Umiltà fuori posto

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“Ciò di cui soffriamo oggigiorno è di una umiltà fuori posto. La modestia si è spostata dall’organo dell’ambizione a quello della convinzione, dove non è stata mai concepita di essere. Un uomo ha diritto di dubitare di se stesso, non della verità; questa proposizione è stata esattamente rovesciata. Oggigiorno ognuno crede esattamente in quella parte dell’uomo in cui dovrebbe non credere: se stesso, e dubita esattamente in quella parte in cui non dovrebbe dubitare: la ragione divina”.

(Gilbert Keith Chesterton)

 

Un raduno di «uomini vivi», un’immensa Compagnia dell’Agnello. Come aveva profetizzato Chesterton

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Da una testimonianza su Facebook del collaboratore de «La Croce» Andreas Hofer
 
Ieri giornata memorabile al Circo Massimo. È stata quello che tutti ci attendevamo: una insorgenza popolare pacifica e festosa, capitanata dal grande cuore di uomini e donne vivi, una vera Compagnia dell’Agnello con i suoi condottieri e le sue regine. Immensa gratitudine per aver visto realizzarsi sotto i miei occhi uno dei pensieri più belli di un altro uomo vivo dal cuore immenso, G.K. Chesterton, che non a caso è il vero patrono del Family Day: Continua a leggere

La fiaba (vera) del Natale

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dal sito Comunità Ambrosiana
 
È salubre l’aria dell’Agrifogliere: molta malvagità deve colpire una terra, prima che essa dimentichi gli Elfi che la abitarono un tempo” (John R.R.Tolkien)
 
Una fioritura inattesa, almeno nel nostro emisfero, alle soglie dell’inverno invade vetrine e finestre che si colorano di tutte le sfumature del verde e del rosso, del bianco e dell’oro: sembra che gli angeli siano passati a spargere ghirlande, candele, pigne e bacche, rametti di abete e di agrifoglio, per scaldare i cuori degli uomini man mano che l’inverno prende il sopravvento, in attesa che il candore della neve giunga a completare l’opera invitando gli uomini ad un gioioso silenzio. Persino chi, come il sottoscritto, soffre un po’ di malinconia natalizia, non può fare a meno di restare incantato di fronte a questa sinfonia di colori che colpisce il cuore, mentre la mente di un trentenne tornato bambino immagina paesaggi nordici, caminetti, calze e cristalli di neve e il gioioso affaccendarsi di elfi che costruiscono gli ultimi giocattoli mentre il buon vecchio barbuto prepara le renne – e come dimenticare Rudolph, la renna dal naso rosso? Continua a leggere

«Il Natale deve andarsene. È assolutamente inadatto al mondo moderno»

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di Gilbert Keith Chesterton
 
«Il Natale è un ostacolo al progresso», «è una superstizione», «un relitto del passato». «Ma è veramente necessario continuare a elencare i motivi per lodare il Natale?», si domanda lo scrittore inglese
 
Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo il brano “Il natale deve andarsene” (1933) della raccolta “Lo spirito di Natale” di Gilbert Keith Chesterton. L’opera, edita da D’Ettoris Editori e pubblicata a ottobre, è a cura di Maurizio Brunetti. 
 
Il Natale è assolutamente inadatto al mondo moderno. Presuppone la possibilità che le famiglie siano unite, o si riuniscano, e persino che gli uomini e le donne che si sono scelti si parlino. Così, migliaia di spiriti giovani e avventurosi, pronti ad affrontare i fatti della vita umana e a incontrare la vasta varietà di uomini e donne come sono realmente, altrettanto pronti a volare fino ai confini della terra e a tollerare ogni qualità stravagante o accidentale dei cannibali o degli adoratori del demonio, sono crudelmente obbligati ad affrontare un’ora – no: talvolta persino due ore! – in compagnia di uno zio Giorgio o di qualche zia di Cheltenham che non trovano particolarmente simpatici. Continua a leggere

