Quanto risparmia ogni anno lo stato italiano grazie alla Chiesa Cattolica

La questione Chiesa e ICI è tornata alla ribalta su molti media di tutta Italia. Senza entrare nel merito della questione che vede accolto il ricorso di una scuola contro la decisione di non recuperare l’ICI non versata da enti ecclesiastici tra il 2007 e il 2011, vediamo quanto le attività promosse e gestite dalla Chiesa che non pagano l’ICI permettono allo stato italiano di risparmiare ogni anno.
 
La Chiesa Cattolica non ha l’esclusiva sull’esenzione dall’ICI

L’esenzione dall’ICI non è una norma che riguarda solo la Chiesa ma tutto il mondo degli enti destinato ad attività non commerciali, siano essi cattolici, di altre confessione religiose, non confessionali, ecc… Il criterio dell’esenzione non è consentito in virtù della confessionalità dell’attività, ma del suo essere non commerciale e al servizio della comunità. Le radici di questo tipo di disposizioni si trovano nella Costituzione:

“Stato, Regioni, Citta metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. (art. 118)

Ovviamente la Chiesa paga l’ICI/IMU sugli immobili di natura commerciale, come le case date in affitto di proprietà della Santa Sede. Contrariamente a quanto si sente ripetere, una cappella non rende esenti dall’ICI/IMU: se in un albergo c’è una cappellina l’albergo (commerciale) paga l’ICI/IMU.
 
L’8×1000 del 2018

Come abbiamo scritto poco tempo fa in un articolo, la Chiesa Cattolica Italiana nel 2018 ha destinato quasi il 25% delle entrate derivanti dall’8×1000 alle opere assistenziali in favore degli indigenti e delle opere educative nel nostro paese (una parte di questa percentuale è destinata invece alle opere assistenziali nel terzo mondo). Questo vuol dire che un quarto delle entrate annuali della Chiesa Cattolica vengono utilizzate per i più poveri, come attività non commerciale di interesse generale. Continua a leggere

Ici, ma quale condanna? Corte Ue dà ragione alla Chiesa

Chiesa e Italia condannate? Nient’affatto; Enti ecclesiastici favoriti dall’esenzione Ici? Nemmeno. La sentenza della Corte di giustizia UE riguarda solo la necessità di valutare se lo Stato fosse davvero impossibilitato a recuperare l’Ici per il no profit che ne era esente. Eppure i media hanno sparato su fantomatiche condanne, quando semmai la sentenza conferma un principio fondamentale per gli enti ecclesiastici: non sono enti commerciali. Con buona pace dei Radicali e degli anticlericali. Intervista al giurista Farri.
 
La sentenza della Corte di Giustizia UE: l’Italia recuperi l’ICI non versata dalla Chiesa“: così titolavano ieri, con minime variazioni stilistiche, le principali testate giornalistiche presenti in rete. E’ davvero così? La Nuova BQ lo ha chiesto all’avvocato Francesco Farri, tributarista, dottore di ricerca nell’Università La Sapienza di Roma e socio del Centro Studi Rosario Livatino. E ha scoperto che le cose non stanno affatto così, anzi, la sentenza stabilisce un principio: che gli enti ecclesiastici non non sono enti commerciali. Ma anche questa è una battaglia Radicale e i media si adeguano nel solco dell’anticlericalismo.
 
Avvocato Farri, è vero che ieri la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha condannato l’Italia a recuperare l’ICI sugli immobili della Chiesa Cattolica?
Niente affatto: siamo di fronte a un caso tipico in cui la realtà giuridica è molto diversa rispetto al messaggio con cui è stata divulgata dai media. Sul mio pc sono comparsi prima i rilanci giornalistici della pubblicazione del testo della sentenza sul sito ufficiale della Corte di Giustizia. Per cui non mi meraviglio di alcune approssimazioni interpretative su un tema che i media non frequentano.
 
