Fertilità, è l’aborto la via alternativa?

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di Massimo Calvi
 
La contro-campagna della Cgil al Fertility day lascia intendere che l’aborto sia lo strumento per poter avere una vita lavorativa gratificante e controllare le nascite.
 
Siamo tutti d’accordo: la campagna del Fertility day è stata un fallimento. Ma solo la campagna, non l’iniziativa in sé, che non nasce affatto con lo scopo di spingere gli italiani a fare più figli, e di farli per la Patria, ma per informare sui rischi sanitari che determinati comportamenti possono avere in relazione alla fertilità. Un tema nobilissimo e decisivo. Troppe coppie sperimentano il dolore dell’infertilità anche per una scarsa conoscenza delle cause che possono favorirla.

Per questo le persone in buona fede dovrebbero saper distinguere tra le critiche legittime a una campagna che ha avuto l’effetto di offuscare il senso del Fertility day, fino a offrire il fianco agli oppositori politici del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e il valore del reale messaggio di cui l’iniziativa è portatrice. Solo per fare un esempio, in queste ore in rete circolano a mo’ di sberleffo decine di fotomontaggi di persone famose che nonostante una vita tra droga, alcool e tutto il resto hanno avuto 5, 6 o più figli a ciascuno. Continua a leggere

Aborto e obiezione di coscienza. Attacco del Consiglio d’Europa

 Nuova pronuncia del Comitato europeo dei diritti sociali, un organismo del Consiglio d’Europa, sull’applicazione della Legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Il Comitato ha stabilito che l’Italia “viola il diritto alla salute delle donne” che vogliono abortire, poiché esse incontrano “notevoli difficoltà” nell’accesso ai servizi per l’Ivg, anche per l’alto numero di medici obiettori di coscienza.

Il testo della pronuncia è di qualche settimana fa, ma è stato pubblicato oggi sul sito web del Consiglio d’Europa, l’organizzazione per i diritti umani di cui fanno parte 47 Stati. Il ricorso – il secondo sull’argomento – al Comitato di Strasburgo era stato presentato dalla Cgil nel 2013. Il sindacato contestava alle autorità italiane la mancata applicazione di fatto della legge sull’interruzione di gravidanza, la 194/1978, considerandola una violazione dell’articolo 11 della Carta sociale europea (Diritto alla salute) e anche all’articolo E dello stesso documento, per la discriminazione dei medici non obiettori. Continua a leggere

La Basilicata vuole aiutare le donne che rinunciano all’aborto. La Cgil: «Vergognoso attacco alla 194»

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Il Consiglio regionale propone un assegno mensile di 250 euro alla madre che tiene il bambino. Loredana Taddei, responsabile “politiche di genere” del sindacato, si infuria.

In Italia si può immaginare di aiutare le future madri in difficoltà, magari con un assegno mensile che, per quanto striminzito, le incoraggi a non optare per l’aborto? A quanto pare no. Non secondo gli addetti alle “politiche di genere” della Cgil come Loredana Taddei, la quale ha reagito malissimo alla proposta di legge in discussione presso una commissione consiliare della Regione Basilicata che prevede appunto – come spiega Avvenire – «l’adozione di un sostegno da 250 euro mensili, per 18 mesi, al fine di “tutelare e sostenere la maternità con un aiuto concreto alle tante donne che, trovandosi in difficoltà economica si vedono costrette a rinunciare al proprio bambino”». Continua a leggere

Contro il diritto all’obiezione un ricorso inconsistente

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All’azione della Cgil presso il Consiglio d’Europa contro lo stesso dettato della legge 194 rispondono le associazioni prolife italiane: «Ecco perché l’alto numero di medici obiettori nel nostro Paese non minaccia la salute delle donne»
 
Tratto da Avvenire del 6 Giugno 2013
 
Lo scorso 17 gennaio, in sordina e senza particolare clamore mediatico, la Cgil ha presentato un reclamo al Comitato europeo dei Diritti sociali del Consiglio d’Europa, in cui si sostiene che in Italia il gran numero di medici obiettori di coscienza in materia di aborto metterebbe a rischio la salute delle donne e il diritto dei medici non obiettori a lavorare in condizioni eque, dignitose e sicure. Continua a leggere

Aborto. La Cgil sta preparando un reclamo in Europa contro i medici obiettori

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Lo hanno scritto le agenzie la settimana scorsa, rivelando una «notizia coperta dal massimo riserbo» che rimbalza «col contagocce» da Strasburgo.

Sarà che non ha tutti i crismi dell’ufficialità e sarà che si tratta solo di un lancio d’agenzia (per ora). Ma sta di fatto che, se la notizia fosse confermata, sarebbe una bomba. La settimana scorsa, infatti, prima l’Ansa e poi la Reuters hanno scritto che «la Cgil si schiera in difesa dei medici non obiettori sull’aborto e a tutela del diritto delle italiane all’interruzione di gravidanza, con un reclamo al Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa». Continua a leggere