Fine Vita, Gigli: accogliere messaggio Papa integralmente senza strumentalizzare

“Centralità del malato, importanza dell’alleanza terapeutica, rinuncia all’accanimento terapeutico, proporzionalità delle cure, preoccupazione per l’abbandono terapeutico, richiesta di accompagnamento, ribadita illiceità di qualunque forma di eutanasia in quanto si propone di interrompere la vita procurando la morte, rigetto dell’idolatria della tecnica.
Sono queste, al di là di ogni strumentalizzazione legata all’iter della legge sul testamento biologico in Senato, le linee della tradizionale dottrina della Chiesa che il Papa ha ribadito oggi ai partecipanti al convegno promosso da Accademia per la Vita e World Medical Association. Sono queste anche le linee su cui da sempre si è mosso il Movimento per la Vita Italiano”.
Lo afferma l’On. Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita Italiano.
“Non a caso – sottolinea Gigli – i documenti richiamati nel messaggio del Papa sono il discorso di Pio XII ai rianimatori del 1957, la Dichiarazione sull’eutanasia della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1980 e il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Il Papa è consapevole che, quando ci si immerge nella concretezza della pratica clinica, non è sufficiente applicare in modo meccanico una regola generale per giudicare se un intervento medico clinicamente appropriato sia effettivamente proporzionato. Continua a leggere

La maldicenza e la mormorazione

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“Le chiedo di parlarmi della mormorazione o maldicenza e quale ne sia la gravità”. Risposta di Padre Angelo Bellon, dal sito Amici Domenicani.
 
Carissimo,
1. la mormorazione è un peccato che va contro la carità perché se questa virtù mira a portare bene al nostro prossimo, la mormorazione ha come obiettivo la denigrazione altrui. Ma è anche un peccato contro la giustizia e per questo obbliga alla riparazione.

2. Ti riporto quanto dice San Tommaso: “La mormorazione e la maldicenza coincidono nella materia, e anche nella forma, cioè nell’espressione verbale: poiché l’una e l’altra consistono nel dir male del prossimo a sua insaputa. E per questa somiglianza talora si scambiano l’una con l’altra. Per cui quando l’Ecclesiastico (Sir 5,14) dice: “Non ti meritare il titolo di mormoratore”, la Glossa aggiunge: “Cioè di maldicente”. Continua a leggere

Educare nella fede

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Gli abitanti della città dissero a Eliseo: “Ecco è bello soggiornare in questa città, come tu stesso puoi constatare, signore, ma l’acqua è cattiva e la terra è sterile”.
Ed egli disse: “Prendetemi una pentola nuova e mettetevi del sale”. Gliela portarono.
Eliseo si recò alla sorgente dell’acqua e vi versò il sale, pronunziando queste parole: “Dice il Signore: Rendo sane queste acque; da esse non si diffonderanno più morte e sterilità”.
Le acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola pronunziata da Eliseo.

2Re 2,19-22

Se è vero che è il Signore a sanare e purificare le acque, è altrettanto vero che senza Eliseo, che si presta alla volontà del Signore, nulla sarebbe successo. Secondo una meravigliosa costante della Storia della Salvezza, Dio non può nulla senza la collaborazione dell’uomo. Continua a leggere

Per una domanda che forse non attendeva una risposta. (Ma non si sa mai).

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dal blog di Costanza Miriano
 
di Padre Maurizio Botta
 
Caro Angelo,

mi presento sono Padre Maurizio Botta. Mi sono laureato nel 1999 alla Bocconi (dove anche tu studi) con il compianto Prof. Claudio Demattè. Ci siamo incontrati al Convegno di Milano sulla famiglia organizzato dalla Regione Lombardia. Nei video sono quello che ti cede il microfono sedendosi solo dopo essersi assicurato che si potesse sentire la tua domanda e che chiedeva alle persone con ampi gesti delle mani di sedersi e mantenere la calma. Mi dispiace molto degli insulti che hai ricevuto e penso che per quelli non ci siano mai ragioni sufficienti per giustificarli.

Ti scrivo perché desidero far emergere alcuni aspetti che spero contribuiscano, a bocce ferme, a far luce su quello che è accaduto Sabato 17 Gennaio. Continua a leggere

L’urgenza inventata (come promuovere l’eutanasia sparando balle)

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di Giuliano Guzzo

Su avanti, coraggio. Non siate timidi e provateci anche voi, cosa ci vuole: promuovere l’eutanasia sparando balle non è così difficile. Anche perché per farlo ci sono tanti modi, tante strade. Per esempio, potete iniziare col dire che «serve una legge». Fidatevi, è utile per rompere il ghiaccio. Poi se qualcuno vi fa osservare che una legge già c’è e stabilisce, ex art. 579 del Codice penale, che l’eutanasia è un reato che può costare fino a 15 anni di galera, niente paura: si può virare altrove. Come? Ammettendo che sì, d’accordo, una legge ci sarà pure, ma va cambiata al più presto perché 1.000 malati ogni anno si suicidano. E se qualche pignolo vi fa presente che dei 1,316 suicidi avvenuti in un anno ben 1,010 riguardano persone affette da malattie psichiche (Fonte: Istat, 2008) – e che quindi, molto spesso, non c’è alcun dolore fisico insopportabile alla base della volontà di non vivere più, ma altro –, potete cavarvela dicendo che anche il dolore psichico merita rispetto. Continua a leggere

La dottrina politica del Cristo Re

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di Stefano Fontana
 
L’anno liturgico si conclude con la Festa di Cristo Re, che quest’anno cade domenica 24 novembre 2013. In questa occasione la Festa di Cristo Re si carica di ulteriori significati, in quanto segna anche la conclusione dell’Anno della Fede, iniziato per volontà di Benedetto XVI l’11 ottobre 2012 e che si concluderà, appunto, domenica 24 novembre 2013. Sembra importante, allora, chiedersi cosa sia questa Festa.
 
La dottrina di Cristo Re nel Catechismo

È utile innanzitutto precisare che la signoria o regalità di Cristo è un insegnamento della Chiesa contenuto nel Catechismo. Si tratta di una verità della dottrina della fede, come scrisse Pio XI, il Papa che istituì la festa: «è dogma di fede che Gesù Cristo è stato dato agli uomini quale Redentore in cui debbono riporre la loro fiducia, ed allo stesso tempo come legislatore a cui debbono obbedire» (enciclica Quas Primas). Continua a leggere

Papa Francesco: «carismi sì, ma solo nella Chiesa»

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All’udienza generale dell’8 novembre Papa Francesco ha continuato la catechesi, iniziata sette giorni fa, sulla nozione di comunione dei santi, insistendo sulla necessità di porre i carismi al servizio della Chiesa e non la Chiesa al servizio dei propri veri o presunti carismi. Il Papa ha chiesto anche di pregare per una bambina di un anno e mezzo, Noemi, colpita da una gravissima malattia.

Secondo il «Catechismo della Chiesa Cattolica» la nozione di comunione dei santi ha due aspetti:  la comunione fra i fedeli, vivi e defunti, e la comunione alle «cose sante». Il primo aspetto è stato trattato nell’udienza del 30 ottobre, mentre il 6 novembre il Papa ha parlato del secondo aspetto, della comunione dei «beni spirituali». Peraltro, ha spiegato Francesco, «i due aspetti sono strettamente collegati fra loro, infatti la comunione tra i cristiani cresce mediante la partecipazione ai beni spirituali». Continua a leggere