Coraggio, speranza, grazia e conversione

Papa Francesco

La santità è una strada da percorrere con coraggio, speranza, grazia e conversione. Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 24 maggio 2016 a Casa Santa Marta ha preso spunto dalla Prima Lettura (1 Pt 1,10-16) per ribadire che la santità non si compra, non si vende e non si regala: è un cammino che dobbiamo fare noi in prima persona, in modo irreprensibile e con una conversione quotidiana, dei piccoli comportamenti – ha sottolineato il Santo Padre – come il non sparlare del nostro vicino, del nostro compagno di lavoro. Terminare la giornata magari con la lingua gonfia a forza di morsi, ma andando sempre avanti.

“Questo camminare: la santità è un cammino, la santità non si può comprare, non si vende. Neppure si regala. La santità è un cammino alla presenza di Dio, che devo fare io: non può farlo un altro nel mio nome. Io posso pregare perché quell’altro sia santo, ma il cammino deve farlo lui, non io. Camminare alla presenza di Dio, in modo irreprensibile. E io userò oggi alcune parole che ci insegnino come è la santità di ogni giorno, quella santità – diciamo – anche anonima. Primo: coraggio. Il cammino verso la santità vuole coraggio”. Continua a leggere

Santa Marta: “Fare memoria delle cose belle che Dio ha fatto nella nostra vita”

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Nella Messa mattutina, il Papa invita a ricordare il cammino compiuto finora, in cui Dio è rimasto al nostro fianco anche quando gli abbiamo detto: “Allontanati!”
 
Fare “memoria” di tutte le volte in cui Dio si è fatto presente nella nostra vita: nelle “cose belle”, come nei rifiuti subiti, negli ostacoli superati che sembravano insormontabili, nei peccati commessi. Dio, infatti, “cammina con noi e non si spaventa delle nostre cattiverie” e anche quando gli “abbiamo chiuso la porta in faccia”, Lui è rimasto lì, in attesa, “rispettoso”.

È un percorso a ritroso, intriso di gratitudine, quello che propone Papa Francesco nella Messa a Santa Marta di oggi, in cui torna su un tema già affrontato: quello della fede come cammino. Di questo cammino bisogna tener conto di ogni tappa, perché ognuna di essa è segno della presenza di Dio nella vita dell’uomo. Continua a leggere

Santa Marta: “Non c’è santo senza passato, non c’è peccatore senza futuro”

Pope Francis celebrating Mass in Santa Marta

Durante l’omelia del mattino, papa Francesco rievoca la storia di re Davide: commette adulteri e delitti ma chiede sempre perdono a Dio e non strumentalizza mai il nome del Signore per fini propri
 
La misericordia è stata esercitata da Dio nei confronti degli uomini da sempre. Già molto prima della venuta sulla terra di Gesù Cristo, la storia personale del re Davide è emblematica di come anche un adultero ed assassino possa diventare profeta e sovrano del popolo d’Israele.

È proprio Davide il protagonista della prima lettura odierna (Sam 16,1-13), in cui papa Francesco, nell’omelia mattutina alla Casa Marta, ha evidenziato come il Signore preferisca scegliere chi ha umiltà e non usa “Dio per vincere una causa propria”.

Saul, ad esempio, viene bocciato perché ha un “cuore chiuso”, mentre la scelta ricade sul pastorello Davide, ultimogenito di Iesse, a dimostrazione che “il Signore vede il cuore”, al contrario degli uomini, spesso “schiavi delle apparenze”. Continua a leggere

Il Papa: la nostra è la Chiesa dei martiri, uniamoci ai fratelli perseguitati

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“La nostra Chiesa è Chiesa dei martiri”. Nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, soffermandosi sulla lapidazione di Santo Stefano, Papa Francesco ricorda con parole commosse quanti oggi sono perseguitati e uccisi perché cristiani. E sottolinea che ci sono anche “martiri nascosti” che cercano strade nuove per aiutare i fratelli e per questo vengono perseguitati dai “Sinedri moderni”. Il servizio di Alessandro Gisotti:

La Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, mostra il giudizio del Sinedrio contro Stefano e la sua lapidazione. Da questa scena drammatica si sviluppa l’omelia di Francesco che, nel cuore, porta i volti e le storie di tanti che anche oggi, come il primo martire della Chiesa, sono perseguitati e uccisi solo perché fedeli a Gesù. I martiri, osserva il Papa, non hanno bisogno di “altri pani”, il loro unico pane è Gesù. E sottolinea che Stefano “non aveva bisogno di andare al negoziato, ai compromessi”. Continua a leggere

Papa Francesco: «No ai “cristiani sì, ma…”, perché sono tristi»

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La grazia che porta con sé la Settimana Santa aiuti i cristiani ad accettare l’aiuto che Dio dona loro e anche il modo in cui glielo offre, senza critiche e obiezioni. È l’insegnamento che Papa Francesco ha tratto dalle letture liturgiche del giorno, spiegate all’omelia della Messa celebrata in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

di Alessandro De Carolis

“Capricci spirituali” davanti a Dio che in mille modi offre la salvezza. Solo perché siamo gente che non sa accettare “lo stile divino” e ci intristiamo, scivoliamo nella “mormorazione”. È un errore che oggi commettono tanti cristiani, così come la Bibbia racconta vi cadesse un tempo il popolo ebreo salvato dalla schiavitù.

Veleno e salvezza
Papa Francesco parte dall’episodio proposto dal Libro dei Numeri, quello in cui gli ebrei si ribellano alle fatiche della fuga nel deserto, al cibo “leggero” della manna, e cominciano – dice il Papa – “a sparlare di Dio” e molti di loro finiscono morsi e uccisi da serpenti velenosi. Solo la preghiera di Mosè che intercede per loro e innalza un bastone con un serpente – simbolo della Croce su cui verrà appeso Cristo – diverrà per chi lo guarda salvezza dal veleno: Continua a leggere

Francesco: un cuore umile conosce Dio, teologia si fa in ginocchio

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Chi studia il mistero di Dio si metta in ginocchio perché Dio si rivela più volentieri a un cuore umile. Lo ha affermato Papa Francesco all’omelia della Messa del mattino, celebrata in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Gli occhi di un povero sono i più adatti a vedere Cristo e, attraverso di Lui, scorgere il profilo di Dio. Gli altri che pretendano di sondare questo mistero con le risorse della propria intelligenza devono prima mettersi “in ginocchio”, in atteggiamento di umiltà, altrimenti “non capiranno nulla”. Papa Francesco ribadisce la verità e il paradosso del mistero della Buona Novella: il Regno di suo Padre appartiene ai “poveri in spirito”. La riflessione del Papa segue la traccia del Vangelo di Luca proposta dalla liturgia, nel punto in cui Cristo loda e ringrazia suo Padre perché ha deciso di rivelarsi a chi per la società non conta nulla e a chi magari conta ma sa farsi “piccolo” nell’anima: Continua a leggere

Il Papa: non cedere a depressione di fronte al male, ma vivere con speranza

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Anche in mezzo a tante difficoltà, il cristiano non ceda alla depressione. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Papa ha dunque avvertito che “corruzione” e “distrazione” ci allontanano dall’incontro con il Signore.

Babilonia e Gerusalemme. Nella sua omelia, Francesco ha preso spunto da queste due città di cui parla la Prima Lettura tratta dall’Apocalisse e il Vangelo di San Luca. Il Papa ha sottolineato che entrambe le letture attirano la nostra attenzione sulla fine di questo mondo. E per meditare, ha notato, ci parla del “crollo di due città che non hanno accolto il Signore, che si sono allontanate” da Lui. Il crollo di queste due città, ha precisato, “avviene per motivi differenti”. Babilonia è il “simbolo del male, del peccato” e “cade per corruzione”, si “sentiva padrona del mondo e di se stessa”. E quando “si accumula il peccato – ha ammonito – si perde la capacità di reagire e si incomincia a marcire”. Continua a leggere