesù è crocifisso un’altra volta”. L’invito del Signore “di fronte a questa dittatura è lo stesso sempre: vigilare e pregare”. (Papa Francesco, Omelia a Casa Santa Marta, 10.04.14) Continua a leggere

Il Papa: il cristianesimo non è per essere educati, la Croce non è un ornamento

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Durante l’omelia a Santa Marta il pontefice ha ribadito: “non c’è possibilità di uscire da soli dal nostro peccato”
 
“Non esiste un cristianesimo senza Croce”. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Pontefice ha sottolineato che “non c’è possibilità di uscire da soli dal nostro peccato” e ha ribadito che la Croce non è un ornamento da mettere sull’altare, ma il mistero dell’amore di Dio.

In cammino nel deserto, il popolo mormorava contro Dio e contro Mosè. Ma quando il Signore mandò dei serpenti, il popolo ammise il suo peccato e chiese un segno di salvezza. Papa Francesco ha preso spunto dalla Prima lettura, tratta dal Libro dei Numeri, per riflettere sulla morte nel peccato. E subito ha notato che Gesù, nel Vangelo odierno, mette in guardia i farisei dicendo loro: “Morirete nel vostro peccato”: Continua a leggere

Papa Francesco: la misericordia di Dio è una carezza sulle ferite dei nostri peccati

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La misericordia divina è una grande luce di amore e di tenerezza, è la carezza di Dio sulle ferite dei nostri peccati: è quanto ha affermato Papa Francesco durante la Messa presieduta stamani a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:

Il Vangelo dell’adultera perdonata ha dato lo spunto al Papa per spiegare cosa sia la misericordia di Dio. L’episodio è noto: i farisei e gli scribi portano a Gesù una donna sorpresa in adulterio e gli chiedono cosa farne, visto che la legge di Mosè prevedeva la lapidazione, in quanto peccato considerato gravissimo. “Il matrimonio – afferma il Papa – è il simbolo ed è anche una realtà umana del rapporto fedele di Dio col suo Popolo. E quando si rovina il matrimonio con un adulterio, si sporca questo rapporto di Dio con il popolo”. Continua a leggere

Papa Francesco: accidia e formalismo in tanti cristiani, chiudono la porta alla salvezza

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I cristiani anestetizzati non fanno bene alla Chiesa. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha ribadito che non bisogna fermarsi ai formalismi, ma “immischiarsi”, vincere l’accidia spirituale e rischiare in prima persona per annunciare il Vangelo. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Papa Francesco ha svolto la sua omelia soffermandosi sul passo del Vangelo che narra dell’incontro tra Gesù e il paralitico che, ammalato da 38 anni, stava sotto i portici presso la piscina aspettando la guarigione. Quest’uomo si lamentava perché non riusciva a immergersi, era sempre anticipato da qualcun altro. Ma Gesù sposta l’orizzonte e gli ordina di “alzarsi”, di andare. Continua a leggere

Il Papa: la Quaresima è per cambiare la vita, no agli ipocriti “truccati” da santi

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La Quaresima è un tempo per “aggiustare la vita”, “per avvicinarsi al Signore”. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha messo in guardia dal sentirsi “migliori degli altri”. Gli ipocriti, ha avvertito, “si truccano da buoni” e non comprendono che “nessuno è giusto da se stesso”, tutti “abbiamo bisogno di essere giustificati”. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Conversione. Papa Francesco ha iniziato la sua omelia sottolineando che questa è la parola chiave della Quaresima, tempo propizio “per avvicinarci” a Gesù. E commentando la prima Lettura, tratta dal Libro di Isaia, ha osservato che il Signore chiama alla conversione due “città peccatrici” come Sodoma e Gomorra. Questo, ha affermato, evidenzia che tutti “abbiamo bisogno di cambiare la vita”, di guardare “bene nella nostra anima” dove sempre troveremo qualcosa. La Quaresima dunque, ha soggiunto, è proprio questo “aggiustare la vita”, avvicinandosi al Signore. Lui, ha detto, “ci vuole vicini” e ci assicura che “ci aspetta per perdonarci”. Tuttavia, ha ammonito, il Signore vuole “un avvicinamento sincero” e ci mette in guardia dall’essere ipocriti: Continua a leggere