Qual è, allora, l’oggetto della sentenza depositata ieri?
Da molti anni alcune organizzazioni hanno sollecitato la Commissione Europea ad occuparsi delle agevolazioni fiscali di cui godono alcune attività legate al no profit. Ciò al fine di far dichiarare le norme in questione contrastanti con il divieto di aiuti di Stato stabilito dai Trattati Europei. In uno di questi casi, sollecitato dalla scuola Montessori S.r.l. di Roma, la Commissione aveva stabilito che fosse contrastante con il divieto di aiuti di Stato il regime di esenzione dall’ICI (imposta comunale sugli immobili) applicabile prima del 2012 agli immobili utilizzati dagli enti non commerciali (come associazioni e fondazioni) destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, religiose o di culto. Allo stesso tempo, tuttavia, la Commissione aveva ritenuto che fosse oggettivamente impossibile per la Repubblica Italiana procedere al recupero di questo tipo di “aiuti”. Nella stessa occasione, la Commissione aveva invece ritenuto che le modifiche apportate a tale agevolazione dal 2012 in poi (e, quindi, nell’attuale sistema IMU) erano sufficienti a rendere l’esenzione compatibile con i principi europei. La Montessori S.r.l. ha contestato tale decisione in ogni sua parte e il giudice di primo grado le ha dato torto su tutti i fronti. Essa ha, successivamente, proposto ricorso avverso tale decisione di primo grado e la Grande Sezione della Corte di Giustizia, da un lato, ha confermato che la normativa successiva al 2012 è pienamente legittima e, dall’altro lato, ritenuto che non fosse stata adeguatamente dimostrata l’obiettiva impossibilità di procedere al recupero dell’ICI per gli anni precedenti. Continua a leggere

Così Dante prendeva in giro i Papi avidi

Risultati immagini per giovanni fighera tre giorni all'inferno

Dante e i Papi avidi. Ne parla Giovanni Fighera in “Tre giorni all’inferno” (Edizioni Ares). Accade nel cerchio ottavo di Malebolge, raffigurato in chiave comica. Qui risiedono i simoniaci.

Dante era stato accusato di baratteria quando era ambasciatore presso il papa Bonifacio VIII e per questa falsa accusa sarebbe rimasto in esilio fino alla morte.

Proprio il papa del Giubileo verrà collocato ante litteram tra i simoniaci nel canto XIX. Il papa non è ancora morto al momento dell’ambientazione della Commedia (marzo o aprile del 1300). Il poeta utilizza allora un escamotage per poterlo condannare: fa sì che un altro dannato profetizzi l’arrivo del papa, una volta morto. E questo dannato è un altro pontefice!
 
CHI SONO I SIMONIACI

I simoniaci sono coloro che hanno approfittato della loro posizione e delle cariche ricoperte per arricchirsi. Raccapricciante è lo scenario che appare a Dante dall’alto del ponte che sovrasta la bolgia. Le anime sono collocate a testa in giù, soltanto le estremità delle gambe fuoriescono dai fori. Le piante dei piedi sono infuocate come quando il fuoco si propaga da una superficie oleosa. Continua a leggere

Nel villaggio manca la chiesa. E un uomo decide di costruirla…con la neve

snowchurch

di Gelsomino Del Guercio
 
Nel villaggio di Sosnovka, nel cuore della Siberia, non c’è una chiesa. E così, «approfittando» del rigido inverno, un abitante locale ha pensato bene di costruirne una tutta di neve.

L’edificio è piccolo, ma ben fatto, con tanto di icone sacre e altare, una copia del Nuovo Testamento, e una croce ortodossa sulla cupoletta che lo sormonta (Avvenire, 10 febbraio)
 
12 METRI CUBI DI NEVE

L’autore, Aleksandr Batiokhtin, ci ha lavorato per due mesi, usando 12 metri cubi di neve. La chiesetta, purtroppo, è destinata a sciogliersi con l’inevitabile arrivo della primavera, ma il lavoro di Batiokhtin ha scaldato i cuori e le anime. Continua a leggere

Scheda. La scelta del Papa. Aborto e perdono: sei punti per capire

Aborto e perdono: sei punti per capire

Una breve scheda per approfondire la scelta di Francesco nella Lettera apostolica “Misericordia et misera”
 
1 – Aborto e perdono, cosa dice papa Francesco
 
Nella Lettera apostolica , al n.12, afferma: «Concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto… Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre».
 
