Udienza generale. Papa Francesco: “Dio è più grande del nostro peccato”

Papa Francesco

Nella catechesi dell’Udienza Generale di oggi, Papa Francesco ha concluso le riflessioni sulla presenza della Misericordia nell’Antico Testamento, con il Salmo 51, detto Miserere. Chi prega con questo salmo – ha detto il Papa – è invitato ad avere gli stessi sentimenti di pentimento e di fiducia in Dio che ha avuto Davide. Dio è più grande di ogni nostro peccato – ha ripetuto più volte Papa Francesco – e il perdono di Dio cancella il nostro peccato alla radice, lo distrugge, e ci rialza. Quando cadiamo nel peccato, alziamo la nostra mano verso il Signore, Lui la prenderà e ci aiuterà a rialzarci.

Di seguito il testo completo della catechesi del Papa: Continua a leggere

Papa Francesco: «Quando mamma e papà non sono più “una sola carne”, i figli soffrono»

«Sentiamo il peso della montagna che schiaccia l’anima di un bambino, nelle famiglie in cui ci si tratta male e ci si fa del male, fino a spezzare il legame della fedeltà coniugale?»
 
Papa Francesco ha proseguito oggi in piazza San Pietro a Roma la sua catechesi sulla famiglia. Questa volta, il Pontefice ha incentrato le sue riflessioni sulle separazioni e sulle «ferite» che si aprono talvolta nel contesto familiare dove a pagarne per primi le conseguenze sono i figli. «Ci si fa del male. La cosa più brutta!», ha esclamato Bergoglio. «Sappiamo bene che in nessuna storia famigliare mancano i momenti in cui l’intimità degli affetti più cari viene offesa dal comportamento dei suoi membri. Parole e azioni (e omissioni!) che, invece di esprimere amore, lo sottraggono o, peggio ancora, lo mortificano. Quando queste ferite, che sono ancora rimediabili, vengono trascurate, si aggravano: si trasformano in prepotenza, ostilità, disprezzo. E a quel punto possono diventare lacerazioni profonde, che dividono marito e moglie, e inducono a cercare altrove comprensione, sostegno e consolazione. Ma spesso questi “sostegni” non pensano al bene della famiglia!». Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: Ogni figlio è un dono irripetibile

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“I figli sono la gioia della famiglia e della società. Non sono un problema di biologia riproduttiva, né uno dei tanti modi di realizzarsi. E tanto meno sono un possesso dei genitori … No, no. I figli sono un dono, sono un regalo: capito? I figli sono un dono. Ciascuno è unico e irripetibile; e al tempo stesso inconfondibilmente legato alle sue radici. Essere figlio e figlia, infatti, secondo il disegno di Dio, significa portare in sé la memoria e la speranza di un amore che ha realizzato se stesso proprio accendendo la vita di un altro essere umano, originale e nuovo. (…)

I figli sono amati prima che arrivino. E questa è gratuità, questo è amore; sono amati prima della nascita, come l’amore di Dio che ci ama sempre prima. Sono amati prima di aver fatto qualsiasi cosa per meritarlo, prima di saper parlare o pensare, addirittura prima di venire al mondo! Essere figli è la condizione fondamentale per conoscere l’amore di Dio, che è la fonte ultima di questo autentico miracolo. Nell’anima di ogni figlio, per quanto vulnerabile, Dio pone il sigillo di questo amore, che è alla base della sua dignità personale, una dignità che niente e nessuno potrà distruggere”.

Così Papa Francesco all’Udienza generale di oggi. Di seguito l’ampia sintesi di Radio Vaticana: Continua a leggere

Papa Francesco: «Un buon padre sa correggere senza avvilire, proteggere senza risparmiarsi»

Udienza generale del mercoledì di Papa Francesco

Il padre di famiglia deve essere “presente” con i figli, con “vicinanza”, “dolcezza” e “fermezza”, deve “correggere senza avvilire”, ma anche “attendere e perdonare”. Così Papa Francesco all’udienza generale in aula Paolo VI.

Di seguito il testo integrale:
 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei svolgere la seconda parte della riflessione sulla figura del padre nella famiglia. La volta scorsa ho parlato del pericolo dei padri “assenti”, oggi voglio guardare piuttosto all’aspetto positivo. Anche san Giuseppe fu tentato di lasciare Maria, quando scoprì che era incinta; ma intervenne l’angelo del Signore che gli rivelò il disegno di Dio e la sua missione di padre putativo; e Giuseppe, uomo giusto, «prese con sé la sua sposa» (Mt 1,24) e divenne il padre della famiglia di Nazaret.