Papa Francesco: “Il mondo non tollera l’annuncio del Vangelo”

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“La Croce è sempre nella strada cristiana”. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha incentrato la sua omelia sulle persecuzioni dei cristiani e ha avvertito che oggi ci sono più martiri che nei primi tempi della Chiesa. Quindi, ha affermato che la vita cristiana non è “un vantaggio commerciale”, ma “è semplicemente seguire Gesù”.

Gesù aveva appena finito di parlare sul pericolo delle ricchezze e Pietro gli domanda cosa riceveranno i discepoli che hanno lasciato tutto per seguirlo. Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo da questo confronto, narrato dal Vangelo odierno, e subito ha sottolineato che Gesù “è generoso”. In verità, risponde il Signore, “non c’è nessuno che abbia lasciato” la famiglia, la casa, i campi che “non riceva già ora in questo tempo, cento volte tanto”. Forse, ha commentato il Papa, Pietro pensa che “andare dietro Gesù” sia una “bella attività commerciale”, perché ci fa guadagnare cento volte tanto. Ma Gesù aggiunge che accanto a questo guadagno ci saranno persecuzioni: Continua a leggere

L’amore, frutto della Creazione di Dio. Ma se fallisce?

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A Santa Marta, il Papa parla della bellezza del matrimonio avvertendo dalla trappola della “casistica”. Esorta poi a non condannare le persone che vedono fallire il proprio amore, ma accompagnarle e star loro vicino.

Torna spesso, ultimamente, la parola “casistica” nei discorsi di Papa Francesco. Specie nelle riflessioni legate a matrimonio e famiglia. Già lo scorso 20 febbraio, aprendo i lavori del Collegio cardinalizio per il Concistoro, Bergoglio aveva raccomandato “di approfondire la teologia della famiglia e la pastorale che dobbiamo attuare”, “con profondità e senza cadere nella ‘casistica’”, perché questo farebbe “inevitabilmente abbassare il livello del nostro lavoro”.

I temi di famiglia e matrimonio – temi ‘caldi’ in questo momento di forti pressioni – sono infatti troppo ampi e delicati per essere ridotti ad una serie di indagini e di dati. Continua a leggere

Papa Francesco: cristiani incoerenti, scandalo che uccide

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Il cristiano incoerente dà scandalo e lo scandalo uccide: sono parole molto forti quelle che Papa Francesco ha pronunciato durante la Messa presieduta a Santa Marta.

L’omelia del Papa ha preso lo spunto da una Cresima amministrata durante la Messa. Chi riceve questo Sacramento – ha affermato Papa Francesco – “manifesta la sua voglia di essere cristiano. Essere cristiano significa dare testimonianza di Gesù Cristo”: è una persona che “pensa come cristiano, sente come cristiano e agisce come cristiano. E questa è la coerenza di vita di un cristiano”. Uno – ha poi osservato – può dire anche di avere fede, “ma se manca una di queste cose, non c’è il cristiano”, “c’è qualcosa che non va, c’è una certa incoerenza”. E i cristiani “che vivono ordinariamente, comunemente nell’incoerenza, fanno tanto male”: Continua a leggere

Papa Francesco, ammonisce “la tentazione ha tre caratteristiche: cresce, contagia e si giustifica”

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L’omelia di oggi del Pontefice a Santa Marta è tutta incentrata sulle tentazioni e il peccato

Resistere alla seduzione delle tentazioni è possibile solo “quando si ascolta la Parola di Gesù”. Lo ha affermato Papa Francesco all’omelia della Messa presieduta questa mattina in Casa S. Marta. Nonostante le nostre debolezze, ha ripetuto il Papa, Cristo ci dà sempre “fiducia” e ci schiude un orizzonte più ampio dei nostri limiti.