2 – Cos’è l’aborto volontario
 
Giovanni Paolo II nell’Evangelium vitae lo definisce: «L’uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita… un’enorme minaccia contro la vita, non solo di singoli individui ma dell’intera civiltà». Si tratta in ogni caso di un intervento che pone fine alla gravidanza sopprimendo il feto. Continua a leggere

Il tavolo della Provvidenza che non resta mai vuoto

tavolo_300

A Milano nella chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio
 
L’idea è semplice quanto efficace. E in fondo non così diversa da tante altre già presenti in moltissime parrocchie italiane: raccogliere alimenti per chi è in difficoltà. Ma il modo con cui l’hanno fatto nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, a Milano, ha indubbiamente un tocco in più di creatività.

In chiesa, dall’inizio della Quaresima, è comparso ben in vista (come da foto) un tavolo, con tanto di tovaglia a quadretti.
Impossibile non vederlo. Ma è ciò che si legge, avvicinandosi, sui due cartelli appoggiati sopra che fa la differenza. Il primo indica il senso: «il tavolo della provvidenza; il secondo – diciamo così – il “modo d’uso”: “Se hai bisogno prendi, altrimenti porta”. Continua a leggere

Chiesa indietro di 200 anni? La risposta di Francesco: «non ci interessa adeguarci al mondo»

Francesco papa

(dal sito UCCR)
 
«Che la Chiesa sempre abbia l’identità disposta da Gesù Cristo; che tutti noi abbiamo l’identità che abbiamo ricevuto nel battesimo, e che questa identità per voler essere come tutti, per motivi di‘normalità’, non venga buttata fuori». Queste le parole di ieri mattina del Santo Padre, durante l’omelia a Santa Marta, che rilevano ancora una volta l’adeguatezza del Pontefice nel mantenere la giusta rotta della Chiesa, emarginando contemporaneamente alcune correnti gnostiche che la stanno infestando, tra cui il progressismo-sessantottino e il tradizionalismo-socciano.

Leggendo queste parole ci è venuta subito in mente la famosa intervista al card. Carlo Maria Martini: «La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni». Continua a leggere

L’eterno ritorno dei trenta denari

Caravaggio

di Giuliano Guzzo
 
Al di là di intercettazioni inquietanti, di fatti e responsabilità che andranno accertati, vi sono due elementi che sembrano costantemente sfuggire ai cronisti impegnati nella ricostruzione degli scandali vaticani esplosi in questi giorni. Il primo è che, se mezza Italia – o anche più di mezza – è si sta indignando per quanto accade (o accadrebbe) nello Stato Vaticano, beh lo si deve proprio…al Vaticano. Non sono infatti stati due libri sui malaffari della Santa Sede in procinto di entrare in vendita né la nostra magistratura ad arrestare monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Chaouqui, bensì la gendarmeria vaticana. E se questo non fosse accaduto dei due libri in questione, per quanto scottanti ne siano i contenuti, si sarebbe parlato molto meno, cosa che fra i sacri palazzi era ovviamente ben chiara. Continua a leggere

Come usa i soldi la Chiesa

mensa-caritas_0

Quello dei soldi della Chiesa è un tema che ritorna a più riprese nel dibattito mediatico. Si sente spesso parlare di patrimoni sconfinati, più o meno realistici, e di gestioni opache del denaro. Meno spesso ci si prende la briga di calcolare il contributo sociale (ed economico) che la maggior parte delle attività legate alla Chiesa mette a disposizione del bene comune. Cerchiamo qui di raccogliere alcuni dati significativi.

Si potrebbe partire dal bilancio della Santa Sede:

Ogni anno è possibile conoscere il bilancio consuntivo del Vaticano, per esempio nel 2009 le entrate sono state di circa 250 milioni di euro e le uscite di circa 254 milioni di euro. Nel 2011 c’è stato un disavanzo di quasi 15 milioni di euro. Cifre che potrebbero impressionare, ma per avere un punto di riferimento, John Allen, noto vaticanista del NCR cita l’Università di Harvard che con i suoi 20.000 studenti ha un bilancio di 3,7 miliardi di dollari (circa 2,8 miliardi di euro), cioè 11 volte il bilancio Vaticano. Continua a leggere

L’ironia di Dio più forte dei corvi e di Vatileaks

Gesù scaccia i mercanti dal termpio

di Angelo Busetto
 
Quante volte il Vangelo parla di soldi? Negli ultimi giorni è andato a raffica. Nei Vangeli delle Messe quotidiane segnate nella programmazione liturgica, Mercoledì scorso Gesù raccontava di un tale che progetta di costruire una torre, e siede prima a calcolare se ha i mezzi per portarla a compimento. Giovedì è stata la volta della donna che perde una delle sue dieci monete ed è tutta contenta quando la ritrova, fino a chiamare le amiche; Gesù non dice se avrà speso la moneta per far festa con loro, ma a noi sta bene.

