Oggi è nata una mamma: la meravigliosa storia di Paola Bonzi e del CAV Mangiagalli (e cosa possiamo fare noi per aiutare la Vita )

20.782 bambini. Ventimilasettecentoottantadue bambini. Ventimilasettecentoottantadue cuoricini che battono grazie al CAV di Paola Bonzi. Lo scrivo anche in lettere questo numero perché forse a leggerlo così, tutto d’un fiato, resta scolpito meglio in mente.

Sto per raccontarvi una storia bellissima, che si ripete ogni giorno nella grande Milano.

C’è un posto che profuma di Paradiso e che come tutte le cose belle è un po’ nascosto.

Si chiama Cav, Centro di aiuto alla Vita, e già questo nome è un programma. Si trova al terzo piano, scala B della Clinica Mangiagalli di Milano.

Lo ha fondato e lo guida dal 1984 Paola Marozzi Bonzi, una Donna (lo scrivo apposta con la D maiuscola) di quelle che incarnano il senso più alto del femminile: forte e tenera, accogliente e materna. Una donna che abbraccia e ascolta da anni le donne, qualche volta in coppia, più spesso sole, che vivono una gravidanza inattesa o indesiderata e che si trovano nella lacerante situazione di dover scegliere se continuare a far battere i piccoli cuoricini che battono sotto il loro grande cuore. Perché il cuore di una mamma è sempre grande.

Sono donne che si rivolgono qui per chiedere un aiuto. E già questo è un piccolo miracolo: se chiedono aiuto vuol dire che qualcuno le ha fatte arrivare qui, prima che altrove. Continua a leggere

Paola Bonzi: “La mia luce è ridare il sorriso alle mamme”

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E’ non vedente da quando aveva 23 anni: insegnante e formatrice, ha fondato il Centro aiuto alla vita (Cav) presso la clinica Mangiagalli di Milano, per sostenere le donne che vogliono portare avanti la gravidanza tra mille difficoltà.
 
Una vita spesa per la vita: Paola Bonzi è inarrestibile nel suo impegno per la tutela delle mamme e dei loro bambini. Un impegno che le ha fatto meritare il prestigioso Ambrogino d’oro, il premio che ogni anno viene attribuito ai milanesi che si sono distinti in vari campi. «È stata una lieta sorpresa», commenta la Bonzi. «Mi ha fatto piacere, ma ora fa già parte dei ricordi e torno a guardare avanti ». Paola Bonzi, cieca da quando aveva poco più di vent’anni, è infaticabile nello svolgere un ruolo sociale sempre a favore di chi ha bisogno. Che si tratti dell’insegnamento come di una buona parola. Continua a leggere

Cav Mangiagalli, in un anno salvati 922 bimbi

cav_consul_44753496_300​ A Milano e non solo è una istituzione: il Centro di aiuto alla Vita Mangiagalli è un’associazione di volontariato che opera dal 1984, all’interno della clinica omonima, a sostegno della maternità e della genitorialità difficili. Nel 2014 il bilancio di un anno di attività parla di 1633 nuove utenti e 922 bambini nati e seguiti con progetti di aiuto. Un successo, per la fondatrice Paola Bonzi, che si unisce ai risultati consolidati in trenta anni: 25.556 donne incontrate; 17.585 bambini nati; 312 nuclei familiari ospitati fino alla raggiunta autonomia abitativa; 145 bambini iscritti ai nidi famiglia gestiti dall’associazione, aperti nel 2004.

Una maternità imprevista, il disagio economico, l’assenza o la lontananza di amici e parenti, l’eventuale mancanza di un partner possono far sì che l’attesa di un figlio venga vissuta con paura, ansia, preoccupazione ed un profondo senso di solitudine. Obiettivo dell’associazione è accompagnare le donne alla nuova condizione di madre, sostenendole psicologicamente e materialmente fino all’anno di vita del bambino, aiutandole così a superare le difficoltà contingenti e ad impostare correttamente la relazione con il proprio figlio. Continua a leggere

Cav Mangiagalli, festa per la vita a Milano

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di Marina Corradi
 
Il 15 settembre c’è una festa a Milano, a cui varrebbe la pena di andare. Ma prima che della festa, leggete questa storia.

La storia. Ieri mattina al Centro di aiuto alla vita della clinica Mangiagalli si è presentata A., 25 anni. Incinta da poche settimane. Il suo ragazzo se ne è già andato. Il padre, un immigrato, ha cacciato A. di casa. Lei è rimasta sola col suo “lavoro” di commessa interinale. (Scriviamo “lavoro” perché nell’ultimo mese A. è stata chiamata per quattro giorni). Un’amica le ha suggerito di passare di qui. La ha accolta Paola Bonzi, fondatrice del Centro che opera da 30 anni nella più grande Maternità milanese. Non era un incontro facile. A. stava per ritirare il certificato per l’aborto. Quando è uscita, però, aveva deciso di avere quel figlio. Continua a leggere

