Il Papa: “Roma vuole solo presiedere nella carità”

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di Massimo Introvigne
 
Con la terza e ultima giornata di viaggio in Turchia, domenica 30 novembre 2014 Papa Francesco ha messo al centro il motivo principale per cui ha intrapreso la visita pastorale: fare un passo in avanti, auspicabilmente decisivo, nel cammino della piena riconciliazione con le Chiese ortodosse, o almeno – e più realisticamente – con una parte di esse.

Il Papa ha partecipato alla Divina Liturgia nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio a Istanbul nel giorno della festa di sant’Andrea, patrono del Patriarcato Ecumenico. E ha indicato senza mezzi termini l’obiettivo: «il ristabilimento della piena comunione» fra cattolici e ortodossi. Ma come procedere, perché il sogno diventi realtà? Il Pontefice ha indicato quattro dimensioni dell’ecumenismo: i gesti, la teologia, la cultura e il martirio. Continua a leggere

Un paese smarrito, la speranza di un popolo

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di Donata Fontana

Ancora un Appello? Un altro? Data la frequenza con cui si firmano e si licenziano appelli, quello preparato dall’Osservatorio Cardinale Van Thuân e pubblicato da Cantagalli – 86 pagine stringate, linguaggio tagliente, nessuna concessione alla retorica – può essere considerato con fastidio. Sarebbe però un peccato. Già il titolo ne mette in evidenza la novità e l’importanza: “Un Paese smarrito e la speranza di un popolo. Appello politico agli italiani”.

La storia ci ha finora detto che nei grandi momenti di difficoltà, nelle fasi di passaggio in cui per accidia non ci si stacca dal passato anche se percepito ormai come troppo stretto e per stanchezza non si ha la forza di progettare il futuro, i cattolici hanno sempre dato il meglio di sé, animando la rinascita della nazione. Continua a leggere

Il padre della fecondazione assistita: «Solo i cattolici capiscono che ci stiamo avviando verso la “clonazione sociale”»

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In un’intervista Jacques Testart mette in guardia dalla tentazione prometeica di «fabbricare individui». Lui, uomo laico e di sinistra, dice: «Solo i cattolici resistono un po’. I miei amici non vogliono neppure parlarne».

In una bella intervista oggi ad Avvenire, Jacques Testart ripete alcune sue grandi perplessità sulla fecondazione assistita. Testart, uomo laico e di sinistra, non è uno qualunque, ma il “padre” del primo bambino nato in provetta. Oramai da molti anni il biologo ha iniziato un percorso di revisione critica delle pratiche di fecondazione extracorporea, arrivando a definire «una schiavitù» la maternità surrogata e attaccando il pensiero prometeico di certi scienziati. Interpellato sul suo ultimo libro dato alle stampe (Faire des enfants demain, Fare bambini domani), Testart spiega che «rispetto all’eugenismo storico, doloroso e autoritario, si estende oggi un eugenismo consensuale, nel senso che sono le stesse persone a chiedere di avere un bambino normale, eliminando presunti embrioni anormali. Continua a leggere

La missione è minacciata dal relativismo

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di Massimo Introvigne
 
Il 6 agosto Papa Francesco ha diffuso il suo messaggio per  la Giornata Missionaria Mondiale, formalmente datato 19 maggio. Il messaggio propone cinque riflessioni, ispirate all’Anno della fede, e ha al centro l’importante considerazione secondo cui oggi gli ostacoli alla missione vengono anche «dall’interno» della Chiesa, dove si diffonde la convinzione che annunciare una verità agli altri equivarrebbe a mancare di rispetto alla loro libertà. Questa convinzione riposa sull’idea che la verità non esista o non sia importante, cioè sul relativismo. Ma esaminiamo uno per uno i cinque punti di Papa Francesco.

Primo: «La fede è dono prezioso di Dio, il quale apre la nostra mente perché lo possiamo conoscere ed amare». È il più grande dono che Dio ci fa. Ed è «un dono che non si può tenere solo per se stessi, ma che va condiviso. Continua a leggere

L’aberrante iniziativa di un sottosegretario britannico

All’indomani della vittoria di Obama alle elezioni americane – che tante preoccupazioni suscita nei cattolici a causa delle note idee del Presidente in materia di bioetica e ben sapendo come l’American way of life prima o poi si diffonda anche da noi – ho letto con una certa apprensione le “Pillole dall’America” di Patrick O’Malley pubblicate da Riscossa Cristiana e vi ho trovato molti spunti di riflessione che spero di condividere presto con gli amici che, ormai da più di un anno, mi fanno l’onore di leggermi.
Ma lo stesso giorno – a mo’ di ciliegina sulla torta – ho letto, su Avvenire, una notizia che mi ha lasciato esterrefatta, sia come essere umano che come cattolica “bambina”, e che ho dovuto rileggere un’altra volta perché non credevo ai miei occhi. Continua a leggere