Ogni famiglia ha bisogno del padre. Oggi ci soffermiamo sul valore del suo ruolo, e vorrei partire da alcune espressioni che si trovano nel Libro dei Proverbi, parole che un padre rivolge al proprio figlio, e dice così: «Figlio mio, se il tuo cuore sarà saggio, anche il mio sarà colmo di gioia. Esulterò dentro di me, quando le tue labbra diranno parole rette» (Pr 23,15-16). Non si potrebbe esprimere meglio l’orgoglio e la commozione di un padre che riconosce di avere trasmesso al figlio quel che conta davvero nella vita, ossia un cuore saggio. Continua a leggere

Giornata per la Vita: l’Angelus del Papa

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Il Papa ancora una volta non ha deluso il Popolo della vita che era in attesa in piazza San Pietro pronti a lanciare centinaia di palloncini verdi del Movimento per la vita. Dopo la catechesi sul brano evangelico della liturgia odierna ha detto:

“Oggi si celebra in Italia la giornata per la vita, che ha come tema ’Solidali per la vita’. Rivolgo il mio apprezzamento alle associazioni, ai movimenti e a tutti coloro che difendono la vita umana. Mi unisco ai vescovi italiani per sollecitare ’un rinnovato riconoscimento della persona umana e una cura piu’ adeguata della vita, dal concepimento al suo naturale termine’. Quando ci si apre alla vita e si serve la vita, si sperimenta la forza rivoluzionaria dell’amore e della tenerezza, inaugurando il nuovo umanesimo, l’umanesimo della solidarieta’, l’umanesimo della vita”.

“Saluto – ha detto ancora il Papa – il cardinale vicario, i docenti universitari di Roma e quanti sono impegnati a promuovere la cultura della vita”.
 
(fonte: siallavitaweb.it)
 

Papa Francesco: “Non si può amare Dio fuori della Chiesa”

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Così il pontefice durante l’Udienza generale di oggi (25.06.14)
 
Nessun cristiano si fa da sé, “in laboratorio”, perché si è cristiani in quanto appartenenti alla Chiesa, un popolo “che viene da lontano”. È il pensiero di fondo di Papa Francesco all’udienza generale di stamattina in Piazza S. Pietro, davanti a oltre 30 mila fedeli, l’ultima prima della pausa estiva del mese di luglio.

Il Papa l’ha iniziata salutando, come di consueto da qualche settimana, le persone ammalate radunate in Aula Paolo VI al riparo dal caldo e, oggi in particolare, dalla pioggia che bagna Roma. “Loro – ha detto il Papa all’inizio, riferendosi agli ammalati – sono collegati con noi tramite il maxi schermo. E così siamo uniti nella stessa udienza. E tutti noi oggi pregheremo specialmente per loro, per le loro malattie”. Continua a leggere

Papa Francesco: “Se sei stato un grosso peccatore, Dio ti aspetta di più”

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All’udienza del mercoledì il Papa invita i cristiani a essere “gente che benedice”
 
Parla di Abramo, Papa Francesco, e così parla del popolo della Chiesa, un popolo che deve essere sempre in cammino, mettersi in viaggio ed essere “gente che benedice”. Ma prima di mettersi in cammino, di essere “un popolo che porta la benedizione di Dio a tutte le famiglie della terra”, prima ancora occorre avere la consapevolezza che siamo nelle mani di Dio. Perché noi siamo in cammino, ma Dio ci precede. Ci aspetta con pazienza, ci prende per mano come un padre che insegna a camminare al figlio. Un padre amorevole e misericordioso. “Dio ti aspetta. Se sei stato un peccatore grosso ti aspetta di più”.

Quando uno ha ricevuto l’amore di Dio, può andare nel mondo a portarlo a sua volta, perché l’amore è sempre per gli altri, per tutti. “In questa vocazione – ha detto il Papa – Dio non chiama Abramo come individuo ma coinvolge la sua famiglia”, affinché “porti la sua benedizione a tutte le famiglie della terra”. E Dio comincia un dialogo con Abramo e il suo popolo. Continua a leggere