Miracolo alla fermata dell’autobus

 di Andrea Monda

Arrivo alla fermata dell’autobus per andare a scuola, il freddo mi intorpidisce e sono anche un po’ di malumore (la scuola è occupata) e mentre sto per chiudermi definitivamente al resto del mondo, inserendo anche il secondo auricolare della cuffia del mio Iphone qualcosa, anzi qualcuno attira la mia attenzione: due bambini stanno lì, girellando intorno al palo della fermata e schiamazzano, già ora, alle sette del mattino. Sono evidentemente due fratellini, devono avere 7 ed 8 al massimo, uno, il più piccolo, gioca con il suo smartphone mentre l’altro canticchia e gira tenendosi con una mano al palo. Ecco che da lontano, si vede il bus che sta curvando per dirigersi a prenderci; “Urrà!” grida il più grande e aggiunge: “Un miracolo! Un miracolo di Gesù!”. Mentre grida al miracolo saltella alzando le mani in senso di giubilo. Il fratello più piccolo si incammina verso l’autobus che sta frenando e aprendo le porte e gli dice con un pizzico di stizza: “Io lo sapevo, già lo sapevo…” e gli mostra il suo smartphone: non ci stava giocando, ma indagando sull’App dell’Atac le notizie relative all’arrivo degli autobus di quella fermata. Continua a leggere

Il caso serio della misericordia

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Chesterton ce lo dice chiaramente: «Il nome del prezzo è Verità, che può anche essere chiamata Realtà; significa porsi di fronte alla realtà del proprio essere»

«Quando un cattolico ritorna dalla confessione entra veramente, per definizione, nell’alba del suo stesso inizio, e guarda con occhi nuovi attraverso il mondo. Egli sa che in quell’angolo oscuro, e in quel breve rito, Dio lo ha veramente rifatto a Sua immagine. Egli sta nella luce bianca dell’inizio, pieno di dignità, della vita di un uomo. Le accumulazioni di tempo non possono più spaventare. Può essere grigio e gottoso, ma è vecchio soltanto di cinque minuti».
Così, nella sua autobiografia, Gilbert Keith Chesterton racconta l’esperienza folgorante della confessione, l’incontro con la misericordia divina che segnò così radicalmente la sua vita. Egli si convertì confessandosi, all’età di 48 anni, nel 1922, scoprendo che proprio la Chiesa cattolica è l’unico luogo in cui un uomo può essere liberato dai suoi peccati e fare esperienza della misteriosa rigenerazione del proprio essere. Il lungo percorso che portò lo scrittore inglese ad aderire alla Chiesa di Roma fu infatti un’avventurosa ricerca di questo luogo in cui la persona può trovare una nuova vita dentro la solita vita, un nuovo cuore dentro il vecchio cuore, un nuovo respiro dentro l’affannoso respiro dei giorni. Continua a leggere

Questa è la Bbc. La parola a Chesterton

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di ANDREA MONDA

(Avvenire, 12.08.15)
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La scoperta del “pianeta Chesterton”, audace avventura intrapresa di nuovo da spavaldi editori italiani da circa dieci anni, conosce ora un nuovo avvincente capitolo con la pubblicazione dei testi e delle discussioni che lo scrittore inglese fece alla radio, per i microfoni della BBC, a partire dall’autunno del 1932 fino alla sua morte avvenuta nel giugno del 1936.

Il merito va all’editore calabrese Rubbettino che ha appena pubblicato una breve raccolta, inevitabilmente parziale ma già capace di regalare al lettore di oggi il “sapore” delle chiacchierate radiofoniche di Chesterton che furono, nell’autunno della sua parabola biografica, un’altra scoppiettante luce fuoriuscite dal poliedrico genio dell’inventore di padre Brown.

Inizialmente la presenza in radio doveva essere per un periodo di soli tre mesi, ma visto il successo il progetto proseguì a oltranza; la BBC chiese allo scrittore di impostare le trasmissioni sulle recensioni di alcuni libri, ma si finì inesorabilmente, con Chesterton questo è inevitabile, per “spaziare” e andare molto al di là della semplice recensione. Continua a leggere