Pena di morte: la Chiesa e i Papi, il Vangelo e il cinema

di Giovanni Marcotullio

(da Aleteia)
 
In un discorso tenuto ieri, papa Francesco ha chiesto che il n. 2267 del Catechismo sulla pena di morte venga modificato ancora una volta. Vediamo come e perché…
 

“Il giorno sette agosto 1797 fu uno de’ segnalati nella mia vita e lunga carriera. Ebbi l’onore di eseguire le mie funzioni per la prima volta in Roma, a piazza del Popolo, al cospetto de’ più eccelsi magistrati ecclesiastici, di insigni personaggi della Corte Pontificia, di ambasciatori, ministri, patrizi e dame del più alto lignaggio, impiccando Giacomo Dell’Ascensione. Era costui un pericolosissimo scalatore di botteghe, che dedicandosi a tal pericoloso mestiere, aveva saputo sottrarsi sempre alle indagini della punitiva giustizia e menar vita allegra, gioconda, lietissima. Ma dàlli e dàlli finì col cadere in una trappola tesagli con arte sottilissima. Colto quasi in flagrante, tentò sulle prime di far resistenza, ma poi mise senno, si lasciò arrestare e condurre alle carceri, ove confessò tutti i suoi delitti. Condannato, non voleva saperne di subir la pena. Diceva che i suoi delitti non erano passibili di morte, che la sentenza era un abominio. E ci volle del bello e del buono per metterlo legato sulla carretta. Mentre stavo per farlo salire sulla scala, mi diede un così terribile spintone che per poco non vacillai. Ma questo tratto villano mi inasprì e senza ulteriori complimenti, passatagli la porta al collo, lo mandai all’altro mondo, dove avrà portate le sue lagnanze contro la giustizia di Roma”.

Giovanni Battista Bugatti, Le memorie di Mastro Titta

 
Certo, il libro che va sotto il nome di “Memorie di un carnefice scritte da lui stesso” si gioverebbe non poco di un’edizione critica: a naso si scorgono almeno due o tre mani intervenute sul testo – un diario, probabilmente scarno, del boia; un redattore anticlericale intervenuto diffusamente a caricare il chiaroscuro delle contraddizioni insite nel soggetto; Continua a leggere

“Inside Out”, film in formato famiglia

(da La Croce Quotidiano 23.09.15)
 
Pare che i produttori del film “Inside out”, cartone animato della Pixar uscito nelle sale italiane mercoledì scorso, abbiano scopiazzato dal Catechismo della Chiesa Cattolica. Eh sì, perché gli stravolgimenti psicologici della protagonista, la piccola Riley, causati da una serie di disagi legati al trasloco della famiglia della bambina dal Minnesota a San Francisco, richiamano senza ombra di dubbio l’antropologia cristiana delle passioni (e delle virtù).

Le dinamiche psicologiche sopra accennate si svolgono nella mente della ragazzina (il Quartier Generale), e derivano dall’interazione di cinque emozioni, Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto, che, guidate da Gioia, cercano di suggerire a Riley come reagire agli stimoli della realtà che la circonda. Continua a leggere

Giudizio particolare e universale

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Vorrei un chiarimento sul giudizio particolare e sul giudizio universale
 
Risposta di Padre Angelo Bellon (dal sito Amici Domenicani)
 

Carissimo,
1. sulla base della Sacra Scrittura ci sono due giudizi: il particolare e l’universale.
Il giudizio particolare avviene subito dopo la morte e l’anima riceve la sua destinazione.

2. Il giudizio universale avviene alla fine del mondo e coincide con la risurrezione dei corpi. Questo giudizio non sarà una specie d’appello, ma una ratifica del giudizio particolare e sarà fatto davanti a tutti. Da quel momento anche il corpo seguirà il destino dell’anima. Continua a leggere

Peccati contro lo Spirito Santo

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Don Timoteo Munari, sacerdote salesiano: “Ogni tanto incontro qualche fedele che si domanda: «Ho commesso tanti peccati, avrò offeso lo Spirito Santo? Non ci sarà più perdono in eterno?». Ma quali sono dunque i peccati contro lo Spirito Santo?
 
Eccoli:
 
1 – Disperazione per la salvezza.

2 – Presunzione di salvarsi senza merito.

3 – Impugnare la verità conosciuta.

4 – Invidia della grazia altrui.

5 – Ostinazione nei peccati.

6 – Impenitenza finale. Continua a leggere

Un cruciverba per arrivare in Cielo

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Per vivere la pienezza del Vangelo abbiamo bisogno di una fede “orizzontale” e “verticale”

di Carlo Climati

Una mamma mi ha raccontato che sua figlia si sta preparando alla prima comunione in parrocchia. Il catechista, qualche giorno fa, ha impiegato un’ora per spiegare ai bambini come si fa la raccolta differenziata e come si deve distribuire la spazzatura nei cassonetti.

Perché meravigliarsi? Anche questi argomenti sono parte di una formazione cristiana. Fare la raccolta differenziata significa dare il buon esempio e contribuire al rispetto per il Creato.

La stranezza è un’altra. Lo stesso catechista, nei suoi incontri con i ragazzi, ha detto ai bambini che il Rosario è una preghiera superata e ripetitiva. Secondo lui, bisognerebbe mettere da parte questa preghiera e meditare solo sulle Scritture. Continua a leggere

Il fumo di Satana non vincerà mai

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Incoraggiamo i giovani a far parte di quel piccolo gregge che non si lascia travolgere dalla “religione fai da te”.

di Carlo Climati

Parlare con i giovani è sempre bello. Aiuta a non chiudersi nel proprio guscio e ad essere aggiornati sulla realtà del mondo che ci circonda.