Poi, venerdì Gesù ha messo a disagio tutti i commentatori con la storia dell’amministratore disonesto, lodato dal padrone perché aveva agito con scaltrezza. Non è finita. Ieri Gesù ha parlato di chi non sa maneggiare bene nemmeno la ricchezza disonesta; come gli si potrà affidare quella vera? E nel Vanagelo di oggi ecco i farisei che fan bella figura gettando grosse monete nel tesoro del tempio e la vedova elogiata perché, gettando due monetine, vi ha messo tutto quanto aveva per vivere. Continua a leggere

L’enciclica di Papa Francesco Laudato si’: un inno di lode al Creatore

laudato

Dal sito della Federazione internazionale delle associazioni dei medici cattolici (FIAMC)

Dr. med. Ermanno Pavesi

Segretario generale della Federazione delle Associazioni dei Medici Cattolici FIAMC
 
La nuova enciclica di Papa Francesco Laudato Si’ affronta molte tematiche dell’ecologia: dal problema dei cambiamenti climatici all’inquinamento, dalla questione degli organismi geneticamente modificati alla sperimentazione sugli animali. Si tratta di un testo complesso e che presenta diversi livelli, e c’è il rischio concreto che molti “commentatori” si limitino a estrapolare solo alcune affermazioni per confermare le proprie teorie e sostenere che anche il Papa la pensa allo stesso modo o, in altri casi, a criticare l’enciclica per un presunto ecologismo con un approccio troppo mondano.   Continua a leggere

Alle origini del potere temporale della Chiesa

img4

“Il potere necessario” di mons. Andrea Lonardo aiuta a conoscere la storia per capire meglio l’oggi della Chiesa
 
I ripetuti inviti di papa Francesco a tutti i cristiani ad adottare unostile evangelico di vita nel segno della povertà e della sobrietàripropongono il tema dell’uso dei beni materiali e del potere anche da parte della Chiesa in quanto istituzione. Ma cosa c’è all’origine del “potere temporale” della Chiesa? Su questa vicenda poco conosciuta – accertata ormai da tempo la natura di falso storico della cosiddetta “donazione di Costantino” – fa luce il volume “Il potere necessario. I vescovi di Roma e il governo temporale da Sabiniano a Zaccaria” (Antonianum, Roma) di mons. Andrea Lonardo, direttore dell’ufficio catechistico della diocesi di Roma, che Aleteiaha incontrato. Continua a leggere

Ha ancora senso parlare del diavolo, oggi?

11696834_10204092813747446_1952213582_n

Di seguito un’altra bella meditazione dell’amico Crescenzo Marzano, il quale qui mette in guardia da quell’interpretazione fuorviante della Chiesa come “gerarchia impeccabile”, aiutandoci piuttosto a guardare ad essa come “colonna e sostegno della verità” (1Tm 3,15).
 
Ha ancora senso parlare del diavolo oggi, nell’ “evoluto” mondo del 2015? E se sì, per quali motivi? A queste e ad altre domande ho cercato di rispondere nelle mie precedenti meditazioni. Chi ha avuto la curiosità, e la pazienza, di seguirmi dall’inizio sa già come la penso e le risposte, per gli altri, per chi volesse, basta fare una ricerca con il mio nome, in questo bel blog amico, per trovare gli articoli a riguardo.