Martina, sentirsi obbligata dalle circostanze

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di Paola Bonzi
 
Oggi sono veramente stanca! I problemi si sommano e sembra non esserci via di scampo. Le necessità sono tantissime, i fondi regionali sono bloccati, i bambini, però, continuano a nascere. Tanto per dare i numeri, che con la fatica di oggi ci sta, attualmente abbiamo in carico più di 2.700 donne in gravidanza o che da poco hanno partorito e più di 17.000 bambini sono nati anche per la nostra gioia. I colloqui con le persone incontrate, si susseguono mensilmente fino al compimento del primo anno di vita del bambino e, così, partecipiamo alle ansie, fantasie, desideri che ci fanno rivivere le altrettanti ansie, fantasie, desideri, delle nostre storie personali di quando, più giovani, anche molti di noi operatori ci siamo trovati nelle medesime condizioni. Continua a leggere

«Quanto costa la vita di un bambino?». Donano 100 mila euro al Cav Mangiagalli e salvano dall’aborto 30 neonati

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La direttrice Paola Bonzi racconta a tempi.it la storia di una donna che ha deciso nel suo testamento di donare i suoi soldi in beneficenza. Il figlio, invece di protestare, li ha offerti subito al Centro di aiuto alla vita

Trenta bambini nasceranno grazie alla generosità di una madre e di suo figlio, che hanno deciso di donare 100 mila euro a fine febbraio al Centro di aiuto alla vita Mangiagalli di Milano. Una storia di quelle che non si leggono spesso e che per Paola Bonzi, direttrice del Cav, ha una sola spiegazione: «Evidentemente c’è ancora qualcuno che giudica importante che i bambini nascano invece che essere abortiti», dichiara a tempi.it. Continua a leggere

C’è madre e madre. La Lega discrimina quelle straniere

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di Francesca Moretti

Cinque anni di residenza in Lombardia al posto di uno, dichiarazione di reddito Isee inferiore a 7.700 euro invece che 12.000 euro. L’intenzione della Giunta Maroni di cambiare, rendendo più restrittivi, i criteri di assegnazione del Fondo Nasko ha fatto scatenare una battaglia in Regione Lombardia. Una battaglia di cui, francamente, non si sentiva il bisogno dato che il fondo Nasko è da sempre considerato uno strumento utile a garantire la prosecuzione della gravidanza alle donne in difficoltà.

Avviato nell’ottobre 2010 dalla Giunta Formigoni, il Fondo Nasko viene in aiuto a madri che, di fronte a problemi economici, rinunciano a interrompere la gravidanza e, attraverso progetti personalizzati, sono assistite da consultori familiari accreditati e Centri di aiuto alla vita, iscritti nell’elenco regionale. Continua a leggere

Lisa, il dolore che si fa accoglienza

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di Paola Bonzi

Di solito, al nostro Centro di Aiuto alla Vita, arrivano donne in pena sulla decisione da prendere circa la loro gravidanza. Quel giorno, invece: “Una signora chiede di te, ma non è incinta”. Avevo appena finito un colloquio pesante in cui la decisione di portare avanti la maternità era stata veramente impegnativa per la nuova mamma. Mi sarei rilassata volentieri con qualche chiacchiera, ne avevo bisogno. …

“Buongiorno, mi chiamo Lisa e mi piacerebbe molto parlare un po’ con lei.” “Si accomodi, la prego, sono a sua disposizione.” Intanto mi accorgo che Lisa era tutta inguainata da un busto con tante stecche di ferro. “Sono caduta da cavallo – mi spiega – e devo portare questa armatura per qualche mese.” ‘Caduta da cavallo?!’ penso tra me; non si tratta certamente di una persona dai mille bisogni, quasi irrisolvibili, che sono abituata a incontrare quotidianamente. Continua a leggere

Daniela, la fatica dell’attendere

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di Paola Bonzi

Erano i primi giorni del mese di novembre. Dalla nostra segreteria mi fanno sapere che c’è stata una telefonata tipo S.O.S. «Ma ci ha lasciato il suo recapito?» chiedo con una certa ansia. «Si, si, – mi rassicurano – anzi, Daniela aspetta una tua telefonata».

Quella delle telefonate a persone già prenotate per l’interruzione della loro gravidanza, è come una doppia giravolta senza nessuna rete di protezione! Arrivi come una tegola sulla testa della persona che chissà cosa sta facendo in quel momento, ti devi presentare, la voce deve essere quella della calma-serenità, … Da sempre, però, molti bambini sono nati anche per una telefonata e, quindi, con un po’ di perplessità, chiamo Daniela, prenotata per l’interruzione il 20 novembre. Continua a leggere

Storia di Anna

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Tratta dal libro “Oggi è nata una mamma” di Paola Bonzi
 
Pausa per il panino del mezzogiorno; corridoio della Mangiagalli, lunghissimo, con ad una estremità la segreteria per l’attuazione della legge 194 e, all’altra, il Centro di Aiuto alla Vita.
Entra una signora che, molto intimidita, depone sul nostro tavolo un plico di documenti e di referti.
“Buongiorno” dice Giovanna, “posso aiutarla?”
La signora alza gli occhi umidi e, con un filo di voce, chiede di potersi prenotare per abortire.
Giovanna, anche più timida di lei, con altrettanto filo di voce, ribatte:
“Forse lei cerca la segreteria della 194 ma noi siamo il Centro di Aiuto alla Vita.” Continua a leggere