Alcuni giorni fa ho incontrato un ragazzo che mi ha posto una domanda sorprendente: “Carlo, possiamo ancora credere nel Catechismo?”.

Di fronte a questo interrogativo, non ho potuto fare a meno di chiedergli: “Perché hai questi dubbi? Che cosa ti spinge a pensare questo?”. Continua a leggere

San Francesco contro l’ipocrisia animalista

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«Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri», questa è la famosa frase scritta da George Orwell nel romanzo La fattoria degli animali. Uno slogan che centinaia di migliaia di polli e tacchini urlerebbero in questi giorni, essendo pronti ad essere sacrificati a causa dell’aviaria. L’obiettivo delle loro grida sarebbe l’ipocrisia di tanti animalisti pronti a farsi pubblicità davanti alle telecamere per liberare i “commoventi” cani destinati alla sperimentazione e che invece spariscono quando si tratta di difendere le galline dall’abbattimento o liberare i topi destinati allo stesso destino. Polli e tacchini purtroppo però non possono aiutarci a vedere la realtà, lo potrebbero solo se umanizzati come nei film di Walt Disney.
In poche righe non vogliamo descrivere l’intero mondo animalista, in cui ci sono anche aspetti positivi. Continua a leggere

I nemici della Chiesa che mettono Ratzinger “contro” Bergoglio.

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Irritazione. La sento montare dentro e penso subito che il diavolo ci mette le zampe e le corna per rovinarmi il momento di assoluta felicità vissuto con tutta la Chiesa. Irritazione perché a soli tre giorni dall’elezione di Francesco è già iniziato il tiro a freccette, il massacro mediatico, la definizione per opposizione, lo scaricamento del precedente per l’esaltazione del successivo.
Il fastidio fisico per l’ipocrisia di certe firme, le capriole dei commentatori e l’enfasi che subiscono i dettagli ha già prodotto un’amarezza pericolosa, la strisciante persuasione che non cambieremo mai, neanche dopo una delle Grazie più belle che potevano capitare. Continua a leggere

Il sacramento del perdono (Confessione)

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Cristo ha istituito il sacramento della Penitenza per tutti i membri peccatori della sua Chiesa, in primo luogo per coloro che, dopo il Battesimo, sono caduti in peccato grave e hanno così perduto la grazia battesimale e inflitto una ferita alla comunione ecclesiale.

A costoro il sacramento della Penitenza offre una nuova possibilità di convertirsi e di ricuperare la grazia della giustificazione.

I Padri della Chiesa presentano questo sacramento come “la seconda tavola (di salvezza) dopo il naufragio della grazia perduta”. (CCC 144) Continua a leggere

Il peccato (Catechismo)

Il Vangelo è la rivelazione, in Gesù Cristo, della misericordia di Dio verso i peccatori. L’angelo lo annunzia a Giuseppe: « Tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati » (Mt 1,21). La stessa cosa si può dire dell’Eucaristia, sacramento della redenzione: « Questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati » (Mt 26,28). Continua a leggere

SUPERBIA: Un super-io contro Dio

Per quanto possa sforzarmi di tornare indietro con la memoria, il ricordo del termine “superbia” mi riporta sempre, a quando ero bambino e la mente fissò il nome di Tarquinio il Superbo. Tutto ruota intorno alla sua persona, di cui conosco ben poco, eppure la qualifica è quanto rimane in me del personaggio. Non saprei dire perché mi colpì così tanto da permanere come pensiero nella memoria. Forse, perché con lui si concludeva la lista dei re di Roma che eravamo obbligati, già in tenera età, a imparare a memoria come una filastrocca; forse, perché neppure sapevo cosa fosse la superbia, ma il termine rimbombante lo imponeva… saranno gli psichiatri a determinare il tutto. Continua a leggere

La mormorazione

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“La mormorazione è un vizio volontario che fa morire la carità” (S. Pio da Pietralcina).

Uno dei peccati per cui Padre Pio negava l’assoluzione era quello della mormorazione o maldicenza nella quale incorrono spesso anche quelli che si reputano cristiani praticanti. Egli si mostrava severo con quelli che, forse senza rendersene conto del tutto, offendevano la giustizia e la carità. Disse ad un penitente: «Quando tu mormori di una persona vuol dire che non l’ami, l’hai tolta dal tuo cuore. Ma sappi che, quando togli uno dal tuo cuore, con quel fratello se ne va anche Gesù».

Una volta, invitato a benedire una casa, arrivato all’ingresso della cucina, disse: «Qui ci sono i serpenti, non entro». E ad un sacerdote, che spesso vi si recava a mangiare, disse di non andarci più, perché lì si mormorava. Nella mormorazione oltre a mancare di carità si esprimono giudizi, contravvenendo a quanto dice Gesù: «Non giudicate». (Lc, 6,37) Continua a leggere…

I “diritti” degli animali

Diventano più forti le correnti di pensiero che equiparano gli animali all’uomo.
Producendo una grave ferita al sistema morale e giuridico classico-cristiano.
E al semplice buon senso…

Già la Spinoza, Bentham e Shopenhauer, predecessori del filosofo contemporaneo Peter Singer, affermavano che è incompleta una morale in cui solo l’uomo è oggetto di diritti, pietà e compassione, che si dovrebbero invece riconoscere anche gli animali. Una simile pretesa è poi ben presente nella tradizione etica orientale (specialmente indù e buddhista), alla quale Schopenhauer si richiama. Dunque il dibattito filosofico sul tema è vecchio di secoli. Continua a leggere