Comunque sia, giusto per essere sintetici, è chiaro che la prima risposta è affermativa, la seconda è consequenziale. Se non ha senso parlare del diavolo (e, quindi, credere nella sua esistenza) non si comprende allora l’Incarnazione di Gesù, tantomeno la sua passione e morte, e non si capisce da dove venga l’abisso del Male presente nella millenaria esistenza degli uomini, che attanaglia il mondo, ancora oggi. Continua a leggere

Quelle parole del Papa sull’ansia di novità di chi segue i veggenti

Fedeli in preghiera e Medjugorje

Francesco è tornato a mettere in guardia chi riduce la propria fede alla curiosità per i messaggi e le rivelazioni private. Sabato 6 giugno aveva annunciato l’ormai prossima decisione su Medjugorje. Il caso Conchiglia e le pseudo-rivelazioni fatte arrivare a Benedetto XVI

di ANDREA TORNIELLI

Il Papa mette in guardia chi va alla ricerca dei veggenti per conoscere «la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio», cioè quanti fanno della propria vita un rincorrersi di messaggi, rivelazioni private, segreti, previsioni sul futuro.
 
Nell’omelia di Santa Marta ieri mattina Francesco ha parlato di «quelli che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana» e hanno «dimenticato che sono stati scelti, unti» che «hanno la garanzia dello Spirito» e cercano: «”Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?” Per esempio, no? E vivono di questo. Questa non è identità cristiana. L’ultima parola di Dio si chiama “Gesù” e niente di più». Continua a leggere

Il Papa: no a concezione riduttiva matrimonio, promuovere famiglia

1544382_LancioGrande

“Promuovere la famiglia, dono di Dio per la realizzazione dell’uomo e della donna e quale cellula fondamentale della società”, di fronte a una “concezione riduttiva” del matrimonio che causa anche tra i cristiani “una facilità nel ricorrere al divorzio o alla separazione di fatto”. Questa una delle raccomandazioni del Papa nel discorso consegnato questa mattina ai vescovi di Lettonia ed Estonia, ricevuti in “visita ad limina”. Il servizio di Paolo Ondarza:

Famiglia, cellula fondamentale in una società insidiata da relativismo e secolarismo

“La famiglia, luogo dove si impara a convivere nella differenza”, va promossa. E’ la ferma convinzione espressa dal Papa ai vescovi di Lettonia ed Estonia attivi “in una società a lungo oppressa da ideologie contrarie alla dignità e alla libertà umana” e oggi di fronte ad “altre pericolose insidie, quali secolarismo e relativismo”: la famiglia – spiega Francesco – è “dono di Dio per la realizzazione dell’uomo e della donna creati a sua immagine e “cellula fondamentale della società”. Continua a leggere

Tra Expo e movida, la chiesa by night di don Pino

La chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio a Milano

di Marco Respinti
 
Il logorio della vita moderna, certo. I mille impegni, gli appuntamenti, gli affanni. E poi il lavoro e la famiglia, per carità sacrosanta… E allora un posticino per la preghiera, un attimo di meditazione e di raccoglimento, una breve visita al Santissimo in Chiesa? Belle cose, ci mancherebbe; ma chi ce la fa più? Anche per la Messa domenicale scarseggia il tempo. Ci sono i mestieri da sbrigare, i compiti da portare a termine, quel lavoretto che mi manca solo tanto così per finirlo, i parenti da visitare, la gita per svagarsi… Nessuna di queste cose è in sé cattiva, ma tutte assieme rischiano di travolgerci, fornendoci alibi di ferro. Non abbiamo più il tempo e il tempo ci tiranneggia dettando l’agenda. Per questo san Bernardo di Chiaravalle le cose sane e buone (quelle malvage non le prendeva nemmeno in considerazione) la apostrofava così, «maledette occupazioni».

Ma a Milano non ci sono scuse. La chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, costruita sul Naviglio Grande nel 1556 intorno agli ex voto di un’immagine della Madonna (e ricostruita nel 1909 in stile neogotico incompiuto) e per questo nota in dialetto come gesa de la riva, fa gli straordinari nel cuore della nuova movida. Continua a leggere

Giornata del sollievo. «Non confondiamo le cure palliative con accanimento terapeutico»

aldo-trento-lavoro-ospedale-malati

Domenica 31 maggio è la Giornata del sollievo, per ricordare tutti i malati in Italia che non riescono ad avere accesso alle cure palliative, e fare un po’ di chiarezza sul tema. Ad avere istituito la Giornata del sollievo, giunta alla 14esima edizione, è stata la Fondazione Gigi Ghirotti, fondata in memoria dell’omonimo giornalista affetto da morbo di Hodgkin, che dalle colonne del quotidiano La stampa scrisse della sua malattia fino al 1974, quando morì.

