Cristo si sarebbe incarnato se l’uomo non avesse peccato?

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Risposta di Padre Angelo Bellon, dal sito Amici Domenicani
 

Carissimi,
1. San Tommaso dice che “ci sono in proposito opinioni diverse.
Alcuni dicono che il Figlio di Dio si sarebbe incarnato anche se l’uomo non avesse peccato.
Altri invece affermano il contrario.
E quest’ultima opinione pare che sia da preferirsi.
Le cose infatti che dipendono dalla sola volontà di Dio, al di sopra di tutto ciò che è dovuto alle creature, non possono venire alla nostra conoscenza se non attraverso la sacra Scrittura, nella quale la volontà divina ci è manifestata. Siccome dunque nella sacra Scrittura il motivo dell’incarnazione viene sempre posto nel peccato del primo uomo, è meglio dire che l’opera dell’incarnazione fu disposta da Dio a rimedio del peccato, in modo che se non ci fosse stato il peccato non ci sarebbe stata l’incarnazione. La potenza di Dio però non è racchiusa in questi limiti: Dio infatti si sarebbe potuto incarnare anche se non ci fosse stato il peccato” (Somma teologica, III, 1, 3). Continua a leggere

Il Papa: Fede e ragione non avversarie ma alleate

L’udienza generale del 21 novembre. Solo la fede dà alla ragione il suo orizzonte ultimo

di Massimo Introvigne

Nell’udienza generale del 21 novembre 2012 Benedetto XVI, riprendendo il filo del discorso dal mercoledì precedente, quando aveva parlato della conoscenza di Dio tramite la fede, la quale «permette un sapere autentico su Dio che coinvolge tutta la persona umana» e la guida «oltre le prospettive anguste dell’individualismo e del soggettivismo che disorientano le coscienze», ha proposto un’ulteriore meditazione sulla ragionevolezza della fede. Continua a leggere