La tentazione si manifesta come un’innocua attrattiva e finisce per trasformarsi in una gabbia, della quale spesso più che cercare scampo si tenta di minimizzarne la schiavitù, sordi alla Parola di Dio. All’omelia, Papa Francesco riafferma una verità e una sequenza descritte da San Giacomo in un passo della sua Lettera, proposta dalla liturgia. La verità è che non è mai Dio a tentare l’uomo, bensì le sue passioni. La sequenza è quella prodotta dalle passioni stesse le quali, dice l’Apostolo, “concepiscono e generano il peccato. E il peccato, una volta commesso, produce la morte”: Continua a leggere

Il Papa: è la pazienza del popolo di Dio nelle prove della vita che fa andare avanti la Chiesa

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La pazienza del popolo di Dio che sopporta con fede le prove quotidiane della vita è ciò che fa andare avanti la Chiesa: è quanto ha affermato Papa Francesco stamani nella Messa presieduta a Santa Marta. Il servizio di Sergio Centofanti:RealAudioMP3

“La pazienza non è rassegnazione, è un’altra cosa”: il Papa commenta la Lettera di San Giacomo dove dice: “Considerate perfetta letizia, quando subite ogni sorta di prove”. “Sembra un invito a fare il fachiro” – osserva – ma non è così. La pazienza, sopportare le prove, “le cose che noi non vogliamo”, fa “maturare la nostra vita. Chi non ha pazienza vuole tutto subito, tutto di fretta. Chi non conosce questa saggezza della pazienza – sottolinea Papa Francesco – è una persona capricciosa, come i bambini che sono capricciosi” e nessuna cosa va loro bene. Continua a leggere

Il Papa: credenti trasformati in pagani dalla vanità e pagani che giungono alla fede dall’umiltà

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Un credente può perdere la fede a causa delle sue passioni e vanità, mentre un pagano può diventare credente attraverso la sua umiltà: questo, in sintesi, quanto ha detto il Papa stamani durante la Messa presieduta a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:
Le letture del giorno fanno riflettere su un duplice cammino: “dall’idolatria al Dio vivente” e, al contrario, “dal Dio vivente verso l’idolatria”. La meditazione del Papa parte dal Vangelo, in cui una “donna coraggiosa”, una cananea, cioè una pagana, chiede a Gesù di liberare la figlia dal demonio. E’ una madre “disperata” – commenta Papa Francesco – “e una madre, davanti alla salute di un figlio, fa di tutto”. “Gesù le spiega che lui è venuto prima per le pecore della casa d’Israele, ma glielo spiega con un linguaggio duro: ‘Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini’. Questa donna, che certamente non era andata all’università, sapeva come rispondere”. Continua a leggere

Il Papa: vivere il mistero della presenza di Dio nella Messa, venire a Santa Marta non è tappa turistica

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Riscoprire il senso del sacro, il mistero della presenza reale di Dio nella Messa: è l’invito di Papa Francesco durante la celebrazione eucaristica presieduta stamani a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:

La prima Lettura del giorno parla di una teofania di Dio ai tempi del re Salomone. Il Signore scende come nube sul Tempio, che viene riempito della gloria di Dio. Il Signore – commenta il Papa – parla al suo Popolo in tanti modi: attraverso i profeti, i sacerdoti, la Sacra Scrittura. Ma con le teofanie parla in un’altra maniera, “diversa dalla Parola: è un’altra presenza, più vicina, senza mediazione, vicina. E’ la Sua presenza”. “Questo – spiega – succede nella celebrazione liturgica. La celebrazione liturgica non è un atto sociale, un buon atto sociale; non è una riunione dei credenti per pregare assieme. E’ un’altra cosa. Nella liturgia, Dio è presente”, ma è una presenza più vicina. Nella Messa, infatti, “la presenza del Signore è reale, proprio reale”: Continua a leggere