In Italia, il 40 per cento delle persone che soffrono di dolore cronico non riesce ad accedere alle terapie adeguate, per svariate ragioni. Solo tre persone su dieci sono ben consigliate dal proprio medico di famiglia, mentre il restante non sa a chi rivolgersi. Tutto il tempo in cui un malato brancola nell’incertezza è tempo perduto, e possono occorrere fino tre anni per riuscire a trovare il centro medico specializzato adatto. La situazione si complica ulteriormente quando la persona malata si trova in una città piccola, perché i centri di cura solitamente sono lontani da casa, e ciò ne rende ancora più difficile l’accesso. Continua a leggere

Lo strano caso dell’Uganda

Il sentire comune è che l’AIDS sia qualcosa che appartiene al passato. Se parlo di AIDS (e prima di scrivere questo articolo, l’ho fatto), la gente corre con la memoria ad un orribile spot della fine degli anni ottanta, dove una righina viola passava da una persona all’altra.

In realtà l’AIDS è una condizione, alla quale si può passare se si contrae il virus dell’HIV e che oggi è compagna di vita di più di trenta milioni di persone. Inutile andare a cercare tante statistiche, è risaputo che il continente con la maggiore quantità di persone malate è l’Africa ed è arcinoto che è così perché la Chiesa, nella persona del Papa, da Paolo VI in poi, ha intimato agli africani di non usare il preservativo, presidio sanitario fondamentale nella lotta alla diffusione del virus. Continua a leggere

La conversione di Gabriel, dalla sinistra libertaria anticlericale alla Chiesa cattolica.

gabi-martinez

Un economista spagnolo racconta il suo percorso di rivoluzione radicale reso possibile dall’incontro sconvolgente con Angela, che oggi è sua moglie
 
Cresciuto in una famiglia dove la bibbia era Il capitale di Marx, Gabriel “Gabi” Martinez, economista spagnolo oggi 52enne, ha vissuto mezza vita da militante della sinistra estrema, fiancheggiando l’Eta e seguendo uno stile di vita radicalmente “liberal” e anticlericale. Per cadere infine vinto nelle braccia della sua peggior nemica: la Chiesa cattolica. Aveva scoperto, come ha spiegato recentemente alla tv spagnola, che ciò che odiava era in realtà l’unica cosa in grado di risolvere «la mia insoddisfazione».

L’IDEALE DEL PIACERE. «Mio padre era per la società proposta dagli ideologi marxisti», racconta Martinez a tempi.it. «Perciò l’educazione ricevuta in casa nostra non poteva che essere all’insegna dell’uguaglianza e della libertà: le aziende dovevano essere guidate dai lavoratori, tutti i membri di una famiglia avere lo stesso peso, senza alcuna autorità sovrapposta». Continua a leggere

Ragazza atea: “Sono entrata in Chiesa e davanti alla Croce ho sentito il Paradiso”

Schermata-2015-01-08-alle-11.34.02

Era una domenica mattina.
Io e una mia amica ci trovavamo a Campo de’ Fiori. Sedute ad un tavolino con un caffè davanti osservavamo le persone sonnacchiose passare, scambiavamo qualche parola. All’improvviso ho riconosciuto un amico che non vedevo da anni. Si è avvicinato e ci ha chiesto se conoscevamo una piccola chiesa che stava a due passi. Veniva da lì.
“L’ho sempre trovata chiusa, mi sono spesso seduta sui gradini”. Risposi.
“Se andate adesso la trovate aperta. Se vi capita andateci”. Lo ascoltammo. La chiesa era molto piccola e all’interno l’organo riempiva l’aria. Ci permetteva di sentirci fuori tempo, ma nel suo tempo, nel tempo di un’armonia musicale. Continua a leggere

Difendere la famiglia? Qualcosa è più importante.

mostre1-2-300x203

Da I cinque passi
 
Qualcuno ha detto che le parole sono importanti. È un’affermazione che riteniamo giusta, perchè le parole significano la realtà, permettono la comunicazione e la condivisione di senso.
Nel terzo appuntamento con i Cinque Passi al Mistero si parlerà di “famiglia”. Mi sembra che non ci sia parola più vilipesa e abusata. La politica ne parla continuamente, per una sua eventuale ridefinizione, per una sua aleatoria tutela o per un sostegno che alla luce dei fatti mai si realizza. Ma cos’è la famiglia? Qual è la sua origine? È un termine giuridico? Sociologico? Cos’è veramente la famiglia?
Sgomberiamo il campo da equivoci. Aristotele parla di famiglia come del nucleo fondamentale di ogni società. Ma, come spesso accade, se facciamo indagini su ogni istituto umano, ci accorgiamo che i primi a parlarne in termini giuridici furono i romani. Continua a leggere

Papa Francesco: “Non si può appartenere a Cristo al di fuori della Chiesa”

Papa_a_S.M.Maggiore

“Non si può capire Gesù senza sua Madre. Altrettanto inseparabili sono Cristo e la Chiesa, .. non si può capire la salvezza operata da Gesù senza considerare la maternità della Chiesa. Separare Gesù dalla Chiesa sarebbe voler introdurre una «dicotomia assurda», come scrisse il beato Paolo VI. Non è possibile «amare il Cristo, ma non la Chiesa, ascoltare il Cristo, ma non la Chiesa, appartenere al Cristo, ma al di fuori della Chiesa». Infatti è proprio la Chiesa, la grande famiglia di Dio, che ci porta Cristo. La nostra fede non è una dottrina astratta o una filosofia, ma è la relazione vitale e piena con una persona: Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio fattosi uomo, morto e risorto per salvarci e vivo in mezzo a noi. Dove lo possiamo incontrare? Lo incontriamo nella Chiesa, nella nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica. È la Chiesa che dice oggi: “Ecco l’agnello di Dio”; è la Chiesa che lo annuncia; è nella Chiesa che Gesù continua a compiere i suoi gesti di grazia che sono i Sacramenti. (…)  Continua a leggere

“Non commettere atti impuri” se lo è inventato la Chiesa?

10917454_10203775236085096_4689039264094957646_n

(da cattonerd)
 
Durante la trasmissione su “I Dieci Comandamenti”, Roberto Benigni ne ha sparata una grossa, ovvero che la Chiesa si è inventata “non commettere atti impuri”… vediamo che ne pensa Cristo!

Vediamo più nel dettaglio Continua a leggere

I 10 Comandamenti di Benigni, Parte 2: Promossa, o no?

Roberto Benigni i 10 comandamenti

(da cattonerd)
 
Roberto tocca note altissime, ma alle volte stecca. Eppure…
 
È andata in onda ieri sera l’ultima puntata della serie “I Dieci Comandamenti” di Benigni. Se volete sapere cosa ne pensiamo della prima parte, c’è un articolo pronto per voi:
I 10 Comandamenti di Benigni – Prima Parte: Promossa ma…

Noi cattolici sapevamo che, nonostante qualche frecciatina contro Santa Romana Chiesa già scoccata nella prima puntata, nella seconda parte ne avremmo potute sentire di cotte e di crude, e purtroppo così è stato.
Devo ammettere che, arrivati al VI Comandamento, dentro di me ci sia stato un flusso anomalo di sangue verso il cervello. Già… ma poi, a mente lucida e dirigendo il suddetto sangue verso il cuore, mi sono preparato a scrivere quanto tra poco leggerete.  Continua a leggere

Il Signore non abbandonerà mai la sua Chiesa

i fedeli devono prendere coraggio

“I fedeli devono prendere coraggio perché il Signore non abbandonerà mai la sua Chiesa. Pensiamo come il Signore ha placato il mare in tempesta e le sue parole ai discepoli: ‘Perché avete paura, gente di poca fede?’. Se questo periodo di confusione sembra mettere a rischio la loro fede, devono solo impegnarsi con più forza in una vita veramente cattolica. Ma mi rendo conto che vivere di questi tempi dà una grande sofferenza.”

Cardinale Raymond Leo Burke

(fonte: quadrotti.blogspot.it)